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CONOSCERE IL TETANO.


San Marino di Bentivoglio

San Marino di Bentivoglio

CHE COS’E’ IL TETANO

Il tetano è una grave malattia infettiva acuta, l’infezione è sostenuta da un batterio il clostridium tetani che CRESCE IN ASSENZA DI OSSIGENO (anaerobio obbligato), ed è presente in natura sia in forma vegetativa sia sotto forma di spore. Il germe in forma vegetativa produce una tossina, detta tetanospasmina (tossina tetanica), che è neurotossica e causa i sintomi clinici della malattia. Si tratta di una tossina estremamente potente, tanto che la quantità letale per un uomo è di circa 2,5 ng/kg.

SORGENTI DI INFEZIONI E MODALITA’ DI TRASMISSIONE

Il bacillo del tetano vive comunemente nell’intestino degli animali erbivori dove la forma vegetativa si moltiplica attivamente senza provocare danno. Una volta espulsi con le feci, i bacilli, trovando condizioni ambientali avverse, assumono la forma di spore, estremamente resistenti: le spore possono sopravvivere all’ebollizione prolungata ed alle basse concentrazioni dei comuni disinfettanti; in ogni modo resistono nell’ambiente esterno per molti anni. Le spore del tetano, grazie alla loro resistenza, sono ubiquitarie, ma si trovano specialmente nei terreni concimati, nei fanghi, nelle polvere delle strade e delle abitazioni.

E’ possibile infettarsi allorquando ci si ferisce con un oggetto contaminato dalle spore del tetano, o una ferita viene successivamente inquinata con le spore stesse. Particolarmente pericolose sono le ferite contaminate con terreno, polvere di strada o feci di animali, specie se queste ferite sono profonde e si presentano anfrantuose, con presenza di materiale necrotico o di materiale estraneo ritenuto (schegge, chiodi, terriccio): il motivo di questa pericolosità risiede nel fatto che le spore del tetano, per assumere la forma vegetativa e moltiplicarsi, hanno bisogno di un ambiente povero di ossigeno e con scarsa irrorazione sanguigna; sono perciò, pericolose anche le ferite da arma da fuoco, le ferite da schiacciamento, le ferite da morso di animali, le ustioni ed i congelamenti. Il tetano è una malattia infettiva, perchè è causata da uno specifico bacillo penetrato accidentalmente in una ferita con le modalità appena descritte, non è peraltro contagiosa, poichè non è in alcun modo trasmissibile da un soggetto malato ad uno sano.

LA MALATTIA

Qualora la ferita sia inquinata dalle spore del tetano, si realizzino le condizioni locali appena citate e il soggetto non sia immune, è possibile la trasformazione alla forma vegetativa, che si moltiplica velocemente, senza dare alcun segno di infiammazione e rimanendo strettamente localizzata nel contesto della ferita. Nel frattempo, però viene prodotta una notevole quantità di esostossina, estremamente neurotossica: si pensi che la sua azione è simile a quella della stricnina, il potente veleno estratto della noce vomica. Questa esotossina raggiunge il sistema nervovo centrale (SNC) attraverso due vie: risalendo le fibre delle cellule nervose che innervano i muscoli vicini alla sede della lesione e tramite l’assorbimento effettuato dai vasi linfatici, che assorbono la tossina e la trasportano al circolo sanguigno; dal circolo sanguigno essa viene, portata al midollo spinale e al cervello, dove esplica la sua potente azione tossica.

Tutto ciò avviene durante il periodo di incubazione, che varia da 1-2 giorni fino a diversi mesi, ma in genere la maggior parte dei casi si sviluppa dai 7 ai 14 giorni dopo la lesione. Il periodo di incubazione dipende soprattutto dal tipo, estensione e localizzazione della ferita. Quanto più breve il periodo di incubazione, tanto più grave risulta il decorso della malattia (Schematicamente, il tetano grave ha un periodo di incubazione inferiore alle 48 ore, quello di media gravità tra le 48 e 72 ore, le forme lievi si manifestano dopo 72 ore dalla ferita).

I SINTOMI

I primi segni della malattia sono rappresentati da febbricola, irritabilità, cefalea e dolori localizzati in vicinanza della ferita.

Segue la comparsa di spasmi muscolari dolorosi e prolungati che possono essere localizzati in vicinanza della ferita, ma più comunemente si estendono gradualmente a tutta la muscolatura volontaria: in questo caso la prima muscolatura ad essere colpita è quella della mandibola, con impossibilità ad aprire la bocca; segue la contrattura dei muscoli del volto, che imprime allo stesso il cosiddetto “riso sardonico”, del collo, del dorso con caratteristico inarcamento in avanti della schiena, del torace con la comparsa di episodi asfittici, dell’addome, degli arti superiori che si presentano in flessione e di quelli inferiori che si presentano in estensione. A distanza variabile dalla comparsa delle contratture, insorgono crisi spastiche accensionali estremamente dolorose, abitualmente scatenate da stimoli esterni visivi, sonori e tattili o da movimento volontari accompagnate da sudorazione profusa, febbre alta, elevata frequenza cardiaca e ipertensione arteriosa. La mortalità si aggira al 50% e interessa soprattutto i bambini, gli anziani ed i soggetti con patologie croniche preesistenti. La morte sopraggiunge di solito per disturbi del ritmo cardiaco, per insufficienza cardiaca o per episodi asfittici.

NON ESISTONO TEST DI LABORATORIO PER CONFERMARE LA DIAGNOSI, CHE E’ ESSENZIALMENTE CLINICA.

LE MISURE DI PREVENZIONE

La prevenzione della malattia si basa sulla vaccinazione, il vaccino è costituito dall’anatossina, cioè della tossina tetanica trattata in modo da perdere la sua tossicità, mantenendo però la capacità di stimolare la produzione di anticorpi protettivi.

VACCINAZIONE DI ADULTI E DI BAMBINI DI ETA’ SUPERIORE A 7 ANNI

Per i bambini di età superiore a 7 anni, mai vaccinati in precedenza, è consigliato l’uso di vaccino antitenico-difetrico per adulti (Td), contenente soltanto 2 Lf di anatossina difterica.

Il ciclo di vaccinazione raccomandata sia per i bambini di età superiore a 7 anni che per gli adulti prevede un ciclo di base di 3 somministrazioni di Td nel deltoide ai tempi:

1° dose: tempo 0,
2° dose: a 4 o 8 settimane dalla 1° dose,
3° dose: a 6 – 12 mesi dalla 2° dose.

LA 1° DOSE DI RICHIAMO DOPO 10 ANNI, DAL COMPLETAMENTO DEL CICLO VACCINALE DI BASE.

INTERRUZIONE DEL CICLO VACCINALE

Il prolungamento degli intervalli raccomandati tra le varie somministrazioni del ciclo di base non pregiudica, entro certi limiti, l’efficienza della risposta anticorpale.

Non è pertanto necessario ricominciare il ciclo primario qualora non siano trascorsi più di 12 mesi tra la prima e la seconda dose, e più di 5 anni tra la seconda e la terza.

Numerosi studi dimostrano che la memoria immunologica viene conservata anche quando gli intervella tra la prima e la seconda dose siano più lunghi, tuttavia è opportuno un atteggiamento prudente nella valutazione di questi dati, per possibili differenze, anche notevoli, delle risposte individuali e anche delle risposte osservate in diverse aree geografiche.

Si consiglia quindi l’avvio di un nuovo ciclo di base in caso di superamento degli intervalli sopra indicati.

Per quanto riguarda le dosi di richiamo, queste potranno essere somministrate, senza necessità di cominciare un nuovo ciclo, anche ad intervalli superiori a 10 anni.

CONTROINDICAZIONI ED EFFETTI INDESIDERATI

La vaccinazione deve essere, di norma, differita in caso di malattie febbrili in atto; affezioni minori, quali raffredori ed altre infezioni delle vie aeree superiori, non costituiscono controindicazioni, anche temporanee, alla vaccinazione; ugualmente non è necessario rimandare la vaccinazione in caso di trattamenti con cortisonici per uso locale o per uso sistemico a basso dosaggio, e in caso di affezioni cutanee quali dermatosi, infezioni cutanee localizzate.

Persone con alterazioni dell’immunocompetenza per effetto di trattamenti immunosoppressori possono rispondere in maniera non ottimale, pertanto è opportuno, a meno di diverse indicazioni d’urgenza, differire la vaccinnazione finchè non sia trascorso almeno un mese dall’interruzione del trattamento, in caso di rischio immediato, è opprortuno somministrare, oltre al vaccino, anche le immunoglobuline antitetaniche.

La condizione di sieropositovità per HIV non costituisce di per se stessa una controindicazione alla vaccinazoione tetanica.

LO STATO DI GRAVIDANZA NON CONTROINDICA LA SOMMINISTRAZIONE DI VACCINI A BASE DI ANATOSSINA, in alcuni paesi, anzi, il vaccino è raccomandato per le donne in gravidanza, ai fini della prevenzione del tetano neoantale.

Gli effetti indesiderati segnalati più frequentemente in associazione con la vaccinazione antitetanica e antitenica-difetrica sono costituiti DA REAZIONI NEL PUNTO DI INOCULAZIONE (eritema, tumefazione, indurimento, dolore). Inoltre, vengono segnalati febbre e malessere generale di lieve entità. Reazioni generalizzate piu’ severe, quali iperpiressia di grado elevato o manifestazioni di ipersensibilità immediata (orticaria generalizzata, difficoltà respiratoria, asma, shock anafilattico) sono molto meno frequenti.

TRATTAMENTO PROFILATTICO DELLE FERITE

La prima cosa da fare, se la ferita non è particolarmente seria, è pulire accuratamente la ferita, allontanando frustoli necrotici, coaguli di sangue e corpi estranei, con garze sterili e irrigare copiosamente la ferita con acqua ossigenata.

E’ importante coconoscere lo stato vaccinale contro il tetano del traumatizzato perchè, a seconda di questo, varia molto il trattamento profilattico succssevio.

Chi è regolarmente vaccinato (ha cioè, ricevuto 3 dosi di vaccino nei tempi prescritti) ed è andato incontro ad una ferita non contaminata e di poca importanza dovrà ricevere subito una dose di vaccino solo se sono passati più di 10 anni dalla somministrazione dell’ultima dose. Se invece, è andato incontro ad una ferita contaminata e più grave, dovrà ricevere subito una dose di vaccino se sono passati più di 5 anni dalla somministrazione dell’ultima dose.

Chi non è regolarmente vaccinato (ha cioè ricevuto meno di 3 dosi di vaccino o non ne ha ricevute, oppure il suo stato vaccinale è ignoto) dovrà ricevere subito (al massimo entro 24 ore dalla ferita), soprattutto se la ferita è grave e potenzialmente contaminata, il siero antitetanico (immunoglibuline specifiche antitetaniche di origine umana) e il vaccino antitetanico (entrambi somministarti per via intramuscolare, ma in sedi corporee diverse) da completare eventualmente con con altre sedute vaccinali a seconda dello stato vaccinale precedente.

Le domande più frequenti

Più di trenta anni fa mi sono vaccinato contro il tetano con tre dosi somministarte secondo calendario: sono immune? Se non lo sono, devo rifare il ciclo vaccinale completo?

Dopo trenta anni da un ciclo di base regoalrmente eseguito è possibile che il livello anticorpale specifico contro il tetano sia piuttosto basso e tale da non proteggerla nei confronti della malattia; sarà peraltro, sufficiente che si sottoponga esclusivamenete ad un’unica seduta vaccinale di richiamo.

Sono al quinto mese di gravidanza e non sono mai stata vaccinata contro il tetano; il mio ginecologo mi ha consigliato la somministarzione del vaccino antitetanico prima del parto: ma non è controindicata in gravidanza?

Non solo non è controindicata, ma è addiriturra raccomandata la somministrazione di almeno 2 dosi di vaccino antitetanico (possibilamente associato all’antidifterico) alle gestanti non precedentemente vaccinate: la prima dose va asomministarta a partire dal 5° mese di gravidanza, la seconda dopo 6 -8 settimane e comunque almeno 2 settimane prima del parto: il passaggio di anticorpi antitetanici per via plancetare protegge il neonato dalla possiobile insorgenza della malattia. Nelle donne regolarmente vaccinate, la cui ultima somministrazione data da più di 10 anni, è indicato, un richiamo vaccinale da effettuare dal 5° all’8° mese di gravidanza

Quando ero giovane mi sono ammalato di tetano; nella mia vita non mi sono mai vaccinato contro il tetano: mi posso considerare immune nei confrontin della malattia?

Assolutamente no: il tetano è una malattia infettiva che non genera uno stato di immunità in chi la contrae. E’ quindi opportuno che si sottoponga al ciclo vaccinale di base coompleto.

Circa 15 giorni fa sono stato sottoposto alla somministarzione di siero antitetanica; ora vorrei anche vaccinarmi nei confronti del tetano: posso farlo subito o devo attendere?

Se necessaria, la dose di vaccino viene somministarta contemporaneamente al siero iperimmune antitetanico; ciò nonostante non vi è alcuna controindicazione ad effettuuare la somministarzione di vaccino antitetanico, se nei giorni precedenti è stato inietato il siero iperoimmune.

E’ più di un mese che assumo un coirtisconico per bocca ad alto dosaggio: posso vaccinarmi lo stesso?

In questi casi è bene consulatre il proprio medico di famiglia, ma anche se non vi è una controindicazione vera e propria in questo caso e per questo tipo di vaccino, laddove la valuatzione della situazione lo cosenta, è bene attendere almeno un mese dalla sospensione di questo tratttamento farmacologico per essere sottoposti alla vaccinazione, in quanto la deposizione immunitaria prodotta dal cortisonico potrebbe determinare una scarsa risposta dell’organismo al vaccino e quindi una sua inefficacia.

Sono quasi 5 giorni che assumo antibiotici per bocca: posso vaccinarmi contro il tetano oggi, oppure devo attendere?

Dipende dalla malattia che ha condotto alla prescizione di antibiotici, per cui è sempre bene consultare il proprio medico di famiglia; non vi è peraltro, in linea di massima una controindicazione generale alla assunzione contemporeanea di antibiotici e vaccino antitetanico.

Regione Emilia Romagna
Ministero della Salute.

CASSIS - FRANCE.

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TETANO.


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