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STORIA NATURALE DEL CARCINOMA DEL COLON RETTO (CCR).


CHE COS’E’ E COME SI PREVIENE IL CARCINOMA COLON RETTO (CCR)

Il CCR è la seconda causa di morte per tumore.
Esistono chiare evidenze che la riduzione della mortalità per CCR può essere ottenuta attraverso l’identificazione e il trattamento della neoplasia in stadio precoce e soprattutto con l’asportazione dei polipi adenomatosi, precursori del CCR. Infatti la maggior parte dei CCR sono adenocarcinomi e sono il risultato della trasformazione di un polipo adenomatoso attraverso la sequenza adenoma-carcinoma.
La sopravvivenza a cinque anni è correlata allo stadio della neoplasia: 90% circa nello stadio A di Dukes, 50-60% nel B, 35% CIRCA NELLO STADIO C.
E’ ACQUISIZIONE RECENTE CHE LO SVILUPPO, la crescita e la eventuale trasformazione maligna dei polipi adenomatosi sono associate all’accumulo di alterazioni di oncogeni e geni oncosoppressori. Talune alterazioni genetiche, quando ereditate e presenti in tutte le cellule dell’organismo, predispongono all’insorgenza dei CCR ereditati. Più frequentemente i fattori ambientali alterano direttamente, nel corso della vita, il DNA delle cellule epiteliali della mucosa intestinale, inducendo o sostenendo la progressione tumorale. L’attuale obiettivo è ridurre in modo significativo l’incidenza e la mortalità per CCR attraverso varie strategie:

  • PREVENZIONE PRIMARIA
  • PREVENZIONE SECONDARIA
  • DIAGNOSI TEMPESTIVA
  • SORVEGLIANZA SOGGETTI A RISCHIO ELEVATO
  • INFORMAZIONE DELLA POPOLAZOIONE

PREVENZIONE PRIMARIA

Obiettivo della prevenzione primaria è l’identificazione e modiifcazione degli agenti eziologici ambientali. Le insufficienti ed alquanto discordanti informazioni che provengono da studi epidemiologici e sperimentali, peraltro difficilmente traferibli nella pratica, non permettono amcora di strutturare interventi di prevenzione primaria.
Attualmente sono possibili generici consigli di igiene alimentare:

  • riduzione globale degli alimenti ad alto apporto calorico
  • aumento del consumo di alimenti con fibre e scorie.

PREVENZIONE SECONDARIA

L’identificazione e l’asportazione endoscopica dei polipi adenomatosi interrompe la sequenza adenoma-carcinoma. Questa è la più efficace prevenzione del CCR. Studi multicentrici controllati permettono di affermare che l’asportazione di tutti gli adenomi riduce l’incidenza attesa di CCR dell’80-90%.

DIAGNOSI TEMPESTIVA

Soggetti che presentano sintomi suggestivi, “di allarme” per CCR e/o polipi adenomatosi devono essere sottoposti ad accertamenti al fine di identificare la neoplasia in tempo utile per una terapia efficace.

SINTOMI DI ALLARME

  • rettorragie
  • presenza di sangue e muco nelle feci
  • tenesmo
  • defecazione in più tempi ravvicinati
  • stipsi di recente insorgenza
  • senso di incompleta evacuazione
Tour Eiffel- giugno 2009.

Tour Eiffel- giugno 2009.

TEST DIAGNOSTICI

  • esplorazione digitale rettale
  • colonscopia
  • rettosigmoidoprevenzione secondaria del carcinoma rettscopia più clisma a doppio contratso ( se non è possibile fare la colonscopia).

Questi sintomi, non caratterizzano solo le neoplasie ma possono essere indicativi anche per altre patologie di tipo infiammatorio o funzionale, per queste comunque deve essere sempre prevista la diagnosi differenziale.

SORVEGLIANZA DEI SOGGETTI A RISCHIO ELEVATO PER CCR

Rischio personale o familiare:

Soggetti con due o più parenti di 1° grado (genitori, fratelli, figli) affetti da CCR e/o ADENOMI

  • Colonscopia o rettosigmoidoscopia e clisma doppio contratso ogni 5 anni con inizio dai 45 anni

PAZIENTI GIA’ OPERATI PER CCR E/O ADENOMI

  • Colonscopia dopo un anno dall’intervento se normale, se libero da adenomi, successiva colonscopia ogni 3 anni.

PAZIENTI CON LUNGA STORIA DI ESTESA COLITE ULCEROSA O MALALTTIA DI CROHN

  • Colonscopia ogni 3 anni per sorprendere displaisa, indicatore di rischio per CCR

Sindrome genetiche:

  • Poliposi adenomatosa familiare
  • Poliposi ereditarie (Gardner, Turcot, Peutz-Jeghers, Giovanile)
  • Stoira familiare di cancro colorettale ereditario (sindrome di Lynch).

SCREENING

In circa l’80% di nuovi casi, il CCR si riscontra in soggetti asintomatici ed in assenza di conosciuti fattori di rischio. L’incidenza aumenta con l’età, pertanto ai soggetti con età superiore ai 50 anni dovrebbe essere proposto lo screening con l’obiettivo di identificare individui con carcinoma o adenomi.

TEST DI SCREENING

  • RICERCA di sangue occulto nelle feci annualmente (su 3 defeczione consecutive) se positivo, Il corretto approfondimento diagnostico è la colonscopia, in alternativa rettosigmoidoscopia e clisma a dopppio contrasto.
  • Rettosgmoidoscopia ogni 5 anni che comporta una riduzione della mortalità per CCR del 40-50% in quanto tale esame esplora solo parzialmente il grosso intestino. Polipi evidenziati possono essere asportati endoscopicamente; ma comunque deve essere consigliata l’esplorazione di tutto il colon, per escludere altre proliferazioni nei distretti non esplorati.
  • Abbinamento sangue occulto nelle feci annualmente e rettosigmoidoscopia ogni 5 anni, questa strategia aumenta in percentuale il riconoscimento di lesioni neoplastiche.
  • Clisma a doppio contratso ogni 5-10 anni non può essere considerato un valido test di screening: può evidenziare piccoli polipi, non permette l’esecuzione di biopsie, nè l’asportazione di polipi. Nei casi dubbi, è sempre indicata l’esecuzione di colonscopia.
  • Colonscopia ogni 10 anni.

La colonscopia permette la visualizzazione di tutto il colon, l’identificazione ed asportazione di tutti i polipi e la possibilità di eseguire biopsie. La colonscopia ogni 10  anni può essere considerata il più efficace test di screening.

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