IMPOTENZA ERIGENDI DA FARMACI.


La Fée de la Pierre - Draguignan.

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IMPOTENZA DA FARMACI.

La farmacoviglianza.

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IPOTIROIDISMO SUBCLINICO O LATENTE.


DEFINIZIONE

L’ipotiroidismo subclinico è definito dall’aumento del TSH < 10 microIU/ml con FT4 e FT3 nella norma, con sintomi clinici assenti o sfumati.
Dati della letteratura danno una prevalenza del 5% nelle donne e del 3% negli uomini che aumenta con l’età.

  • Nella maggiore parte dei casi l’ipotiroidismo subclinico rimane stabile nel tempo (70-80% a 10 anni),
  • in una piccole percentuale può regredire,
  • ma in percentuale variabili evolve verso l’ipotiroidismo conclamato, questo quadro è più frequente nelle forme autoimmune con gli anticorpi antitireoperossidasi positivi  (AbTPO positivi).

COSA BISOGNA FARE QUANDO TROVIAMO IL TSH ALTO?

  • La prima cosa da fare è ripetere l’esame, dopo 2 0 12 settimane per escludere una anomalia transitoria, e aggiungiamo all’esame del sangue, anche FT4.
  • FT4 ci permette di valutare il grado di gravità dell’ipotiroidismo,
  • inoltre, bisogna misurare AbTPO per escludere una patologia autoimmune (tiroidite di Hascimoto), che è la causa principale dell’ipotiroidismo.

A COSA SERVE MISURARE GLI ANTICORPI ANTITIROIDEI?

Il dosaggio degli anticorpi antitiroidei, ci dà una indicazione sulla decisione terapeutica.
In presenza di ipotiroidismo subclinico, asintomatico e senza la presenza di un gozzo:

non ci è di aiuto la misurazione sierica del FT3, essendo la causa principale la tireopatia autoimmune, andrà eseguito, oltre all’ecografia, anche il dosaggio degli anticorpi antitireoperossidasi (AbTPO).

EZIOLOGIA DELL’IPOTIROIDISMO SUBCLINICO

  • La causa principale è la tireopatia autoimmune,
  • pregressa terapia con radioiodio,
  • Cause iatrogene:
    • sovradosaggio farmaci antitiroidei,
    • Litio,
    • Amiodarone,
    • Interferone alfa.

POPOLAZIONE A RISCHIO DA SORVEGLIARE

La popolazione a maggior rischio :

  • pazienti affetti da Sindrome di Down,
  • donne nel post-partum (entro 6 mesi),
  • donne in menopausa,
  • pazienti con ipercolesterolemia specie se non sensibile alla dieta,
  • pazienti con FA o scompenso cardiaco,
  • pazienti con familiarità per tireopatie, specie se donne
  • pazienti con altre malattie autoimmuni (vitiligine…)
  • pazienti anziani
  • pazienti con diabete mellito tipo 1.

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Prise en charge de l\’hypothyroidie.

COME FARE DIAGNOSI?

Dosaggio del TSH
Se è nella norma, in pazienti asintomatici, sembra ragionevole ripeterlo dopo 5 anni, salvo cambiamenti nel quadro clinico.

Se è < 10 uU/ml il completamento diagnostico prevede il dosaggio di FT4 e AbTPO.

  • Il dosaggio dell’FT4 serve alla definizione della condizione di ipotiroidismo subclinico,
  • il dosaggio degli AbTPO ha un significato prognostico, anche se la loro negatività non esclude la patogenesi autoimmune.

COSA NON E’ APPROPRIATO CHIEDERE

Come primo screening FT3, FT4 e TSH

  • anche in caso di TSH alterato in pazienti asintomatici un intervallo di tempo tra il dosaggio del TSH e il completamento diagnostico non comporta cambiamenti nel management.

RIPETERE IL DOSAGGIO DI AbTPO:

  • anche se il loro titolo cambia non ha significato clinico.

Il dosaggio di anti-TPO=Ab anti-microsomiali e Ab Tg:

  • Gli anti-TPO e anti-microsomiali sono la stessa cosa e gli anticopri anti-tireoglobulina servono solo in situazioni particolari (quando serve il dosaggio della tireoglobulina per il follow up dei carcinomi differenziati per evidenziare falsi negativi).

ABBIAMO UN IPOTIROIDISMO SUBCLINICO COSA FACCIAMO?

Vista la storia naturale prima di tutto ricontrollare TSH dopo 6 mesi, soprattutto se si tratta di una forma autoimmune,

Se si conferma l’ipotiroidismo è appropriata la richiesta di una ecografia tiroidea:

  • ecografia può essere nella norma,
  • più spesso ha un pattern ecografico tipico della tiroidite cronica autoimmnune con presenza di setti fibrosi, pseudonoduli e aree nodulari iperecogene.
  • questi noduli non richiedono diagnosi citologica su agoaspirato.

L’ecografia in assenza di modificazioni cliniche, non va ripetuta.

QUANDO BISOGNA TRATTARE L’IPOTIROIDISMO SUBCLINICO

L’ipotiroidismo subclinico di base non richiede terapia, se non:

  • IN GRAVIDANZA,
  • Quando coesiste una iperlipidemia non sensibile alla dieta,
  • Quando c’é storia di scomepnso cardiaco,
  • Quando ci sono segni e sintomi suggestivi per ipotiroidismo (ex iuvantibus).

La terapia va monitorata per non passare a un sovradosaggio con il TSH e FT4.

QUANDO INVIARE ALL’ENDOCRINOLOGO?

Se il TSH diventa > 10 uU/ml,

ipotiroidismo subclinico in gravidanza

  • perchè esiste l’indicazione assoluta alla terapia sostitutiva

Ipotiroidismo subclinico con scompenso cardiaco

  • perchè va valutata la opportunità di iniziare la terapia tenendo conto anche del possibile rischio di aritmie

Ipotiroidismo subclinico con sintomatologia suggestiva per ipotiroidismo

  • Anche in questo caso la valutazione se iniziare o meno una terapia sostitutiva è complessa.

FOLLOW UP

Se non c’é indicazione alla terapia, il follow up richiede solo il controllo periodico del TSH:

  • Dopo il primo controllo a sei mesi, annuale, se satbile biennale,
  • E’ appropiato il controllo annuale del profilo lipidico.

L’invio all’endocrinologo (nelle donne in età fertile) è limitato alla gravidanza, o se il TSH diventa > 10 uU/ml.

Se si instaura la terapia, il follow up prevede il controllo periodico di TSH e FT4:

  • annuale.

L’invio all’endcorinologo può essere motivato da un cambiamento del quadro clinico o delle ragioni che hanno posto l’indicazione alla terapia.

Réserve Africaine de Sigean - Parc Zoologique.

IPOTIROIDISMO CONCLAMATO
QUANDO L’IPOTIROIDISMO PUO’ DIVENTARE PERICOLOSO

QUANDO L’IPOTIROIDISMO E’ CONCLAMATO?

TSH > 10 uU/ml
con FT3 e Ft4 ridotti.

Le cause sono fondamentalmente due:

  • tiroidite autoimmune
  • da cause ablative:
    • tiroidectomia,
    • terapia con radioiodio.

COME FACCIO LA DIAGNOSI?

I sintomi classici dell’ipotiroidismo:

  • astenia,
  • intolleranza al freddo,
  • stipsi,
  • cute secca,
  • perdita dei capelli,
  • mixedema,
  • bradicardia e bradicinesia,
  • rallentamento cognitivo, non sempre sono conclamati e spesso ci sono altre patologie confondenti sepcie  nell’anziano.

anche qui fondamentale è il TSH, ma occorre completare la diagnosi con:

  • FT3 e FT4,
  • anticorpi anti-TPO,
  • l’aspetto ecografico è quello di una tireopatia cronica autoimmune.

A QUALI PAZIENTI FARE PIU’ ATTENZIONE?

Una particolare attenzione occorre averla con i pazienti anziani perchè i sintomi possono essere sfumati o confusi con un detrioramento cognitivo e fiscio dovuto all’età o a una sindrome depressiva.
Occorre una attenzione in più alle associazioni autoimmuni in particolare alla vitiligine specie se è estesa per la possibile associazione non solo con l’ipotiroidismo, ma anche con altri disordini autoimmuni come l’iposurrenalismo e la gastrite atrofica con deficit di B12.

IPOTIROIDISMO E CUORE

  • Fin dal 1883 si era riconosciuto il rapporto tra ipotiroidismo conclamato e atrerosclerosi su sutdi autoptici.
  • Ci sono sostanziali evidenze che l’ipotioridismo conclamato aumenti i livelli circolanti di colesterolo LDL dovuto a un rallentamento del suo catabolismo e aumenti l’ossidaziione delle LDL verso composti più aterogeni, reversibili con la terapia sostitutiva con tiroxina.
  • altri studi dimostrano che l’ipotiroidismo può aumentare la pressione diastolica per aumento delle resistenze periferiche.

IPOTIROIDISMO E NUOVI FATTORI DI RISCHIO

  • Nell’ipotiroidismo è stato un aumento della omocisteina, della PCR e della disfunzione endoteliale, tutti reversibili con T4 anche se gli studi sono piccoli,
  • Quindi l’ipotiroidismo conclamato è associato ad un aumento del rischio di aterosclerosi.

TIROXINA E CARDIOPATIA ISCHEMICA

  • Esiste accordo sulla utilità della terapia sostitutiva con tiroxina nell’ipotiroidismo conclamato,
  • d’altra parte lo stato di rallentamento del metabolismo tipico dell’ipotiroidismo riduce il consumo di ossigeno dei tessuti e il lavoro cardiaco, per cui iniziando la terapia con tiroxina si può scatenare una crisi anginosa,
  • questo porta a iniziare la terapia con dosi basse (intorno ai 25 µg/die) e aumentare gradualmete soprattutto nei pazienti con cardioptaia ischemica.

QUANDO INVIARE ALL’ENDOCRINOLOGO

  • Per l’impostazione della terapia e fino a normalizzazione del TSH soprattutto se ci sono co-patologie e in particolare cardiopatie,
  • in gravidanza,
  • quando i valori di TSH non si normalizzano, evento raro in cui occorre pensare a situazioni diverse come una resistenza al T4.

FOLLOW UP

  • Unico esame indicato è il TSH,
  • il timing è a 3 e 6 mesi poi annuale o biennale, dopo due o tre controlli nella norma.
  • il valore del TSH serve a verificare l’adeguatezza della posologia della tiroxina:
    • se al di sopra della norma si aumenta di 25 µg/die,
    • se è al di sotto della norma si riduce di 25 µg/die.
  • ripetre il dosaggio degli AbTPO è inappropriato,
  • ripetere l’ecografia non aggiunge nulla al management dell’ipotiroidismo, quindi inappropriato.
  • il follow-up può essere affidato al medico di medicina generale, salvo problemi.

RICORDIAMO CHE LA TIROXINA PUO’ FARE MALE

  • La tiroxina nelle donne in post-menopausa riduce del 9% la massa ossea rispetto ai controlli, ma i valori di TSH erano soppressi per cui si trattava di uno stato di ipertiroidismo subclinico iatrogeno,
  • allo stesso modo uno studio osservazionale ha osservato in persone >60 anni che valori bassi di TSH erano associati ad un aumento di rischio di fibrillazione atriale a 10 anni (aumento del rischio relativo di 3,1),
  • questo è il motivo per cui la pososlogia va attentamente controllata.

UNA COSA SCONTATA … MA NON TROPPO

  • La biodisponibilità della tiroxina non è elevata e il suo assorbimento è influenzato dal cibo,
  • quindi va assunta al mattino a digiuno,
  • sembra una cosa semplice, ma occorre sempre verificare la correttezza della assunzione:
    • al mattino a digiuno (non con il caffè magari con zucchero e latte) e almeno mezz’ora prima di fare colazione.
  • uno stratagemma da suggerire è lasciare il blister sul comodino.

dott.ssa Lina Bianconi.

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REAZIONI AVVERSE DA MEZZI DI CONTRASTO.


I mezzi di contrasto sono ampiamente utilizzati durante l’esecuzione di indagini strumentali (TAC e RMC e più recentemente nelle ecografie). Quelli maggiormente impiegati sono i mezzi di contrasto iodati, utili nel differenziare le aree normali da quelle patologiche. Poichè la loro somministrazione non è esente da rischi, in alcuni pazienti, ad esempio nei soggetti con alterazione della funzionalità renale, è preferibile evitarne l’utilizzo.

MEZZI DI CONTRASTO IODATI

Si tratta di composti dell’acido 2,4,6 tri-iodobenzoico. Sono classificati in ionici e non-ionici. Possono avere un’elevata osmolalità (monomeri ionici) o bassa osmolalità (dimeri ionici, monomeri non-ionici come iopromide, e dimeri non-ionici). L’osmolalità, la viscosità e il contenuto di iodio sono strettamente correlati. Gli effetti avversi aumentano con una maggiore osmolalità. E’ preferibile utilizzare i diemri non-ionici per la minore osmolalità e minore chemiotossicità. Tuttavia, sono più viscosi rispetto ai monomeri non-ionici e più costosi.
Lopamidolo è un monomero non-ionico ampiamente utilizzato con un’osmolalità due volte superiore a quella del plasma ad una concentrazione di 300 mg di iodio/ml, mentre Iodixanolo è un dimero non-ionico, che ad una concentrazione di 300 mg di iodio/ml ha un’osmolalità che si avvicina a quella del plasma (290 mOsmol/kg). A causa del costo elevato, viene utilizzato solo nei casi in cui l’osmolalità può alterare la qualità dell’esame (es. angiografia coronarica con TAC cardiaca e angiografia degli arti inferiori per severa ischemia).
Gli agenti ionici controindicati per uso intratecale.

MEZZI DI CONTRASTO NON IODATI (ES. GADOLINIO)

Sono utilizzati sopratutto nelle ecografie e nella risonanza megnetica. Sono necessarie quantità superiori per ottenere un’adeguata risoluzione del contrasto. Vengono utilizzati soprattutto nei casi in cui gli agenti iodati siano controindicati o nei soggetti ipersensibili.
Tuttavia, presentano notevoli limiti di tipo tecnico. Non devono essere utilizzati nelle angiografie effettuate sopra il diaframma o quando è presente uno shunt destro-sinistro, per evitare eventi ischemici cerebrali.

Saint Paul de Vence - France.

REAZIONI AVVERSE

Sebbene di solito i mezzi di contrasto siano ritenuti sicuri, talvolta si possono verificare reazioni avverse.

REAZIONI DI IPERSENSIBILITA’

Le reazioni di ipersensibilità associate a mezzi di contrasto includono le reazioni anafilattiche che possono essere o meno mediate da IgE, con attivazione di mastociti, coagulazione, chinine e complemento, inibizione di enzimi ed aggregazione piastrinica.
in <3% dei pazienti si verificano reazioni lievi in associazione a mezzi di contrasto a bassa osmolarità che consistono in rash, nausea, flushing o orticaria. Le reazioni di grado moderato-severo includono broncospasmo e dispnea, angioedema, spasmo dell’arteria coronarica, ipotensione, aritmia, scompenso cardiaco e perdita di coscenza.

Le reazioni severe sono rare e si verificano in <0.04% dei pazienti a cui si viene somministrato un mezzo di contrasto iodato non-ionico. La mortalità dovuta a reazioni a mezzi di contrasto è bassa (<1/100.000).
Nei soggetti anziani, la mortalità associata a di mezzi di contrasto è notevolmente superiore. I bambini sono più sensibili alle modifiche di volume dei liquidi conseguenti alla somministrazione dei mezzi di contrasto.
Dosi anche molto piccole di mezzi di contrasto iodati possono verificare anche reazioni ritardate dopo 1 ora o tavolta anche fino ad una settimana. Queste reazioni (2-5%) non sono dovute ad anafilassi, ma possibilmente sono mediate dalle cellule T e possono consistere in rash maculopapulare, orticaria ed angioedema.
L’osmolalità è fortemente associata a reazioni avverse. Le reazioni più severe non fatali possono evitate utilizzando mezzi di contrasto a bassa osmolarità.

  • Il più importante fattore di rischio è rappresentato da una percedente reazione a mezzi di contrasto con un rischio assoluto del 20-60% durante la successiva esposizione. L’asma aumenta il rischio in modo significativo, soprattutto di sviluppare broncospasmo.
    Una storia di più allergie che richiedono un trattamento aumenta il rischio di reazioni acute a mezzi di contrasto iodato di 3-5 volte. Durante l’infusione si possono verificare anche reazioni vasovagali.
  • Se insorge una reazione, l’infusione deve essere interrotta immediatamente. Sebbene le reazioni lievi siano spesso autolimitanti e si risolvano senza trattamento specifico, le reazioni che insorgono durante o subito dopo l’inieizone devono essere trattate sempre in quanto i sintomi possono progredire. Le reazioni vasovagali sono trattate con sollevamento degli arti inferiore e la somminisatrzione di 0.6 mg di atropina. Le reazioni di ipersensibilità ritardata di grado lieve devono essere trattate con un antiataminico per via orale.
    Le reazioni associate a broncospasmo e dispnea, laringospasmo e stridore o ipotensione devono essere trattate immediatamente con adrenalina, liquidi per via endovenosa e ossigeno, oltre ad antistaminici con o senza cortisone. Nei casi severi può essere necessario effettuare l’intubazione e una terapia di supporto per 2-3 giorni. Nei casi di reazioni severe bisogna somministrare adrenalina per via intramuscolare. La dose iniziale negli adulti è apri a 0.25-0.5 ml nei soggetti con peso <50 kg, mentre 0.5 per quelli con peso >50 kg.
    I corticosteroidei non sono utili nel trattamento iniziale di reazioni non mediate dalle IgE, ma possono prevenire o ridurre i sintomi tardivi. La maggior parte dei pazienti guarisce senza sequele.
    I pazienti con reazioni ricorrenti non devono essere espsoti a mezzo di contrasto (mdc) e bisogna prendere in considerazione altri tipi di indagini. Tuttavia, quando si può fare a meno di somministrare un mdc iodato, bisogna utilizzare un mdc diverso e preferibilmente a bassa osmolarità. Inoltre, prima della procedura, si può praticare la premedicazione con corticosteroidi per 24-48 ore.

Saint Guilhem le Désert - France.

I MEZZI DI CONTRASTO.

http://www.farmacovigilanza.org

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L’USO DEL MISOPROSTOLO NELL’ABORTO CLANDESTINO.


Il Cytotec (Misoprostolo) è una prostaglandina sintetica, analoga della Prostaglandina E1 utilizzata per la terapia e la prevenzione dell’ulcera gastrica. La molecola è idroslubile e viene ampiamente e rapidamente metabolizzata dopo assunzione orale lontano dei pasti. Dopo l’assorbimento viene de-esterificata alla sua forma acida, la molecola attiva.

La sua emivita è breve, intorno ai 40 minuti e livelli plasmatici costanti ed efficaci del farmaco vengono conseguiti dopo 48 ore di trattamento. Non si sono osservati fenomeni di accumulo.
Alla dose di 200 mcg per os è in grado di inibire la secrezione di acidi gastrici sia basale che indotta, anche da parte di farmaci anti-infiammatori non steroidei, ma anche da esercitare un’azione protettiva sulla mucosa gastrica attraverso la produzione di bicarbonato e muco; il suo effetto è rapido e si protrae per oltre tre ore. La dose giornaliera consigliata è di 800 mg suddivisi in quattro somministarzioni.

Gli effetti collaterali all’uso del farmaco sono essenzialmente gastro-intestinali e consistono nella comparsa di diarrea, in una percentuale intorno al 10%.
Nell’uomo non si sono osservati casi di sovradosaggio, essendo ben tollerata l’assunzione giornaliera anche di 1600 mg del farmaco.
Negli animali, tuttavia, in caso di sovradosaggio, si sono osservati casi di necrosi focale miocardica, necrosi epatica, necrosi tubulare renale, insufficienza respiratoria e depressione nervosa centrale.
Nell’uomo, la comparsa di febbre, sedazione, tremore, dispnea, ipotensione, bradicardia, oltre a diarrea profusa e dolori addominali intensi, a seguito della assunzione di misoprostolo dovrebbe far pensare ad un sovradosaggio del farmaco.

Del misoprostolo sono noti anche gli effetti abortigeni in quanto è in grado di indurre contrazione uterine. Il dato è segnalato con evidenza nel sito ufficiale della FDA (http://www.fda.gov/) che ne preavverte ancora prima di descriverne gli effetti terapeutici.
A questo scopo il misoprostolo viene utilizzato nelle sperimentazioni anche italaine di interruzione farmacologica della gravidanza, allo scopo di indurre l’espulsione dell’embrione dopo averne indotto la morte con somministrazione di RU486.

L’efficacia del farmaco a scopo abortivo divulgata anche al di fuori del mondo specialistico, ed esistono siti facilmente rintracciabili attraverso i comuni motori di ricerca in rete, che spiegano nei minimi particolari come procurarsi il farmaco e auto procurarsi l’aborto (http://www.womenwaves.org/). Il sito, come altri, è prodigo di consigli su come procurarsi il farmaco (anche attraverso sottorefugi), su come auto-somministrarselo, sulla opportunità di essere seguiti da un medico compiacente…….

Il dosaggio giornaliero indicato in questi siti è di 800 mg, in unica somministrazione endovaginale, da ripetere eventualmente per tre giorni consecutivi.
In questa presentazione riferisco di casi di aborto clandestino che mi sono accorsi nella mia attività di responsabile dle servizio di guardia presso la Clinica Ginecologica di Padova (circa tre turni notturni mensili) nel giro di venti mesi, dal 28 gennaio 2004 all’11ottobre 2005.

LES GORGES DU VERDON - FRANCE.

CASI CLINICI

Ho personalmente assistito sei pazienti che avevano assunto Cytotec al fine di procurarsi un aborto clandestino.
Le pazienti, tutte straniere, presentavano quadri di emorragie con anemizzazione acuta; si erano pertanto rivolte all’ospedale pur avendo ricevuto tassative raccomandazioni di attendere a domicilio l’espletamento dell’aborto.

Caso 1 – A. C. 23 anni, nigeriana. Si presenta per emorragia il 28 gennaio 2004 presso il Pronto Soccorso (PS) Centrale. Durante l’indagine anamnestica, su precisa richiest adei colleghi, dichiara di aver assunto oralmente 7 compresse per os di Cytotec avute da un’amica a scopo abortivo. Al momento di ricovero in Clinica Ostertrica è ancor apresente il BCF che però poi scompare. Segue revisione della cavità uterina.

Caso 2 – E. V. 23 anni, rumena. Si presenta per emorragia ed anemizzazione estremamnete gravi il 26 dicembre 2004. E’ trasportata da amici che hanno insistito per il ricovero. Durante l’indagine anamnestica, su precisa richiesta dei colleghi e sollecitazione degli amici, dichiara di aver assunto Cytotec per via orale a scopo abortivo in data 10 dicembre: 8 compresse per due volte a 12 ore di disatnza. Dichiara di averle avute da un medico rumeno. I livelli di emoglobina sono 5.7 g/l e l’indagine ecografica indica aborto incompleto. La paziente viene trasfusa e sottoposta a revisione della cavità uterina.

Caso 3 – I. M. 34 anni, nigeriana. Si presenta per emorragia il 25 gennaio 2005 presso il PS ostetrico. Durante l’indagine anamnestica, su precisa richiesta dei colleghi, dichiara di aver assunto per via orale, a scopo abortivo, 8 compresse di Cytotec acquistate in Farmacia. L’indagine ecografica indica aborto incompleto e la paziente viene sottoposta a revisisone della cavità uterina.

Caso 4 – M. R. 30 anni, moldava. Si presenta per emorragia il 16 febbraio 2005 presso il PS centrale. Durante l’indagine anamnestica, su precisa richiesta dei colleghi, dichiara di aver assunto per via orale, a scopo abortivo, 6 compresse di Cytotec comprate in Francia. L’esame clinico indica aborto in atto. La paziente viene sottoposta a revisione della cavità uterina.

Caso 5 – H. L. 20 anni, brasiliana. Si presenta presso il PS ostetrico per dolori addominali il 3 ottobre 2005. Su precisa richiesta dei colleghi, dichiara di aver assunto per via orale, a scopo abortivo, 20 compresse di Cytotec acquistate in Farmacia. L’indagine ecografica evidenzia una gravidanza in normale evoluzione. Successivamente la paziente richiede una interruzione volonatria della gravidanza.

Caso 6 – A. J. 18 anni, nigeriana. Si presenta presso il PS ostetrico in data 11 ottobre 2005. Presenta un quadro di addome acuto. Durante l’indagine anamnestica, su precisa richiesta dei colleghi, dichiara di aver assunto per os, in data 29 settembre, 30 compresse di Cytotec a scopo abortivo. Dichiara di averle comprate in Farmacia senza bisogno di ricetta medica e di soffrire da allora di dolori addominali, particolarmente accentuati nelle ultime 48 ore. L’indagine clinica ed ecografica orientano per una gravidanza extrauterina che risulta confermata all’intervento chirurgico immediatamente effettuato.

I casi sono stati segnalati alla Direzione Sanitaria dell’Ospedale, nonchè all’Assessorato alla Sanità della Regione Veneto e al Ministreo della Salute.

Ne è seguito l’interesamento dell’AIFA che ha modificato il regime di dispensazione del Cytotec da ricetta ripetibile (RR) a ricetta non ripetibile (RNR), che il farmacista è obbligato a trattenere e conservare per sei mesi. Ciò dovrebbe consentire il controllo su ogni singola prescrizione del farmaco in ogni singola farmacia. Contestualmente l’Osservatorio Nazionale sull’Impiego dei Medicinali – (OsMED) dell’AIFA h ainiziato a monitorare la prescrizione dei consumi di Cytotec a livello locale, per evidenziare eventuali consumi anomali.

Continua

Bruno Mozzanega
Dipartimento di Scienze Ginecologiche e della Riproduzione Umana – Università di Padova.
Al Convegno Regionale di Scienza & vita ottobre 2007.

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SPIROMETRIA.


CASSIS - FRANCE.

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SPIROMETRIA.

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SPIROMETRIA – ARTICOLO.

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Archiviato in APPARATO RESPIRATORIO.

FARMACI E PARAFARMACI IN ANDROLOGIA ED UROLOGIA.


FT500:
Acido lipoico, tocotrienoli, luteina, glutatione, viatmina C, Selenio e vitamina E. POSOLOGIA: 1 capsula al girono per almeno 20 settimane, o secondo parere medico.
CONFEZIONE: 20 cps a rilascio modificato.

Lo stress emotivo risulta coinvolto nella fisiopatologia dell’infertilità femminile e della fecondazione assistitaCome riportato da numerose studi.

Indicazioni all’utilizzo di FT 500: STRESS OSSIDATIVO

  1. Alterazione qualitativa del microambiente follicolare,
  2. Alterazione qualitativa del fluido tubarico,
  3. Endometriosi,
  4. Difficoltà di impianto.

INFERTILITA’: l’incremento di stress ossidativo è fortemente correlate ad una diminuizione di fertilità nella donna.

ALTERAZIONE QUALITATIVA DEL MICROAMBIENTE FOLLICOLARE:

Alterazione del liquido follicolare, dovute ad incremento di radicali liberi (ROS), possono influenzare il processo di maturazione e la qualità dell’ovocita, interferendo con il processo di fecondazione.

ALTERAZIONE QUALITATIVA DEL FLUIDO TUBARICO:

I radicali liberi possono determinare una alterazione qualitativa del fluido tubarico che può interferire con  il processo di fecondazione dell’ovocita da parte dello spermatozoo.

ENDOMETRIOSI:

Nell’endometriosi si ha una espressione alterata degli enzimi antiossidanti glutatione perossidasi e xantina ossidasi. Ciò costituisce evidenza del pronunciato stress ossidativo in tale patologia. La presenza di radicali liberi è correlata al processo infiammatorio, fattore scatenante per l’endometriosi.

DIFFICOLTA’ DI IMPIANTO:

L’impianto è un processo caratterizzato da un complesso sistema di interazioni tra l’embrione e l’ambiente uterino. Un incremento di stress ossidativo, a livello placentare, può essere causa di difficoltà di impianto.

SperGin Q10 compresse 12,3 g:

Complemento alimentare di

  • vitamina E con
  • Coenzima Q10 20 mg,
  • L-Carnitina 200 mg
  • L-arginina 225 mg.

SperGin Q10 fornisce la giusta e più completa integrazione di sostanze capaci di interagire con gli spermatozoi nelle diverse fasi del loro ciclo vitale e funzionale, dalla differenzziazione alla maturazione cellulare nelle vie genitali maschili, contribuendo anche all’acquisizione delle potenzialità fecondandi nelle vie genitali femminili. Le sostanze contenute nello SperGin partecipano pertanto alla maturazione degli spermatozoi ed alla motilità degli stessi.

Si consiglia eseguire uno spermiogramma e/o spermicoltura.
Una compressa/die per 90 giorni.

Continua

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DROLE DE TEMPS SUR LES SARTANS?


Cliquez: drôle de temps sur les sartans?

DROLE DE TEMPS SUR LES SARTANS?

LYON - FRANCE.

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Archiviato in ACE INIBITORI E SARTANI.