GLI ANTIDOTI.


ANEXATE è indicato per neutralizzare gli effetti sedativi centrali delle benzodiazepine.
Cliccare I link sotto per leggere le monografie dell’Anexate – Flumazenil: soluzione iniettabile per via endovenasa
ANEXATE – FLUMAZENIL.
ANEXATE INIETTABILE ENDOVENOSO.

POSOLOGIA:
Anexate va usato per via endovenosa da un anestesista o da un clinico esperto. Per infusione endovenosa può essere diluito in soluzione glucosata al 5% o in soluzione fisiologica allo 0.9% e può essere usato anche in concomitanza con altre procedure di rianimazione.

Anestesia:

  • la dose iniziale consigliata è di 0.2 mg somministrati endovena in 15 secondi ca. Se non si raggiunge il grado desiderato di coscienza entro 60 secondi, può essere iniettata una seconda dose di 0.1 mg che può essere, se necessario, ripetuta ogni 60 secondi fino a raggiungere una dose totale di 1 mg. La dose utile è solitamente di 0.3 – 0.6 mg.

Terapia intensiva, la dose iniziale consigliata è di 0.3 mg.

  • Se non si raggiunge il grado desiderato di coscienza antro 60 secondi, Anexate può essere ripetuto fino al risveglio del paziente o fino al raggiungimento di una dose totale pari a 2 mg.
  • Se si ripresenta sonnelenza, andranno iniettati 0.1 – 0.4 mg del farmaco in perfusione endovenosa della durata di circa un’ora.
  • La velocità di perfusione andrà aggiustata individualmente fino al raggiungimento del risveglio desiderato.

Saint-Guilhem-le-Désert.

CONTINUA……

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SAPONE DI MARSIGLIA – SAVON DE MARSEILLE.


CLICCARE I LINK SOTTO.

SAPONE DI MARSIGLIA.

il link sotto è in lingua francese.

Savon de Marseille.

ABBAZIA DI NONANTOLA - MODENA.

Cliccare il link sotto.

STORIA DI MARSIGLIA.

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CUFFIA DEI ROTATORI.


Cliccare il link sotto per leggere l’articolo.
CUFFIA DEI ROTATORI.

Per poter fare diagnosi di tendinite, bisogna trovare la seguente triade sintomatologica (questo è valido per tutte le tendiniti, ovunque essi siano localizzati):

  1. DOLORE ALLO STIRAMENTO PASSIVO DEL MUSCOLO
  2. DOLORE ALLA CONTRAZIONE CONTRARIATA.
  3. DOLORE ALLA PALPAZIONE DEL TENDINE

Da un punto di vista semeiologico, questi dolori non sono solo di origine meccanica, ma anche infiammatoria: questo spiega il risveglio notturono dei pazienti e la loro difficoltà di trovare una posizione che porta sollievo (antalgica) durante la notte.

Nell’articolo sotto, è spiegato come fare diagnosi per ordine di frequenza al: sopraspinato, sottospinato e piccolo rotondo, bicipite, sottoscapulare e gran pettorale.

Cliccare sotto per leggere l’articolo.
DIAGNOSTIC DES TENDINITES D\’EPAULE.

Moustiers-Sainte-Marie.

CUFFIA DEI ROTATORI

La cuffia dei rotatori ha importanza clinica in quanto la degenerazione o la conseguente lesione (rottura) del suo tendine di inserzione è un fenomeno patologico abbastanza comune che provoca una limitazione dei movimenti della spalla specialmente in abduzione.

La cuffia è formata da 4 muscoli di cui 3 sono palpabili alla loro inserzione sulla grande tuberosità dell’omero.
Questi 3 muscoli sono (SSR): il sopraspinato, il sottospinato ed il piccolo rotondo.
Nell’ordine di inserzione sulla grande tuberosità abbiamo il sopraspinato, il sottospinato ed il piccolo rotondo.
In una diversa posizione anatomica (ad arto pendente a lato del tronco):
Il sopraspinato giace immediatamente sotto l’acromion,
Il sottospinato è posto in un piano posteriore rispetto al sopraspinato,
ed il piccolo rotondo è subito posteriore agli altri 2 muscoli.

IL quartto muscolo: esso è posto a differenza degli altri anteriormente e non è palpabile.

Poichè la cuffia è posta direttamente sotto l’acromion per poterla palpare essa deve essere fatta ruotare in basso al di fuori di esso. L’estensione passiva della spalla porta la cuffia in una posizione che ne permette la palpazione.
Per fare questo afferrate il braccio del paziente subito sopra il gomito e sollevate il gomito posteriormente.
Palpare allora la rotondità della cuffia appena inferiormente al bordo anteriore dell’acromion. I tre muscoli palpabili  della cuffia (SSR) non possono essere distinti l’uno dall’altro ma vengono palpati come un tendine unico vicino alla loro inserzione sulla grande tuberosità dell’omero.
Ogni dolore risvegliato durante la palpazione può essere dovuto o al distacco del tendine dalla sua inserzione sulla grande tuberosità. Dei muscoli della cuffia il più frequentemente leso è il sopraspinato vicino alla sua inserzione.

Les Baux-de-Provence.

Cliccare sotto per vedere il video.
PERIARTHRITE DE L\’EPAULE.

Cliccare il link sotto (in lingua italiana): sono due video sulla anatomia della spalla e i movimenti della spalla.
Anatomia della spalla e i movimenti della spalla.

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FARAMACI OMEOPATICI E FITOTERAPICI.


Cliccare ARNIGEL per leggere l’articolo.

ARNIGEL.

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CINAREPA.

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CUTAMIR CREMA.

Cliccare ESTILAX per leggere l’articolo.

ESTILAX.

EUPHRALIA BOIRON COLLIRIO.
Con Euphrasia officinalis 3 Dh e chamomilla vulgaris 3 Dh.
rinferescante e antinfiammatorio: in caso di congiuntivite, discomfort da occhio secco, prurito, arrossamento, bruciore e impressione di corpo estraneo….
Applicare 2gocce per ogni occhio, per 2-3 volte/die.

EUPHRASIA-HEEL COLLIRIO:
Medicinale omeopatico, utile in caso di congiuntivite e della secchezza oculare:

  • per alleviare le congestioni oculari caratterizzate da prurito, bruciore, eccessiva lacrimazione, arrossamento, fotosensibilità, provocate da cause diverse (raffredamento, allergeni, fumo, cloro di piscina, polvere, luce solare e lenti a contatto…),
  • per ridurre la fatica o la stanchezza degli occhi (lavoro d’ufficio, al computer…).

Composizione per dose unitaria:

  • Euphrasia officinalis D5 (110,70 mg),
  • Cochlearia officinalis D5 (110,70 mg),
  • Jaborandi D5 (110,70 mg),
  • Echinacea D5 (110,70 mg),
  • Eccipiente q.b. a 0.45 ml.

Cliccare IMMUNO PLUS per leggere l’articolo.

IMMUNO PLUS.

APT - FRANCE.

Cliccare REVIDOX per leggere l’articolo.

REVIDOX.

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IMPOTENZA ERIGENDI DA FARMACI.


La Fée de la Pierre - Draguignan.

Cliccare sotto per leggere l’articolo.

IMPOTENZA DA FARMACI.

La farmacoviglianza.

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IPOTIROIDISMO SUBCLINICO O LATENTE.


DEFINIZIONE

L’ipotiroidismo subclinico è definito dall’aumento del TSH < 10 microIU/ml con FT4 e FT3 nella norma, con sintomi clinici assenti o sfumati.
Dati della letteratura danno una prevalenza del 5% nelle donne e del 3% negli uomini che aumenta con l’età.

  • Nella maggiore parte dei casi l’ipotiroidismo subclinico rimane stabile nel tempo (70-80% a 10 anni),
  • in una piccole percentuale può regredire,
  • ma in percentuale variabili evolve verso l’ipotiroidismo conclamato, questo quadro è più frequente nelle forme autoimmune con gli anticorpi antitireoperossidasi positivi  (AbTPO positivi).

COSA BISOGNA FARE QUANDO TROVIAMO IL TSH ALTO?

  • La prima cosa da fare è ripetere l’esame, dopo 2 0 12 settimane per escludere una anomalia transitoria, e aggiungiamo all’esame del sangue, anche FT4.
  • FT4 ci permette di valutare il grado di gravità dell’ipotiroidismo,
  • inoltre, bisogna misurare AbTPO per escludere una patologia autoimmune (tiroidite di Hascimoto), che è la causa principale dell’ipotiroidismo.

A COSA SERVE MISURARE GLI ANTICORPI ANTITIROIDEI?

Il dosaggio degli anticorpi antitiroidei, ci dà una indicazione sulla decisione terapeutica.
In presenza di ipotiroidismo subclinico, asintomatico e senza la presenza di un gozzo:

non ci è di aiuto la misurazione sierica del FT3, essendo la causa principale la tireopatia autoimmune, andrà eseguito, oltre all’ecografia, anche il dosaggio degli anticorpi antitireoperossidasi (AbTPO).

EZIOLOGIA DELL’IPOTIROIDISMO SUBCLINICO

  • La causa principale è la tireopatia autoimmune,
  • pregressa terapia con radioiodio,
  • Cause iatrogene:
    • sovradosaggio farmaci antitiroidei,
    • Litio,
    • Amiodarone,
    • Interferone alfa.

POPOLAZIONE A RISCHIO DA SORVEGLIARE

La popolazione a maggior rischio :

  • pazienti affetti da Sindrome di Down,
  • donne nel post-partum (entro 6 mesi),
  • donne in menopausa,
  • pazienti con ipercolesterolemia specie se non sensibile alla dieta,
  • pazienti con FA o scompenso cardiaco,
  • pazienti con familiarità per tireopatie, specie se donne
  • pazienti con altre malattie autoimmuni (vitiligine…)
  • pazienti anziani
  • pazienti con diabete mellito tipo 1.

Cliquez su Prise en charge de l’hypothyroidie.

Prise en charge de l\’hypothyroidie.

COME FARE DIAGNOSI?

Dosaggio del TSH
Se è nella norma, in pazienti asintomatici, sembra ragionevole ripeterlo dopo 5 anni, salvo cambiamenti nel quadro clinico.

Se è < 10 uU/ml il completamento diagnostico prevede il dosaggio di FT4 e AbTPO.

  • Il dosaggio dell’FT4 serve alla definizione della condizione di ipotiroidismo subclinico,
  • il dosaggio degli AbTPO ha un significato prognostico, anche se la loro negatività non esclude la patogenesi autoimmune.

COSA NON E’ APPROPRIATO CHIEDERE

Come primo screening FT3, FT4 e TSH

  • anche in caso di TSH alterato in pazienti asintomatici un intervallo di tempo tra il dosaggio del TSH e il completamento diagnostico non comporta cambiamenti nel management.

RIPETERE IL DOSAGGIO DI AbTPO:

  • anche se il loro titolo cambia non ha significato clinico.

Il dosaggio di anti-TPO=Ab anti-microsomiali e Ab Tg:

  • Gli anti-TPO e anti-microsomiali sono la stessa cosa e gli anticopri anti-tireoglobulina servono solo in situazioni particolari (quando serve il dosaggio della tireoglobulina per il follow up dei carcinomi differenziati per evidenziare falsi negativi).

ABBIAMO UN IPOTIROIDISMO SUBCLINICO COSA FACCIAMO?

Vista la storia naturale prima di tutto ricontrollare TSH dopo 6 mesi, soprattutto se si tratta di una forma autoimmune,

Se si conferma l’ipotiroidismo è appropriata la richiesta di una ecografia tiroidea:

  • ecografia può essere nella norma,
  • più spesso ha un pattern ecografico tipico della tiroidite cronica autoimmnune con presenza di setti fibrosi, pseudonoduli e aree nodulari iperecogene.
  • questi noduli non richiedono diagnosi citologica su agoaspirato.

L’ecografia in assenza di modificazioni cliniche, non va ripetuta.

QUANDO BISOGNA TRATTARE L’IPOTIROIDISMO SUBCLINICO

L’ipotiroidismo subclinico di base non richiede terapia, se non:

  • IN GRAVIDANZA,
  • Quando coesiste una iperlipidemia non sensibile alla dieta,
  • Quando c’é storia di scomepnso cardiaco,
  • Quando ci sono segni e sintomi suggestivi per ipotiroidismo (ex iuvantibus).

La terapia va monitorata per non passare a un sovradosaggio con il TSH e FT4.

QUANDO INVIARE ALL’ENDOCRINOLOGO?

Se il TSH diventa > 10 uU/ml,

ipotiroidismo subclinico in gravidanza

  • perchè esiste l’indicazione assoluta alla terapia sostitutiva

Ipotiroidismo subclinico con scompenso cardiaco

  • perchè va valutata la opportunità di iniziare la terapia tenendo conto anche del possibile rischio di aritmie

Ipotiroidismo subclinico con sintomatologia suggestiva per ipotiroidismo

  • Anche in questo caso la valutazione se iniziare o meno una terapia sostitutiva è complessa.

FOLLOW UP

Se non c’é indicazione alla terapia, il follow up richiede solo il controllo periodico del TSH:

  • Dopo il primo controllo a sei mesi, annuale, se satbile biennale,
  • E’ appropiato il controllo annuale del profilo lipidico.

L’invio all’endocrinologo (nelle donne in età fertile) è limitato alla gravidanza, o se il TSH diventa > 10 uU/ml.

Se si instaura la terapia, il follow up prevede il controllo periodico di TSH e FT4:

  • annuale.

L’invio all’endcorinologo può essere motivato da un cambiamento del quadro clinico o delle ragioni che hanno posto l’indicazione alla terapia.

Réserve Africaine de Sigean - Parc Zoologique.

IPOTIROIDISMO CONCLAMATO
QUANDO L’IPOTIROIDISMO PUO’ DIVENTARE PERICOLOSO

QUANDO L’IPOTIROIDISMO E’ CONCLAMATO?

TSH > 10 uU/ml
con FT3 e Ft4 ridotti.

Le cause sono fondamentalmente due:

  • tiroidite autoimmune
  • da cause ablative:
    • tiroidectomia,
    • terapia con radioiodio.

COME FACCIO LA DIAGNOSI?

I sintomi classici dell’ipotiroidismo:

  • astenia,
  • intolleranza al freddo,
  • stipsi,
  • cute secca,
  • perdita dei capelli,
  • mixedema,
  • bradicardia e bradicinesia,
  • rallentamento cognitivo, non sempre sono conclamati e spesso ci sono altre patologie confondenti sepcie  nell’anziano.

anche qui fondamentale è il TSH, ma occorre completare la diagnosi con:

  • FT3 e FT4,
  • anticorpi anti-TPO,
  • l’aspetto ecografico è quello di una tireopatia cronica autoimmune.

A QUALI PAZIENTI FARE PIU’ ATTENZIONE?

Una particolare attenzione occorre averla con i pazienti anziani perchè i sintomi possono essere sfumati o confusi con un detrioramento cognitivo e fiscio dovuto all’età o a una sindrome depressiva.
Occorre una attenzione in più alle associazioni autoimmuni in particolare alla vitiligine specie se è estesa per la possibile associazione non solo con l’ipotiroidismo, ma anche con altri disordini autoimmuni come l’iposurrenalismo e la gastrite atrofica con deficit di B12.

IPOTIROIDISMO E CUORE

  • Fin dal 1883 si era riconosciuto il rapporto tra ipotiroidismo conclamato e atrerosclerosi su sutdi autoptici.
  • Ci sono sostanziali evidenze che l’ipotioridismo conclamato aumenti i livelli circolanti di colesterolo LDL dovuto a un rallentamento del suo catabolismo e aumenti l’ossidaziione delle LDL verso composti più aterogeni, reversibili con la terapia sostitutiva con tiroxina.
  • altri studi dimostrano che l’ipotiroidismo può aumentare la pressione diastolica per aumento delle resistenze periferiche.

IPOTIROIDISMO E NUOVI FATTORI DI RISCHIO

  • Nell’ipotiroidismo è stato un aumento della omocisteina, della PCR e della disfunzione endoteliale, tutti reversibili con T4 anche se gli studi sono piccoli,
  • Quindi l’ipotiroidismo conclamato è associato ad un aumento del rischio di aterosclerosi.

TIROXINA E CARDIOPATIA ISCHEMICA

  • Esiste accordo sulla utilità della terapia sostitutiva con tiroxina nell’ipotiroidismo conclamato,
  • d’altra parte lo stato di rallentamento del metabolismo tipico dell’ipotiroidismo riduce il consumo di ossigeno dei tessuti e il lavoro cardiaco, per cui iniziando la terapia con tiroxina si può scatenare una crisi anginosa,
  • questo porta a iniziare la terapia con dosi basse (intorno ai 25 µg/die) e aumentare gradualmete soprattutto nei pazienti con cardioptaia ischemica.

QUANDO INVIARE ALL’ENDOCRINOLOGO

  • Per l’impostazione della terapia e fino a normalizzazione del TSH soprattutto se ci sono co-patologie e in particolare cardiopatie,
  • in gravidanza,
  • quando i valori di TSH non si normalizzano, evento raro in cui occorre pensare a situazioni diverse come una resistenza al T4.

FOLLOW UP

  • Unico esame indicato è il TSH,
  • il timing è a 3 e 6 mesi poi annuale o biennale, dopo due o tre controlli nella norma.
  • il valore del TSH serve a verificare l’adeguatezza della posologia della tiroxina:
    • se al di sopra della norma si aumenta di 25 µg/die,
    • se è al di sotto della norma si riduce di 25 µg/die.
  • ripetre il dosaggio degli AbTPO è inappropriato,
  • ripetere l’ecografia non aggiunge nulla al management dell’ipotiroidismo, quindi inappropriato.
  • il follow-up può essere affidato al medico di medicina generale, salvo problemi.

RICORDIAMO CHE LA TIROXINA PUO’ FARE MALE

  • La tiroxina nelle donne in post-menopausa riduce del 9% la massa ossea rispetto ai controlli, ma i valori di TSH erano soppressi per cui si trattava di uno stato di ipertiroidismo subclinico iatrogeno,
  • allo stesso modo uno studio osservazionale ha osservato in persone >60 anni che valori bassi di TSH erano associati ad un aumento di rischio di fibrillazione atriale a 10 anni (aumento del rischio relativo di 3,1),
  • questo è il motivo per cui la pososlogia va attentamente controllata.

UNA COSA SCONTATA … MA NON TROPPO

  • La biodisponibilità della tiroxina non è elevata e il suo assorbimento è influenzato dal cibo,
  • quindi va assunta al mattino a digiuno,
  • sembra una cosa semplice, ma occorre sempre verificare la correttezza della assunzione:
    • al mattino a digiuno (non con il caffè magari con zucchero e latte) e almeno mezz’ora prima di fare colazione.
  • uno stratagemma da suggerire è lasciare il blister sul comodino.

dott.ssa Lina Bianconi.

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REAZIONI AVVERSE DA MEZZI DI CONTRASTO.


I mezzi di contrasto sono ampiamente utilizzati durante l’esecuzione di indagini strumentali (TAC e RMC e più recentemente nelle ecografie). Quelli maggiormente impiegati sono i mezzi di contrasto iodati, utili nel differenziare le aree normali da quelle patologiche. Poichè la loro somministrazione non è esente da rischi, in alcuni pazienti, ad esempio nei soggetti con alterazione della funzionalità renale, è preferibile evitarne l’utilizzo.

MEZZI DI CONTRASTO IODATI

Si tratta di composti dell’acido 2,4,6 tri-iodobenzoico. Sono classificati in ionici e non-ionici. Possono avere un’elevata osmolalità (monomeri ionici) o bassa osmolalità (dimeri ionici, monomeri non-ionici come iopromide, e dimeri non-ionici). L’osmolalità, la viscosità e il contenuto di iodio sono strettamente correlati. Gli effetti avversi aumentano con una maggiore osmolalità. E’ preferibile utilizzare i diemri non-ionici per la minore osmolalità e minore chemiotossicità. Tuttavia, sono più viscosi rispetto ai monomeri non-ionici e più costosi.
Lopamidolo è un monomero non-ionico ampiamente utilizzato con un’osmolalità due volte superiore a quella del plasma ad una concentrazione di 300 mg di iodio/ml, mentre Iodixanolo è un dimero non-ionico, che ad una concentrazione di 300 mg di iodio/ml ha un’osmolalità che si avvicina a quella del plasma (290 mOsmol/kg). A causa del costo elevato, viene utilizzato solo nei casi in cui l’osmolalità può alterare la qualità dell’esame (es. angiografia coronarica con TAC cardiaca e angiografia degli arti inferiori per severa ischemia).
Gli agenti ionici controindicati per uso intratecale.

MEZZI DI CONTRASTO NON IODATI (ES. GADOLINIO)

Sono utilizzati sopratutto nelle ecografie e nella risonanza megnetica. Sono necessarie quantità superiori per ottenere un’adeguata risoluzione del contrasto. Vengono utilizzati soprattutto nei casi in cui gli agenti iodati siano controindicati o nei soggetti ipersensibili.
Tuttavia, presentano notevoli limiti di tipo tecnico. Non devono essere utilizzati nelle angiografie effettuate sopra il diaframma o quando è presente uno shunt destro-sinistro, per evitare eventi ischemici cerebrali.

Saint Paul de Vence - France.

REAZIONI AVVERSE

Sebbene di solito i mezzi di contrasto siano ritenuti sicuri, talvolta si possono verificare reazioni avverse.

REAZIONI DI IPERSENSIBILITA’

Le reazioni di ipersensibilità associate a mezzi di contrasto includono le reazioni anafilattiche che possono essere o meno mediate da IgE, con attivazione di mastociti, coagulazione, chinine e complemento, inibizione di enzimi ed aggregazione piastrinica.
in <3% dei pazienti si verificano reazioni lievi in associazione a mezzi di contrasto a bassa osmolarità che consistono in rash, nausea, flushing o orticaria. Le reazioni di grado moderato-severo includono broncospasmo e dispnea, angioedema, spasmo dell’arteria coronarica, ipotensione, aritmia, scompenso cardiaco e perdita di coscenza.

Le reazioni severe sono rare e si verificano in <0.04% dei pazienti a cui si viene somministrato un mezzo di contrasto iodato non-ionico. La mortalità dovuta a reazioni a mezzi di contrasto è bassa (<1/100.000).
Nei soggetti anziani, la mortalità associata a di mezzi di contrasto è notevolmente superiore. I bambini sono più sensibili alle modifiche di volume dei liquidi conseguenti alla somministrazione dei mezzi di contrasto.
Dosi anche molto piccole di mezzi di contrasto iodati possono verificare anche reazioni ritardate dopo 1 ora o tavolta anche fino ad una settimana. Queste reazioni (2-5%) non sono dovute ad anafilassi, ma possibilmente sono mediate dalle cellule T e possono consistere in rash maculopapulare, orticaria ed angioedema.
L’osmolalità è fortemente associata a reazioni avverse. Le reazioni più severe non fatali possono evitate utilizzando mezzi di contrasto a bassa osmolarità.

  • Il più importante fattore di rischio è rappresentato da una percedente reazione a mezzi di contrasto con un rischio assoluto del 20-60% durante la successiva esposizione. L’asma aumenta il rischio in modo significativo, soprattutto di sviluppare broncospasmo.
    Una storia di più allergie che richiedono un trattamento aumenta il rischio di reazioni acute a mezzi di contrasto iodato di 3-5 volte. Durante l’infusione si possono verificare anche reazioni vasovagali.
  • Se insorge una reazione, l’infusione deve essere interrotta immediatamente. Sebbene le reazioni lievi siano spesso autolimitanti e si risolvano senza trattamento specifico, le reazioni che insorgono durante o subito dopo l’inieizone devono essere trattate sempre in quanto i sintomi possono progredire. Le reazioni vasovagali sono trattate con sollevamento degli arti inferiore e la somminisatrzione di 0.6 mg di atropina. Le reazioni di ipersensibilità ritardata di grado lieve devono essere trattate con un antiataminico per via orale.
    Le reazioni associate a broncospasmo e dispnea, laringospasmo e stridore o ipotensione devono essere trattate immediatamente con adrenalina, liquidi per via endovenosa e ossigeno, oltre ad antistaminici con o senza cortisone. Nei casi severi può essere necessario effettuare l’intubazione e una terapia di supporto per 2-3 giorni. Nei casi di reazioni severe bisogna somministrare adrenalina per via intramuscolare. La dose iniziale negli adulti è apri a 0.25-0.5 ml nei soggetti con peso <50 kg, mentre 0.5 per quelli con peso >50 kg.
    I corticosteroidei non sono utili nel trattamento iniziale di reazioni non mediate dalle IgE, ma possono prevenire o ridurre i sintomi tardivi. La maggior parte dei pazienti guarisce senza sequele.
    I pazienti con reazioni ricorrenti non devono essere espsoti a mezzo di contrasto (mdc) e bisogna prendere in considerazione altri tipi di indagini. Tuttavia, quando si può fare a meno di somministrare un mdc iodato, bisogna utilizzare un mdc diverso e preferibilmente a bassa osmolarità. Inoltre, prima della procedura, si può praticare la premedicazione con corticosteroidi per 24-48 ore.

Saint Guilhem le Désert - France.

I MEZZI DI CONTRASTO.

http://www.farmacovigilanza.org

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