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Mirtillo anti cistite.
Urinocoltura ed antibiogramma.
Allungamento ed ampliamento penieno.
Protesi peniene.
La cistite – Infezione delle vie urinarie .
La cistoscopia.
L’urografia.
Tumore della prostata.

L’ESAME MORFOLOGICO DELL’URINA.


Dra. Teresa Ramos Hernández, Servicio de Bioquímica Clínico,
Hospital Universitairo La Paz Madrid, Espana.

L’analisi del sedimendo urinario è la prova specifica di laboratorio per lo studio dei disordini del rene e delle vie urinarie.

1. Condizioni tecniche

Tipi di campioni di urina
L’urina basale corrisponde alla prima minzione della mattina ed è il campione ideale sia per la sua completezza sia per essere un parametro comparabile in tutti i pazienti. A livello universale si raccomanda di eseguire l’analisi entro le due ore successive alla raccolta, poichè a partire da questo momento si possono avere variabili che alterano i risultati analitici.

Standarizzazione del sedimento
……Attualmente con il nostro metodo, si raccoglie l’urina in un tubo di plastica di 10 mL, si analisa l’urina qualitativamente con un apparecchio automatico per urina e successivamente si centrifuga a 1500 r.p.m per 5 minuti. Fin qui l’operazione è facile, a partire da questo momento ci sono tre punti importanti per la preparazione del sedimento:

  • Volume del sedimento
  • agitazione e mescolamento
  • analisi microscopica dei risultati.

2. Elementi particolari del sedimento urinario

Cellule epiteliali:

  • pavimentose o spaumose
  • di transizione
  • renali
  • neoplastiche

Cellule ematiche:

  • leucociti
  • emazie

cellule epiteliali pavimentose o spaumose
Provengono principalmente dell’uretra e della vagina. Si riconoscono facilmente per essere di grandi dimensioni, piatte e di forma irregolare; contengono nuclei centrali piccoli e abbondante citoplasma con margini frequentemente piegati.

Cellule epiteliali di transizione o urotelio
Sono quelle che rivestono il tratto urinario dalla pelvi fino alla parte prossimale dell’uretra. Sono sa due a quattro volte più grandi dei leucociti. Possono essere rotonde, piriformi o con processi appendicolari, con citoplasma grande e nucleo mediano centrale. La loro presenza in piccole quantità può considerarsi normale; un aumento di queste cellule può essere messo in relazione con cause urologiche diverse:

  • processi infiammatori non specifici (infezioni)
  • processi infiammtori non specifici (cistite interstiziale allergica)
  • processi irritativi (sonde, calcoli)
  • processi traumatici (esplorazioni)

Cellule epiteliali del tubulo renale
Le cellule del tubulo renale sono leggeremente più grandi dei leucociti; possono avere un nucleo grande e arrotondato che occupa i 2/3 del citoplasma.
Le malattie che più frequentemente si associano con un aumento di queste cellule nel sedimento sono sia di origine renale che infettiva:
Renale: glomerulonefriti, nefriti tubulari di origine tossica, iatrogena o ereditaria.
Infettive: pielonefriti, tubercolosi renale.

Cellule maligne
La comparsa di una serie di cellule con alterazione nucleo/citoplasma e una distribuzione irregolare della cromatina, deve allarmare l’analista e informarlo della presenza di queste cellule. Questa analisi non si realizza mai a fresco, ma per tecniche specifiche (colorazione di Papanicolau).

Cellule ematiche
Due elementi cellulari isi trovano normalmente nell’urina, benchè in minima proporzione: leucociti ied emazie.
L’aumento del numero di qualunque di queste cellule nel sedimento è sempre patologico e indica alterazioni che possono correre in tutta la lunghezza del tratto urinario.

Emazie
La presenza di emazie nell’urina è consociuta col nome di ematuria. E’ un reperto frequente, la maggior parte delle volte solitario: si può diagnosticare l’origine attraverso la competenza di uno specialista.
Carattreristiche microscopiche

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FARMACI IN UROLOGIA.


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EIACULAZIONE RETROGRADA.


L’eiaculazione retrograda (ER), si ha quando il liquido seminale, anzichè essere espulso attraverso l’uretra, viene respinto in vescica; o addiritura l’eiaculazione può essere assente (aneiaculazione).

Il fenomeno è spesso dovuto all’imbocco della vescica, che invece di chiudersi normalmente per impedire il reflusso retrogrado, non è più in grado di farlo. Questa incapacità è in genere il risultato di un danno neurologico o fisicio della vescica, a sua volta risultante da una varietà di condizioni clincihe.

I pazienti raggiungono l’orgasmo normalmente e provano la sensazione di aver effettivamente eiaculato, anche se dal pene fuoriesce pochissimo liquido seminale, come può non uscirne affatto.

Le cause di una eiaculazione retrograda sono molteplici:

  • Interventi chirurgici sulla prostata e sul collo della vescica: tutti i pazienti che vengono operati per un problema prostatico dovrebbero sempre essere informati sulla eventualità che si presenti una incapacità ad eicaulare all’esterno.
    • l’incisione dle collo vescicale (TUIP) per la sclerosi del collo e
    • la resezione endoscopica trans-uretrale (TURP) per l’ipertrofia prostatica possono causare l’ER.
    • Mentre l’adenomectomia trans-vescicale (ATV) con la chiusura dei vasi deferenti determina assenza di eiaculazione (aneiaculazione), la stessa cosa si verifica dopo l’intervento di prostatectomia radicale per carcinoma prostatico.
    • Tra le procedure chirurgiche dobbiamo ricordare anche la dissezione dei linfonodi retroperitoneali (RPLND) per neoplasia testicolare, nel corso della quale vi può essere un danno del sistema nervoso simpatico che controlla l’eiaculazione con perdita della stessa (aneiaculazione).
  • lesioni del midollo spinale  o malattie neurologiche: sclerosi multipla, sindrome di Guillome-Barré.
  • Il Diabete Mellito, è una causa molto comune di ER, perchè la neuropatia diabetica danneggia il collegamento nervoso alla vescica.
  • Farmaci: antidepressivi, ansiolitici e alfa-litici, inducono ER che ovviamente è reversibile alla sospensione del farmaco.
  • Alterazioni anatomiche come un restringimento dell’uretra, soprattutto quel tratto che viene subito dopo la prostata, può a volte far passare l’urina ma non il liquido seminale che è più denso e vischioso. Queste situazioni anatomiche alterate richiedono quasi sempre un approccio chirurgico correttivo.
  • Non va dimenticato che la mancanza di eiaculazione può essere causata da problematiche di ordine psicologico.

Una ER si può avere anche dopo un intervento chirurgico che ha interessato il sistema nervoso, soprattutto quando si danneggia la catena che caratterizza il sistema simpatico. In questi casi viene a mancare spesso la prima fase dell’eicaulazione, non ci troviamo allora di fronte ad una vera e propria eiacualzione retrograda ma piuttosto ad un aspermia, cioè alla mancanza dell’arrivo dello sperma che quindi non può uscire. Anche una lesione neurologica traumatica del midollo spinale può detreminare gravi disfunzioni dell’eiculazione.

 

SETE - FRANCIA.

DIAGNOSI:

  • L’esame microscopico delle urine dopo il coito per la ricerca di eventuali spermatozoi nelle urine.
  • L’ecografia prostatica trans-rettale può rilevare anormalità strutturali delle vescicole seminali.
  • La cistouretroscopia è utile per escludere eventuali ostruzioni, ad esempio da stenosi uretrale, e confermare il normale sbocco dei dotti eiaculatori.

TERAPIA

Nei casi in cui l’aneiaculazione sia legata ad una problematica di tipo psicologico, un’adeguata terapia di supporto a livello psichico, può ridurre l’ansia ed aumentare l’eccitazione. Importante è anche una stimolazione sessuale dei genitali sia manualmente che attarverso supporti meccanici (vibratori) applicati al glande; se questa tecnica fallisce, è possibile impiegare metodi di elettroeiaculazione che provocano eiaculazione attraverso l’inserimento di una sonda rettale in grado di stimolare le vescicole seminale.

La terapia medica è indicata, nei casi di lesione neurologica con una normale anatomia del collo vescicale; per cui non è possibile alcuna risoluzione terapeutica dopo chirurgia per ipertrofia benigna della prostata.
I farmaci in uso sono quelli ad attività anticolinergica (bromofenizanina), simpaticomimetici (efedrina, pseudoefedrina, fenilpropanolamina).
La pseudo efedrina è un decongestionante nasale come gli antistaminici e pertanto può indurre sonnolenza, il loro uso parte dal principio che la chiusura del collo vescicale è la risultante tra l’attività adrenergica e quella colinergica.

L’imipramina che rappresenta un farmaco antidepressivo utilizzato anche nella cura dell’enuresi notturna del bambino, stimola i recettori adrenergici del collo vescicale al fine di consentire una eiaculazione anterograda.
L’imipramina alla dose di 10 mg si prescrive per qualche giorno e una volta ottenuto l’effetto desiderato, va sospesa per evitare gli effetti collaterali che potrebbero subentrare nella terapia prolungata.

Terapia della ER:

  • In assenza di trauma spinale, anomalie anatomiche dell’uretra o terapia farmacologica: il primo approccio è medico:
    • Imipramina: 25 – 75 mg x 3 volte/die
    • Efedrina solfato: 10 -15 mg x 4 volte/die.
  • Eiaculazione a vescica piena (facilita la chiusura del collo vescicale).

Terapia medica della aneiaculaizone:

  • Efedrina 25 -50 mg x 4 volte/die,
  • Pseudoefedrina 60 mg x 4 volte/die.

Se la terapia medica fallisce:

  • Vibrostimolazione (vibratore applicato al pene ceh evoca il riflesso dell’eiaculazione)
  • Elettrostimolazione (stimolazione elettrica dei nervi periprostatici tramite una sonda endorettale)

EIACULAZIONE RETROGRADA E FRTILITA’

La mancanza di eiculazione e l’ER rappresentano dei sintomi fastidiosi che possono ostacoalre la fertilità della coppia: gli spermatozoi possono essere isolati da un campione di urina raccolto dopo il coito e utilizzati per un metodo di fecondazione assistita; nei pazienti con lesioni midollari o gravi malattie neurologiche può essere necessaria la cateterizzazione per il prelievo di urina.

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FARMACI E PARAFARMACI IN ANDROLOGIA ED UROLOGIA.


FT500:
Acido lipoico, tocotrienoli, luteina, glutatione, viatmina C, Selenio e vitamina E. POSOLOGIA: 1 capsula al girono per almeno 20 settimane, o secondo parere medico.
CONFEZIONE: 20 cps a rilascio modificato.

Lo stress emotivo risulta coinvolto nella fisiopatologia dell’infertilità femminile e della fecondazione assistitaCome riportato da numerose studi.

Indicazioni all’utilizzo di FT 500: STRESS OSSIDATIVO

  1. Alterazione qualitativa del microambiente follicolare,
  2. Alterazione qualitativa del fluido tubarico,
  3. Endometriosi,
  4. Difficoltà di impianto.

INFERTILITA’: l’incremento di stress ossidativo è fortemente correlate ad una diminuizione di fertilità nella donna.

ALTERAZIONE QUALITATIVA DEL MICROAMBIENTE FOLLICOLARE:

Alterazione del liquido follicolare, dovute ad incremento di radicali liberi (ROS), possono influenzare il processo di maturazione e la qualità dell’ovocita, interferendo con il processo di fecondazione.

ALTERAZIONE QUALITATIVA DEL FLUIDO TUBARICO:

I radicali liberi possono determinare una alterazione qualitativa del fluido tubarico che può interferire con  il processo di fecondazione dell’ovocita da parte dello spermatozoo.

ENDOMETRIOSI:

Nell’endometriosi si ha una espressione alterata degli enzimi antiossidanti glutatione perossidasi e xantina ossidasi. Ciò costituisce evidenza del pronunciato stress ossidativo in tale patologia. La presenza di radicali liberi è correlata al processo infiammatorio, fattore scatenante per l’endometriosi.

DIFFICOLTA’ DI IMPIANTO:

L’impianto è un processo caratterizzato da un complesso sistema di interazioni tra l’embrione e l’ambiente uterino. Un incremento di stress ossidativo, a livello placentare, può essere causa di difficoltà di impianto.

SperGin Q10 compresse 12,3 g:

Complemento alimentare di

  • vitamina E con
  • Coenzima Q10 20 mg,
  • L-Carnitina 200 mg
  • L-arginina 225 mg.

SperGin Q10 fornisce la giusta e più completa integrazione di sostanze capaci di interagire con gli spermatozoi nelle diverse fasi del loro ciclo vitale e funzionale, dalla differenzziazione alla maturazione cellulare nelle vie genitali maschili, contribuendo anche all’acquisizione delle potenzialità fecondandi nelle vie genitali femminili. Le sostanze contenute nello SperGin partecipano pertanto alla maturazione degli spermatozoi ed alla motilità degli stessi.

Si consiglia eseguire uno spermiogramma e/o spermicoltura.
Una compressa/die per 90 giorni.

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TUMORI DELLA VESCICA.


PRAGA.

CLICCARE IL LINK SOTTO, PER LEGGERE IL DOCUMENTO SUI TUMORI DELLA VESCICA.

TUMORI DELLA VESCICA.

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ESTRATTI DI MIRTILLO (CRANBERRY) ANTI CISTITE.


LOUVRE - PARIS JUIN 2009.

LOUVRE - PARIS JUIN 2009.

La natura riserva sempre delle soluzioni speciali per la nostra salute (e anche per la cistite). In particolare in letteratura scientifica è nota l’azione del Cranberry, il mirtillo rosso, nella prevenzione e nel trattamento delle infezioni urinarie recidivanti.

E’ stato studiato che questa attività è dovuta alla presenza delle proantocianidine (PAC) specifiche del Cranberry, le quali impediscono ai batteri patogeni di aderire alla mucosa delle vie urinarie, evitando in questo modo lo sviluppo dell’infezione.

Inoltre il succo di mirtillo è un prodotto acidificante, utile quindi a contrastare la proliferazione dei batteri urinari. Uno studio condotto in Inghilterra ha dimostrato che l’assunzione giornaliera di 300 ml di succo di mirtillo riduce di circa il 50% l’insorgenza di recidive. Il razionale sull’impiego di diete a elevato quantitativo acido trova anche il suo riscontro nelle infezioni determinate da calcolosi.

L’assunzione di mirtillo rosso può essere utile sia a scopo preventivo, per evitare l’insorgenza ricorrente dell’infezione, sia per ottimizzare le terapie antibiotiche in caso di patologia in atto. Assumere un integratore alimentare a base di estratto di mirtillo rosso americano (previo consulto del proprio medico) può aiutare a sostenere il buon funzionamento del tratto urinario in modo naturale per esempio:

  • Cistinam – compresse: è consigliata l’assunzione di 1 cp al mattino ed 1 la sera, per 7 giorni, nella fase acuta. nella prevenzione di recidive, invece si consiglia l’assunzione di 1 cp/die per 7 giorni al mese.
  • Cistiflux – buste e compresse: si consiglia l’assunzione di 2 buste/2 volte al die, per 7 giorni dopo un episodio di cistite acuta. Nei casi di prevenzione si devono invece assumere 1-2 buste al giorno per 1-2 settimane al mese.
    Il prodotto va assunto lontano dai pasti e preferibilmente a vescica vuota (ad esempio la sera prima di coricarsi).
  • Cys-control Cramberola – capsule: Si consiglia l’assunzione di 2 capsule/die, una al mattino ed una alla sera durante i pasti, per un periodo di 10 giorni.
    In seguito prendere 1 capsula al mattino durante il pasto, con un bicchiere d’acqua.

PAU - FRANCE.

Le linee guida raccomandano gli estratti di mirtillo per la prevenzione delle IVU-R (ricorrenti), tuttavia ne è Sconsigliano l’utilizzo nei soggetti che assumono WARFARIN, poichè la somministarzione potrebbe aumentare l’INR.

Cliccare il link sotto, per leggere l’articolo.

LA CISTITE.

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ESAME DELLE URINE, URINOCOLTURA ED ANTIBIOGRAMMA.


MODALITA’ DI RACCOLTA DELLE URINE PER ADULTI

MITTO INTERMEDIO

ACQUISATRE IN FARMACIA UN CONTENITORE STERILE TRASPARENTE A BOCCA LARGA E CON TAPPO A VITE.

Raccogliere le urine della prima minzione del mattino (o almeno 3 ore dopo l’ultima minzione) procedendo come segue:

  • Lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;
  • Pulire accuratamente e ripulire i genitali esterni con acqua e sapone (nel maschio, dopo aver retratto completamente la cute del glande; nella donna tenendo distanziate le grandi labbra con una mano, pulire con l’altra mano dall’avanti all’indietro;
  • Risciacquare con acqua corrente;
  • Urinare scartando il primo getto (circa 20 ml) e, senza interrompere la minzione, raccogliere direttamente nel contenitore il mitto intermedio;
  • Richiudere il contenitore, avvitando accuratamente il tappo.

AVVERTENZA

Per la corretta esecuzione dell’esame occorre non essere in terapia antibiotica da almeno 6 giorni, salvo diversa indicazione da parte del medico.

CONSERVAZIONE

Inviare immediatamente al laboratorio o conservare a 4°C per un massimo di 12/24 ore.

Montmartre - Paris.

ESAME DELLE URINE

L’urina è il liquido prodotto dei reni che filtrano il sangue per depurarlo dalle scorie prodotte dal metabolismo. Tramite l’urina quindi, si eliminano dall’organismo i prodotti di scarto e l’eccesso di acqua o di sostanze che vi sono disciolte.

ESAME FISICO DELLE URINE:

QUANTITA’ O VOLUME:
La normale quantità di urine eliminata nelle 24 ore è compresa tra i 1200 e 1500 ml.
Un aumento del volume delle urine, può essere dovuto all’assunzione di diuretici, nel caso di diabete mellito, diabete insipido e nelle malattie del tubulo renale.
Invece, diminuisce: nel caso di disidratazione, vomito, diarrea, nefrosclerosi e shock.

PESO SPECIFICO:
1005-1025 (valori normali = vn).
Una diminuzione è segno di insufficienza renale cronica.

COLORE:
Il colore normale delle urine è giallo pagliarino o ambra, un colore diverso è riscontrabile nelle seguenti situazioni:
Giallo oro: in caso di assunzione di antibiotici o vitamine.
Giallo carico: stati febbrili,
Giallo marsala: mallatie epatiche con ittero,
Da rosso chiaro a rosso scuro: presenza di emoglobina o mioglobina;
Marrone: (color coca-cola o lavatura di carne): presenza di sangue (ematuria),
Verde-blu: bleu di metilene o in seguito ad infezione da pseudomonas.

ASPETTO:
Il normale aspetto delle urine è limpido, trasparente: un aspetto torbido può derivare dalla presenza di: muco, leucociti (globuli bianchi), globuli rossi, cellule epiteliali, acido urico, proteine, batteri, spermatozoi, è lattescente in caso di piuria, può contenere precipitati per presenza di fosfati e urati.

ESAME CHIMICO DELLE URINE:

PROTEINE:
Valore normale: deve essere inferiore a 15 mg/dl, in gravidanza può raggiungere anche i 50 mg/dl.
La proteinuria patologica può essere minima (o.5 g/L) nella calcolosi renale, nel rene policistico e nella glomerulonefrite cronica;
moderata (da 0.5 a 4 g/L) nella nefropatia diabetica, nella glomerulonefrite cronica o acuta, nella sindrome nefrosica e nel mieloma multiplo;
grave (superiore a 4 g/L) nella glomerulnefrite acuta, nel Lupus eritematoso e nella sindrome nefrosica.
Aumento proteine: stati febbrili, infezioni, nefrosi, sforzi fisici, malattie renali, gravidanza e emopatie.

GLUCOSIO:
Valore normale: assente.
Presenza di glucosio: diabete, glicosuria, ipertiroidismo, ipersurrenalismo e farmaci.
Se la glicemia supera i 180 mg/L si ha glicosuria.

CORPI CHETONICI:
Valore normale: assenti.
La loro presenza si può riscontrare nelle donne in gravidanza, diabete mellito, stati febbrili (soprattutto nei bambini), malattie del fegato.

PH: 5.5-7.5
Fattori in grado di influenzare il pH: alimentazione, farmaci, infezioni delle urine.
Può arrivare a 4.5 in caso di dieta di carne o a 8.0 in chi segue una dieta vegetariana.

BILIRUBINA: vn=assente
Sostanza di colore giallo-rosso prodotta dalla scissione dell’emoglobina;
compare nelle urine quando la bilirubina plasmatica supera i 2mg/100ml: la sua presenza indica un danno epatico, epatiti virali, ittero, carcinoma del pancreas.

UROBILINA O UROBILINOGENO: vn=assente o 0.2 mg/dL.
Un aumento indica danno del fegato, emolisi o stipsi;
Una diminuzione si verifica in caso di ostruzione biliare, transito intestinale accelerato o assunzione di antibiotici.

ESAME MICROSCOPICO DELLE URINE:

EMOGLOBINA O EMATURIA: vn = assente o presenti in modeste quantità.
Le cause più frequenti di emoglobina(Hb) nelle urine: Calcoli, leucemie, neoplasie begnine e maligne, tubercolosi renale, sangue mestruale nella donna, emolisi, ustioni, emoglobinuria parossistica, anemie emolitiche, anemia dovuta ad intenso sforzo fisico (anemia da sforzo), forti stati emozionali o esposizione a basse temperature, farmaci (aspirina, salicilati, atropina, sulfamidici e anticoagulanti), avvelenamenti.
Altre cause di ematuria sono: glomerulonefrite, rene policistico, infarto renale, idronefrosi, trombosi della vena renale, papillomi vescicali, traumatismi, ipertrofia o adenocarcinoma prostatico.
In caso di persistenza eseguire un’urografia.

LEUCOCITURIA:
La presenza di leucociti indica un processo infiammatorio o infettivo: (cistite, uretrite, calcolosi renale, pielonefrite, cancro alla vescica).

CILINDRURIA:
I cilindri sono agglomertai di proteine e di altri elementi che si formano nei tubuli renali.
La loro presenza può indicare disfunzione renali.

SALI E CRISTALLI:
Se in forte quantità, possono indicare una calcolosi renale.

CALCOLI:
Sono indice di ipercalciuria idiopatica, iperparatiroidismo o iperossaluria (sali di calcio).

CONTA DI ADDIS:
In condizioni normali, nel corso di 24 ore vengono eliminati con e urine 1 milione di globuli rossi, 2 milioni di globuli bianchi e fino a 10 mila cilindri ialini.

UREA: vn=25-35 grammi nelle 24 ore.
Aumento dell’urea: stati febbrili, ipertiroidismo, diabete, eccesso di proteine alimentari.

MOZART HOUSE SALIZBURG - AUGUST 2008.

MOZART HOUSE SALIZBURG - AUGUST 2008.

URINOCOLTURA ED ANTIBIOGRAMMA

L’urinocoltura è un esame delle urine che serve a identificare la presenza in esse di batteri e a definirne la specie (batteri che possono essere responsabili di infezioni delle vie urinarie).

Viene solitamente completata dell’antibiogramma, cioè da un test di laboratorio che ricerca tra i vari antibiotici quello più adatto a uccidere il batterio trovato nelle urine (ossia, valuta la sensibilità o la resistenza agli antibiotici della specie batterica in causa), in questo modo si può determinare la cura più idonea.

Il valore normale di una urinocoltura è: negativo (l’esame viene considerato negativo per un numero di colonie inferiori a 10.000, dubbio per un numero di colonie compreso tra 10.000 e 100.000 e positivo per un numero di colonie superiore a 100.000).
In altre parole, si definisce infezione delle vie urinarie qualora si riscontra all’urinocoltura la presenza di germi di un solo tipo in numero pari o superiore a 100.000/mm3.

In caso di positività (presenza di batteri nelle urine), il referto conterrà:

  • il nome del germe identificato,
  • la concentrazione dei batteri, in genere espressa come potenza di 10 (per esempio, 100.000 = 105 unità formante colonie CFC/ml),
  • l’antibiogramma, espresso con una tabella che elenca gli antibiotici di cui è  stata valutata l’efficacia.

L’urinocoltura risulta positiva in presenza di infezioni delle vie urinarie, che vengono distinte in:

  • Batteriuria asintomatica, quando il riscontro dei batteri nelle urine è casuale e non è accompagnato da nessun sintomo,
  • cistite, accompagnata da sintomi, quando l’infezione è localizzata alla vescica,
  • pielonefrite, accompagnata da sintomi, quando l’infezione si estende dalla vescica alle vie urinarie (ureteri) e al rene.

Cliccare sotto.

ANTIBIOGRAMMA ISTRUZIONE PER L\’USO.

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