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Radiografia panoramica delle arcate dentarie.

RADIOGRAFIA PANORAMICA DELLE ARCATE DENTARIE


San Marino di Bentivoglio-Bologna

San Marino di Bentivoglio - Bologna

ORTOPANTOMOGRAFIA

CHE COS’E’

L’ortopantomografia, chiamata anche radiografia panoramica delle arcate dentarie, è una tecnica radiogarfica che produce un’immagine dei denti, delle arcate dentarie e delle ossa mascellari e mandibolari su un’unica pellicola.

Per ottenere la proiezione delle arcate, che sono una struttura curvilinea ovoidale complessa, è necessario utilizzare una tecnica molto particolare che si basa sulla rotazione intorno alla testa dei pazienti del tubo radiografico durante contemporanea rotazione della casetta radiografica.

L’ortopantomografia è un esame radiografico e quindi espone il paziente alle radiazioni ionizzanti; tuttavia la dose di raggi X che viene assorbita dal paziente per questo esame è inferiore di molte volte rispetto a quanto viene somministrato eseguendo tutte le radiografie endo-orali necessarie per visualizzare separatamente tutti i gruppi di denti (panoramica endo-orali).

PERCHE’ SI FA

L’ortopantomografia si esegue per lo studio panoramico dei denti, delle ossa alveolari e delle altre strutture radiopache che li circonda.

Essa è fondamentale per un bilancio iniziale dello stato della bocca prima di un trattamento odontoiatrico: sulla sua scorta, il dentista potrà eseguire le radiografie endo-orali di dettaglio necessarie per i gruppi di denti eventualmente da curare.

L’ortopantomografia è inoltre indispensabile per valutare lo stato della dentizione nei soggetti in età di sviluppo, per evidenziare eventuali malformazioni dentarie o denti inclusi e per ricercare lesioni ossee, infiammatorie, cistiche o tumorali a carico degli alveoli e degli altri costituenti scheletrici che circondano i denti.

L’esame ortopantomografico è eseguito, nella maggiore parte dei casi, su indicazione odontoiatrica: tuttavia, la complessità delle strutture della bocca che sono studiate con questa indagine la rendono indicata anche in nnumerosi casi di patologie chirurgiche, oncologiche, otorinolaringoiatriche e maxcillo-facciali.

PRIMA DELL’ESAME

L’esame non richiede nessuna preparazione particolare. Il paziente non deve avere oggetti metallici sul capo che potrebbero creare ombre che mascherano la visione delle arcate dentarie.

In particolare modo, vanno tolti prima di eseguire l’ortopantomogarfia gli orecchini o altri monili metatllici: gli impianti di piercing, soprrattutto a livello linguale, possono causare artefatti importanti.

Vanno inoltre rimossi al momento dell’esame eventuali apparechi protesici mobili e ovvaimente le dentiere.

COME SI SVOLGE

L’esame non è doloroso nè fastidioso.

Il paziente viene posizionato in piedi con la tseta nell’apparacchio in posizione iperestesa. La testa è fissata con 2 appoggi morbidi in corrispondenza delle orecchie e il paziente è invitato a mordere con gli incisivi anteriori un punto di fissaggio ricoperto con plastica sterile: questo assicura la corretta posizione e l’immobilità della testa.

A questo punto il tubo e la pellicola, su 2 lati opposti, iniziano a ruotare intorno al capo del paziente e si ha il passaggio dei raggi.

Al termine della rotazione, che dura in media da 10 a 15 secondi, l’esame è finito.

QUANDO NON SI PUO’ FARE

A parte la gravidanza, controindicazioni comune a tutti glli esami radiologici. L’ortopantomografia ha alcune controindicazioni e limiti specifici, legati alla peculiarità tecnica della sua esecuzione.

La necessità di una collaborazione sia pur minima (blocco della testa), la durata della ripresa pari a 10 – 15 secondi e la presenza di oggetti in movimento intorno al capo rendono l’esame impossibile nei bambini molto piccoli (al di sotto dei 5 – 6 anni), in molti pazienti fobici o psichaitrici e in alcuni casi di patologie neurologiche determinanti tremore incontenibile. L’ortopantomografia richiede inoltre la stazione eretta del busto e della testa, quanto meno in posizione seduta, e non può essere eseguita al letto del paziente.

L’esame ortopantomografico riesce inoltre tecnicamente scadente in presenza di oggetti metallici non asportabili e quando il paziente non riesce ad assumere correttamente la posizione di iperestensione della testa, per il formarrsi di artefatti che ne rendono difficlie la lettura.

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