Archivi categoria: PIEDE.

Neuroma di Morton.
Le patologie del piede.
La fascite plantare.

ALLUCE VALGO.


CLICCARE IL LINK SOTTO.

ALLUCE VALGO.

ALSACE.

XXXXX

Lascia un commento

Archiviato in PIEDE.

NEUROMA DI MORTON.


Che cos’è il neuroma di Morton

Il neuroma di Morton è una neuropatia degenrativa indotta da cause meccaniche che colpisce principalmente il secondo e terzo nervo interdigitale (aumento di volume del nervo sensitivo interdigitale), solitamente passa nel terzo spazio intermetatarsale (fra III e IV metatarso), lo stimolo irritativo cronico di natura meccanica, che causa la crescita di tessuto cicatriziale fibroso intorno al nervo stesso, subito prima della sua biforcazione alla radice delle dita, il nervo così ispessito trasmette tipiche sensazioni dolorose.

Il termine neuroma è improprio in quanto il suffiso “oma” indica una condizione tumorale del nervo, in questo caso assolutamente inesistente, trattandosi esattamente di un afibrosi perineurale, cioè la formazione di tessuto cicatriziale fibroso causata dalla continua frizione sul nervo delle adiacenti ossa metatarsali e del legamento intermetatarsale profondo, che a livello del III spazio sono più mobili rispetto ad altre parti del piede.

La sintomatologia

Le donne tra i 45 e i 60 anni sono le più colpite.
Dato che non esistono test clinici specifici, per diagnosticare o escludere altre cause di metatarsalgia si utilizzano la RM e gli ultrasuoni.

Il paziente affetto da neuroma di Morton lamenta un:

  • dolore acuto sotto la pianta del piede a volte di tipo urente localizzato solitamente tra III e IV metatarso, con irradiazione tra le dita, a volte accompagnato da una sensazione di qualcosa che si muove tra i metatarsi con rumore di scroscio e dolore correlato al movimento,
  • l’uso di calzature strette provoca la comparsa di dolore crampiforme sul dorso del piede, talmente acuto da obbligare il paziente a fermarsi, togliere la scarpa e massaggiare il piede,
  • anche la sensazione di corrente elettrica avvertita tra le dita e a riposo o di notte è tipica di tale affezione, e ci permette di dfferenziarla da latre affezioni,
  • quando si è in presenza di tali sintomi la cu frequenza è quasi giornaliera allora è bene sottoporsi ad una RMN dell’avampiede per avere la certezza atrumentale della presenza di un neuroma, e quindi consulatre uno specialista.

Passe Muraille-Montmartre-Paris.

Le cause

L’eziologia è multifattoriale, tra le cause più frequentI:

  1. uso di calzature non adeguate (per esempio, nelle donne l’indossare per molto tempo di scarpe con tacchi a spillo o le punte eccessivamente strette),
  2. scompensi di tipo posturale,
  3. disturbi al livello neurologico,
  4. alluce rigido,
  5. alluce valgo,
  6. ipercarico avampiede,
  7. alterazioni morfologiche del piede (piede cavo e piede piatto)
  8. lassità dei legamenti,
  9. artrite reumatoide,
  10. microtraumi al piede,
  11. allenamenti su superficie non idonee (soprattutto negli atleti che praticano il fondo).

La diagnosi

Molto spesso, alla palpazione della zona interessata è avvertibile un caratteristico clic (segno di Mulder).
Gli esami strumentali (radiografia, RMN ed ecografia) non sono particolarmente affidabili nel caso di neuroma di Morton a casua dell’alto numero di falsi positivi o negativi e vengono effettuati soprattutto per escludere la presenza di altre patologie che possono interessare l’avampiede (artrite, borsite, capsulite, distrofia simpatica riflessa, fratture,  ischemia, necrosi avascolare, neoplasie, noduli reumatoidi, sinovite, sindrome del tunnel tarsale, tendinite ecc.).

Il trattamento

Ai fini del trattamento è molto importante la precocità della diagnosi; se la sintomatologia è presente da meno di sei mesi è possibile tentare interventi di tipo conservativo attraverso terapie farmacologiche a base di antinfiammatori, infiltrazioni locali di cortisone, terapie di tipo fisico.
Generalemente l’uso di plantari non sortisce alcun effetto importante.

Nel caso invece la sintomatologia duri da più tempo è quasi sempre necessario l’intervento chirurgico che consiste nell’asportazione del nervo interessato (neurectomia); l’asportazione non provoca problematiche a livello di movimento delle dita dal momento che il nervo in questione ha esclusive carattreistiche sensitive; può rimanere invece una leggera diminuizione della sensibilità cutanea nella zona interessata.

L’intrevento chirurgico è piuttost0 semplice e viene eseguita in anestesia locale; la deambulazione susseguente all’intervento è buona e tutti i disturbi scompaiono di norma nel giro di pochi mesi.
Il paziente viene dottato, nelle prime tre settimane, di appsoita calzatura.

http://www.albanesi.it
http://www.neuromadimorton.it

Lascia un commento

Archiviato in PIEDE.

LE PATOLOGIE DEL PIEDE.


Cliccare sotto, per leggere l’articolo. Le patologie del piede:

  • la spina calcaneare,
  • la fascite plantare,
  • l’alluce valgo,
  • le metatarsalgie.

Le patologie del piede.

PAU - FRANCIA, APRILE 2010.

Lascia un commento

Archiviato in PIEDE.

LA FASCITE PLANTARE.


Il piede ha la funzione di sostenere e di distribuire il peso del corpo durante la marcia, la corsa, i salti e proprio in questi ultimi due casi si trova costretto a sopportare delle fortissime sollecitazioni funzionali. Per questo motivo, soprattutto nell’atleta di alcune ben particolari discipline sportive, le patologie a carico del piede sono numerose e di svariata eziologia.

Per capire bene le cause d’origine ed i trattamenti più utili per curare la fascite plantare bisogna innanzitutto dare un rapido sguardo all’anatomia del piede. Il legamento arcuato (o aponeurosi plantare) è una robusta fascia fibrosa che unisce la zona plantare interna del calcagno con la base delle dita. Questo legamento gioca un ruolo molto importante nella trasmissione del peso corporeo al piede durante la deambulazione e la corsa. In particolare quando il piede si eleva sulle punte staccando il tallone dal suolo (gesto tipico della corsa e del salto) l’aponeurosi plantare subisce una distensione.

Quando il medico diagnostica una fascite plantare signifIca che il legamento arcuato si è infiammato a causa dell’eccessivo utilizzo. Nella fase precoce la fascite plantare tende a coinvolgere l’inserzione di questo legamento a livello calcaneare causando dolore in quest’area. Successivamente il dolore tende a spostarsi verso l’avampiede migrando lungo tutta la pianta e risparmiando soltanto la punta delle dita (falangi distali del piede).

CAUSE: la fascite plantare può insorgere a causa di inumerevoli fattori, spesso combinati tra loro; pieid piatti o cavi, scrape inadeguate (troppo larghe o troppo strette, troppo morbide o troppo rigide), sovrappeso, obesità, allenamenti inadeguati e contrattura o debolezza di alcuni muscoli della gamba come il polpaccio, il peroneo, il tibiale posteriore e gli estensori delle dita del piede. Soprattutto l’eccessiva  pronazione del piede, è quella che mette maggiormente la fascia plantare sotto carico o in iperestensione.

DIAIGNOSI: Solitamente la diagnosi di fascite plantare viene effettuata dopo un’attenta valutazione clinica della sintomatologia. Indagine strumentali, come radiografie e TAC non sono solitamente necessarie ma possono essere utili per evidenziare od escludere ulteriori cause di dolore al tallone (artrosi astragalo calcaneare, fratture da stress, tumori ecc…).

CLICCA SU TRAUMATOLOGIA SPORTIVA PER LEGGERE L’ARTICOLO.

Traumatologia sportiva

CEDRO DEL LIBANO-BAROUK.

CEDRO DEL LIBANO-BAROUK.

Autotrattamento:
Riposo, soprattutto nei casi in cui il dolore è forte.
Applicare ghiaccio alla fascia plantare per 10 minuti ogni 2 ore per ridurre l’infiammazione: riempire una bottiglia di plastica di 500 ml con l’acqua e congelarla dopodichè rotolarla sotto il piede.
Quando è possibile automassagiare la zona con un olio all’arnica e fare lo stretching dei muscoli gastrocnemico e soleo.

Eseguire i seguenti esercizi per tenere in forma la fascia plantare:

  • Camminare sul bordo esterno dle piede.
  • Afferrare delle biglie di vetro, adagiate per terra, con le dita dei piedi,
  • Afferrare ed arrotolare un fazzoletto, adagiato per terra, con le dita dei piedi,
  • Afferrare una matita con le dita dei piedi, e trattenendola tra esse, camminare sui talloni,

Indossare scarpe da corsa corrette e se necessario calzature ortottici per prevenire un’eccessiva pronazione.
Ricordate:

  • Sempre applicare del ghiaccio dopo l’allenamento,
  • Aumentare gradualmente il programma d’allenamento,
  • Inserire le pause di riposo nel programma d’allenamento.

Cliccare i link sotto.

Dolore al calcagno e fascite planatre.

Trattamento della fascite planatre.

Il plantare.

2 commenti

Archiviato in PIEDE.