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Conoscere la meningite.

CONOSCERE LA MENINGITE.


Lourmarin- à 6 km de Vaugines

Lourmarin - à 6 km de Vaugines.

COS’E’ LA MENINGITE

La meningite è un’infiammazione, di origine batterica o virale, delle meningi cioè delle membrane che avvologono il cervello e il midollo spinale, che si manifesta soprattutto nei mesi freddi. Si tratta di malattia grave ma curabile nella maggioranza dei casi. La diagnosi tempestiva, seguita da un’appriopriata terapia antibiotica influenza notevolmente il decorso della malattia (dopo 3 ore dall’esordio della sepsi si innescano meccanismi patogenetici irreversibili).

La forma virale è quella più comune, solitamente non ha conseguenze gravi e si risolve nell’arco di una deicna di giorni; la forma batterica è più rara ma estremamente seria e può avere conseguenze letali.

Gli agenti batterici cha la causano sono diversi e il più temuto è

  • Neisseriae meningitidis detto meningococco, di cui esistono diversi ceppi (A, B, C, Y e W135)

Altri microrganismi causa di meningite sono

  • lo streptococcus pneumoniae (pneumococco)
  • e l’haemophilus influenzae tipo b (emofilo).

COME SI TRASMETTE

La malattia si trasmette per via respiratoria attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni nasali che possono essere diperse con la tosse, con gli starnuti o mentre si parla.

Perchè il contaggio avvenga è necessario essere a contatto stretto e prolungato con la persona infetta o in ambienti affollati, infatti la propagazione dell’agente patogeno generalmente non supera il raggio di 2 metri della fonte.

Il meningococco è un germe molto sensibile alle variazioni di tempertaura e all’essicamento; vive pochi minuti nell’ambiente esterno, per cui la malattia non si diffonde così facilmnete come avviene per atre malattia infettive come l’influenza o il comune raffreddore. Per questo motivo, non è necessaria la disinfezione ambientale e la chiusura dei locali comunitari (scuola, asili…) dove si sia manifestato un caso di malattia invasiva.

E’ un batterio abitualmente presente in una significativa proporzione di soggetti che ne sono portatori, in oltre il 10% degli individui è infatti presente, nelle vie respiratorie (rinofaringe), senza dare alcun problema. La maggioranza delle persone, quindi, non sviluppa la malattia e solo in casi rari il menigococcco supera le difese dell’organismo provocando la meningite.

SINTOMI E MANIFESTAZIONI

Al suo esordio la meningite batterica può presentare dei sintomi simili a quelli di altre malattie come l’influenza: sonnolenza, cefalea, inappetenza. In genere, però, dopo 2 – 3 giorni la sintomatologia peggiora e compaiono: nausea e vomito, febbre alta, pallore, intolleranza alla luce; tipiche la rigidità della nuca e quella all’estensione della gamba.

Nei neonati alcuni di questi sintomi non sono molto evidenti; mentre possono esserci: pianto continuo, irritabilità e sonnelenza al di sopra della norma, scarso appetito, pallore e comparsa di macchie cutanee di colore rosso, che non scompaiono alla pressione.

Nei bambini, è bene prestare attenzione a: forti mal di testa, rigidità del collo e incapacità di toccare il petto col mento, intolleranza alla luce (fotofobia), sonnolenza, dolori alle articolazioni o muscoli, spasmi e stato di confusione. La malattia può avere complicazioni anche gravi, con danni neurologici permanenti, come la perdita dell’udito, della vista, della capacità di comunicare o di apprendere, problemi comportamentali e danni cerebrali che possono condurre alla paralisi. Tra le complicazioni di natura non neurologica sono possibili i danni renali e alle ghiandole surrenali, con conseguenti squilibri ormonali.

Oltre, alla visita ed alcuni esami del sangue, per effettuare la diagnosi della malattia è necessario eseguire l’analisi citochimica e colturale del liquido cerebrospinale: il liquido che circola nelle meningi; l’esame si esegue prelevando alcune gocce di liquido cerbrospinale TRAMITE LA PUNTURA LOMBARE.

LA TERAPIA

E’ importante che il trattamento della malattia sia tempestivo. La meningite batterica viene trattata con antibiotici che vanno somministrati per via endovenosa e in ambiente ospedaliero; la cura è più efficace se il ceppo, agente dell’infezione viene caratterizzato ed identificato. Nel caso di meningiti virale non è prevista la somministrazione di antibiotici, infattti la malattia è meno grave e i sintomi si risolvono di solito nel corso di una settimana, senza necessità di alcuna terapia specifica.

COME SI PREVIENE

La prevenzione della meningite si attua con 2 azioni:

  • la vaccinazione
  • la pronta identificazione dei casi e la profilassi antibiotica dei contatti stretti dei casi (stesso locale, stessa casa, stessa classe scolastica).

Oggi esistono 3 vaccini antimeningiti:

  • vaccino contro l’emofilo
  • vaccino coniugato eptavalente contro il pneumococco . Il vaccino è fortemente raccomandato nei bambini di età inferiore a 5 anni affetti da: malattie broncopolmonari croniche, cardiopatie importanti, disturbi delle difese immunitarie, neoplasie, anemie congenite, malattie che richiedono terapie a lungo termine con acido acetilsalicilico o con farmaci che abbassano le difese immunitarie, assenza della milza, diabete e malattie renali croniche.

La raccomandazione è estesa anche a tutti i bambini di età inferiore a 2 anni, soprattutto se frequentano l’asilo nido. E’ possibile vaccinare i bb. a partire del secondo mese di vita.

  • vaccino contro il meningococco di tipo C: è possibile vaccinare bambini dopo il secondo mese id vita, tale vaccino è infatti in grado di indurre una buona risposta anticorpale a partire dal terzo mese di vita.

La disinfestazione ambientale non è richiesta perchè il meningococco C non permane nell’ambiente; analogamente, non vi sono motivi tecnici per sostenere la chiusura di scuole , asili o altri ambienti comunitari ove abbia soggiornato una persona malata.

La profilassi antibiotica è efficace, ma va limitata ai contatti stretti del caso, oltre ai conviventi, includono: chi ha dormito e mangiato spesso nella stessa casa del paziente nonchè le persone che nei sette giorni precedenti l’esordio hanno avuto contatti con le sue secrtezioni orali, ad es. attraverso baci, stoviglie, spazzolini da denti.

Il trattamento è raccomandato anche per i sanitari che sono stati direttamente esposti alle secrezioni respiratorie durante l’intubazione endotracheale o la respirazione bocca a bocca.

Al contrario, la chemioprofilassi, non è raccomandata per i contatti a basso rischio: cioè chi non ha avuto diretto contatto con le secrezioni orali o ha avuto un contatto esclusisvamente con un contatto ad altro rischio, ma non con il caso indice (contatto diretto).

Inoltre, la sorveglianza dei contatti è importante per identificare chi dovesse presentare febbre, in modo da diagnosticare e trattatre rapidamente eventulai ulteriori casi. Questa sorveglianza è prevista per 10 giorni dall’esordio dei sintomi del paziente.

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