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Il Certifcato di Morte.

IL CERTIFICATO DI MORTE.


IL CERTIFICATO DI MORTE

  • CERTIFICATO DI CONSTATAZIONE DI DECESSO, compilato dal medico che interviene per primo a constatare l’exitus e contenente, oltre alle generalità del defunto, anche ora, data e luogo del decesso. Questo certificato serve ad attestare la cessazione delle funzioni vitali e l’inefficacia di eventuali manovre rianimatorie ed è destinato ad informare l’ufficiale di stato civile dell’avvenuto decesso di una persona nel territorio comunale di competenza.
    Le norme per l’accertamento di morte sono stabilite dal D.M. Sanità del 31.8.1994 in applicazione della legge n. 578/1993
  • DENUNCIA DELLA CAUSA DI MORTE SU SCHEDA ISTAT, indirizzata e redatta dal medico curante o dal medico necroscopo dipendente dell’ASS in caso di reperibilità del medico curante nel periodo tra il decesso e il funerale. E’ un’obbligo che deve essere assolto entro 24 ore dalla constatazione del decesso ai sensi dell’art. 103 del TULS 8 art. 1 del DPR 21. 10. 1975). Nei giorni prefestivi e festivi, quando cioè il medico di medicina generale non è in servizio, il certificato ISTAT deve quindi essere compilato dal medico necroscopo nominato dall’Azienda Sanitaria.
  • CERTIFICATO NECROSCOPICO REDATTO DEL MEDICO NECROSCOPO tra la 15° e la 30° ora dal decesso per constatare la realtà della morte (presenza di macchie ipostatiche, rigidità e raffredamento naturali del cadavere). Serve all’ufficiale di stato civile per cancellare il defunto dall’anagrafe e per autorizzare il seppellimento.

Ai sensi dell’art. 11 del DPR n. 285/1990 (regolarmente di polizia mortuaria), durante il periodo di osservazione – 24 ore per i casi di morte naturale e 48 ore nei casi di morte improvvisa – il cadavere deve essere tenuto in luogo e in condizioni compatibili con la vita, cioè ad una temperatura ambientale di almeno 18-20 gradi.

La Cassazione sezione Penale Quinta con sentenza del n. 36778 depositata il 7 novembre 2006 ha ritenuto colpevole del reato di falso ideologico il medico che aveva compilato un certificato necroscopico senza aver visitato la salma e che, in quanto delegato dall’ufficiale di stato civile, è da ritenersi pubblico ufficiale.
Invece, la constatazione del decesso e il certificato ISTAT sulle cause di morte può essere compilato anche da un medico curante che svolge la libera professione e quindi riveste la qualifica di esercente un servizio di pubblica necessità e non di pubblico ufficiale.

Il certificato di morte e dell’identificazione delle relative cause presuppone l’avvenuta visita medica altrimenti configura il reato di falso ideologico, secondo anche la sentenza n. 8496 del 17. 10. 1983 della cassazione, sezione penale quinta.
Ma se invece il medico ha redatto il certificato in buona fede e l’oggetto della certificazione corrisponde al vero (giudizio fondato su fatti realmente rilevati) non sussiste tale reato che invece presuppone l’accertata intenzioanlità di certificare il falso, secondo la senetnza n. 11482 del 24. 5 . 1977 della cassazione, sezione penale IV.

In caso di assenza del medico curante titolare sul territorio, il medico sostituto assume tutte le funzioni del titolare sul territorio e pertanto sulla base della visita della salma e della scheda anamnestica del defunto è legittimato a compilare in vece del curante anche la scheda ISTAT.
Se il medico sostituto ritiene di non avere sufficienti elementi di giudizio deve effettuare una richiesta motivata di autopsia, come previsto sul metodo ISTAT, oppure lasciare questo compito al medico necroscopo o suo delegato.

Eglise Saint Jean - Lyon (France), octobre 2008.

Eglise Saint Jean - Lyon (France), octobre 2008.

Mauro Marin
Medico di medicina generale-Pordenone.
Univadis.

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