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Foresta Nera e Alsazia.
In giro per la Francia.
Parigi: Montmartre e Pigalle.

FORESTA NERA E ALSAZIA.


Al supermercato (Colmar), incuriosito davanti ad una qualità di mele, rosse e lucidissime, al punto di non sembrare tanto naturale (Red Chief).
Una signora mi ha assicurato che è squisita da mangiare, ho preso qualcuna; in effetti, ottima al palato. La medesima forma della Stark, dotate della capacità di generare sulla buccia uno strato invisibile di cere che la protegge; si conservono a lungo, e la loro polpa rimane compatta.

OFFENBURG.

Offenburg - Foresta Nera.

MERCOLEDI 14 SETTEMBRE:
Finalmente é giunto il momento tanto atteso e altrettanto meritato, partire in vacanza. Già alle ore otto del mattino eravamo sulla A1, a parte l’intoppo sulla tangenziale di Milano dove abbiamo messo 75 minuti per riuscire ad arrivare  sulla A9 (Como-Chiasso), per fortuna tutto è filato liscio fino al nostro arrivo a TITISEE, una piccola località nella foresta nera.
Attraversando la svizzera, la strada è molto piacevole, si incontrano bellissimi laghi; spesso lungo il tragitto ci siamo fermati per goderci delle spettacolari vedute, mentre in Italia era estate, oltre San Gottardo, ci sembrava di entrare in un’altra sfera, nebbia, pioggia e freddo.

TITISEE.

Louise Bourgeois, à l'infini - Fondation Beyeler- Basel.

La Foresta Nera (Schwarzwald), è nella regione del Baden-Württemberg (sud-ovest della Germania).

TITISEE: a 30 km da Freiburg o Friburgo.
La località è un posto di villeggiatura, dove i turisti ovviamente non mancano né i negozi di abbigliamento, alberghi, Gasthaus e ristoranti, in pratica è tutto un caos commerciale.
La caratteristica di Titisee, è un piccolo lago naturale nato della fusione delle acque del ghiacciaio Feldberg, immerso nel verde (viene definito la perla della Foresta Nera). Ha una superficie di 1.3 km2, lungo solo 2 km, la sua profondità media è di 20 m, quella massima di 41 m circa, l’inverno si ghiaccia formando una crosta di 60 cm.
tutte le imbarcazioni usano un motore elettrico per evitare l’inquinamento, in effetti sono tutte silenziose e fare un giro sopra è ancora più piacevole.
Il lago è incantevole, si gode ancora di più facendo un giro con il batello (durata 30 minuti), penso che sia il modo migliore  per sentirsi parte integrante del paesaggio.

Il lago più grande della Foresta Nera è lo SCHLUSEE, a circa 20 km da Titisee.

Lucerna - Svizzera.

SCHILTACH.

FREIBURG IM BREISGAU
Da non perdere, 220.000 abitanti ed è la princiaple città della Foresta Nera, a pochi km dalla Svizzera e dalla Francia.
Siamo arrivati verso sera, niente paura, abbiamo depositato le valigie in camera e subito siamo partiti a perlustrare la citttà.
Friburgo è una città da vedere non solo di giorno che brulica di turisti, ma anche di notte, al tramonto per ammirare la luce che emana la sua catedrale gotica (Münster), soprattutto al brunire con tutte le gargouille (doccioni) che spuntano da tutte le parti; é stato bello vedere le guide che portavano le lanterne con tutti i turisti al seguito, poi fermarsi ad ogni angolo per le varie spiegazioni.
Non so come mai Friburgo, mi ha fatto venire in mente Bologna con Piazza Verde, i gradini di San Petronio; Anche Freiburg è una città universitaria (la sua università Albert-Ludwigs-Universität), altrettanto vivibile e bella quanto Bologna.
Le vie del centro storico, sono percorsi dei Bächle, degli stretti canali che nel medio evo venivano usati per l’approvvigionamento di acqua.
Nella piazza della catedrale, il punto nevralgico della città, si svolge un mercato settimanale, molto colorito e caratteristico, è stato piacevole guardare le varie bancarelle di vino, salsicce di ogni tipo, frutta ed ovviamente i fiori, quelli non mancano mai; woaaawww all’improvviso eccomi davanti ad una Bancarella piena di sapone di Marsiglia originale, gestita da due ragazzi tedeschi  molto gentile e affabile, tagliati per gli affari (la scelta è caduta su Savon de Marseille a l’huile d’olive 72% extra pur, Marius Fabre) in Italia non si trova facilmente, e costano di più.
Nella stessa piazza si trova anche la KAUFHAUS, la casa dei mercanti del XVI secolo.
Tutta Friburgo è da vedere, per chi vuole, si possono fare delle escursioni attorno, anche molto piacevoli: il castello di Neuenburg fondato da Ludwig der Springer, è uno splendido castello medievale del 1090, perfettamente conservato.
La collina di Schlossberg, dove si trova la torre del Salzbuchsle, da qui si gode una bella vista sia sulla città che sulla Foresta Nera.
Prima di lasciare l’albergo, soddisfati della città, abbiamo deciso di partire ancora più rilassati, quindi siamo scesi nella SPA, la piscina pur essendo coperta, l’acqua era fredda, comunque andava bene anche solo, fare  la sauna. Dopo una abbondante colazione, via per la prossima tappa.
Vi consiglio di assaggiare il Schäufele (spalla di maiale affumicata, servita con patate fatte in modo appettitoso).

GIOVEDI 15/09/2011: la strada che abbiamo percorso è bella, molto verde e  fiabesca. Si cominciano a vedere i paesini con le case a graticcio e tanti fiori un pò ovunque.
Abbiamo lasciato Freiburg, direzione Sankt Peter.

GENGENBACH.

Kaysersberg.

SANKT PETER: popolazione 2400.
St. Peter è uno di quei villaggi dove sembra che il tempo si sia fermato, la stessa sensazione che ho avuto, visitando i vari monasteri rumeni, soprattutto nella moldova.
l’edificio da visitare, è l’ex abbazia Benedettina fondata nel 1093 e la biblioteca.

KAYSERSBERG.

ST MARGEN: popolazione 1900.
Nella campagna di St. Margen si alleva lo (Schwarzwälder Fuchs), un cavallo di razza tipico della zona.
La Rosstag, la sagra del cavallo, è una delle maggiore manifestazioni del luogo, si svolge in un antico convento del 1118.
Da vedere il santuario con i due campanili ricostruiti nel 1907 dopo un’incendio.

SCHILTACH:  4000 abitanti. Tourist information, Markeplatz 6.
Da non perdere, è uno dei paesi-cartolina della Foresta Nera.
La mattina tirava un forte vento, per fortuna a fianco c’era il negozio di TRAUTWEIN Leder Mode Tracht, dove ho potuto comprare una giacca. Intanto, niente mi avrebbe potuto rovinare, il gusto di godermi questo pittoresco paesino dell’atomsfera fiabesca.
Si trova in una conca, completamente accerchiato del verde, contornato da pittoresche montagne fitte di abeti che si estendono fino ai confini del centro abitato ed è toccato da due fiumi, il Kinzing e il Schiltach, nel passato erano usati per trasportare la legna sulle zattere, di conseguenza erano fonte di ricchezza per gli abitanti.
Catalina, era al settimo cielo, il posto ideale per chi ama scattare fotografie; come dice lei, è il mio villaggio delle favole.
Ciò che rende il posto maggiormente affascinante, le sue molte case affrescate, oltre che tutte le case sono a graticcio, con le finestre colorate e fiorite; passeggiare nelle sue vie in saliscendi, i fiumi pieni di papere, gli conferiscono una immagine romantica e d’altri tempi.
A Schiltach, ci sono 4 musei, di cui l’APOTHEKENMUSEUM: è realizzato nei locali, di quella che un tempo era la farmacia sulla piazza del mercato, fondata già nel 1989. Oggi costituisce il più grande museo farmaceutico privato a livello europeo e presenta, nel suo allestimento originale, la storia della farmacia.
Conceria Trautwein:
l’acqua ha avuto un ruolo fondamentale anche per la conceria. Ancora oggi si effettua la concia della pelli a Schiltach. La ditta Trautwein lavora da oltre 300 anni, come una delle ultime concerie, le pelli di pecora per ottenere la pelle più pregiata. Cura l’arte della concia secondo un’antica usanza, alla maniera scamosciata. Visite guidate sono possibili solo su richiesta.
Dal medioevo Schiltach ospita mercati tradizionali (19/03, 29/06 e 08/12) e il famoso corteo di San Silvestro (31/12).

OBERNAI.

SCHILTACH.

FURTWANGEN IM SCHWARZWALD: da vedere.
Furtwangen è nota per il suo museo tedesco dell’orologieria (Deutsches Uhrenmuseum, Platz Robert gerwig 1) quest’ultimo riunisce orologi di tutte le epoche e da tutto il mondo, la sua ricchissima collezione offre un’approfondita visione delle produzioni internazionali di ogni genere di orologeria; si possono ammirare meridiane, clessidre e orologi in ferro battuto risalenti al XVI e XVII secolo, ecc.
Nel museo è esposta una vasta varietà di orologi a cucù che consente di farsi un’idea  della storia dell’orologeria nella Foresta Nera, che ha influenzato in maniera determinante questa regione negli ultimi 300 anni.
Tra i pezzi più interessante dell’esposizione, i preziosi orologi da taschino del quarto secolo, orologi rinascimentali e orologi da parete e da cammino.
In pratica, il museo è un connubio tra la storia dell’orologeria, arte e tecnica.

Un tempo a Furtwagen si producevano diversi tipi di  orologi, ma ciò che veniva prodotto solo in questo centro erano gli orologi musicali dalla fabbrica Emilian Wehrle (1832-1896).
E. Wehrle proveniva da una povera zona agricola, suo padre era un agricoltore e allo stesso tempo faceva l’orologiaio. L’istruzione del giovane W. era meno che sufficiente per gli standard della società, ma era un allievo eccellente, noto per avere uno spiccato talento per la tecnologia. Questa sua passione lo portò a lavorare diligentemente tutto il giorno per diversi anni come un orologiaio. Quando fu in grado di investire i suoi primi risparmi, aprì il suo negozio nel 1860.
Gli orologi musicali sono stati di alta qualità, quindi molto costosi; di conseguenza non sono stati prodotti in grande quantità, al giorno d’oggi sono rimasti pochi pezzi che continuano ad essere venduti a prezzi stratosferici per i vari collezionisti.
Nel museo, nel piano sotterraneo, troverte diversi pezzi ancora funzionante e si nota che erano lavorate con particolare cura; in caso di visita guidata si possono anche ascoltare (la visita guidata è solo in tedesco), se capitate per caso in mezzo ad un gruppo di turisti tedeschi, come è successo a noi, comunque potete assistere lo stesso (la guida è gratuita).

Oggi, a Furtwangen ci sono molte medie e piccole imprese, che occupano il settore della microelettronica e meccanica di precisione. Tra le città della Germania ha il tasso di disoccupazione più basso.
Hochschule Furtwangen University, è una scuola universitaria professionale, specializzata nel campo della microelettronica, meccanica di precisione e informatica.

Cliccare sotto per accedere al sito.
HOCHSCHULE FURTWANGEN UNIVERSITY.

SVIZZERA: sosta per sgranchire le ginocchia.

HUNAWIHR.

SCHONACH: 2.215 abitanti, la campagna attorno è bellissima.
vale la pena fare una deviazione per vedere l’orologio a cucù gigante. La signora che vi riceve, peraltro gentile ed affabile (sa due parole in italiano, ma sono sufficiente per farsi capire e dare le spiegazioni riguardo la costruzione dell’orologio).
In pratica l’orologio è una casa, altrimenti sarebbe stato impossibile costruirlo con tali dimensioni: gli ingranaggi sono 50 volte più grandi di quelli di un orologio normale, ogni mezz’ora esce fuori un gallo per fare cucù.
è ammirevole lo sforzo e la passione che ha messo il costruttore (lo suocero della signora che dà le spiegazioni) per arrivare a simile risultato, ci sono voluti 3 anni per finirlo.

Pausa di riflessione:
I tedeschi non eccellano per simpatia, sembrano molto convenzionali e anche molto frustrati.
La definizione migliore riguarda i tedeschi, è stata data da Caty: I tedeschi non hanno pieta’ né anima, sono delle macchine che funzionano perfettamente.

OFFENBURTG.

Petite Venise - Colmar.

GUTACH: dista 22 km da Friburgo.
Come sua attrativa principale è il museo all’aperto, (FREILICHTMUSEUM VOGTSBAUERNHOF) e deriva dalla cascina Vogtsbauernhof, l’unica del museo che è ancora al suo posto d’origine, dove è stata fatta nel 1612, ed è stata la prima casa a fare parte del museo nel 1964.

A Gutach ci siamo fermati davanti ad un bellissimo Gasthaus, guarda caso non avevano camere libere; però ci hanno indicato una Frei zimmer, non lontano da loro, presso Frau Moser, una vecchietta di circa 80 anni molto simpatica, ovviamemente parla solo in tedesco, non so come, ma ci siamo intesi. La casa è molto bella, tutta in legno, immersa nel verde, la mattina abbiamo fatto una ottima colazione, la marmellata era squisita; Frau Moser per farci capire che l’ha fatta lei, ha mimato il gesto di girare il mestolo, diversi volte, anche per evidenziare la fatica per ottenere una marmellata così buona.
Tutto questo al prezzo di 40 euro per entrambi, dopo quello che abbiamo speso nei giorni passati, mi sono sentito in obbligo di aggiungere 5 euro, la signora era come impazzita, non ci credeva, non era successo mai prima. Insomma, con un piccolo gesto il nostro rapporto come se fosse consolidato e reso una vecchietta più sorridente; è bello iniziare la mattinata in questo modo.
A malincuore lasciamo la signora Moser, che cercava con tutto il suo entusiasmo abituale, a darci delle informazioni turistiche sui luoghi da visitare. A un certo punto, va in cucina e torna indietro con un minuscolo dépliant turistico, l’abbiamo preso volentieri, salutando la bella Frau Moser che continuava a salutarci del finestrino.

COLMAR.

SCHILTACH.

TRIBERG:
Il fiume Gutach forma della cascate proprio in prossimità di Triberg, ben  sette cascate si inseguono tra la roccia granitica per un totale di 162 m di dislivello; è la cascata più alta della Germania, sono aperte da marzo a novembre, si può visitare tramite un circuito di circa 30 minuti di passeggiata attraverso un percorso ben segnalato.
All’ingresso vendono dei nocciolini per gli scoiattoli, quel giorno faceva freddo, una tenue nebbiolina; comunque, confesso la mia delusione per queste cascate; per gli amici viaggiatori, consiglio di rispamiare i soldi (7 euro) dell’entrata per qualcosa di più interessante.
Si può vedere lo Schwarzwaldmuseum: il museo della Foresta nera racconta le antiche tradizioni della regione e le abitudini, i lavori e i costumi dei suoi abitanti, Al suo interno si ammira una interessante raccolta di orologi, di costumi cartteristici e una delle più grandi raccolte europee di organi di Barberia.
La chiesa di Maria in der Tanne:  è una metà di pellegrinaggio della regione. La chiesa risale all’inizio del XVIII secolo, al suo interno custodisce una vergine del XVII secolo, unmagnifico pulpito e un arredamemto maestoso.
Triberg è tutta in discesa, è una cittadina interessante, con tanti negozi di souvenir, soprattutto orologi, molte belle case pitturate.
Al nostro arrivo, c’era un traffico incredibile.
Il viaggio continua.

LUCERNA.

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SCHILTACH.

VENERDI 16/09/2011

FREUDENSTADT:
E’ un centro di cure termali, posizionato su un altopaino a 728 m d’altitudine. La città possiede la piazza più grande della Germania, interamente circondata da portici.
Ci siamo messi proprio in piazza, sia per prendere il sole sia per un caffè XXL (chiamato prorpio così).
A Freudenstadt, abbiamo deciso di deviare per la Francia, facendo la SCHWARZWALD HOCHSTRASSE, lungo il percorso abbiamo incontrato diversi tratti spettacolari. Non potevamo farci sfuggire questo meraviglioso spettacolo tutto naturale, ci siamo fermati diversi volte; il  momento più rilassante, quando ci siamo messi in un punto incredibilmente bello ad osservare una decina di ragazzi impegnati chi a prepare il suo  parapendio, chi in procinto di spiccare il volo.

Foresta nera-Schwarzwaldhochstrasse.

In tutta la Francia si vedono queste croci in cemento, molto belli.

La strada continua, con piccole pause meno significative. Ad un certo punto ci siamo imbattuti in una bella sosta, su in alto, in mezzo agli alberi, tutto verde; sembra che il cielo sia invisibile!
Ci fermiamo per la sosta caffè, Catalina ha chiesto la Scharzwälder kirschtorte, fra le tante torte mancava questa, pazienza accontentiamoci del solo caffè.
La signora che è era a servire, è tipicamente tedesca, per di più grezza e un pò stupida (l’unica che non mi sono fatto capire con i gesti, visto che parla solo il tedesco, e magari in forma dialettale, che cattiveria!!!!!!!!!!!! O dio, probabile anche che facesse la furba, facendo finta di non capire, in modo da venderci una delle torte fatte da lei (a dire il vero, il posto era davvero lontano da Dio e degli uomini).

La strada continua →

Schiltach.

VIN D'ALSACE.

GENGENBACH: da non perdere.
E’ una romatica cittadina medievale, caratterizzata dalle incantevole case a gratticcio, è interessante da vedere la sua abbazia Benedettina.
Dopo Schiltach, Gengenbach è davvero una perla, mi ha iniettato una buona dose di estasi, tutte le sue case hanno le travature a traliccio (Fachwerkhäuser). Sulla piazza del mercato, il turista viene accolto da una bella fontana, con attorno delle panchine per riposare, sembra entrare in un salotto vero e prorpio.
A Gengenbach abbiamo mangiato la migliore black Forest/Forët noire.
Ci siamo fermati anche a fornirci di buon vino.

UN BEL SITO IN LINGUA ITALIANA SU GENGENBACH.
STADT GENGENBACH.

SCHILTACH.

Vestito della Foresta Nera.

OFFENBURG: 60.000 abitanti, si trova a 30 km da Strasburgo.
Ci siamo fermati a dormire all’Union Hotel, conveniente, bella camera ed è comodo essendo in pieno centro storico. La sera abbiamo cenato con wurstel e mega insalata (i wurstel bianchi sono ottimi).
UNION
Hauptstrasse 19,
77652 Offenburg
TEL: 078174091
FAX: 078174093
Offenburg è all’inizio della Foresta Nera e sul confine con la valle del Reno. La città è circondata da vigneti e del fiume Kinzig, si trova sulla strada del vino (la Badische Weinstrasse).
La mattina del venerdi 17/09/11, abbiamo visitato il mercato settimanale, sempre molto colorito ed è piacevole passeggiare in mezzo alle sue bancarelle.
UPS, si è esaurita la batteria della macchina fotografica, Catalina è un pò scocciata, vedere tutte queste bancarelle con tanti girasole, il suo fiore preferito, sicuramente è dispiaciuta; Comunque, il viaggio continua con ironia e risate.
la cosa interessante a Offenburg oltre il convento dei cappucini, in tutta la città si trovano sculture sparse un pò ovunque, e tanti mosaici lungo la strada, uno di questi, curioso ed interessante nella zona pedonale, che rappresenta l’emblema dei massoni.
Degno di nota anche Hotel Sonne, il più antico della città, risalente al 1350 e distrutto nel 1689: la facciata attuale risale al 1830. E’ stato il primo Hotel dove abbiamo voluto pernottare, solo che aveva il bagno fuori dalla camera.
Abbiamo lasciato la Foresta Nera, con leggera pioggia, speriamo che in Francia sia ancora estate.

RIQUEWIHR.

KAYSERSBERG.

STRASBURGO: dal latino Strate Burgum, letteralmente (la città delle strade),
da venerdi  17/09/11 a lunedi 19/09/2011: da non perdere.
272.123 abitanti; 388.000 abitanti l’agglomerato urbano. Capoluogo del Basso Reno adagiata sui due rami del fiume III che alimenta numerosi canali navigabili.
Siamo arrivati in mattinata, preso l’albergo e via per scoprire la citta’, l’intero centro storico è denominato grande île, non a caso dal 1998 è dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO; amore a prima visita, è una citta’ molto caratteristica, affascinate e pittorisca. Il fiume con i suoi diversi ponti, da’ ancora maggiore magia e splendore alla citta’.
Caty esclama ecco la mia città dove potrei vivere, non penso che abbia tutti i torti, comunque è una città molto turistica, per di piu’ è la sede del Consiglio d’Europa, della Corte Europea  dei Diritti dell’Uomo e luogo di riunione del Parlamento Europeo, probabilmente alla lunga stanca.
Noto gli abitanti della città che non si fermano, quando vedono i turisti scattare le foto davanti alla cattedrale, maison des tonneurs, in tutta la petite France, attraversono indifferenti e spensierati la strada; interpreto questo gesto, non come maleducazione ma senplicemente, la gente è stuffa di vedere tutti questi turisti in mezzo ai piedi, e come dire, ma andate a quel paese, avete rotto le scatole.
Anche se l’Alsazia è passata diversi volte sotto la Germania per tornare alla Francia e viceversa, come ovvio, si sente molto l’influenza tedesca (sia culinare, sia nel dialetto) ed è molti parlano il tedesco. Comunque, la gente è più affabile, meno grezza rispetto ai loro vicini.

Maison Kammerzell.

A fianco alla catedrale, la casa a graticcio più bella di strasburgo.

LA ROUTE DES VINS - ALSACE.

DOMENICA 18 SETTEMBRE: a Strasburgo non deve mancare la gita in battello, in modo da vedere la citta’ sotto un’altra prospettiva (esistono due tipi di battello coperto e scoperto, quasi tutti gestiti da batorama), la gita dura un’ora e dieci minuti.
Lungo i l tragitto ci sono tre momenti da osservare con particolare attenzionze;
il primo, ad un certo punto si incontra un dislivello del fiume di circa 180 cm, davanti si incontra una chiusa (mi sono chiesto, ed ora come farà il conducente, qualcosa succederà per uscire), intanto si chiude la chiusa posteriore, ora il batello si trova incastrato fra le due chiuse, ad un certo punto l’acqua comincia a scorrere della chiusa anteriore, in modo da portare il fiume ad un livello pari, quindi il battello sale di 180 cm, la chiusa si apre ed eccoci siamo liberi, devo dire che fantastico osservare il meccanismo anche da fuori il battello, come abbiamo fatto anche noi.
Il secondo passaggio, ad un certo punto si incontro un piccolo ponte di ferro ed è anche basso dove il battello non puo’ passare, trac all’improvviso vede che questo bel ponte si apre di 180° e noi siamo salvi, subito dopo, stati attenti perchè è li che dovete vedere les ponts couverts (si vedono solo dal battello);
Il terzo passaggio, di nuovo si incontra un dislivello del fiume, ma ora all’inverso, mentre prima il battello, era piu basso, ora è piu’ alto, quindi il meccanismo all’inverso.

Una chiusa - Petite France - Strasburgo.

La Petite France - Strasburgo.

Palais Rohan, in Place du chateau 2, prorpio a due passi della catedrale, vale proprio la pena anadarci, ci sono tre musei: Museo delle arti decorative, Museo delle Belle Arti, situato al primo piano, ospita una bellissma collezione di pittura italiana, francese e spagnola, fiamminga e olandese. Opere di Giotto, Botticelli, Raffello, Correggio, Veronesi, Rubens e Corot….  e il Museo archeologico, posto nel semiterrato, racconta vari millenio di storia dell’Alsazia dal 600.000 a.c all’800 d.c (eta’ del bronzo, ferro….).

Musée d’Art moderne et contemporain, in Place Hans-Jean Harp 1 é (attaccato al nostro albergo) e a due passsi de la Petite France. All’ingresso del museo vi accoglie una scultura di Rodin “le penseur”, e tanti sculture di jean Arp (Strasburgo, 16 settembre 1887 – Basilea, 7 giugno 1966) è stato un pittore, scultore e poeta, con un stile che ricorda Costantin Brancusi.
Il museo è molto piccolo, ma è un concentrato di belle opere di Kandinski, Picasso, Braque, Brauner e tanti altri.

STRASBURGO.

Le Marché Couvert de Colmar.

Da vedere L’OROLOGIO ASTRONOMICO nella catedrale, è un capolavoro; l’attuale meccanismo risale al 1842.
OROLOGIO ASTRONOMICO DI NOTRE DAME – STARSBURGO.

Se è l’ora di pranzo vi consiglio una pausa al ristorante Lokhäs, di fronte  à la maison des tanneurs nelle petite France, dove si gode di un ottimo Coq au riesling con Spatzle,  Catalina ha preso un buon choucroute.
Il ristorante, Au pont Saint Martin, situato nel cuore de la Petite France, al numero 15 di rue Moulins.: è discreto, non fatevi fregare del bel posto, ha una vetrata che da sul fiume.
Le Pilier des Anges, questo proprio no, a due passi della cattedrale, al numero 3 di rue Mercière. Come dice caty, hanno bisogno di Gordon Ramsay (famoso cuoco inglese e anche conduttore di diversi trasmissione televisvi, appunto dedicati alla cucina).

La torte flambée o Flammekueche più che altro, è un pasto comodo e veloce; formata da una pasta sottilissima con panna,  lardon (pancetta) e cipolla; noi l’abbiamo assaggiata con il munster (formaggio proveniente dell’omonima località) direi che è ottimo.

MUNSTER: formaggio originario della valle del munster, rotondo, pasta molle con la crosta arancione. Il suo odore è caratteristico, ha un gusto schietto senza essere forte.

Si è l’imbarazzo della scelta per quanto riguardo la pasticceria: Ho gradito molto le varie tarte aux poires (pere), aux pommes (mele), aux mirtilles, etc…

tanti tipi di Fougasse farcie e non farcite.
E’ obbligo assaggaire i Bretzel
KOUGELHOP: assomiglia al pandoro per la forma, ma è bucato in mezzo. Nella versione dolce, è fatto con uvetta e mandorle, in quella salata, con lardelli e noci.

STRASBURGO - PETITE FRANCE.

Place de la Cathédrale - Strasbourg.

Ovviamente, non poteva mancare un negozio di Beaux Arts / Arts Graphiques, Graphigro al numero 4 e 6 di  Rue du 22 Novembre, aperto dal lunedi al sabato dalle 10H alle 19H , dove è  d’obbigo passare un bel pò di tempo dentro.
E’ il paradiso di Catalina, dove ogni minimo dettaglio è di fondamentale importenza. Se fosse per lei, dormirebbe dentro.

MARTEDI 20 settembre 2011.
Stamattina lasciamo Strasbourg a malincuore, a dire la verita’ tre giorni sono sufficienti per godere appieno la citta’, so gia’ da ora che mi manca la Petite France, la Place de la cathédrale, Place Kléber (dove si trova la libreria Gallimard, FNAC e librairie Kléber ben fornita (esattamente si trova in rue des Franc Bourgeois 1, dove comincia Place Kléber), di fronte c’é Gallerie Lafayette per chi ha voglia di fare delle compere. Non c’é un angolo, una via o una piazza a Strasbourgo che non sia pittoresca. Nella Petite France da godere la maison des tanneurs.
Da oggi per la nostra fortuna è tornato l’estate, nei giorni scorsi, abbiamo incontrato una pioggia non fastidiosa, con buon vestiario, permette comunque di godere la città.

A starsburgo, si può visitare la città partendo de la Petite France. Si trova nel cuore della città, è un quartiere molto suggestivo con le sue casette in legno dai tetti spioventi risalenti al XVI e XVII secolo. Sicuramente la parte di Strasburgo più caratteristica e pittoresca, attraversata da canali, e dove si trovano i Ponts Couverts.
A qualche metro dai Ponts Couverts, nel 1690 nel quartiere venne costruito il Barrage Vauban (una diga) soprannominata Grande Ecluse (grande chiusa). perché, in caso di bisogno, permetteva di inonadare la parte sud di Strasburgo, secondo il disegno dell’ingegnere militare Vauban. In cima all’edificio è stato allestito un gradevole belvedere, da dove si abbraccia la città e i canali (durante la nostra visita, era chiuso per lavoro).
Il museo d’arte moderna e contemporanea, è nelle vicinanze de la Petite France.

Merita una visita, la chiesa di Saint-Thomas, nella omonima piazza, dedicata al culto protestante. Uno stupendo esempio di arte gotica alsaziana.
Il coro contiene l’imponente mauseoleo del Maresciallo di Saxe: un capolavoro dell’arte funerraia del XVIII secolo.

Oppure, partire da Place de la Cathédrale, la cattedrale di Strasburgo si chiama Notre Dame.
Da li, siete a due passi del Palais Rohan con i suoi musei, casa Kammerzell attaccato alla cattedrale, Place Kléber ed al punto dove prendere il battello (dove vedete meglio il Parlamento Europeo, il Consiglio d’Europa).

LUCERNA - SVIZZERA.

Catedrale di strasburgo.

Sopra la catedrale di Strasburgo (Notre Dame).

Il nostro viaggio continua attraverso l’Alsazia, ci siamo fermati spesso e volontieri, nei paesini pittoreschi, case a graticcio →

MOLSHEIM: piacevole.
per accedere al centro, si deve passare per la porta dei fabbri (forgerons) del 1412. Bel inizio di tragitto.
Molsheim è la sede della fondazione Bugatti.

Cliccare il link sotto, in lingua francese.
LA ROUTE DES VINS D\’ALSACE.

Strasburgo.

ROSHEIM: molto graziosa.
E’ meravigliosa la sua chiesa di San Paolo e San Pietro, costruita fra il 1132 e il 1190.

SAINTE ODILE.

LE MONT SAINTE EDILE: da non perdere.
Il convento dedicata a Santa Odilia, patrona d’Alsazia, la montagna sacra situata su un promotorio di 763 m di altitudine. E’ circondata da una muraglia di 12 km, secondo le più recenti ricerche archeologiche, questo (mur païen) risalirebbe all’VII secolo.
Il convento fu fondato nel VII secolo dal duca Adalrico, su uno sperone roccioso che domina la pianura. E’ ancora oggi il più importante sito di pellegrinaggio della regione.
Dal terrazzo, si può godere di una vista spettacolare sui Vosgi e sulla pianura.

In pratica il convento è costituito da una chiesa e quattro cappelle (anche un albergo, per i pellegrini)
La chiesa conventuale, ricostruita nel 1687, con le caratteristiche difensive e un pò massiccie tipiche delle chiese di montagna. Attorno a tutto il convento, è possibile ammirare un bel Cammino della Croce, (la via crucis) a intarsio realizzato nel 1934 da Charles Spindler.

La cappella della Croce (XI secolo) è la più antica del convento. Dove sono custoditi il cenotafio di Adalric e di Bereswinde, i genitori di Sainte Odile.

La Cappella di Ste. Odile è il luogo, dove ospita le reliquie della Santa in un sarcofago di pietra risalente all’VIII secolo.

Nella Cappella della Lacrime, i blocchi di arenaria usati al centro della cappella sarebbero stati scavati dalle lacrime di Odile che piangeva salutando l’anima di suo padre.

La Cappella degli Angeli (XII secolo) propone dei bei mosaici ispirati all’Hortus Deliciarum. Un tempo la cappella era anche il luogo di pellegrinaggio per le ragazze che volevano sposarsi.

CLICCARE SOTTO PER LEGGERE LA VITA DI SANTA ODILIA: IN LINGUA FRANCESE.
MONT SAINTE ODILE.

Mercato di Offenberg.

La petite Venise - Colmar.

OBERNAI: molto carina

E’ la città natale di Sainte Odile. Nella piazza principale, si trova una bella fontana con una sua statua. Intorno a questa piazza sono raggruppati, i più bei monumenti di questa cittadina.
passaggiando nelle sue stradine, ci siamo imbattuti in un Kebab Doner pieno di Francesi, quindi siamo saltati alla conclusione che si mangia bene; effettivamente, è il migliore Kekab che abbia mai mangiato: un piatto pieno di carne di pollo, tanta verdura, patatine fritte, ottima salsa di yogurt cosparsa sulla verdura.

Jardin des Papillons.

Sélestat.

SE’LESTAT: da vedere assolutamente, 24 km da Colmar.
E’ diversa rispetto alle altre città, conserva un centro antico interessante e ricco di case pittoresche sovrastate dalla torre delle streghe (1216) e della torre dell’Orologio (1280), tutto quello che resta da una doppia cinta di fortificazioni.
La chiesa di Sainte Foy (che viene definita come l’edificio romanico più bello d’Alsazia), ed è una tappa importante sul cammino di San Giacomo di Campostella.
A qualche metro della chesa di Sainte Foy si trova la chiesa di San Giorgio, costruita a cavallo dei secoli XIII e XIV.

TITISEE.

Kaysersberg.

HAUT-KOENIGSBOURG:
Dista pochi Km sia da Sélestat sia da Colmar.
Non avevamo nessuna intenzione di visitare il castello, non ci andava, eravamo nelle vicinanze, sapevamo che era chiuso (Orario fino alle ore 18), ma ci andava lo stesso, fare un giretto per la sua posizione che domina la pianura d’Alsazia a più di 750 m di  altitudine.

Nelle vicinanze (10 km) c’è la Monatgne des Singes e la Volerie des Aigles (tutte e due a Kintzheim).

L'orologio astronomico-catedrale notre Dame di Strasburgo.

LUCERNA.

MERCOLEDI 21 SETTEMBRE 2011.
la pittoresca ROUTE DE VIN EN ALSACE, il tragitto di 180 km comincia da Marlenheim fino a Thann, a dire il vero fino a Sélestat/Barr la strada é bella, poi diventa un museo a cielo aperto fatto di villaggi con fiori ovunque (ville fleurie) magnifiche case, fontane rinascimentali, strade acciotolate e romantiche cantine (winstubs). Per gli amanti del buon vino, proprio questa zona è la loro Mecca.

KARYSERSBERG: 2766 abitanti.
Ville fleurie 4 fleurs; Grand Prix d’Excellence du Concours International de l’Entente Florale 1988; Prix National du Concours Fleuri 1988.
Jumelée avec Lambaréné au Gabon.

da non perdere, dista 14 km da Colmar.
A dire il vero tutti i villaggi che abbiamo visitato oggi, si puo’ solo dire solo, uno è piu’ bello dell’altro; fiori ovunque, appesi sui balconi, lungo le stradine acciotolate, nei negozi, la cosa piu’ interessante di questi villaggi, è che ognuno ha la sua cartteristica.

Kaysersberg, oltre ad essere la città ntale di Albert Schweitzer premio Nobel per la Pace nel 1952.
A fianco alla sua casa natale, un piccolo museo è dedicato alla vita e all’opera di questo grande uomo. I turisti possono ancora vedere la piccola chiesa protestante dove ha predicato e ha suonato l’organo.

Cliccare sotto per leggere la sua bibliografia.
ALBERT SCHWEIZTER.

E’ emozionante passaggiare per le stradine di Kasersberg, villaggio medievale che conserva ancora, gran pare del suo patrimonio, essere accerchiato dei vigneti, sapendo che da bambino correva e giocava Albert Schweitzer.
Oltre il fascino indiscutibile delle case a Kaysersberg, da vedere il ponte fortificato e la chiesa della Sainte Croix.
Museo di storia locale, allestito in un edificio cinquecentesco.

La route des vins d'Alsace.

RIQUEWIHR: da non perdere, dista 15 km da Colmar.
L’un de plus beau village de la France.
A Riquewihr, in qualsiasi periodo dell’anno vi capitate, andate a visitare Féerie de Noël (1, rue du cerf), un negozio di addobbi natalizie, molto grazioso, con delle belle decorazioni, un mega albero di natale con tante palline colorate e sopra un cielo stellato. Non mancano piccole case a graticcio, decorazioni natalizie in legno, vetro, paglia e peltro.

In tutte questi paesini medievali, girando per  le loro strade, ciò che salta all’occhio oltre, i fiori, il verde, le meravigliose vignete, l’odore del vino in lavorazione, anche le tante insegne di ferro battuto.
Molte di queste insegne che animano le strade, sono stati disegante dal celebre disegnatore, Jean-Jacques Waltz, detto Hansi (1873-1951).
A Riquewihr, ha un bel museo, situato in una bella casa detta “Au nid des cigognes”.

Ingresso a Colmar.

Vecchio Mulino a Gengenbach.

HUNAWIHR: da non perdere, dista 17 km da Colmar.
Il villaggio come tutte gli altri è semplicemente fantastico, l’un de plus beaux village de la France. Cio’ che ha reso la visita ancora piu’ piacevole a Hanwhir è LE JARDIN DES PAPILLONS, è una serra di farfalle esotiche, con circa 2000 farfalle di vario colore e genere, che svolazzano da tutte le parti, è uno spettacolo unico. La temperatura all’interno è tropicale, stare seduto su una panchina dentro il giardino ad osservare i vari colori delle farfalle, anche le piante e i fiori altrettanto belli, mi ha trasmesso una sensazione di pace e serenità molto rassicurante e piacevole. La stessa sensazione, l’ho avvertita a Mont Sainte Odile.

Caty, era al settimo cielo, in mezzo a tante belle piante, e le farfalle di vari colori e dimensioni in aria, sulle piante e perisno per terra (bisogna stare attenti a non pestarli) instancabile, con la macchina fotografica che non molla mai, a scattare centinia di foto.

Jardin des papillons.

il parco per la salvaguardia delle cigogne bianche e delle lontre, come tutte i parchi che abbiamo visto in Francia sono organizzati in modo magistrale. E’ stato molto divertente guardare le lontre mentre giocavano tra loro, in pratica tutto il tempo. Il progetto è nato per la reintroduzione delle cigogne bianche nei villaggi Alsaziani, in effetti è spettacolare vedere i loro enormi nidi in giro per l’Alsazia, è ovviamente dentro la riserva.
Girando per il parco e leggendo le varie spiegazioni, oltre la piacevole vista di tante cigogne messi insieme; questo progetto ambizioso, mi sembra sia brutale che egoistico, creato per soddifare le esigenze dell’uomo e non delle povere cigogne; quest’ultime nelle prime tre anni della loro vita,  sono tenuti dentro delle voliere per sopprimere il loro istinto migratorio.
Non sono esperto di cigogne, spero di sbagliarmi a tale proposito, in modo che anche le cigogne possano trarrere vantaggio da tale progetto.
ciò mi ha rattristato un pò, il semplice fatto che le cigogne sono sempre considerate come simbolo di buona fortuna; che portano i bimbi dalle loro mamme.
Fino a poco tempo fa le cigogne erano una visisone frequente nei cieli dell’Alsazia; sono uccelli che migrano l’inverno verso l’Africa per poi tornare a nidificare verso il nord. Il prosciugamento delle paludi, i pesticidi e i cavi elettrici hanno minacciato la loro sovpravvivenza in queste zone.
Quindi, possiamo concludere, che il progetto è nato per una causa nobile, salvare l’istinzione delle cigogne nell’Alsazia, a costo della soppressione del loro istinto migratorio.

EGUISHEIM.

A Hunawihr, ci sarebbe da vedere la sua chiesa fortificata che è adibita ai due culti, cattolico e protestante. E’ circondata da un cimitero a sua volta cinto da un alto muro rinforzato da sei grandi bastioni semicircolari.

RIBEAUVILLE: da non perdere, dista 18 km da Colmar.
Oltre ad essere un fantastico villaggio sulla strada dei vini, è il punto di partenza di un percorso lungo 9 km per raggiungere i 3 castelli di Ribeauvillé: Rocca di Saint Ulrich, Il Girsberg, CAstello di Haut Ribeaupierre.

Come si nota questi paesini, sono distanti pochi km da Colmar, e fra loro la distante è ancora minore; comodi da visitare anche in una giornata, volendo.

EGUISHEIM.

BERGHEIM:
Ribeauvillé 3.6 km, Sainte-Hippolyte 4 km, Hunawihr 5.7 km, Kinyzheim 8.1 km.
Come tutti gli altri villaggi, sono al centro di vigneti di notevole fama, anche Bergheim è una città medievale che conserva ancora, molte delle sue case e tante altre testimonianza dal suo passato fiorente.

GIOVEDI 22 SETTEMBRE 2011
Usando il PC dell’albergo, devo dire che è anche la tastiera francese, è completamente diversa. Una piccola osservazione che è puo’ essere utile per chi dimentica il suo computer a casa.
Colmar è molto comoda, per la sua vicinanza a tutte i centri interessanti da visitare. Non a caso, a noi è sembrata il punto ideale per soggiornare.

MUSEO UNTERLINDEN.

COLMAR: da non perdere.
Siamo arrivati in mattinata  verso le ore 9, è stato piacevole sentire, le campane di Saint Martin che echeggiavano in tutta la città assonnata, che pian piano si stava svegliando. Atrettanto, è stato piacevole e rilassante passeggiare lungo le sue strade, in pratica vuote al nostro arrivo, i turisti cominciavano ad arrivare piu’ tardi. Da questi parti, i musei e le attività commerciali aprono alle ore 10 e fanno orario continuato.
La città ha dato i natali a Auguste Barthold grande scultore, non a caso l’ideatore della Statua della Libertà, è presente anche un suo museo al numero 30 in rue des marchands.
Al vostro arrivo a Colmar o anche girando per la città, su una rotatoria, senz’altro incontrerete una statuta della libertà, costruita in suo onore.

La Petite Venise, (è meglio subito specificare che non ha nulla a che vedere con Venezia). Potete fare il giro lungo i canali con delle piccole barchette, a me sinceramente, non davano tanta affidabilità. La Petite Venise, rimane comunque, uno dei luoghi più caratteristici della città.
Rispetto a strasburgo, Colmar conserva il suo aspetto di una città vivibile, ed è la città meglio conservata in tutta l’alsazia.

MUSEO UNTERLINDEN:
Il museo è ospitato in un antico convento dei Domenicani, si può visitare il suo chiostro del XIII secolo. Il motivo per cui la gente viene a questo museo è conservtao nella cappella del convento,  è un capolavoro assoluto della pittura rinascimentale tedesca, l’altare di Issenheim, di Mathias Grünewald, che comprende una dozzina di pannelli.
Il museo è ricco di arte religiosa, quadri meravigliosi, icone.

cliccare il link sotto.
MUSEE UNTERLINDEN – COLMAR.

E’GLISE DOMINICAINS
Ospita l’opera di schongauer “la Vierge au buisson de Rose”, del 1473.

Place de la cathédrale e église Saint Martin.
In rue Mercière, la bella Maison Pfister.
Place de l’Alsacienne, si trova il Koifhüs (un bel edificio con delle belle decorazioni, che ospitava la dogana).

MAISON PFISTER.

NEUF-BRISIACH: 2.197 abitanti.
Su richiesta di Luigi XIV,  nel 1699 Vauban costruì una imprendibile fortezza ottogonale. La fortificazione è concepita in forma di stella, contornata di bastioni di 5 m di altezza e da un fossato su cui si può passeggiare. All’interno delle mura di cinta, Neuf-Brisach si suddivide in 48 bastioni quadrati che raggruppano le abitazioni, con un’immensa piazza del mercato al centro.

A metà strada tra Colmar in Alsazia e Friburgo nella Foresta nera, Neuf-Brisach è l’ultima fortezza costruita da Vauban, per la sicurezza dell’Alsazia.
Un tour a piedi è necessario per esplorare questo modello di difesa con i suoi bastioni e le torri fortificate ancora intatte.

RIBEAUVILLE'.

TURKHEIM: 9 km da colamr.
L’unica sua attrativa è il simpatico Veilleur de Nuit: tutte le sere da maggio ad ottobre, a partire dalle ore 22 alle 23.30, gira per il paese a dare la buona notte agli abitanti.
“Ecoutez ce que je veux vous dire
la cloche vient de sonner dix heures!
Prenez soin de l’âtre et de la chandelle
Que Dieu et la Vierge vous protègent
Me voici de garde
que dieu nous donne à tous une bonne nuit.”

Cliccare il link sotto.
La Ronde du Veilleur de Nuit de Turckheim.

Gargouille - Collégiale Saint Martin - Colmar.

Parco per la reintroduzione delle cigogne.

EGUISHEIM: da non perdere.
Nel 2003 è entrato a fare parte, l’un des plus beaux villages de la France.
E’ proprio il paesino che si puo’ definire da cartolina. Siamo arrivati verso le ore 19, c”erano solo 6 turisti oltre noi a girare nel paese.
Dista solo 5 km da Colmar.
Posizionato su colline verdi, è un borgo medievale, dove le strade concentriche delle case a “colombage” (graticcio) sono amorevolmente ornate da fiori. Questa passione viene premiata nel 1985 da 4 fiori per il Gran Premio Nazionale della Fioritura.
Bruno di Eguisheim (Papa San Leone IX) è nato a Eguisheim nel 21 guigno 1002, figlio di Ugo IV di Eguisheim, conte di Nordgau e Dado Heilwige. All’età di cinque anni, ha iniziato a studiare nella scuola della catedrale di Toul in lorena.

LUCERNA-SVIZZERA.

VENERDI 23 SETTEMBRE 2011

EGUISHEIM.
In mattinata l’ultimo saluto ad Eguisheim, in questi villaggi il parcheggio si paga 2 euro tutto il giorno.

GUEBWILLER

ROUFFACH

MULHOUSE

Più ci avviciniamo al confine svizzero, più mi rattristavo all’idea che mi stavo allontanando dell’Alszia, con i suoi meravigliosi villaggi sparsi un pò ovunque, lungo la routes des vins. Mi macnherà l’odore acre proveniente della lavorazione del vino che ci ha accompagnato lungo le nostre passeggiate attraverso le stradine di Ribeauvillé, Kaysersberg, Bergheim e altri tanti paesini-cartolina; i trattori indaffarati a trasportare i loro carrelli, colmi d’uva nelle varie cantine, La cordialità della gente, di certo torneremo in questo fiabesco lembo di terra. 

SABATO 24 SETTEMBRE 2011

BASILEA BASEL (INGLESE) Bâle (in francese)
A Basilea volevamo vedere la Fondation Beyeler, un museo d’arte moderna e contemporanea situato in Baselstrasse 101 nel comune di Riehen (3 km da Basilea).
Il museo è stato progettato nel 1997 da Renzo Piano.
La collezione comprende circa 200 quadri e sculture, raccolti negli anni dei coniugi Hildy ed Ernest Beyeler. Accanto a opere di Cézanne, Monet, Klee, Van Gogh, Matisse e Picasso fino a Warhol, Liechtenstein e Bacon. la collezione presenta anche alcuni oggetti accuratmente selezionati provenienti dall’ Africa, Alaska e Oceania.

Basilea è situata lungo un’ansa del Reno al confine con Francia e Germania, ed è un importante centro industriale del settore chimico e farmaceutico (quali Novartis e Hoffman-La Roche).
Il reno divide la città in due parti.

TITISEE.

Alsace.

LUCERNA IN TEDESCO LUZERN.

E’ una città molto particolare, colpisce particolarmente il viaggiatore; dal lago di lucerna esce il fiume Reuss che attraversa la città. Le due zone, separate dal fiume, sono collegate da uno dei primi ponti in legno: Il Kapellbrücke, costruito nel XIV secolo, riccamente decorato di dipinti e considerato uno dei ponti in legno coperti più antichi d’Europa.
Un altro simbolo della città è il Museggmauer, la cinta muraria con i suoi torri, che ha conservtao il suo aspetto originale.
Nel suo centro storico, sono tante le case storiche, decorate con affreschi.

Come naturale che sia, tanti orologi e coltelli svizzeri.

Catalina mi ha proposto subito di tornare un week-end, secondo me non lo farebbe, per il semplice fatto, trova gli svizzeri ancora peggio dei tedeschi.

 

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IN GIRO PER LA FRANCIA.


Quest’anno abbiamo scelto come destinazione, ancora una volta la Francia. Un paese che piace ad entrambi sia a me che a Catalina.
Il tragitto prevedeva la partenza del Mediterraneo all’Atlantico fino a San Sebastian in Spagna, nei paesi Baschi sull’Atlantico.
Il percorso: Cagnes sur mer – Saint Paul de Vence – Grasse – Draguignan – Les Baux de Provence – Aigues Mortes (Camargue)- Sète – St. Gaudens – St Bagnères de Bigorre – St. Bertrand de Comminges – Lourdes – Pau – Saint Jean de Luz – San Sebastian – Biarritz – Bayonne – Pau –  Carcassonne – Réserve Africaine de Sigean – Narbonne – Saint Guilhem le désert – St. Gilles (Camargue) – Cassis – la route des crêtes fino a Le Ciotat – Moustiers Sainte Marie – Les gorges du Verdon (rive droite: la route des crêtes  e la rive gauche) – La promenade des anglais (Nizza) – Villefranche sur mer – Eze – Menton – Celle Ligure – Bologna.

E’ la prima volta che mi va di raccontare un viaggio fatto di recente, penso che sia divertente condividere questa esperienza con altre persone, indicando indirizzi utili, località interessanti: magari noti a molti, ma sconosciuti a tanti altri.

La canzone che va forte in Francia e che abbiamo sentito tante e tante volte al giorno, da tutti gli emittenti radiofonici: Voilà

j\’ai laissé – Christophe Maé – Olympia 17/11/2010

Cominciamo:

Partenza da Bologna alle ore 8 del mattino, lasciata la Liguria alle nostre spalle, di conseguenza abbandonata la A10 per entrare nella A8, direzione

Cagnes-sur-mer:

Nel dipartimento delle Alpi marittime, nella regione Provenza-Alpi-Costa-Azzura (Côte d’Azur), dista 8 km da Nizza (direzione cannes) uscita numero 42. Ospita un famoso ippodromo.
Siamo andati subito verso les Collettes per visitare il museo di Pierre-Auguste Renoir (1841-1919) che fece costruire questa villa nel 1907 per viverci insieme a tutta la famiglia.


E’ molto semplice arrivarci, seguire le indicazioni “Musée Renoir”, che vi portano prorpio alla villa-museo con parking, scendendo della macchina, si accede subito al parco, uno spetacolo di incredibile bellezza, sembra entrare in uno dei suoi quadri, olivi secolari, immortalati nei suoi dipinti; moltissimi fiori curati nei minimi particolari, ogni cosa al suo posto. Davvero vale la pena, è uno spettacolo molto rilassante.
Nello splendido oliveto che circonda la casa si trova il grande bronzo di Venus Victrix.
Nel museo ci sono 10 quadri di importanza minore, ciò che è interessante nella visita al museo, è che si entra un pò nell’intimità del pittore: qualche mobile, l’atelier di Renoir (dove si repsira un’aria particolare, lasciatevi andare con l’immaginazione, sembra vedere Renoir sulla sedia a rotelle che dipinge, come ha fatto fino agli ultimi giorni della sua vita), le spiegazioni sulla famiglia Renoir e i loro amici, sembra nulla è cambiato da allora….
Nell’insieme la visita al museo è molto affascinante.

Une histoire d’amour avec Cagnes-sur-mer

C’est en 1908 que Pierre-Auguste Renoir, l’un des fondateurs de l’impressionnisme, s’insatlle aux Collettes à Cagnes-sur-mer, en compagnie de son épouse Aline et de ses trois fils, Pierre, Jean et Claude. Il y fait construire une grande maison bourgeoise dotée de toutes les commodités de l’époque et d’un grand atelier. Les marchands de tableaux Volland, Durand-Ruel, le mécène collectionneur d’art Gangnat, et le peintre Albert André furent des fidèles des Collettes. Rodin, Bonnard, Matisse et Modigliani y vinrent également en visite. Des jeunes cagnoises engagés comme servantes lui serviront souvent de modèles: Renoir les peints avec des corps pleins, sensuels, et des visages éclatants de lumière.
C’est à Cagnes-sur-mer que Renoir abordera pour la première fois la sculpture avec Richard Guino puis Louis Morel. La monumentale Vénus Vitrix, le Berger Pâris, le buste d’Aline, le Petit Furgeron attestent du superbe travail réalisé avec Guino de 1913 à 1918 et donnent ce sentiment de sculptures directement sorties des ses toiles.
Handicapé par des rhumatismes articulaires, Renoir peindra pourtant avec patience et frénésie jusqu’au dernier jour, le 3 décembre 1919. Il avait 78 ans. Il laissera de Cagnes-sur-mer des paysages, des portraits, des nus, des sculptures, son mobilier, son atelier et son magnifique domaine planté d’oliviers séculaires, constitue le témoignage émouvant de son univers créatif et familier.

Il giardino attorno al Musée Renoir: Cagnes-sur-mer.

Vi sconsiglio di salire con la macchina fino a Cagnes nel quartiere antico, medievale (Haut-de-Cagnes) classificato Patrimonio dell’UNESCO, c’é una navetta che vi trasporta gratuitamente fin su, dove le stradine sono molto strette ed è una impresa trovare un parcheggio; all’entrata di Cagnes alta c’é un parcheggio sotteraneo ma, non c’era posto.
I Francesi hanno una organizzazione impeccabile in tutto, soprattutto per ciò che riguarda il turismo non sbagliano un colpo.

Video Balade à Cagnes-sur-mer.
Balade à Cagnes-sur-mer.

Partiamo per la seconda tappa:

Saint Paul de Vence

la stessa uscita di Cagnes-sur-mer, in zona collinare, dista 3 km a sud di Vence.
Che dire di questo villaggio medievale, dove riposano nel suo cimitero Marc e Vava Chagall, Aimé e Marguerite Maeght. E’ una delle mete turistiche più visitate in Francia. Interamente circondato da mura fortificate, presenta un’unico accesso.
Subito sul lato destro all’entrata del villaggio, notorete un campetto di Pétanque (bocce), un gioco molto diffuso nella Provenza-costa azzura, che probabilmente la pista di Pétanque più famosa al mondo, tutti i personaggi celebri passati da queste parti, hanno giocato in questa piccola piazza.

Alla vostra sinistra, La Colombe d’Or: locanda costruita dopo la prima guerra mondiale e rimaneggiata nel 1949, ospitò tra i primi Picasso, Soutine, Modigliani, Signac, Colette e cocteau, spesso pagavano vitto e alloggio con le  loro opere, ora esposti nella sala da pranzo (una pittura murale di Léger, una colomba di Braque, un Picasso e un Matisse). Il luogo è da sempre frequentato da personaggi famosi: Yves Montand si sposò sulla terrazza con Simone Signoret.
St. Paul è una vera perla.
Già all’ingresso del villaggio, notorete due belle scultore e il celebre cannone Lacan: chiamato così dal nome del capitano che difese Cagnes dall’attacco dei nemici. Saint Paul de Vence è un villaggio grazioso ed è un museo a ciel aperto: troverete sculture sparsi un pò ovunque, negozi di pittura, di scultura e shopping di dipinti, smalti e oggetti d’arte da decorazione o da collezione creati sotto i vostri occhi negli atelier o esposti nelle innumervoli gallerie….

Cliccate sotto per vedere il video di St-Paul: osservate bene nel video, si nota il ciottolato, le stradine sono decorate o meglio disegnate, usando sempre sassi quasi identici, salta subito all’occhio questa particolarità, fatta con gran eleganza e raffinatezza.

VIDEO Saint-Paul de vence.
Saint-Paul de Vence.

La fontana (monumento storico), è stata costruita nel 1850.
La Fondazione Maeght: architettura interamente concepita e finanziata dalla famiglia Maeght per presentare l’arte moderna e contemporanea.

Saint Paul de Vence.

Vi rimando al sito della fondazione.
Fondation Maeght

abbiamo finito di passeggiare nelle stradine medievali di St. Paul e a guardare gli anziani e meno anziani che giocavano alla Pétanque, a malincuore siamo saliti in macchina, direzione.

Grasse

sempre in collina, Grasse è un piacevole centro di villeggiatura, e la capitale dei profumi.
Per chi ha la fissazione delle fragranze, aromi e essenze , vale la pena fare un salto se siete nella vicinanza: i prezzi sono quelli di fabbrica.

Parfumerie Fragonard.

Esistono 3 profumerie: Fragonard – Molinard e Galimard.
Da visitare anche il musée international de la Profumerie.
Per raggiungere Draguignan abbiamo fatto la statale, bella strada, come tutte le strade della Provenza e Costa-Azzura, è un pò lunga: intanto siamo in vacanza, take it easy.

Draguignan

Draguignan dista circa 30 km da Sainte Maximin (seguire la D25 poi la D1555) e 30 km da les gorges du verdon (per la D955 poi per la D71).

La Pierre de la Fée - Draguignan.

A Draguignan volevamo vedere il dolmen, detto “La Pierre de la Fée“: si trova a circa 1 km a Nord-Ovest di Draguignan, per arrivare dovete seguire le indicazioni dell’ospedale di Draguignan (Centre Hospitalier), a un certo punto si arriva ad una rotatoria (rond point), troverete l’indicazione, girate a destra, lungo la strada stati attenti ancora all’ultima indicazione: è scritta in piccolo ed una stradina secondaria, di poca importanza.
Un altro riferimento utile, è lo stadio (Av. Montferrat) di Draguignan, se è alla vostra destra, continuate su fino alla rotatoria.
Una volta arrivati al Dolmen, è davvero interessante, è un bel vedere. Basta pensare che risale al 1500/1000 avanti cristo, è un tavolo enorme, il tutto pesa circa 60 tonnellate ed è costituito da 3 pilastri di 2,20 a 2,40 metri di altezza che reggono la pietra appoggiata sopra di 20 tonnellate.
E’ classificata come monumento storico (monument historique); all’origine è una sepoltura colletiva (fine neolitico) ed è una fonte di tante storie.

Cliccate sotto per vedere il Dolmen e leggere la leggenda dalla fata Estrélle.

Il dolmen di Draguignan – La pierre de la fée.

Pausa di riflessione:
Spesso ci siamo serviti degli alberghi IBIS per dormire, anche qui il rapporto qualità/prezzo è buono. Nei fine settimana c’é la formula week-end e quindi i prezzi sono un pò più bassi.

Les Baux de Provence

“Race d’aiglons jamais vassale, qui de la pointe de ses ailes – effleura la crete de toutes ses hauteurs”
Féderic Mistral – Chant I – Calendal.
“Des Baux, je ferais ma capitale sur le rocher où il rampe aujourd’hui, je rebâtirais notre vieux château en ruine: J’y ajouterais une tourelle, qui de sa pointe blanche, atteignit les étoiles!…”
Féderic Mistral – Mireille.
Un des plus beaux villages de France = Più bei borghi della Francia.

Il Comune di Les-Baux-de-Provence conta all’incira 500 abitanti, dista 30 km da Avignone, Arles 20 km, Marseille 80 km, Aix-en Provence 70 km, Nîmes 50 km.
La Provenza si mostra in tutta la sua bellezza nel paesaggio magico delle
Alpilles, una catena montuosa dove si trovano incredibili formazioni rocciose che si possono ammirare lungo la strada da Saint-Remy-de-Provence in direzione di Arles (un’altra città magica). Pareti di roccia verticali si alternano a zone ricche di foreste, rendendo affascinante il paesaggio curva dopo curva. La massima suggestione si raggiunge a Les Baux, dove siamo arrivati in mattinata, la bellezza del villaggio e le spettacolare rocce danno un tocco di magia e relax al visitatore, sembra tornare indietro nel tempo o meglio come se il tempo si fosse fermato al medio evo, il tutto in una tenue e piacevole sensazione…. leggete sotto, parole sagge.

Les-Baux-de-Provence.

“...J’avais la nostalgie des pins et des oliviers… Tout parle ici de ligne et d’éternité.” “Je ne sais pas de lieu plus admirable que Les Baux. Ce paysage nous sépare de tout ce que nous offence… il nous rend à la plus haute part de nous-même, la seule réelle; il nous en fait une vocation… Aux Baux, la grandeur a du charme et le charme est plein de grandeur.”
André Suarez lettre à Antoine Bourdelle.

Tutto intorno alla città, ci sono le cave di roccia rossa, minerale indispensabile per la produzione dell’alluminio: scoperto dal geologo Berthier, lo chiamerà appunto bauxite in onore di Les-Baux-de-Provence (nei pressi del quale sono state aperte le prime miniere nel 1822).

Baux è famosa anche, per il suo castello che è un importante cantiere già dal 1991, accoglie un museo permanente sulla storia di Baux;
il Musée des Santons: Les Santons sono delle figurine da presepe caratteristici della Provenza.

VIDEO de Baux.
Les Baux de provence.

Ci andava fare un pò della camargue, a differenza delle Alpilles, qua è tutto piatto. La nostra metà è.

Aigues Mortes

I suoi abitanti sono chiamati Aiguemortais.
Aigues è nel dipartimento del Gard nella regione della Linguadoca-Rossiglione.
Dista 35 km da Nîmes e 30 km da Montpellier. Il territorio è costituito da una pianura umida e degli stagni della Camargue; è separata dal Golfo del Leone dal territorio del comune di Le Grau-du Roi ed è collegato al mare dal canale detto appunto Grand-du-Roi.

AIGUES-MORTES.

la mia è la seconda volta ad Aigues Mortes, e devo dire che questa volta sono stato più abbagliato da questo borgo, abitato e turisticamente ben attrezzato, ed è un interessante esempio di fortificazione militare del medioevo francese.
Appena arrivati, mi sembrava un miraggio, pensavo di essere stanco, invece queste mura integre e maestose erano li davanti a me; all’interno le strade pullulano di turisti, negozi. Andate a visitare La Cure Gourmand (una catena di negozi sparsi in tutta la Francia), attenti alla linea; vendono dei dolciumi (Nougats, Calissons, Biscuits…) da leccare i baffi.

Vi consiglio di recarsi a  Les Saintes Maries de la mer, nella Camargue il 24 e 25 maggio è il periodo in cui i Rom, Sinti, Gitani e i Manouche  festeggiano la loro santa protetrice Sara. E’ un pellegrinaggio vero e proprio (Pélerinage des Saintes), vengono da tutta Europa (numerosi i Gitanos spagnoli e i Manouche francesi, arrivano in molti anche dal Nord e dell’Est Europa) per festeggiare la loro santa Sara la nera, la loro protetrice. Il 24 di maggio, la statua addobbata con mantelli e vestita di seta, viene portata a spalla attraverso le vie della città fino all’arenile, dove viene immersa per tre volte nel mare, per ottenere la benedizione, seguita dai gitani e accompagnata dal grido di “Vive les Saintes Maries” contrapposto al grido “Vive la Sainte Sarah”, il corteo è preceduto da Guardians a cavallo (i butteri della Camargue).
Parecchi anni fa ho avuto la fortuna di assistere a questa manifestazione, vi sembra di entrare in un mondo di magia, ovviamente che non vi appartiene, ma comunque siete parte integrante del festeggiamento, balli con abiti sgargianti, musica gitana, cavalli bianchi, corride e spettacoli alternate a momenti di profonda fede e riflessione. Penso che sia un momento per conoscere meglio questo popolo del vento.

Vi rimando al sito Avignon et Provence:

Le Pélerinage des Saintes.

Sète

Si trova nel dipartimento dell’Hérault nella regione della Linguadoca-Rossiglione. Ha il secondo porto per importanza dopo quello di Marsiglia.
Sète è stata una piacevole sorpresa, ha un aspetto rude meno vacanziero rispetto agli altri località vicine. Il molo è affollato di marinai affamati che divorano piattoni di cozze, ostriche e lumache.
Sul canal grande sono affacciate le sue case colorate e molti negozi e hotel.

Sète - France.

Sète è la città natale dello scrittore Paul Valéry (1871-1945) sepolto nel Cimetière Marin sito su una collinetta che domina il mare e del cantante Georges Brassens (1921-1981) è stato un cantautore, poeta e scrittore, fu inumato a Sète nel cimitero du Py (sopranominato il cimitero dei poveri), per distinguerlo dal Cimietro Marin. In questo modo la sua volontà, espressa nella canzone Supplique pour être enterré à la plage de Sète, di essere sepolto nella spiaggia del suo villaggio natale, fu quasi rispettata.

GEORGES BRASSENS – Supplique pour etre enterrée à la plage de Sète.

E’ piacevole il battello, che vi farà un giro nel porto di Sète, dalla durata di quasi 1 ora con delle spiegazioni minuziose sull’atttività politico-commerciale del porto stesso.

Pausa di riflessione:
Non posso fare a meno che notare diversi compartamenti piacevoli nei francesi: buona parte di loro saluta anche se non ti conosce, per esempio in albergo o al ristorante; è un modo molto educato di stare al mondo.
Si salutano dandosi dei bacetti, questo un altro modo espansivi e piacevole di mettersi in comunicazione con gli altri.

Da Toulouse siamo partiti destinazione Lourdes (distanza all’incirca 160 km), siamo usciti dall’autostrada (autoroute), verso St. Gaudens: al di là che la strada è bellissima nei Pirenei, da St. Gaudens (piacevole località) , abbiamo seguito verso St. Bertrand de Commings poi St. Bagnères de Bigorre ed infine Lourdes.
Comunque la nostra tappa fondamentale prima di Lourdes, era St. Bertrand de Comminges:

St. Bertrand de Comminges
da non perdere

La strada che porta a Saint Bertrand è bella, piacevole e molto verde, era una giornata piovosa e fresca; le catene montuose dei Pirenei sono terre incontaminate, dove si respira aria pulita, ed il turista a malincuore, abbandona questi panorama mozzafiato.

Saint Bertrand è nel dipartimento della Haute-Garonne, a 15 km di Saint-Gaudens, sulla Garonna e alle falde settentrionali dei Pirenei.

Saint Bartrand de Comminges.

Il villaggio è posto su un’altura o meglio su un picco roccioso con al fondo le prime alture dei Pirenei, la città cinta di bastioni medievali domina il bacino della Garonne. Nella parte alta, le stradine sono popolate di artigiani, boutique e antiche dimore a graticcio. Dal chiostro della cattedrale Ste-Marie, a 515 m di altitudine, è possibile contemplare i picchi innevati del Cagire, del Gar e del Montsacon… La parte bassa della città è rimasta più autentica e meno turistica, conserva un’attività pastorale e agricola.

Sainte-Marie - Saint Bertrand de Comminges.

Con tanti animali al pascolo, all’arrivo sembra essere in una bella favola, salendo la strada per arrivare al paese è un incanto, la cathédrale Sainte-Marie c’ha lasciato senza fiato.
Tutti le tappe in Francia e Spagna sul cammino di San Giacomo di Campostela, sono patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Pausa di riflessione.
In Francia, si mangia un’ottima carne.

Bagnères de Bigorre

Bagnères de Bigorre è un comune di quasi 9000 abitanti, nel dipartimento degli alti Pirenei nella regione Midi-Pirenei. E’ gemellato con il comune di Granarolo dell’Emilia (Bo), non ha nulla a che vedere con Granarolo che conosco benissimo. Bagnères è un paesino termale, in mezzo ai Pirenei; immaginate la piacevole sensazione ed il relax, fare le cure termali in un paradiso terrestre.
La strada come dicevo prima è piacevole, ci veniva voglia di fermarci ogni tanto a contemplare questa natura incontaminata, animali al pascolo ovunque. Era una giornata umida, a tratti appariva una tenue nebbia che dava maggiore fascino al posto.
l’entrata a
Bagnères è spettacolare,  è in mezzo ad una vallata, il primo pensiero: che pace, il  posto è tranquillo. Anche se si arriva in una bella piazzetta circondata da un lato dalla chiesa, da un’altro lato da tanti negozi e nel retro un bar (dove si beve un buon caffé) tutto si svolge in tutta tranquilità.
Bagnères dista pochi km da Lourdes.
Ovvio sulla superstrada fatte molto prima, noi abbiamo messo molto tempo per arrivarci ma la strada meritava, altroché (abbiamo fatto le strade interne, come dicevo sopra: uscita St. Gaudens poi St. Bertrand de Comminges, da St. Bertrand bisogna tornare indietro e ora bisogna passare all’interno di St-Gaudens, quindi continuare per Bagnères de Bigorre ed infine Lourdes).
Ovviamente, il navigatore satellitare vi fa risparmiare un sacco di tempo, navigatore a parte, le cartine stradale o gli stradari in generale, rimangono sempre uno strumento utile e prezioso per viaggiare.

VIDEO molto interessante.
Voie du Piémont Pyrénéen: Comminges et St. Bagnères de Bigorre.

Finalmente Lourdes.
Catalina mi dice, ecco vedo le indicazioni per le grotte,
Dai, andiamo.
Aveva un’entusiamo che mi faceva tenerezza e mi faceva pensare che non vedeva l’ora di arrivare.
Seguiamo le indicazioni,
Incontriamo un mare di gente, di tutte le età, tutti diretti al santaurio di Lourdes. E’ una impresa non facile, poter passare in mezzo a tutta questa gente (dico, ma ci siamo sbagliati, può darsi che non si può entrare in macchina? Non c’era la segnalatico del divieto – ormai, dobbiamo per forza procedere), negozi di souvenir ovunque.
Finalmente, ci appare la chiesa con tutta la sua maestosità.
I canti dei giovani eccheggiano in tutta Lourdes, ho la pelle d’oca, piacevole sensazione, mio malgrado mi sento coinvolto in quest’aria di festa, gioia, sembra che tutti sono solidali con tutti!!!
durante la nostra visita, vedo che Catalina è molto toccata di tutta di questa atmosfera carica di pace e fraternità?

Lourdes:

E’ nel dipartimento degli alti Pirenei, nella regione del Midi-Pirenei. E’ attraversata dal fiume Gave de Pau, fa parte del territorio dell’Occitania.
Lourdes era un piccolo paesino l’11 febbraio 1858, quando Bernadette Soubirous incontra ai margini del Gave la “Signora” che conferirà alla città il titolo di città mariana. La città di pellegrinaggio per antonomasia,
a Lourdes oltre l’aria di solidarietà e di preghiera, il villaggio ovunque è invaso di turisti, oggi la città conta 230 hotel e si posiziona al secondo posto tra le città alberghiere in Francia. La sua situazione geografica ai piedi delle montagne ne fa un punto di partenza ideale delle escurisoni verso i Pirenei.

LOURDES.

L’unica cosa che abbiamo saltato è la visita alle grotte, dove ci sono delle file interminabili, quindi abbiamo deciso di continuare verso Pau, che dista circa 30 km.

Video Lourdes.
Lourdes – Alti Pirenei.

Pau
da non perdere

“Pau est la plus belle vue de terre comme Naples est la plus belle vue de mer”
“Pau è la più bella veduta di terra come Napoli è la più bella veduta di mare”.

Lamartine.

Pau è un comune di circa 82.500 abitanti, capitale storica del Béarn e capoluogo del dipartimento dei Pirenei atlantici nella regione dell’Aquitania. Città d’arte, è celebre soprattutto per il suo castello. I suoi abitanti si chiamano Palois.
La città natale di Enrico IV primo Re di Francia della dinastia dei Borboni.
E’ una vivace città universitaria con eleganti edifici della Belle Epoque e parchi ombrosi, ed è senz’altro la più interessante città dei Pirenei centrali.

A Pau siamo arrivati nel primo pomeriggio, ed è stato amore a prima vista (coup de foudre). Quindi è bastato questo per metterci di ottimo umore, per cui abbiamo deciso di  fermarci la notte a dormire.
Pau la posso definire come una città gradevole, elegante ed umile allo stesso tempo, il turista si sente ben accolto e coccolato, la gente è affabile ed sempre sorridente.
La città ha una forte presenza di turisti inglesi.
Da vedere a Pau: il Castello – Le boulvard des Pyrénées – Le musée des Beaux Arts – La Place de la Monnaie……

VIDEO Pau
Città di Pau: attorno alla città.

Vi segnalo le restaurant Henri IV: 18, rue Henri IV – 64000 Pau – Tel: 05 59 27 54 43 , propio a due passi del castello: si mangia e si beve molto bene, come detto prima, la carne in francia è ottima, poi se è preparata in modo divino è il massimo del piacere.
Non esitate ad assaggiare il loro foie gras au piment d’Espelette è delicato ed è molto piacevole al palato, il Magret de canard, il vitello preparato da loro è fantastico; per non parlare dei loro vini: fattevi consigliare della signora (Joelle) che vi serve, ha del savoir faire da vendere, vi spiegerà tutto su tutti i piatti, gli ingredienti, la storia, l’origine (parlo sempre di gastronomia) e soprattutto emana un profumo non indifferente (direi sensuale).

Siamo partiti da Pau in mattinata, direzione la costa basca francese e spagnola: St- Jean de Luz – San Sebastian – Hondarribia – Biarritz – Bayonne.

St-Jean de luz
da non perdere

E’ un tranquillo villaggio di pescatori sull’Oceano Atlantico, nei paesi baschi francesi; dista 12 km a sud di Biarritz. Il suo parking è fra Bd. Victor Hugo e il porto.

Saint Jean de Luz - Aprile 2010.

si può definire Saint-Jean come una località di villeggiatura, piacevole ed attraente, ci si accorge passeggiando nelle sue stradine, guardando le case colorate e fiabesche, ed i suoi negozi così eleganti da competere con i migliori negozi di Parigi.
L‘église Saint-Jean-Baptiste (è molto interessante) è la più grande ed affascinante fra le chiese basche.
A Saint-Jean fu celebrato nel 1660 il matrimonio di Luigi XIV con L’infanta Maria Teresa di Spagna , in pratica questa unione che doveva suggellare l’alleanza tra i due paesi, causò poi lo scoppio della guerra di successione spagnola.

San Sebastian
in basco: Donostia

A 20 km del confine francese e a 30 km da Biarritz, è una città di quasi 180.000 abitanti della spagna nord-orientale, capoluogo della provincia di Guipùzcoa, nella comunità autonoma dei Paesi Baschi.
Donostia è considerata una vera perla sull’Atlantico. La sua posizione è molto caratteristica si trova tra il Rio Urumea e la suggestiva bahia della Concha, così chiamata per la sua particolare forma a conchiglia: è chiusa ad est ed ovest da due monti ( Igueldo e Urgull) e nel mezzo presenta una isoletta (Santa Clara). La spiaggia principale (Playa de Concha) è grande, ma all’arrivo delle maree (i cui orari sono segnati sui giornali locali e da campanelle che fanno da allarme) diventa molto piccola fino a limitarsi ad una sottile striscia lungo lo splendido lungomare: è curioso vedere come la gente si sposti rapidamente al suonar della camapana.
La città è stata completamente incendiata nel 1813, il vecchio quartiere è il risultato della ricostruzione post-incendio.
Già dei paesi baschi francesi le indicazioni stradali sono bilingue (basco-francese), in Spagna (basco-spagnolo): parte della popolazione, parla l’euskera – il basco.

San Sebastian - Spagna.


Trovare un parcheggio a San Sebastian è una impresa ardua, ma a forza di girare e girare, al momento che la disperazione si fa forte, arriva la fortuna ed ecco un posto libero; meno male, se non avrei mandato a quel paese Donostia, e sarei tornato tranquillo in Francia a godermi i paesi baschi francesi e la loro costa.
Sul Boulvard, ci sono delle file interminabili davanti ai parecheggi sottoranei (e sono tantissimi), motivo in più per incasinare il traffico, a volte si infilano davanti a voi all’improvviso ed in modo disperato, volendo sfuggire alle file dei vari parcheggi.

Prometto che era sabato, preparatevi comunque perchè San Sebastian è una città godereccia ed ama divertirsi.
Fatevi in giro nelle sue viuzze piene di bar ricchi, straccolmi di tapas : gente che beve, mangia, ammassati come le sardine dentro e fuori.
E’ un bel esempio di vita all’aperto.

VIDEO SAN SEBASTIAN.
Donostia-San Sebastian.

Abbiamo pensato di non passare la notte a San Sebastian e di partire nel pomerriggio (in modo da poter godere appieno la città) nei paesi baschi francesi; prima di tornare in Francia ci siamo fermati ad Hondarribia.

Hondarribia

E’ un paese di 16.000 abitante, si trova a sinistra del fiume Bidasoa che la divide della cittadina francese di Hendaye.
La sua spiaggia e il porto sono delimitate ad ovest dalla presenza di un promotorio collinare, chiamato Jaizkibel.
Il lungo mare è suggestivo e molto esteso, saranno diversi km; proprio in prossimità al mare c’é una lunga passeggiata parallela alla strada, ci sono alberi, panchine ed aree verdi, che rendono il lungo mare ancora più piacevole, oltre che adatto a scattare le foto.
E’ piacevole passeggiare lungo il porto per godersi il promotorio collinare (è fantastico), purtroppo il vento tira forte: d’altronde siamo sull’Atalantico, in queste zone il vento è di casa.

Se vi capita di fermarvi davanti ad una sidreria, assaggiate il sidro (bevanda a base di succo di mela, poco alcoolica).

la parte antica presenta una cinta muraria e un gran castello.
E’ una cittadina che vi suscita gradevoli sentimenti che vi accompagnano lungo il viaggio per raggiungere Biarritz.

VIDEO HONDARRIBIA
HONDARRIBIA.

BIARRITZ

Biarritz è a ovest di Bayonne, nel dipartiemnto dei Pirenei atlantici, nella regione dell’Aquitania.
E’ una splendida città costiera dei Paesi Baschi francesi, conta circa 27.000 abitanti.
Verso la metà del XIX secolo era una meta preferita dell’aristocrazia europea, e in seguito divenne molto popolare fra i ricchi inglesi.
E’ nominata la Californie de l’Europe, all’inizio dgli anni 1960, Biarritz scopre il surf importato della California. La città ogni anno ospita il Surf Festival che accoglie quasi tutti i grandi nomi del surf internazionale, da quello Hawaiano a quello Australiano e Californiano.
Il suo passato aristrocratico, continua a vivere nei suoi palazzi e monumenti: la chiesa ortodossa con la cupola dipinta di blu avente lo scopo di attirare le visite dell’aristocrazia russa precedente la rivoluzione d’Ottobre.
Hôtel du Palais a picco sul mare, era la residenza estiva di Napoleone III.
Continuando a passeggiare per le sue strade si vedono tante altre ville, residenze, castelli principesche a volte fiabesche.
Biarritz è molto elegante, e sicuramente attira un jet set meno esibisionista rispetto a quello di Cannes e St. Tropez.

Personalmente ciò che ho trovato interessante è la Rocher de la vierge (scoglio della vergine): è uno degli emblemi della città, un luogo molto particolare, pieno di charme, famoso punto dove Napoleone III vi volle iniziare la costruzione di un porto-rifugio. Nel 1865 vi è stata installata in cima allo scoglio, una statua della Madonna comprata all’esposizione franco-spagnola di Bayonne. L’antico ponte in legno è scomparso nel 1887 per lasciare il posto ad una passerella più suggestiva ed efficiente in ferro, degli ateliers Eiffel, su cui è bene non passeggiare in caso di mare mosso. Da questo scoglio si può ammirare tutta la costa dove si gode di un panorama da incanto.

La Rocher da la Vierge: Biarritz - aprile 2010.

Bisogna specificare che La Rocher de la vierge non è un luogo di culto, è semplicemente una passeggiata molto rilassante, dove si può ammirare l’Atalantico, ed apprezzare un bel tramonto. Il luogo è gremito di turisti… la spiaggia attorno è piena di scogli interessanti.

VIDEO BIARRITZ
BIARRITZ.

BAYONNE
da non perdere, soprattutto la sua cathédrale Ste-Marie.

Bayonne, capitale della zona basca francese, si trova tra due fiumi, il Nive che arriva direttamente dai monti e l’ampio e lento Adour. Importante fin dall’epoca romana in quanto controllava uno dei pochi accessi praticabili alla spagna.
Gran Bayonne, il quartiere attorno alla cattedrale, va visitato a piedi.

La Cathédrale Sainte Marie de Bayonne-aprile 2010.

La Cathédrale Ste-Marie (XII secolo) venne iniziata sotto gli inglesi e lo stile gotico in cui fu edificata ha elementi nordici lontani dal romanico dei Pirenei: è considerata patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Bayonne è famosa per il cioccolato, è conosciuta per il prosciutto (ottimo):
Petit Bayonne si trova dal lato opposto del fiume Nive e del suo lungofiume.
Musée Basque: sulle usanze e tradizioni basche.
Musée Bonat: è ospitata un’importante raccolta d’arte, al primo piano sono da vedere, disegni di Leonardo, Van Dyck, Rembrandt e Rubens, dipinti di Goya, Constable, Poussin e Ingres.
Una curiosità: La città come è noto ha dato il suo nome alla “baionetta”, ideata dai baschi nel 1640 e adottata dalla fanteria francese a partire dal 1703.

BAYONNE - FRANCE.

Video Biarritz – Bayonne.

Au pays Basque: de Biarritz à Bayonne.

A malincuore siamo partiti da Bayonne, lungo la statale a Port-de-Lanne (28 km da Bayonne, 28 km da Orthez e 70 km da Pau) una piccola cittadina, che conta quasi 900 abitanti nel dipartimento delle Landes nella regione dell’Aquitania; leggo Restaurant du Port – Chez Maria, era giunta l’ora di cenare, l’istinto mi dice di fermarmi chez Maria, seguo l’indicazione le port (il porto), ed eccoci davanti al Ristorante: dovete immaginare un posto sperduto.
Davanti al ristorante, dei vecchietti francesi obesi, impegnati a bere il loro Ricard (aperitivo a base di anice): Mi piace l’odore dell’anice, un pò meno il sapore. La prima impressione è quella di tornare indietro e rinunciare a Chez Maria, ci siamo presi coraggio e siamo entrati, devo dire che l’interno del locale è molto piacevole, rustico fatto con gusto.
La cena era squisita: a base di canard, anche il déssert è ottimo. ciliegina sulla torta: abbiamo speso solo 46,90 euro.
Maria è di origine italiana dalla Basilicata, capisce l’italiano non lo parla. All’inizio vi sembra scorbutica e scontroso, ma è semplicemente timida con un velo di tristezza che cela il suo viso perennemente in sovrapensieri. Sicuramente fa molta tenerezza, non parla molto, ma lo fa capire quanta voglia ne ha di tornare a vivere in Italia.

A questo punto della serata, gratificati della cena e di aver conosciuto una persona piena di umanità come Maria, tutte e due d’accordo a proseguire verso Pau, una città che mette allegria e buon umore, in poche parole un posto dove si repsira aria positiva; soprattutto se fatte una passeggiata sul Boulvard des pyrénées che ha una magnifica vista sui pirenei che non lasciano indifferenti con la loro natura selvaggia.

Castello di Pau - Francia.

Arrivati a Pau, andiamo all’altro Ibis che praticamente, era sulla nostra strada. Riceviamo una calda e piacevole accoglienza, C’era tanta gente nella Hall, il parcheggio pieno di macchine e cani; gente che veniva un pò da tutte le parti: c’erano molti spagnoli. Erano tutti ospiti alla fiera canina di Pau.
La mattina seguente facciamo la nostra bella colazione: croissant, caffé (comincia a mancarmi un buon caffè espresso), ….. e partiamo per la Cité Médiévale.

CARCASSONNE
La Cité Médiévale: patrimonio dell’UNESCO

Nel dipartimento dell’Aude (capoluogo), nella regione della Linguaudoca-Rossiglione. Dista 90 km da Tolosa (Toulouse).

Siamo arrivati sempre in mattinata, subito a cercare l’albergo, il tempo di riposare e via per fare un salto al borgo medievale perfettamente restaurato. L’albergo dista circa 2 km, improvvisamente ci troviamo davanti alla città medievale e ci sembravea di essere piombati a mille anni fa.
Arrivando già dell’autostrada, vale la pena fermarsi nel belvedere che domina la incredibile Cité médiévale con le sue torette e i suo bastioni.
Il borgo medievale è suggestivo e molto bello caratterizzato da strade piccole e tortuose che finiscono in piazzette da favola, animate da negozi di souvenir e non pochi ristoranti, che danno un’ulteriore tocco di allegria e vitalità.

Carcassonne-aprile 2010.

La maison du Cassoulet (dentro la Cité, 6 rue du Grand Puits) era chiuso di domenica sera, comunque (il cassoulet) è un piatto che contiene molte calorie, essendo  ricco di dievrse qualità di carne: salisiccia di maiale all’aglio, pancetta affumicata, maiale, un’ala o una coscia di oca, un pezzo di montone alcuni pezzi di cotenna di maiale con delle verdure e fagiolini bianchi secchi.

Abbiamo mangiato bene al restaurant La Cotte de Mailles nella città medievale (2, rue Saint Jean – La Cité) http://www.cottedemailles.com, la sala è decorata con dei motivi che ricordano i catari ed i templari: busti e armi dell’epoca.
Le Cassoulet du roi: contiene anche il foie gras, una coscia d’oca, salsiccia di maiale, pezzo di montone; devo dire che era sempre ottima carne, però tutto l’insieme è troppo; vi consiglio se volete proprio assaggiarlo di prendere cassoulet base ossia senza aggiunte varie, è più raggionevole ed il prezzo è moderato.

VIDEO CARCASSONNE.
Carcassonne.
Carcassonne – La Cité Médiévale.

A proposito, ricordatevi di fermarsi sempre dentro la cité, in rue du Grand Puits (una stradina piccola, subito lasciando alle spalle la maison du cassoulet), c’è un piccolissimo negozio che vende il pain d’épices: vi assicuro che è ottimo.

La mattina dopo abbiamo salutato La cité, passando davanti con la macchina, direzione Réserve Africaine de Sigean. Lungo la strada ci sono molte attrative turistiche, non ci siamo fatti distrarre delle varie pubblicità e dépliant, soprattutto i francesi sono dei maestri nel farsi pubblicizzare qualsiasi cosa, sotto questo aspetto sicuramente c’é da imparare da loro.

L’unica deviazione che abbiamo fatto è la visita all’Abbaye de Fontfroide:
E’ annidata al centro delle corbières, a pochi km da Narbonne. E’ stata fondata tra il 1080 e il 1093 da un gruppo di monaci Benedettini, pochi anni prima dell’istituzione dell’Ordine di Citeaux (1089).  Dopo l’arrivo di San Bernardo di Chiaravalle in Linguadoca (1145-1146). La prima comunità si affiliò al neonato Ordine Cistercense. L’abbazia ebbe una rapida ascesa grazie anche alle numerose donazioni ricevute, tanto che nel XIII sec, possedeva almeno 24 grange sparse in tutto il territorio di linguadoca e nella vicina Spagna, e poteva contare su una comunità di più di 300 anime tra monaci e frati conversi.
la visita all’abbazia si fa solo con la guida, apre alle 10h30.
La strada per l’Abbazia, da carcassonne – La Grasse – verso Narbonne: troverete le indicazione strada faccendo.

ABBAYE DE FONTFROIDE - AUDE.

SIGEAN: Réserve Naturelle Africaine
d
a non perdere

Si trova a 15 km a sud di Narbonne e a 8 km a nord di Sigean: dovete seguire le indicazioni Sigean/Perpignan.
Mi faceva propio piacere tornare a vedere la riserva africana di Sigean, nella regione dei Corbières; disponi di 3 circuiti in macchina e uno a piedi, ospita più di 3800 animali su una superficie di 300 ettari.

Réserve Africaine de Sigean.

Il prezzo dell’entrata è alto, 26 euro: ma vale propio la pena.
Vi consiglio di portare pannini e bere con voi, il cibo dentro è decisamente da non provare ed è caro rispetto qualità/prezzo; all’interno c’é un’area per fare pic-nic.
Seguite alla lettera le indicazioni: per esempio nel tratto in macchina, non abbassate proprio i finestrini (per la vostra sicurezza).
La riserva è molto affascinante, inutile vedo che i francesi sono attenti a tutto, gli animali sono trattati in modo dignitoso, lo spazio offerto loro è abbastanza vasto, sembra che si voglia fare di tutto per mantenere questi animali in cattività o meglio selvaggi, mantenere la loro natura.
Quando si arriva à la plaine Africaine: sembra satre in Africa.
La cosa interessante è che hanno sfruttato l’étangs de Bages et de Sigean chiamato L’œil de Ca (Lo satgno di Bages e di Sigean), ricco di fauna e flora, dove è uno spettacolo unico, ammirare i Fenicoteri rosa, feramtevi a leggere le spiegazioni (molto interessanti), fate una sosta davanti ai Pelicani bianchi e quelli a dorso rosa e tanti varietà di volatili. Il tempo passa senza che ve ne accorgete.
nel percorso in macchina (sono 8 i parchi da visitare, divisi in Brousse: (è una area incolta, selvaggia, non urbanizzata, in pratica è una savana) rimanete affascinati, soprattutto dei leoni che sono a poca disatnza e devo dire che sono dei bellissimi animali, orsi tibetani,  struzzi, Emu, rinoceronti, buffali nani,  giraffe del Niger e zebre…..
Adoarbili sono i Wallaby: più piccoli rispetto ai canguri.

VIDEO RESERVE AFRICAINE DE SIGEAN.
Réserve Africaine de Sigean.

Adesso via, verso Narbonne.
La Linguadoca-rossiglione è anche la terra dove vissero i Catari (XII-XIV secolo).

NARBONNE
Da non perdere

Fondata intorno al 118 avanti cristo, l’antica Narbonne si trovava lungo il tragitto della prima via romana della Gallia, la via Domitia, che collegava la Spagna all’attuale Italia.
Oggi Narbonne è una bellissima città di 45.000 abitanti circa, dove si respira un’aria gioiosa. La cittadina è tagliata a metà dell’alberato Canal de la Robine; a nord c’é il quartiere medievale, ora restaurato con molti negozi eleganti e ristoranti. Qui si trova una delle mete turistiche più note l’Horreum, deposito di granaglie che risale al I secolo a. C. epoca in cui Narbonne era il porto principale e la capitale della più grande provincia romana in Gallia.

NARBONNE.

A quel epoca, Narbonne era sede di vescovado ed era in via di attuare un progetto ambizioso, per la costruzione di una chiesa sul modello delle grandi cattedrali gotiche del nord. Il progetto fu abbandonato e oggi rimane solo quella che in origine era la parte posteiore dell’edificio ed è l’odierna Cathédrale St-Just et St Pasteur anche così è immensa.
Tra la cattedrale e l’adiacente Palais des Archevêques potrete visitare i magnifici chiostri.
Il complesso del palazzo e della cattedrale domina il centro di Narbonne, insieme al Municipio, con facciata neogotica del XIX secolo.

Canal du Midi o Canal des deux mers

E’ una impresa colossale che conta 103 chiuse, prendendo in considerazione anche i ponti, le dighe ed un tunnel, il canale è costituito complessivamente da 328 strutture, con una lunghezza di 240 km; Una opera di grande ingegneria. Il canale è stato classificato patrimonio mondiale dell’UNESCO, non solo per il suo valore storico, anche per le città ed i luoghi di incredibili bellezza che attraversa, ad esempio, Carcassonne e il pont-canal nei pressi di Bésziers (in corrispondenza di Béziers il canale attraversa il fiume Orb tramite un pont-canal, in pratica un ponte che scavalca un canale).
Il progetto provedeva anche la costruzione del primo tunnel realizzato per permettere il passaggio di un canale che sia mai stato costruito, il tunnel de Malpas, una galleria lunga 173 metri posta al di sotto di una collina nei pressi di Nissan-lez-Enserune.
Appunto, si tratta di un canale artificiale che si trova nel Midi (Mezzogiorno), tra Toulouse e Sète (porto sul mar mediterraneo che venne fondato proprio in quanto termine del canale).
Si raccorda col Canal du Garonne (che scorre da toulouse a Bordeaux) in modo da collegare l’Oceano Atlantico al Mediterraneo.
Nelle intenzioni originarie del XVII secolo, era di evitare sia la lunga circumnavigazione della Spagna (all’epoca paese nemico) sia il rischio di incappare in azioni di pirateria, permettendo di risparmiare un viaggio della durata di circa un mese.
L’opera fu inaugurata il 15 maggio 1681 col nome di Canal Royal de Languedoc; fu costruita sotto la supervisione di Pierre-Paul Riquet, un ricco possidente.

St. Guilhem le Désert
da non perdere

Era una delle tante tappe lungo il cammino di Santiago di Compostela (Saint-Jacques-de-Compostelle), sembra proprio un luogo selvaggio, isolato dal mondo. Alla confluenza del Verdus e dell’Hérault, il villaggio si è sviluppato attorno ad una abbazia fondata nell’804 da St. Guilhem per accogliere un pezzo della croce offerta da Carlo Magno.
Dall’antica abbazia rimane solo la chiesa dell’XI secolo, una parte delle colonne e delle strutture del chiostro sono oggi ospitati nel museo dei Chiostri di New York assieme a materiale proveniente da St-Michel-de-Cuxa.

St. Guilhem è nascosto fra i monti Celette, in inverno penso che porta bene il suo nome le Désert (il Deserto), avendo solo 250 abitanti, ma questo non toglie nulla al suo fascino misterioso.

VIDEO SAINT-GUILHEM.
Saint-Guilhem le Désert.

Lungo la strada potete ammirare les gorges de l’Hérault (le gole dell’Hérault), e le pont du Diable (il ponte del diavolo), lungo il vostro percorso passate anche vicino alla Grotte de Clamousse (sembra interessante secondo la nostra guida: Guides Blues – Hachette), che è non abbiamo visto.

SAINT-GUILHEM.

Pausa di riflessione:
In Francia, l’accesso ai musei, alle varie attrative in generale, non avviene prima dalle 10h00 o 10h30.

Vi consiglio di dormire nella TAVERNE DE L’ESCUELLE: 11, GRAND CHEMIN VAL GELLONE. Quando arrivate a St-Guilhem, andate su per la salita fino al paese che per forza andate a sbattere contro il parcheggio, mettete la macchina dentro, l’albergatore la mattina dopo vi darà una tessera per uscire senza pagare.
I ragazzi dentro, sono molto ospitali, sorridente, in poche parole persone piacevoli (non è poco al giorno d’oggi). L’albergo è pieno di statue di Budda, e vari addobbi che richiamo il Buddismo, bello stare in questa atmosfera, con una bella musica etnica proveniente dallo stereo.
Noi abbiamo cenato da loro, giusto per l’atmosfera; il cibo non è male.
Hanno anche il forno, a colazione avete les baguettes calde, fanno una ottima pizza (riferito da loro?)
La nostra camera, sembrava invitarci a meditare, a fare yoga; dava sulla suggestiva piazza (place de la liberté) con la sua meravigliosa fontana (fontaine de la république) ed un platano del 1885.

Cliccare sotto per leggere: in francese.

Saint-Guilhem le Désert.

CASSIS
da non perdere

Siamo scappati da Marsiglia, è un cantiere a ciel aperto; devo dire che in Francia il mese di Aprile ovunque siamo andati c’erano dei lavori in corso.
Cassis e un antico villagio di pescatori, molto pittoresco e romantico. Una passeggiata lungo il porto vi darà energia, vitalità e vi mette di buon umore; case colorate da un lato con i vari ristoranti, il mare con le sue piccole e caratteristiche barche da pesca, i yacht e le imbarcazioni turistiche, pronte per salpare verso Les Calanques.
La costa non a caso, è chiamata la côte bleue = la costa blu, l’acqua riflette proprio questo meraviglioso colore.

Cassis.

Cassis.

Cercate di avere del tempo a disposizione per andare a vedere tutti Les Calanques (sono 8), mi piace dire che sono un miracolo della natura. Partendo da Cassis in ordine sono les Calanques di:
Port-Miou: è la più lunga dei calanchi (1.5 km), spettacolo da mozzafiato, è un porto naturale dove ci sono molto barche ombreggiate. E’ considerata la piccola sorella di Cassis
(la petite soeur).
Port-Pin: tutti i calanchi sono una meraviglia.
En-Vau
: La più famosa, second National Geographic, fra i più bei calanchi al mondo, rimanete a bocca aperta: Une langue de Mer pénètre la falaise au milieu des pins. Le doigt de Dieu et la petite aiguille accentuent la particularité du site.
L’oule
Devenson:
le sue scogliere sono vertiginose, dette anche Les Orgues, perchè assumono l’aspetto di un vero  Organo; inoltre sono gigantesche a strapiombo nell’acqua.
L’Œil de verre
Sugiton – Morgiou.

VIDEO LES CALANQUES DE CASSIS.
les calanques.

Da Cassis potete ammirare Le Cap Canaille, che rimane ad est del porto è una immensa scogliera marittima (la più alta della Francia) di colore arancione, rossastra ed ocra sicuramente non rimanete indifferenti davanti a questi colore, è un quadro di rara bellezza che ci offre la natura. Durante la visita alle calanques, potete ammirarala meglio via mare. Il massicccio del Cap Canaille è incluso nella lista dei più bei siti naturalistici.

Da Cassis seguite l’indicazione La route des crêtes che da Cassis arriva fino a La Ciotat. E’ una strada turistica lunga 15 km, serpeggia all’interno del massiccio di Cap Canaille ed è costellata da belevedere che permettono di godere il mare. Dal parapetto si gode una vista meravigliosa sugli impressionanti Calanchi, sul Golfo di Cassis, sul massiccio di Puget, sulle insenature, sul massiccio di Marseilleveyre. Una serie di parcheggi ben organizzati consentono di fermarsi per ammirare il panorama.

Il nome Cap Canaille o meglio di Canaille deriva del latino “Canalis Mons”, la montagna delle acque, perchè i Romani vi avevano costruito acquedotti per canalizzare l’acqua dolce.

Vi segnalo Hôtel du Grand Jardin: i gestori sono tutti ospitali, le camere molto graziose e comode, si affacciano su un giardino.
Solo il loro garage è davvero scomodo,  purtroppo il parcheggio si paga a parte (12 euro a notte). la camera sui 78 euro: era il mese di aprile.
L’albergo è al centro di Cassis, a due passi del porto: 2, Rue Pierre Eydin. Tel./Fax: 0442017010.

Il viaggio continua verso.

SAINT MAXIMIN LA SAINTE BAUME

Cliccare i link sotto, per leggere.

LA SAINTE BAUME.

Marie-Madeleine à la Sainte Baume: pèlerinage provençal.

Moustiers Sainte Marie
da non perdere

E’ una località da non perdere, tutto il villaggio è da vedere (piccolissimo): c’é le musée de la faïence – l’église paroissiale – la chapelle Notre-Dame de Beauvoir (si raggiunge facendo un pò di scalini, esattamente 365).
E’ intrigante la storia o la leggenda della  stella
di Moustiers, è sospesa fra due rocce enormi, brilla e luccica in maniera sorprendente, colpisce subito l’occhio, è impressionante, gli abitanti di moustiers dicono che è li per proteggerli.
In pratica è sospesa sopra il paese, con una catena lunga 227 m: la leggenda narra (ritrascritta da Féderic Mistral), durante le invasioni sarecene del X° secolo, il cavaliere de Blacas fu catturato ed prigionato in Oriente; l’oggetto delle sue preghiere era di poter tornare sano e salvo nel suo villaggio, il suo desiderio fu esaudito, per ringraziare la Madonna: ha steso la catena fra le due rocce che sovrastano il paese in modo che la stella continui a vegliare sugli abitanti di Moustiers.
“A tes pieds Vierge Marie je suspendrai une chaîne si jamais je retourne à Moustiers dans ma patrie.”
Moustiers Sainte Marie.

La stella a Moustiers-Sainte-Marie.

“un des plus beau village de France,  cité de la faïence, à l’entrée des gorges du Verdon, à 3 km du lac de Sainte Croix et proche du plateau de Valensole.”

Il villaggio è ubicato in una profonda gola, ed è famoso per la ceramica artistica = faïence (troverete negozi di ceramica ovunque, in pratica in tutto il paese), notorete anche che, ci sono in vendita molti cicale da attaccare al muro (l’insetto che rappresenta la vacanza per eccellenza, canta e si diverte: vi ricordate la favola di Jean de la Fontaine, la cigale et la fourmi: la cicala e la formica) AAAhhh come sono lontani i tempi di scuola.

Vi consiglio di visitare anche la Galerie-atelier di una pittrice: Isabelle Merlet (una signora gentile ed introversa), rue Fouque. Se volete sapere di più cliccate sul suo link sotto.
Isabelle Merlet.

Potete cenare, al restaurant les Santons, Place Pomey. Abbastanza caro: noi abbiamo mangiato molto bene: Magret de canard rôti, petits légumes aux coriandes grillées, sauce au miel et épices douces – Un désert che non fanno sempre ed è ottimo. L’aperitivo di casa costa 14 euro, potete benissimo fare a meno (l’unica cosa che non è un gran che).
Les Santons.

Per chiudere in bellezza, passate la notte all‘Hotel Clos des Iris, rapporto qualità/prezzo più che ottima, vi consiglio anche di fare colazione: l’ambiente è accogliente, una signora tipicamente francese, di buone maniere, sempre sorridente, pronta ad accogliervi. Verso le ore 21 non troverete nessuno alla reception.
Anche qui, vi rimando al loro link, per curiosare, guadare o meglio ammirare.
HOTEL CLOS DES IRIS.

Hotel Clos des Iris-Moustiers-Sainte-Marie.

L’hôtel è a 3 km del lac de Ste Croix: è un lago artificiale, comunque vi lascerà a bocca aperta.

Les Gorges du Vedon

Le gole del Verdon formano il più grande Canyon d’Europa (lungo circa 21 km, la sua profondità massima è di 700 metri), si trovano negli Alpi francesi, tra Moustiers-Sainte-Marie ad ovest e Castellane ad est.
Il verdon e i suoi affluenti hanno scavato nei millenni queste gole suggestive nel calcare dell’Alta Provenza. Lungo il corso del fiume sono state costruite 5 dighe per lo sfruttamento dell’energia idroelettrica e si sono formati cinque laghi, con spiagge perfettamente attrezzati per praticare ogni tipo di sport: Castillon, Chaudanne, Sainte-Croix, Quinson e Esparron.

La route des cretes-Les Gorges du Verdon-Rive Droite.

La parte più bella è la route des crêtes sulla rive droite dove in alcuni punti le rocce si elevano a strapiombo; lungo il percorso sono disseminati 14 belvederi da mozzafiato: in pratica sono dei balconi che si affaciano sul canyon.
Su questo tratto di starda stretta e tortuosa abbiamo avuto la fortuna di ammirare i Grifoni in volo (vautour fauve sono i grifoni, mentre i vautour moine sono gli avvoltoi), una visione indimenticabile soprattutto in questa meravigliosa cornice naturale: spettacolo unico e raro.


Il tragitto di la route des crêtes nasce e muore nel villaggio di La Palud-sur-verdon: potete visitare il sito: http://www.lapaludsurverdon.com

La rive gauche è meno interessante ed affascinante rispetto alla rive droite: mancano  i bevlevederi; quando siete in vicinanza della corniche sublime è interessante il balcons de la Mescla, dove si gode di una vista spettacolare.

Cliccare sotto.
BACLON DE LA MESCLA E ALTRE FOTO.

La promenade des anglais

Villefranche sur mer

Eze

Mentone

Celle Ligure

Ho preferito usare i vari video prestati da Youtube, perchè ritengo siano più loquaci dalle varie foto scattate per esprimere la bellezza dei luoghi visitati.

CONTINUA…. CONTINUA   CONTINUA…..

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PARIGI: MONTMARTRE E PIGALLE.


Sacre Coeur

Sacre Coeur

Moulin de la Gallette

Moulin de la Gallette.

Il quartiere di Montmartre si trova a nord di Parigi nel 18e arrondissement, si raggiunge facilmente, con il solito metrò di Parigi, fermate Abbesses o Anvers, oppure il funicolare di Montmartre.

Negli anni a cavallo tra il XIX e il XX secolo, lo stile di vita bohémien di Montmartre attrasse numerosi artisti e scrittori  che vennero a stabilirsi nel 18e arrondissement. Dopo la prima guerra mondiale il cuore della vita artistica si trasferì a Montparnasse, ma il 18e ha mantenuto una forte identità comunitaria e un carattere unico  che attira tuttora innumerevoli parigini e turisti.

Montmartre è il mio quartiere parigina preferito, bisogna prenderla con calma, passeggiando lungo i suoi vicoli e le sue piazzette, almeno io, mi carico di energia positiva ed è il tipico luogo che trasmette allegria.
Vi consiglio di iniziare la vista, dalla stazione metropolitana Abbesses, tipica per le antiche insegne ancora esistenti. Sicuramente la metropolitana più suggestiva di Parigi, in stile Art nouveau, dove si percorrere lungo una lunga scalinata a spirale, con tutta la parete decorata da artisti proveniente da tutto il mondo. Da ricordare che è la metropolitana più profonda di Parigi, con i suoi 36 m sotto il livello stradale.

Musée de Montmartre.

Place des Abbesses (un piccolo giardino) → Square Ricthus, dove troverete il Muro dei ti amo, una parete di 10 metri con scritto sopra ti amo in 311 lingue.

LA BUTTE CHE TUTTI AMANO

Da dove arriva il fascino di Montmartre? La collina è intasata di turisti a tutte le ore. Gli abitanti si vantano di essere l’unico quartiere di Parigi ad avere le vigne, ma il vino prododtto è davvero pessimo. E’ vero che la Butte è la collina dove hanno vissuto Delacroix, Picasso, Modigliani, Van Gogh e Utrillo ma oggi ci sono solo artisti che vendono quadri fatti in serie a turisti sprovveduti e dei grandi non è rimasta neanche l’ombra. Allora, qual’è il segreto di Montmartre, che l’ha resa famosa e amata in tutto il mondo?

MONTMARTRE E’ UN MONDO A PARTE

Monmartre è sempre stata qualcosa a parte rispetto a Parigi; dentro la città, ma sempre in modo diverso, irriverente. Diversi episodi della storia hanno segnato questa diversità: nel 1871, dopo la resa della Francia ai prussiani, gli abitanti di Montmartre si rifiutarono di consegnare il cannone che era a guardia della collina. Uccisero i generali venuti a sedare la rivolta, dando inizio al Comune di Parigi. Quando nel corso del 1800 Parigi divenne la città della borghesia ricca e trionfante, Montmartre era il quartiere maledetto, quello degli artisti in cerca di emozioni forti: le prostitute, i bordelli, l’oppio, il vino forte, il Moulin Rouge, il Cancan e il cabaret.

FUNICOLARE DI MONTMARTRE

Per salire fino alla basilica di sacre cœur c’è una funicolare che è in realtà un ascensore inclinato elettrico, sono adebite al servizio due cabine, in grado di portare una sessantina di persone ciascuna. L’alternativa per salire alla basilica è una scalinata di poco più di 300 scalini.

Oppure prendere la metrò, scendere ad Abbesses, e salire su per la collina fino al sacre cuore. Vi assicuro che Montmartre si gode a 360° passeggiando per le sue strade, salendo le sue salite, godendo i suoi bistrot, bar e negozi di fiori e tanti altri.

SAINT PIERRE DE MONTMARTRE

Nonostante la più famosa Basilica del Sacro Cuore la chiesa preferita dagli abitanti di Montmartre è Saint Pierre, che si trova vicino a Place du Tertre, la piazza degli artisti che infatti in Saint Pierre vanno a venerare Notre Dame de Beauté, la loro patrona. Saint Pierre è ricordata anche perchè in questa chiesa, nel 1534 Ignazio di Loyola fondò la Compagnia di Gesù.

IL CIMITERO DI MONTMARTRE

Fu inaugurato il primo gennaio 1825, questo cimitero di 11 ettari è forse il più famoso di Parigi dopo il Père Lachaise. Custodisce le spoglie degli scrittori Emile Zola, Alexandre Dumas figlio, Henri Beyle detto Stendhal, la cantante  Yolanda Gigliotti detta Dalida, dei musicisiti Jacques Offenbach ed Hector Berlioz, dell’artista Edgar Degas, del regista Francois Truffaut, del ballerino Vaslav Nijinsky e di molti altri (André-Marie Ampère).
Avenue Rachel, 20 nel XVIII arrondissement – Fermata Metro: Place de Clichy.
Pausa di riflessione: i cimiteri Parigini assomigliano più che altro a dei grandi parchi con dei viali alberati, dove la gente passeggia in mezzo ai maestosi e originali monumenti commemorativi, a rendere omaggio a dei illustri personaggi che hanno lasciato un notevole patrimonio a tutti noi.
La pace del piccolo e romantico cimitero di Montmartre contrasta con il cuore del quartier pieno di vita e movimenti: la famosa Place de Tertre, affollata dei chiassosi ristoranti all’aperto e di turisti che mangiano circondati dai numerosi pittori e ritrattisti.

RUE LEPIC, MOULIN DE LA GALETTE E IL FAVOLOSO MONDO DI AMELIE

E’ una delle strade più caratteristiche per arrivare a Montmartre. Man mano che la sua salita si fa ripida, sembra di abbondonare Parigi per entrare in un altro mondo. I negozietti, i ristoranti, i primi scorci di panorama con la capitale stesa ai piedi della collina. C’è anche una canzone di Ives Montand, che la dice “Così bella, con i suoi colori, Rue Lepic, in lato, verso Montmartre”. Per chi ama il cinema, qui c’è il bistrot “les deux moulins” al n. 15, quello in cui lavorava Amélie, la protagonista di il favoloso mondo di Amelie.
Su rue Lepic al n.54 si trova al III piano, l’appartamento dove Van Gogh visse insieme al fratello Theo prima di trasferirsi ad Arles. Nel medesimo palazzo, al I piano, abitò Armand Guillaumin (pittore impressionista)

Vicino a Rue Lepic c’è uno dei mulini che una volta riempivano Montmartre: è il Moulin de la Galette, immortalato da Renoir in un suo celebre quadro.
All’incorcio tra rue Lepic e rue Tholoze, scorgiamo il Moulin de la Gallette, è possibile osservarlo anche da lontano da rue Durantin.

Di fronte al mulino, c’è un piccolo vicolo in discesa. Alla fine di tale vicolo sarete in rue d’Orchampt, la casa di Dalida.

LA PLACE DE TERTRE

Se avete mai visto una foto di Montmartre, quasi sicuramente ritraeva questa piazza. E’ il centro del quartiere, affollata di pittori, disegnatori e turisti. Tutto intorno ci sono negozietti, atelier di artisti, ristornati e caffè.

Place de tertre.

DALI ESPACE MONTMARTRE.

Pochi passi  a ovest  di place  di Tertre  si trova  questo originale museo  che espone circa  330 opere di Salvador Dalì (1904 – 89), l’artista catalano che si affermò come pittore e scultore surrealista e fu un formidabile promotore di se stesso. La collezione include  litografie, sculture (per lo più riproduzioni), disegni e mobili (fra cui il famoso divano a forma di bocca).

Subito sotto la butte (collina) di Montmartre c’è il quartiere di Pigalle: un quartiere a luce rossa, dove incontrerete il museo dell’erotismo, Moulin rouge….
Una cosa da fare a Montmartre, come in tutti Parigi, è non avere fretta di vedere tutto e subito. Parigi va goduta, passeggiando per le sue vie, dove si respira aria di libertà, senso si pace. In poche parole, fa molto bene allo spirito.

MUSEE DELL’EROTISME

Disposto su sette piani, questo museo, dedicato all’erotismo nella sua forma più sublime, presenta al pubblico circa 2000 pezzi fra statue, accessori e feticci del passato insieme a opere d’arte a soggetto erotico, antiche e moderne, proveniente da tutto il mondo. Non mancano didascalie e materiale informativo. La collezione include alcuni articoli quanto meno sorprendenti. il museo è in Boulevard de Clichy.

LE MOULIN ROUGE

Scendiamo per rue Houdon fino a giungere a Place Pigalle, è una fermata d’obbligo se si utilizza la Metro 12. In questa piazza che fa angolo con la salita rue Houdon, c’é un bellissimo teatro, l’Elysée Montmartre.

Poco più avanti di Place Pigalle, proseguendo per il Boulverad de Clichy (il boulvard a luce rossa), c’è il Moulin Rouge al n. 82. Anche se è conosciuto per il Cancan, in realtà si racconta che qui è nato, nel 1893, lo spogliarello. Una ragazza, che partecipava ad un concorso per modelle, salì su un tavolo e si spogliò. Si trattò di un evento sconvolgente per l’epoca; la pubblicità che portò al Moulin Rouge spinse anche gli altri cabaret a mettere in scena degli spettacoli in cui gli spogliarelli erano più immaginari che reali. Se avete un pò di soldi da spendere, ancora oggi ci sono diversi spettacoli interessanti.

Moulin Rouge

Moulin Rouge

PIGALLE

Riesce difficile credere che Pigalle faccia parte della romanticissima montmartre: quando cala la sera, questa zona del quartiere vede cambiare volto. si accendono le luci, che illuminano le prostitute e i loro protettori, i bordelli e i sxy shop creano un’atmosfera francamente squallida. Non c’è traccia della Pigalle trasgressiva dell’800 che attraeva borghesi in cerca di emozione e di carne. Non si possono fare foto alle ragazze e ai locali; se lo fate, dovete fare i conti con i buttafuori. Più pericolosi di questi sono i buttadentro, che cercheranno di farvi entrare nei locali porno.

LAPIN AGILE

Qui è nato il cabaret. L’insegna presenta un coniglio che salta dentro ad una pentola con una bottiglia di vino in mano; nel 1875, la dipinse il pittore caricaturista André Gill. Il nome originario era “le lapin ° Gill” che poi, poeti e artisti della parola di Montmartre hanno cambiato in le Lapin Agile. Intorno al 1900 quello che era un semplice cabaret diventa il punto di incontro di pittori, scultori, scrittori, musicisti, che bevendo e mangiando ai tavoli del Lapin, parlavano di arte, confrontandosi e scambiandosi esperienze. Erano tutti sconosciuti, ma si chiamavano Picasso, Utrillo, Braque, Modigliani, Guillaume, Max Jacob.

Le fermate metro per Montmartre:

  • Abbesses
  • Anvers (linea 2)
  • Blanche (linea 2)
  • Lamarck-Caulaincourt
  • Pigalle.

Funicolare:

Da square Willette fino alla Butte de Montmartre.

Per chi deve visitare Parigi, Montmartre è una tappa obbligatorio. Nessuno, rimarrà indifferente al fascino di questo stupendo quartiere dominato dalla basilica del sacre coeur.

www.viaggioineuropa.it

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