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Dieta in caso di diarrea.
Dieta per la stitichezza.
La prevenzione parte di uno stile di vita attivo.

suggerimenti dietetici per ipertrigliceridemia.


I trigliceridi (TRG) sono grassi (lipidi) circolanti nel sangue, provenienti in parte dalla dieta ed in parte dalla liberazione di lipidi dalle cellule adipose ed epatiche.
Nell’organismo svolgono una importante funzione di riserva energetica. Una concentrazione elevata di TRG rappresenta un fattore di rischio cardio-vascolare. Le fonti alimentari di TRG sono rappresentate dai carboidrati, piuttosto che dai garssi dei cibi, in quanto gli zuccheri non hanno un sistema di immagazzinamento efficace (solo un pò di glicogeno riesce ad essere contenuto nel fegato e nei muscoli), mentre per i lipidi lo stoccaggio è più adeguato. per tale motivo i carboidrati assorbiti vengono trasformati in  TRG nel fegato e poi inviati alle cellule adipose. In situazione quali il diabete o l’insulino-resistenza questo meccanismo si inceppa, per cui si ha accumulo di TRG nelle cellule adipose (epatosteatosi) ed eccesso di lipidi nel sangue (ipertrigliceridemia).

ALIMENTI DA EVITARE:
ZUCCHERI IN GENERALE:
Zucchero bianco e di canna, miele, fruttosio e dolcificanti a base di zucchero di frutta, dolciumi, gelati, bibite zuccherine gasate e non, marmellate e confetture.
FRUTTA IN GRANDI QUANTITA’: gli zuccheri della frutta aumentano i TRG, per cui occorre limitarsi a 2 frutti freschi al di. Prestate attenzione alla frutta molto ricca di zuccheri (fichi, cachi, uva, manderini), che va consumata in maniera saltuaria. Evitare la frutta secca zuccherina (frutta disidrata).

VINO, AMARI, DIGESTIVI, APERITIVI E BIRRA:
L’alcol determina la produzione di TRG da parte del fegato, per cui l’assunzione di bevande che lo contengono va eliminata. L’inserimento di piccole dosi di bevande alcoliche in maniera saltuaria va concordata col medico e solo in particolari situazioni.

BEVANDE ZUCCHERINE, GASATE E NON:
Se proprio non si riesce ad evitarne il consumo prefreire le bibite light o quelle dolcificate con dolcificanti diversi dal fruttosio.

ALIMENTI DA USARE CON MODERAZIONE:
PANE, PASTA E RISO: Vanno consumati evitando porzioni abbondanti, in quanto i carboidrati complessi che li compongono, una volta digeriti, liberano zuccheri semplici. Stesso discorso vale per le patate.

GRASSI DI CONDIMENTO: limitare il consumo di olio usato crudo a 3-4 cucchiai al di, preferendo quello extra-vergine di oliva o gli oli di semi monosemie (arachidi, girasole, mais, soia e riso).

MAIONESE, SALSE VARIE: sono alimenti spesso ipercalorici, da usare in maniera limitata.

ALIMENTI LIBERI:

VERDURE VARIE: cotte e crude, possono essere consumate liberamente, anche in quantità elevate.

FONTI PROTEICHE (CARNE, PESCE, UOVA, LEGUMI, LATTE E FORMAGGI): assunzione libera di tali alimenti, facendo attenzione ad aumentare il consumo di pesce (che contiene grassi della serie omega-3, in grado di abbassare i TRG).

BEVANDE NON ZUCCHERATE: Acqua, tisane, orzo e karkadé.

U.O Dietologia e Nutrizione clincia P.O Bellaria-Maggiore.

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DIETA IN CASO DI DIARREA.


SAINT GUILHEM LE DESERT - FRANCE.

CIBI DA EVITARE IN CASO DI DIARREA:

  • Antipasti, pane fresco,
  • Brodi di carne,
  • Alimenti ricchi di grassi (difficile da digerire) come:
     

    • Carni grasse e selvaggina, Cibi conservati, insaccati, Fritture, stufati, umidi, brodi, Formaggi grassi o fermentati, panna e ricotta,
  • Cavoli e verdure ricche di fibre,
  • Evitare alimenti ricchi di scorie, come frutta e verdura,
  • Evitare il caffè e i latticini,
  • Bevande ghiacciate e gelati,
  • Liquori.

CIBI DA ASSUMERE IN CASO DI DIARREA.

  • Bisogna bere molta acqua, per reintegrare i liquidi persi con la diarrea e mantenere idratato l’organismo. Come preparare una soluzione reidratante: ad un litro di acqua aggiungere due cucchiai di zucchero, mezzo cucchiaino di sale, mezzo cucchiaino di bicarbonato ed il succo di un limone.
  • Riso (ha attività astrigenti ed aiuta a combattere la diarrea),
  • Pasta asciutta con olio crudo e parmiggiano,
  • Carni bianche o rosse al vapore o alla griglia,
  • Pesci magri bolliti e con succo di limone,
  • Uova alla coque,
  • Tè diluito (reidratante e depurativo),
  • Limone: ha azione battericida,
  • Patate (hanno azione rimineralizzante),
  • Mirtillo, mela,
  • Carote, carciofi (aiuta ad eliminare le tossine grazie alle sue proprietà diuretiche).

E’ possibile ricorrere ad alcuni farmaci per alleviare i sintomi o combattere l’eventuale infezione.

  1. Sostanze che rallentano la peristalsi intestinale (i movimenti dell’intestino): il farmaco più utilizzato è la loperamide (Imodium, Dissenten…) da assumere ai primi sintomi quando si ha la certezza che la dissenetria non dipenda da infezioni o parassitosi.
  2. Fermenti lattici.

Nei casi più gravi, sempre dietro prescrizione medica, è possibile ricorrere ad antibiotici intestinali in caso di infezioni particolaremente ostinate.

COME FARE PER EVIATRE LA DIARREA DEL VIAGGIATORE

I cibi più a rischio sono quelli ad alto contenuto di acqua e che vengono serviti o mantenuti per qualche tempo a temperatura ambiente, in particolare:

  • La carne cruda o poco cotta,
  • I frutti di mare,
  • La frutta e verdura crude,
  • Il ghiaccio e l’acqua di rubinetto vanno considerate sempre contaminati sia in albergo che altrove,
  • Evitate i rivenditori di strada.

Consumare:

  • Le bevande imbottigliate, addizionate di anidride carbonica (gassate) e non aggiungere ghiaccio,
  • Bere l’acqua del rubinetto solo dopo averla bollita e/o trattata con appositi disinfettanti (iodio o cloro),
  • La birra e il vino,
  • Il caffè e il tè caldo,
  • Il latte pastorizzato.
  • Lavare i denti con acqua minerale (imbottigliata),
  • Lavare bene le mani prima dei pasti.

Stephansdom - Wien.

Cliccare il link sotto, per leggere.

DIETA IN CASO DI STIPSI.

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DIETA PER LA STITICHEZZA.


ALIMENTI DA USARE CON MODERAZIONE

  • Limoni,
  • tè,
  • riso,
  • nespole, banane, mele crude, mirtilli.

Moderare l’utilizzo dei prodotti sopracitati, perchè sono astringenti.

CASSIS - FRANCE.

ALIMENTI UTILI PER LA STIPSI

  • Bere 1 bicchiere di acqua tiepida, al mattino prima di colazione, può stimolare l’attività intestinale.
  • Bere molta acqua fuori dei pasti: almeno 2 litro di acqua/die,
  • Consumare i pasti senza fretta e soprattutto a intervalli regolari, evitare di saltare la colazione: anzì, la colazione deve essere abbondante e consumata con tranquillità,
  • Avena o cereali integrali a colazione,
  • Farro in chicchi o pane fatto con farina di farro,
  • Crusca (senza esagerare),
  • Semi di lino,
  • Prugne secche: in caso di stitichezza ostinata, si consiglia di immergere le prugne  la sera in un bicchiere d’acqua, consumandole poi al risveglio insieme al liquido residuo e ad un cucchiaio di miele),
  • Kiwi maturi,
  • Frutta fresca cruda, pere, uva, pesche, ciliege, prugne, fichi,
  • Frutta cotta: mele, pere…
  • Fichi secchi,
  • Insalata, finocchio, melanzane,
  • Passati di verdura, minestroni di verdure,
  • Verdure cotte, carote, fagiolini, zucchine, carciofi, spinaci, cavoli, rape, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavolfiore.
  • Carote,
  • Legumi freschi in genere,
  • Formaggi freschi,
  • Latticini/yogurt probiotici di ultima generazione (activia, Kyr…)
  • Pane integrale, favorire tutti i prodotti integrali (pasta, riso…),
  • La liquirizia,
  • Fare attività fisica costante: per vincere la stitichezza, bisogna fare del movimento regolare, in modo continuo: una passeggiata tutti i giorni, a passo svelto di 30 – 45 minuti (bisogna trovare del tempo per dedicarlo a sé stessi).
    L’esercizio fisico migliora il tono muscolare e facilita la peristalsi intestinale. La tonicità dei muscoli addominali e perineali favorisce l’aumento della pressione intraddominale durante la defecazione. La sedentarietà, al contrario conduce ad un indebolimento e ad una perdita di funzionalità del diaframma e dei muscoli che costituiscono la parete addominale, impedendogli di produrre un aumento pressorio adeguato all’attività defecatoria.
    Il semplice atto di camminare, al contrario, favorisce l’attivazione di un riflesso automatico che produce contrazioni del colon atte a spingere il materiale fecale verso l’ano. Il ruolo dell’attività fisica è avvalorato anche dalla constatazione che molte persone costrette a letto o all’immobilità prolungata soffrono spesso di stitichezza.

BYBLOS - LIBANO.

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La prevenzione parte da uno stile di vita attivo.

LA FLORA BATTERICA INTESTINALE.

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LA PREVENZIONE PARTE DA UNO STILE DI VITA ATTIVO.


Marina di Ravenna

Marina di Ravenna

PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE

Modificare gli stili di vita è difficile, richiede adattamenti faticosi e la semplice conoscenza delle buone pratiche non si traduce automaticamente in una adesione stabile. Una buona salute ed una buona forma fisica è garantita da uno stile di vita sano piuttosto che da una eredità genetica. Pochi, ma importanti sono i fattori che contribuiscono ad un buon invecchiamento, tra questi il movimento fisico.

Una regolare attività fisica previene patologie croniche, come:

  • diabete di tipo 2,
  • disturbi cardiocircolatori,
  • obesità.

protegge da condizioni disabilitanti tipo:

  • osteoporosi,
  • artrite.

riduce o elimina fattori di rischio come:

  • pressione arteriosa alta,
  • colesterolo alto.

BENEFICI DI UNA ATTIVITA’ FISICA

Alcuni studi dimostrano che persone fisicamente attive hanno una spettanza di vita superiore ai sedentari in media di circa 6 anni. Altri studi documentano che l’esecuzione di un’intensa attività sportiva è molto efficace nel ridurre la sintomatologia depressiva, rallenta inoltre il declino fisico e cognitivo che tavolta caratterizza l’invecchiamento e garantisce un buon riposo notturno. In un altro studio chiamato “Colorado on the move” invece, si è raggiunto l’obiettivo di migliorare la salute e la qualità della vita dei partecipanti semplicemente aggiungendo alla normale attività quotidiana 2000 passi in più.

Non è necessario, quindi essere degli atleti per beneficiare degli effetti sopradescritti, al contarrio sono sufficienti 30 minuti di cammino svelto se non tutti i giorni almeno nel fine settimana per ottenenre risultati salutari a tutte le età.

La medicina sportiva ha potuto constatare, come negli sportivi di vecchia data l’uso costante di un’attività sportiva adeguata incrementa le resistenze totali dell’organismo, limita l’involuzione muscolo-scheletrica e cardio-vascolare, stimola la capacità psico-intellettuali del soggetto. La senescenza, quindi non deve essere considerata esclusivamente un fenomeno fisiologico, bensì una “condizione” legata agli stili di vita e alle condizioni ambientali.

Un tessuto muscolare quotidianamente attivo è infatti, il motore attraverso cui sono impiegati la maggioranza degli zuccheri, grassi e proteine introdotti con l’alimentazione. Un muscolo inattivo, invece limita la potenzialità espressiva della persona e conduce ad un invecchiamento precoce ed accompagnato da tutte quelle patologie legate alla sedentarietà. E’ a questo livello che la medicina prevntiva può realizzarsi pienamente.

La cultura medica tradizionale prescrive l’attività fisica come un atto terapeutico di tipo riabilitativo in pazienti reduci da infarto miocardico, ictus cerebrale, o frattura del femore. Deve essere sempre più chiaro, invece il ruolo dell’attività fisica nell’anziano di oggi, in funzione non solo di un processo di riabilitazione, ma nell’ambito di un complesso di regole che determina un buon invecchiamento. Bastano infatti 30 minuti di cammino, nuoto, di cyclette al giorno per godere dei benfici effetti del movimento. Si all’attività fisica negli anziani quindi, ma con delle regole da considerare per non mettere a repentaglio la propria salute. Prima di intraprendere uno sport è necessario parlare con il proprio medico il quale valutertà l’opportunità di eseguire tutti gli accertamenti necessari per poter poi muoversi in totale sicurezza.

Chiunque, da una condizione di sedentarietà, desideri iniziare un programma di attività fisica, anche molto complesso, deve procedere gradualmente.

IL CAMMINO rappresenta il primo livello per tutti coloro che desiderano iniziare a dedicarsi alla propria salute. Camminare ogni volta che è possibile, ricordandoci che i benefici maggiori si ottengono con la continuità, il nostro corpo, infatti, risponde alle continue sollecitazioni sempre meglio, adattandosi a carichi di lavoro sempre più intenso.

Sfruttare al meglio il tempo a nostra disposizione anche ad esempio andando in ufficio:

  • prendendo i mezzi pubblici per andare al lavoro,
  • scendendo una fermata prima della destinazione,
  • passeggiando durante le pause lavorative,
  • utilizzando le scale al posto dell’ascensore,
  • andando a parlare di persona con il collega anzichè utilizzare il telefono o l’e-mail.

La mancanza di attività fisica e una alimentazione scoretta sono la causa di molte patologie delle società industrializzate.

SCELTE ALIMENTARI

Riguardo alle modalità di assunzione del cibo, un recente studio osservazionale condotto in Giappone su 3287 soggetti adulti ha dimostrato che, a parità di calorie introdotte, chi mangia in fretta o fino alla sazietà ha un rischio 2 volte superiore di essere sovrappeso rispetto a chi mangia lentamente e smette di mangiare prima di essere sazio. Il rischio di essere sovrappesi cresce fino a 3 volte per chi ha entrambi questi comportamenti (mangia velocemenete e fino a sazietà).

L’ideale sarebbe:

  • 5 portate di frutta e verdura al dì,
  • pesce almeno 3 volte a settimana, non mangiare pesce fritto,
  • almeno 1 pasto di legumi a settimana,
  • limitare il consumo di carne (privilegiare la carne bianca: pollami, coniglio),
  • non più di un paio di bicchieri di vino al giorno,
  • non fumare,
  • ridurre il peso,
  • arrivare a 30 – 40 minuti di attività fisica al giorno.

CONSIGLI MOLTO UTILE PER UNA DIETA CORRETTA:

PRIVILEGIARE LE CARNI MAGRE: come pollo e tacchino (senza pelle), vitello e coniglio, limitando il consumo di carni rosse e grasse, come maiale, anatra. E’ buona norma eliminare il grasso visibile e non raccogliere il grasso di cottura. E’ preferibile la cottura alla griglia, alla piastra o al vapore, limitando tutti i piatti che necessitano di salse ricche di grassi.

LIMITARE IL CONSUMO DI INSACCATI: come salsicce, wurstel, salme, mortadella, preferire i salumi magri, come prosciutto crudo, speck, bresaola, ricordando comunque che possiedono un alto contenuto di sale.

LIMITARE IL CONSUMO DI FORMAGGI: preferire i formaggi freschi a basso contenuto di grassi (come la ricotta di mucca). I formaggi non vanno mangiati a fine pasto, ma vanno considerati sostitutivi della carne o del pesce.

RIDURRE IL CONSUMO DI DOLCI: perchè sono ricchi di grassi e zuccheri. Preferire i dolci fatti in casa, purchè preparati con grassi vegetali in quantità moderate. Limitare i dolci di produzione industriale.

PRIVILEGIARE GLI ALIMENTI RICCHI DI AMIDO: come pane, pasta, patate, polenta, cercando di utilizzare prodotti integrali ricchi di fibre. Questi alimenti hanno un alto contenuto energetico ma non contengono elevate quantità di grassi. Limitare pasta, pane e riso in caso di sovrappeso 0 obesità.

LIMITARE IL CONSUMO DI CIBI CON ELEVATO CONTENUTO DI COLESTEROLO: come le uova, a non più di 2 volte a settimana; fanno parte di questa categoria anche le frattaglie (cervello, fegatini e rognone).

LIMITARE IL CONSUMO DI SALE: perchè aumenta la pressione arteriosa, ridurre il sale aggiunto agli alimenti sia durante la cottura che prima del consumo, sostituendo con spezie ed erbe aromatiche. Prestare attenzione al sale contenuto nei cibi confezionati (formaggi, pane, cibi in scatola, insaccati, alimenti conservati sotto sale, sott’olio o in salamoia).

LIMITARE L’USO DI BEVANDE ZUCCHERATE: preferendo spremute e succhi di frutta non zuccherate.

CONTROLLARE IL CONSUMO DI BEVANDE ALCOLICHE: non più di 2 – 3 bicchieri di vino al giorno per gli uomini e 1 – 2 per le donne, tenendo conto che una lattina di birra o un bicchierino di liquore possono sostituire un bicchiere di vino. Vino e birra consumati in modo moderato durante i pasti, possono ridurre il rischio di infarto o ictus. L’alcool aumenta la pressione arteriosa e danneggia il fegato, pertanto non è indicato in coloro che hanno la pressione elevata. Ricordare che l’alcool interferisce con i farmaci e può provocare effetti indesiderati.

FUMO E MALATTIE CARDIOVASCOLARI

smettere di fumare è la cosa più importante che un fumatore può fare per vivere più a lungo. Non è mai troppo tardi per smettere di fumare e i benefici cominciano subito:

  • dopo un anno il rischio di malattia cardiovascolare si dimezza,
  • dopo qualche anno il rischio di malattia cardiovascolare dovuto al fumo scompare completamente.

Dieci consigli per smettere di fumare:

  1. volerlo assolutamente,
  2. fissare una data favorevole per smettere,
  3. essere pronti a persistere nel raggiungimento del proprio obiettivo, senza scoraggiarsi se il primo tentativo fallisce,
  4. tenere presente che lo stress iniziale è normale e diminuisce col tempo,
  5. cambiare le proprie abitudini: mangiare più leggero ed equilibrato, bere più acqua e meno caffè e alcolici, fare regolare attività fisica,
  6. tenersi occupati per pensare il meno possibile alle sigarette,
  7. non usare un momento di crisi o una buona notizia come scusa per fumare solo una sigaretta,
  8. evitare, in particolare all’inizio, tutte le situazioni che rappresentano un invito a fumare,
  9. premiarsi di tanto in tanto, per esempio utilizzando i soldi risparmiati per comprare qualcosa di speciale,
  10. smettere completamente.

IL FUMO DOPO L’ETA’ E IL FATTORE DI RISCHIO PU’ IMPORTANTE PER LE MALATTIE CADIOVASCOLARI.

  • la speranza di vita di un fumatore è otto anni inferiore a quella di un non fumatore,
  • chi fuma ha una probabiltità doppia di essere colpito da infarto rispetto a chi non fuma,
  • chi fuma ha una probabilità dieci volte superiore di essere colpito da cancro ai polmoni.

Due sostanze chimiche presenti nelle sigarette hanno effetti nocivi sul cuore: la nicotina e il monossido di carbonio. La nicotina stimola il corpo a produrre adrenalina, che rende il battito cardiaco più veloce, costringendo il cuore a un maggiore lavoro. Inoltre, favorisce la formazione di coaguli di sangue (trombosi). Il monossido di carbonio riduce la quantità di ossigeno trasportata dal sangue ai vari organi e tessuti del corpo.

Gli efetti negativi del fumo non sono legati solamente alle malattie cardiovascolari, fumare:

  • danneggia le arterie, favorendo lo sviluppo di malattie cardiovascoalri come infarto e ictus,
  • provoca cancro ai polmoni,
  • favorisce il cancro alla laringe, alla bocca, al pancreas, alla vescica, ai reni, alla cervice uterina, all’esofago, allo stomaco e all’intestino,
  • è la principale causa di bronchite cronica ed enfisema,
  • provoca tachicardia,
  • toglie il fiato,
  • invecchia la pelle e favorisce lo sviluppo delle rughe,
  • provoca alito sgradevole, denti e dita giallastre e la tipica tosse da fumatore.

fonte: minisetro della salute, saluter: regione Emilia-Romagna, AUSL modena.


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