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La gestione clinica dell’Herps Zoster.
Come curare i capelli.
Shampoo e bagnoschiuma.
Disidrosi.
Eritrosi: couperosi e rasacea.
Stomatite aftosica.
Scabbia.
Isotretinoina e acne.
Creme e pomate.
Cosmesi in dermatologia.
Melasma o cloasma.

cortisonici ad uso dermatologico topico


ADAVANTAN  crema e pomata + AVANCORT anche in unguento: Metilprednisolone aceponato 0.10%
ALTOSONE + ELOCON crema, pomata e lozione: Mometasone furoato o.10%
BETTAMOUSSE 1mg/g schiuma cutanea: Betametasone valerato, uso per il cuoio capelluto.
CLOBESOL pomata e unguento: Clobetasolo 0.05%
DIPROSONE crema, pomata e lozione: Betametasone dipropionato 0.05%
EUMOVATE  pomata: Clobetasone butirrato 0.05%
FLUBASON emulsione uso cutaneo: Desossimetasone  0.25%
LOCOIDON crema, pomata e lozione: Idrocortisone 0.10%
MENADERM SIMPLEX crema e lozione + CLENIDERM crema e unguento: Beclometasone 0.025%
OLUX 500 MCG/SCHIUMA CUTANEA: Contiene clobetasolo propionato; corticosteroide topico molto potente; è utilizzato nel trattamento a breve termine delle dermatosi del CUOIO CAPPELUTTO, ad es. psoriasi del cc che non risponde in modo soddisfacente a corticosteroidi meno potenti.
STERADES crema, soluzione cutanea 0.05%: Desonide (corticosteroide) da usare in caso di dermatopatie acute, croniche ed allergiche accompagnate da evidenti componente infiammatoria. Eczemi di varia natura, dermatiti, fotodermatiti, eritemi e psoriasi.

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ANTIMICOTCI


Canesten 1% Crema, 1% spray cutaneo soluzione e polvere cutanea al 1%: Clotrimazolo
Canesten 1% crema unidie (Bifonazolo)
Dermon dermico bagnoschiuma detergente pH 4: non contiene sapone. L’acido lattico, l’acido undecilenico, lo zolfo ed il Triclosan sono impiegati come coadiuvanti in caso di infezioni micotiche, può essere usato come shampoo.
Dermon intimo pH 4.5 (infezione batteriche e micotiche): acido Undecilenoico (azione antimicotica), Sorbato di Potassio (azione antibatterica), Salvia estratto (utili per purificare, deodorare e stimolare l’irrorazione della pelle) e Malva (estratto glicolico: emollienti ed antiirritanti).

Diflucan (Fluconazolo): 50, 100, 150 e 200 mg cps.
Gyno-canesten 2% crema vaginale: clotrimazolo
IMPETEX CREMA 1%+0.1%: clorchinaldolo 1 g, Diflucortolone valerato 0.1 g
Tutte le affezioni cutanee, di natura infiammatoria che allergica, accompagnate da infezioni betteriche, micotiche o miste, in cui è indicata la corticoterapia locale.
LAMISIL crema e unguento, compresse da 125 e 250: Terbinafine
LOCETAR 5% E ONILAQ 5%: Amorolfina, smalto per unghie piedi e mani, applicare 1 o 2 volte a settimane.
MACMIROR complex ovuli: Nifuratel 500 mg + nistatina 200.000 UI
Meclon crema e ovuli vaginali: Clotrimazolo + Metronidazolo
Miclast soluzione cutanea:  a base di ciclopiroxolamina, per il trattamento delle micosi cutanee. 2-3 v/die in genere per 2 settimane. Non assumere in gravidanza.
Micoskin shampoo-doccia antimicrobico: ciclopiroxolamina, usare per la detersione del corpo e capelli, 2-4 v/settima. Nel caso di lavaggi quotidiana è consigliabile alternare con Duodet: per detergere delicatamenet la pelle sensibile anche senza risciaquare.
Mico sport Normon Bagno doccia pH 5.5 (sapone non sapone): Propoli, Ippocastano e Rosmarino; è indicato per chi frequenta piscine, palestre, comunità onde evitare le infezioni micotiche.
Pevaryl latte: Econazolo.
Pevisone latte: Econazolo + triamcinolone
Sporanox (Itraconazolo): 100 mg cps rigide.
Travocort crema: diflucortolne + isoconazolo
Triatop e Nizoral shampoo: Ketoconazolo, lavare le zone interessate, lascirae agire per 3-5′ prima di sciaquare. Trattamento forfora e dermatite seborroica cc, 2 v/settimana per 2-4 settimane.

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INFORMAZIONI SUL PAPILLOMA VIRUS (HPV).


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LE 100 DOMANDE SULL’HPV

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I PIDOCCHI DELLA TESTA.


Cose fondamentali da sapere su pidocchi della testa.

  • Qualsiasi bambino in età scolare può avere i pidocchi.
  • Il bambino può riprendere la scuola dopo che ha iniziato un trattamento efficace, infatti la trasmissione agli altri bambini non avviene se il trattamento è incominciato.
  • Avvisare la scuola, è probabile che altri bambini nella scuola abbiano i pidocchi.
  • I pidocchi non hanno le ali, quindi non possono volare: essi si spostano da un capello all’altro, ma non possono saltare: i pidocchi camminano, non volano e non saltano. Tuttavia cadono spesso della testa di un bambino ed è anche così che passano da una persona all’altra; si muovono velocissimamente e per questo si vedono con estrema difficoltà.
  • Si diffondono da una persona all’altra mediante contatto diretto testa a testa.
  • Possono vivere solo sulla testa delle persone. I pidocchi devono nutrirsi ogni 6 ore, altrimenti muoiono per disidratazione.
  • La femmina depone 5-12 uova/die (più di 300 nell’arco della vita). Le uova rimangono attaccate tenacemente al capello. Le uova sono chiamate anche lendini.
  • Le uova hanno bisogno del calore e dell’umidità del cuoio capelluto e perciò sono vitali solo se trovate entro 1.5 cm della radice del capello.
  • Le uova che si trovano oltre 1.5 cm della radice del capello non sono vitali e non hanno bisogno di trattamento.
  • Sul cuoio capelluto possono trovare contemporaneamente pidocchi adulti, giovani e uova.
  • Chiunque può avere i pidocchi: non hanno preferenze per colore dei capelli, età o gruppo etnico delle persone; anche il grado di pulizia dei capelli non ha influenza sulla persona o meno dei pidocchi: la presenza dei pidocchi sulla testa non è indice di scarsa pulizia delle persone.
  • Solo gli insetti (adulti e giovani) possono muoversi da una testa all’altra. Le uova non si diffondono (anche se possono essere la spia della presenza di insetti).
  • La forfora può essere scambiata per uova.
  • I pidocchi della testa sono un fastidio, ma non causano malattie.
  • Oltre che sulla testa, hanno preferenza per le zone più calde del capo: dietro le orecchie e sulla nuca. In queste zone le femmine preferiscono deporre le loro uova, in modo che si schiudano meglio, raramente si trovano su ciglia, sopracciglia o altrove.

Sintomi

  • Sensazione di movimento nei capelli.
  • Prurito.
  • Irritabilità del bambino, sonno inquieto.
  • Il cuscino può essere sporco di una polverina nerastra: sono le feci dei pidocchi che sono nere perchè contengono ematina, un derivato della emoglobina.

Come cercare i pidocchi

I pidocchi vanno cercati con molta attenzione, aiutandosi con l’apposita pettinina. L’uso combinato del balsamo per capelli e della pettinina rappresenta il metodo più efficace per cercare i pidocchi della testa.

Trattamento della persona con pidocchi

I bambini sotto i 2 anni è meglio che non siano trattati con i farmaci antiparassitari.
Per loro e per le mamme in attesa si utilizzano solo i trattamenti meccanici e a base di oli vegetali: aceto di vino, pettine a denti fitti, oppure il cofanetto Pidok (vedi sotto). Non sono efficaci come i trattamenti antiparassitari e debbono essere ripetuti molto di frequente.

  • Applicare il prodotto secondo le istruzioni dell’etichetta, se il bambino ha capelli lunghi (oltre le spalle) potreste dover usare una seconda confezione.
  • Fare attenzione alle istruzioni, sul tempo di applicazione e alla raccomandazione o meno di spazzolare i capelli dopo il trattamento.
  • Può essere utile l’uso della cuffia da doccia: aiuta a tenere raccolti i capelli lunghi, a non colare il prodotto negli occhi, protegge da sfregamenti e gocciolii, ciò aiuta il bambino a sopportare il trattamento senza spazientirsi, tanto da mantenere l’applicazione per un periodo sufficientemente lungo per penetrare le lendini.
  • Rimuovere manualmente tutte le lendini rimaste, con l’ausilio del pettinino a dneti fitti.
    sulle confezioni di alcuni prodotti trovate scritto che il prodotto uccide le lendini e pertanto non bisogna preoccuparsi di togliere quelle rimaste sui capelli: questo non è esatto. Le lendini sono molto resistenti e le larve all’interno potrebbero essere ancora vive: dovete rimuovere tutte quelle che trovate, qualunque cosa dica il bugiardino del prodotto.
  • Se dopo 8-12 ore i sintomi persistono, il trattamento potrebbe non aver funzionato; consultare il proprio medico per trattamenti differenti.
  • Non lavare i capelli per uno o due giorni dopo il trattamento.

QUAI D’ORSAY-SEPTEMBRE 2012.

Perchè un trattamento potrebbe non funzionare

Non si eseguono le istruzioni correttamente:

  • Bagnare i capelli prima di applicare il trattamento: diluisce la medicina
  • Il trattamento viene lasciato agire troppo poco tempo.
  • Shampoo dopo il trattamento: non lavare i capelli per 1-2 giorni.
  • Quantità inadeguata: capelli più lunghi richiedono quantità più elevate.
  • Nessun uso del pettine: usare pettini a denti stretti aiuta significativamente a rimuovere le lendini.

Resistenza

  • Se il trattamento non uccide nessun insetto in 24 ore, la resistenza è probabile. In Italia la resistenza non è dimostrata, per ora lo è invece per esempio, in Galles.

Il trattamento uccide gli insetti ma non penetra le lendini

  • E’ difficile per i pesticidi penetrare nelle lendini, le medicine possono uccidere gli insetti vivi ma non le lendini che, sono dure e coriacee e ci vuole del tempo perchè il farmaco ne attraversi il guscio, applicazioni troppo brevi sono inefficaci sulle uova; l’espediente della cuffia da doccia sui capelli durante l’applicazione pare migliorare l’efficacia del prodotto sulle lendini.

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Alcuni preparati commerciali antipidocchi

Il malathion è un insetticida organofosforico; è il più efficace, ma ha odore assai sgradevole. ALle dosi utilizzate non dovrebbe avere effetti tossici.
Le piretrine, naturali o sintetiche sono meno tossiche del malathion, hanno un odore molto meno sgradevole, ma sono meno efficaci.

Il trattamento va eseguito se si trovano pidocchi e/o uova vitali; non eseguire trattamenti per prevenire i pidocchi.

PETTINI A DENTI FITTI
E’ usato per rimuovere lendini e pidocchi dai capelli, il pettinino a denti fitti è lo strumento più importante per controllare le teste di bambini e adulti e raddoppia la possibilità di trovare i pidocchi precocemente, cioè quando sono ancora pochi sulla testa.

AFTIR GEL
prodotto a base di malathion. Un tubo basta per due applicazioni su capelli corti. ha un odore molto sgradevole, ma è rapido e molto efficace.
Viene consigliato di eliminarlo dopo l’applicazione con AFTIR SHAMPOO  che faciliterebbe anche l’eliminazione delle lendini, ma comunque non sostituisce l’uso del pettinino a denti fitti.

MILICE schiuma termosensibile
Prodotto a base di una miscela di piretrine naturali: una bomboletta basta per 3 o 4 applicazioni su capelli corti. Ha il vantaggio di essere molto facile da usare, ma nella nostra esperienza è meglio prolungarne l’applicazione per almeno 40 minuti.

NIX crema liquida 1%
Prodotto a base di permetrina, una piretrina sintetica. Si trova in commercio con meno facilità, è forse leggermente meno efficace dei 2 precedenti, ma di odore meno sgradevole.
Nella confezione è contenuto un buon pettinino a denti fitti di plastica.

MOM shampoo principio attivo: Piretrina
Prodotto usato più frequentemente per i pidocchi del pube. Poco usato rispetto agli altri.

PIDOK: cofanetto
Cofanetto contenente un flacone da 150 ml di soluzione schiumogena, lente di ingrandimento, pettine di acciaio a denti lunghi e fitti. La lozione è a base di trietenolamina e di derivati della noce di cocco non meglio definiti. Si tratta sostanzialmente di un metodo meccanico, a bassa efficacia, che non uccide gli insetti, ma serve per levare i pidocchi e le lendini uno ad uno meccanicamente. E’ un metodo laborioso e da ripetere molto spesso, ma indicato solo per bambini piccolissimie per mamme in attesa che non possono usare gli altri prodotti.

MEDIKER shampoo: Piretrina

AFTIR gel: Malathion

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TRATTAMENTO DOPO SOLE


AVENE RISTRUTTURANTE DOPOSOLE:
Idratante e lenitivo per la pelle sensibile aggredita del sole.
Applicare dopo la doccia.
Ipoallergenico e non comedogeno.

LICHETNA SOLE CREMA DOPO SOLE:
Per lenire l’arrossamneto, per apportare fattori nutrienti e restitutivi che ripristano il film idrolipidico.
Per ripriistinare l’idratazione della pelle.

POSTHELIOS DOPOSOLE/LA ROCHE-POSAY:
crema emolliente.
Pelle disidratata dall’esposizione al sole, lenisce la sensazione di calore e arrossamento. Applicare dopo la doccia o il bagno.

VICHY CAPITAL SOLEIL LATTE DOPOSOLE:
Dopo l’esposizione al sole, un gel latte idratante ultra-fresco, delicatamente profumato, in grado di compensare la disidratazione cutanea dovuta all’esposizioni solari quotidiane e di preparare la pelle alle esposizioni successive.

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VISITE DI CONTROLLO PER I NEI – RACCOMANDAZIONI.


Nel caso in cui ci si debba sottoporre ad una visita per i nei (sia che si tratti di una semplice osservazione clinica, sia che si tratti di un esame dermatoscopico o videodermatoscopico), è opportuno che tale prestazione venga effettuata prima di eventuali esposizioni al sole che provochino un’evidente abbronzatura. E’ noto che l’osservazione dei nei, dopo esposizioni più o meno prolungate ai raggi ultravioletti, può falsare il giudizio clinico e dermatoscopico a causa dell’accumulo di pigemento indotto dai raggi UV.

PRAGA.

In caso di soggiorno al mare, o di esposizione a lampade abbronzanti artificiali, è bene che trascorrano almeno due mesi dall’ultima esposizione ai raggi UV, prima di effettuare la visita.

Fanno eccezione a questa raccomandazione le visite dermatologiche urgenti per lesioni rapidamente insorte, nuove o complicate che, prorpio per il loro carattere di urgenza, devono essere effettuate, anche nei pazienti abbronzati.

Si raccomanda, in tutti i casi di effettuare sempre una foto protezione accurata delle parti esposte, utilizzando creme con Fattore protettivo idoneo in rapporto al fototipo della pelle.

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LA GESTIONE CLINICA DELL’HERPES ZOSTER.


HERPS ZOSTER – FUOCO DI SANT’ANTONIO.

E’ ben noto come la varicella ed herps zoster (HZ) rappresentino differenti manifesatzioni cliniche causate da un unico virus erpetico, il virus della varicella-zoster appunto.
La varicella è una tipica malattia esantematica e corrisponde al quadro clinico della prima infezione da parte del virus. A seguito della prima infezione, il virus della varicella-zoster si localizza nei gangli nervosi radicolari e si può riattiavre anche a distanza di molti anni, dando luogo al quadro clinico dell’herps zoster.

IL RUOLO GIOCATO DALL’IMMUNOSOPPRESSIONE

Essendo connessa con la comparsa di herps zoster diepnde in modo cruciale dall’equilibrio dinamico tra il virus e l’ospite e non è, al contrario, influenzata in modo sostenziale dal contatto esterno con il virus (il contatto con individui sofferenti di varicella o herps zoster).
Accanto all’età, un fattore importante da considerare è lo stato immunitario. La presenza di anticorpi diretti contro il virus protegge dallo sviluppo di una nuova infezione. Tuttavia, è soprattutto l’immunità cellulare a garantire una rapida risoluzione del quadro clinico nel caso di infezione in atto.
L’herps zoster è assai più frequente in individui con ridotta risposta a carico dell’immunità cellulare. In tali individui si possono anche osservare con più frequenza quadri clinici complicati e manifesatzioni sistemiche. E’ stato calcolato che circa il 30% dei soggetti sottoposti a trapianto di midollo presenta, entro un anno, un episodio di herps zoster.
L’ incidenza dell’HZ aumenta anche, dopo trapianto d’organo solido, nei pazienti con linfomi e altre neopalsie e in soggetti in trattamento immunosoppressivo. L’herps zoster può rappresentare una manifestazione precoce dell’infezione da virus dell’immuno-deficienza acquisita (HIV).

ELEMENTI PER LA DIAGNOSI

Le manifestazioni cliniche iniziali sono rappresentate da dolore mal localizzato che può precedere di 3-4 giorni la comparsa delle prime lesioni cuatnee.
Il dolore accompagna l’eruzione cutanee  e può persistere anche per lungo tempo dopo la guarigione clinica (nevralgia post-erpetica o post-zosteriana). Le lesioni cutanee più precoci sono rappresentate da chiazze eritemato-edematose distribuite lungo il territorio di pertinenza del nervo colpito: caratteristica è la localizzazione strettamente monolaterale delle lesioni che non oltrepassano, la linea mediana del corpo. Successivamente, nel contesto delle chiazze eritematose, compaiono lesioni vescicolose che tendono a confluire e possono evolvere in pustole ombelicate e in lesioni crostose.
Nel caso di interessamento della branca mascellare del nervo trigemino, si possono osservare accanto a lesioni cutanee, lesioni  a carico del palato molle e della regione tonsillare,
mentre nel caso di interessamento della branca mandibolare del nervo trigemino, si osservano lesioni sulla porzione anteriore della lingua e sul palato duro. In questi casi, il quadro clinico può iniziare con dolore dentario.
E’ frequente il riscontro di linfoadenopatie satelliti delle regioni di cute interessate. Le lesioni cutanee si risolvono nell’arco di 2-3 settimane, spesso con esiti pigmentati che scompaiono in tempi variabili.

CASI PER UN PARERE SPECIALISTICO

Si è visto come sia tipico dell’herps zoster il fatto che le lesioni siano limitate al territorio di innervazione di un singolo nervo. Tuttavia, in alcuni casi si può osservare una estensione delle lesioni al di là del dermatomero colpito. Si può trattare di un numero limitato di elementi vescicolosi che compaiono anche a grande distanza dalla lesione iniziale o di una disseminazione di vescicole indistinguibili da quelle del quadro eruttivo della varicella. In quest’ultimo caso l’eruzione prende il nome di “zoster disseminato” o di “zoster con eruzione varicelliforme”. Si tratta di un quadro che si osserva, per lo più, in soggetti immunodepressivi e che può complicarsi con interessamento di organi interni.
Nel soggetto anziano o defedato, le lesioni erpetiche possono divenire necrotiche riparando nell’arco di numerose settimane con esiti cicatriziali.

Si possono osservare complicanze oculari in circa il 50% dei casi di herps zoster del nervo oftalmico, prima branca del trigemino: uveite, cheratite, congiuntivite, paralisi dei muscoli oculari, sclerite. Tali complicanze sono assai più frequenti quando siano presenti lesioni vescicolose sulla superficie laterale del naso che indicano l’interessamento della branca naso-ciliare (segno di Hutchison).
Una complicanza oculare particolarmente temibile è la necrosi retinica acuta (acute retinal necrosis). Si tratta di una sindrome fulminante associata ad una infezione erpetica (herps simplex ed herps zoster) che is verifica anche in assenza di manifestazioni cutanee di herps zoster. Il tarttamento tempestivo con antiviral previene l’evoluzione del quadro clinico verso la cecità.

Nei casi in cui l’infezione erpetica colpisce il ganglio genicolato, associato al nervo facciale, si può osservare la caratteristica triade della sindroem di Ramsay-Hunt: Vescicole localizzate nel condotto uditivo esterno o al livello della membrana timpanica, dolore auricolare e segni di paralisi del nervo faciale.
In rari casi, si può osservare un episodio di nevralgia senza lo sviluppo di lesioni cutanee (zoster sine eruptione). I test sierologici che misurano le risposte umorali all’infezione erpetica possono fornire una diagnosi retrospettiva di varicella o herps zoster. Deve essere disponibile il siero tanto in fase acuta che in fase di remissione clincia. Il test più sensibile è quello di agglutinazione su latex.

In una propozione variabile dall’1% al 5% dei casi di herps zoster si possono verificare paralisi motorie transitorie. Sono nella maggior parte dei casi, la conseguenza dell’estensione dell’infezione da un ganglio sensoriale al tessuto nervoso adiacente. I primi sintomi iniziano entro due settimane della comparsa delle lesioni cutanee e coinvolgono gruppi muscolari innervati da fibre contigue a quelle del dermatomero interessato.

LOURDES.

LA NEVRALGIA POST-ZOSTERIANA

La nevralgia post-zosteriana è la complicanza più frequente dell’herps zoster. Sono state fornite svariate definizioni di tale condizione: persistenza o comparsa di dolore a distanza di un mese o tre mesi dall’esordio dell’herps zoster o anche persistenza di dolore dopo la risoluzione delle lesioni cutanee. Di solito, la prevalenza di dolore successivamente alla fase acuta dell’herps zoster si riduce progressivamente nel tempo. In soggetti  d’età uguale o suepriore a 60 anni, è stata stimata pari al 60% dopo un mese, 24% dopo tre mesi e 13% dopo sei mesi dall’episodio acuto.
Per valutare l’efficacia di manovre preventive o di trattamenti per tali condizione, è ragionevole assumere un intervallo di almeno sei mesi dopo la risoluzione delle lesioni cutanee. Il rischio di nevralgia post-zosteriana aumenta con l’età. Al di sotto dei 50 anni i rsichi sembrano trascurabili mentre si osserva persistenza del dolore in circa il 20% dei soggetti all’età di 60-65 anni e nel 34% dei soggetti con età superiore a 80 anni.
Sono state descritte tre componenti del dolore presente nell’algia post-zosteriana:

  • un dolore spontaneo, continuo profondo, frequentemente urente o crampiforme,
  • un dolore spontaneo, intermittente lancinante o a scarica elettrica,
  • allodinia con dolore che compare per stimoli innocui come un lieve sfregamento o l’esposizione al freddo e che persiste ben oltre la cessazione dello stimolo (iperpatia).

I pazienti sono di solito coscienti di una riduzione di sensibilità e lamentano spesso sensazioni paradossali nella regione cutanea colpita: il freddo è percepito come caldo e il caldo come freddo; la cute può essere contemporaneamente insensibile e dolente al tatto, mentre la stimolazione meccanica leggera della cute può accentuare il dolore, la pressione intensa può addiritura ridurlo.

LA PRECOCITA’ DEL TRATTAMENTO

E’ importante, soprattutto nel soggetto al di sopra dei 60 anni, garantire una diagnosi il più precoce possibile al fine di avviare un trattamento tempestivo riducendo i rischi di sequele a breve e più lungo termine. Se si escludono i soggetti gravemente immunocompromessi e le situazioni complicate o difficili accennate più sopra, il trattamento può essere condotto dal medico di medicina generale con analoghi nucleosidici (aciclovir, famciclovir e valaciclovir) per via orale.
In soggetti immunocompromessi si deve far ricorso a trattamenti per via infusionale con aciclovir o in caso di virus resistenti all’acido, con foscarnet.

Si raccomanda di avviare il trattamento con antivirali entro 48-72 ore dalla comparsa delle lesioni cutanee. L’efficacia degli antivirali, assunti tempestivamente, nel ridurre la durata delle manifestazioni acute e nel prevenire la nevralgia post-zosteriana è ben documentata.

FARMACI IMPIEGATI PER IL TRATTAMENTO DELL’HERPS ZOSTER

ACICLOVIR:

Caratteristiche della molecola:analogo sintetico del nucleoside purinico guanina.
Modalità di attivazione: fosforilazione da parte della timidina chinasi virale.
Dosaggio: per somministrazione orale (OS): 800 mg per 5 volte al girono per 7-10 giorni. EV: 5-10 mg/kg di peso per 3 volte al giorno in infusione lenta.

Nei pazienti con insufficiena renale (IR): la dose deve essere aggiustata in base alla funzione renale.
Reazioni avverse: Os: nausea, cefalea. Ev: possibile tossicità renale soprattutto per infusione in bolo, segni per lo più transitori di encefalopatia.
Gravidanza e allattamento: non è segnalato un incremento dell’incidenza di malformazioni fetali in circa 300 donne esposte al farmaco (800-1000 mg) durante il primo trimestre di gravidanza. Il farmaco viene trovato nel latte materno in concentrazioni maggiori che nel plasma.
Interazioni farmacologiche: Probenecid e latri farmaci che agiscono sulla funzione renale.
Classe A, Nota AIFA 84 – disponibilità di generici.

FAMCICLOVIR: FAMVIR E ZIRAVIR.

Pro-farmaco del penciclovir (analogo sintetico del nucleoside purinico guanina)
Modalità di attivazione: trasformazione in penciclovir a sua volta fosforilato da parte della timidina chinasi virale.
Dosaggio: per Os. 250 mg x 3 v/die per 7 giorni. La dose deve essere aggiustata in base alla funzione renale.
Reazioni avverse: per Os. nausea e cefalea.
Gravidanza e allattamento: Non sono documentati effetti embriotossici o teratogeni. L’esperienza d’uso è tuttavia limitata. Non sono disponibili informazioni sull’escrezione nel latte materno.
interazioni farmacologiche: Probenecid e altri farmaci che agiscono sulla funzione renale. La digossina può aumentare i livelli plasmatici.
Classe A, nota 84.
Non disponibilità di generici.

VALACICLOVIR: TALAVIR E ZELITREX.

Pro-farmaco (estere valinico) dell’aciclovir.
Modalità di attivazione: trasformazione in aciclovir.
Dosaggio: per Os. 1 g per 3 volte al girono per 7 giorni. La dose deve essere aggiustata in base alla funzione renale.
Reazioni avverse: nausea, vomito.
Gravidanza e allattamento: non sono documentati effetti embriotossici o teratogeni. L’esperienza d’uso è tuttavia limitata. Non sono disponibili informazioni sull’escrezione nel latte materno.
Interazioni farmacologico: Probenecid e altri farmaci che agiscono sulla funzione renale.
Classe A, nota 84.

IL CONTROLLO DEL DOLORE

Un soddisfacente controllo del dolore può essere difficile da ottenere, tanto in fase acuta che, tanto che più in presenza post-zosteriana conclamata.
Gli analgesici non-narcotici e narcotici possono essere combinati nel trattamento del dolore in fase acuta. L’impiego di steroidi sistemici, specie se associati ad antivirali per via orale, riduce l’intensità in fase acuta (nelle prime sei-otto settimane) e dimezza i tempi di guarigione delle lesioni cutanee, migliorando la qualità di vita. Tuttavia, come indicato in due successive revisioni sistematiche, non ha effetti sullo sviluppo di nevralgia a sei mesi. Un rischio potenziale è rappresentato dalla disseminazione delle lesioni erpetiche.

Il trattamento della nevralgia post-zosteriana è spesso problematico e richiede una valutazione specialistica. Farmaci che si sono dimostrati efficaci, da soli o in combinazione, sono gli antidepressivi triciclici e la gabapentina, in grado di ridurre le scariche elettriche spontanee. Gli effetti anticolingerici, come secchezza delle mucose, ritenzione urinaria, sedazione e alterazioni del ritmo cardiaco, sono un fattore limitante per l’uso degli antidepressivi triciclici.
La gabapentina è un farmaco antiepilettico, ben tollerato anche ad alte dosi, approvato nel trattamento del dolore neuropatico. Gli effetti avversi più frequenti sono sonnelenza ed edemi periferici.
Gli analgesici oppiodi sembrano di limitata efficacia nel controllo del dolore neuropatico e sono associati a frequenti effetti collaterali come costipazione, nausea e sedazione. Allo stesso modo non sembrano efficaci le iniezioni epidurali di morfina.
Come documentato da una revisione sistematica, la capsaicina topica è in grado di ridurre il dolore ma si associa a bruciore e a reazioni locali irritative . Si ritiene che la capsaicina produca una riduzione delle risposte neuronali attraverso una progressiva deplezione dei mediatori infiammatori nei neuroni nocicettivi.

L’efficacia degli anestetici locali, come cerotti o infiltrazioni, non è sostenuta da prove soddisfacenti.
Costosa e priva di una soddisfacente documentazione di efficacia è la stimolazione elettrica per via transcutanea (Trans-cutaneous Electrical Nerve Stimulation, Tens). Pure privi di documentata efficacia sono i trattamenti chirurgici demolitivi (neurectomie, radicolotomie e le lesioni delle radici di ingresso nel corno posteriore o Dorsal Root Entry Zone, Drez).

Anna Di Landro, Lorenzo Peli, Luigi Naldi
Centro Studi GISED, Ospedali Riuniti, Bergamo.

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