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Continuità Assistenziale – ex Guardia Medica di Bologna e Provincia.
Continuità assistenziale: compiti e responsabilità.

CONTINUITA’ ASSISTENZIALE: COMPITI E RSPONSABILITA’.


RUOLO DEL MEDICO DI CONTINUITA’ ASSISTENZIALE

Il servizio di continuità assistenziale (CA), conosciuto come ex-guarida medica, è affidato a medici convenzionati col SSN ai sensi degli artT. 62-73 dell’ACN 23 marzo 2005.
I compiti del medico di CA sono precisati dall’art. 67 secondo cui il medico è tenuto ad assicurare “le prestazioni sanitarie non differibili” ai cittadini residenti nell’ambito territoriale afferente alla sede di servizio.

Rispetto al DPR 270/2000 in cui all’art. 48 si affermava che il medico assicura gli interventi “urgenti”, col nuovo ACN viene chiarito che la GESTIONE DELLE EMERGENZE è attribuita al “SERVIZIO DI EMRGENZA SANITARIA TERRITORIALE) di cui agli artt. 91, 94 e 95 dello stesso accordo che ha proprio personale, in collaborazione con i servizi ospedalieri del 118 di cui al DPR 27 marzo 1992 che devono avere una propria organizzazione autonoma.
Secondo l’art. 67 del nuovo ACN il medico di CA effettua, in relazione al quadro clinico prospettato dall’utente o della centrale operativa del 118, tutti gli interventi ritenuti appropriati (comma 3) oppure in caso di necessità a suo giudizio allerta direttamente i servizi di emergenza territoriale del 118 (comma 11) ; gli interventi possono essere domiciliari (comma 2) o ambulatoriali (comma 3).
Le chiamate delle utenti devono essere registrate e rimanere agli atti (comma 7), il medico di CA usa il ricettario del SSN solo a favore degli utenti registrati (comma 9), comunica al medico curante l’esito della visita attraverso il modulo “Allegato M” consegnato all’utente (comma 8), rilascia all’utente le certificazioni di malattia obbligatorie (comma 16) ed effettua le constatazioni di decesso rischieste (comma 16, lettera e).

In merito ai ocmpiti del medico, rispetto al vecchio mansionario ex-art. 52 del DPR 270/2000, nell’art. 67 del nuovo ACN 2005 è SCOMPARSO IL TERMINE “richiesti” riferito GLI INTERVENTI DOMICILIARI E TERRITORIALI, E SI PRECISA CHE IL MEDICO EFFETTUA GLI INTERVENTI ritenuti appropriati in relazione al quadro clinico prospettato.

Si conferma quindi che è il responsabile giudizio clinico del medico a stabilire la necessità dell’intervento domiciliare, mentre la semplice richiesta di visita domiciliare dell’utente diventa un diritto solo se giudicata appropriata e quindi non implica di per sé il diritto a ricevere comunque una prestazione domiciliare.

Il comma 9 dell’art. 67 dell’ACN afferma che il medico di CA utilizza solo a favore degli utenti registrati, anche se privi di documento sanirtario, un apposito ricettario fornitogli dell’Azienda per le proposte di ricovero, le certificazioni di malattia per il lavoratore per un massimo di 3 gironi, le prescrizioni farmaceutiche per una terapia non differibile. Nel precedente DPR 270/2000 all’art. 52, comma 6 si specificava che il ciclo di terapia era per una durata di 48-72 ore.

SAINT PAUL DE VENCE.

Il Codice di Deontologia Medica afferma che il medico può rifiutare le prestazioni richieste che contrastino con il suo convincimento clinico purchè ciò non sia di grave e immediato danno per la salute dell’assistito; va rilevato comunque che il medico indipendentemente dalla sua abituale attività, non può mai rifiutarsi di prestare soccorso o cure d’urgenza e deve tempestivamente attivarsi per assicurare ogni specifica e adeguata assistenza indifferibile.

La Cassazione Penale sezione IV con sentenza n. 44326 del 16 aprile 2003 afferma che l’ASL non ha alcuna corresponsabilità civile nel danno causato dal medico convenzionato agli assistiti, poichè “il potere di controllo dell’ASL sul contenuto dell’attività terapeutica svolta è definito inesistente”, non sussitano tra medico e ASL un rapporto di servizio come nel pubblico impiego, con la conseguenza che eventuali danni derivanti sono cagionati nell’ambito di un rapporto professionale sul quale l’ASL non può interferire.
Secondo la Cassazione a Sezioni Unite, il rapporto tra medico convenzionato e ASL è infatti disciplinato da un contratto di diritto privato (sentenza n. 16219/2001), per cui l’ASL non può esercitare potere autoritativo sul medico al di fuori di quello di sorveglianza (sentenza n. 813/1999).
La valutazione della legittimità di un rifiuto del medico alla richiesta dell’utente di visita domiciliare, verte sull’esame della “non differibilità” e appropriatezza della prestazione richiesta che comporta la valutazione medico-legale a posteriori del caso clinico e della condotta del medico.
Secondo la Cassazione Penale sezione VI, il medico commette il reato di omissione d’atti d’ufficio (art 328 CP) se rifiuta una visita domiciliare che ad una valutazione posteriore risulta invece realmente non differibile e urgente (sentenza n. 9240/2004 e 35035/2005).
Ai sensi dell’art. 42 CP, sussiste il reato di omissione d’atti d’ufficio solo se viene dimostrata una cosciente volontà (dolo) di rifiutare l’intervento riconosciuto necessario. “che deve cioè essere compiuto senza ritardo per ragioni di salute” secondo l’art. 328 CP”.
Sussite dunque il reato di omissione d’atti d’ufficio solo quando l’urgenza prospettata era documentata, effettiva e reale, secondo la sentenza n. 2335 del 11 marzo 1985 della Cassazione Penale.

L’art. 67 dell’ACN 2005 afferma al comma 2 che il medico di CA deve essere presente nella sede assegnatali dall’ASL dall’inizio alla fine del suo turno di lavoro, ma al comma 10 si precisa che il medico a fine del suo turno deve essere presente fino all’arrivo del collega che continua il servizio. Pertanto un ritardo di quest’ultimo nel presentarsi al lavoro, può essere valutato come un inadempimento contrattuale passibile di sanzione convenzionale ai sensi dell’art. 30 dell’ACN, ma non già come una interruzione di pubblico servizio di rilevanza penale (art. 340 CP; Cass. Pen. n. 33.062/2003), poichè di fatto il servizio viene comunque associato con le modalità previste dal citato comma 10.
In caso di contestazione d’addebito, il medico viene sottoposto al procedimento disciplinare di cui all’art. 30 dell?ACN 2005, terminato il quale, il Direttore Generale dell’ASL archivia il caso o emette un provvedimento di sanzione contro cui il medico può ricorrere al Giudoce Ordinario del Lavoro, secondo il Consiglio di Stato sez. IV con decisione n. 5176/2004, previo tentativo obbligatorio di conciliazione all’isperrorato del lavoro locale (artt. 410-412 CPC).

Dr. Mauro Marin: MMG.
UNIVADIS.

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LA GUARDIA MEDICA (CONTINUITA’ ASSISTENZIALE) DI BOLOGNA E PROVINCIA.


SERVIZIO DI CONTINUITA’ ASSISTENZIALE (CA) – EX GUARDIA MEDICA.

E’ un servizio che garantisce al cittadino, residente nel distretto di competenza, le prestazioni sanitarie non differibili, ossia le prestazioni sanitarie che non possono essere rinviate per il girono successivo al proprio Medico di Medicina Generale (MMG) o il pediatra di libera scelta (PLS). Sono escluse le situazioni di emergenza (in caso di grave malore e in ogni situazione di pericolo di vita), per le quali è opportuno rivolgersi al 118, in modo da non perdere tempo, che può risultare prezioso per il paziente stesso.

NOVITA’ MOLTO IMPORTANTE:

TUTTI I NUEMRI DI GUARDIA MEDICA DI BOLOGNA E PROVINCIA SONO CAMBIATI, ORA ESISTE UN SOLO NUMERO: 051-3131, VI RISPONDE UNA CENTRALE AUTOMATIZZATA CHE VI AVVISA: LA CHIAMATA E’ REGISTRATA.
POI DOVETE DIRE O MEGLIO SCANDIRE: IL COMUNE DA DOVE CHIAMATE O IL QUARTIERE (PER CHI CHIAMA DA BOLOGNA),
DOPO VENITE COLLEGATE CON LA VOSTRA SEDE DI COMPETENZA,
NELL’EVENTUALITA’ IL MEDICO E’ FUORI PER VISITA DOMICILIARE LA CHIAMATA VIENE RIMBALZATA SU UN ALTRO PUNTO DI GUARDIA CHE PUO’ ESSERE SEMPRE SU BOLOGNA O PROVINCIA: IN QUESTO CASO IL  MEDICO VI PUO’ DARE UN CONSIGLIO O CONTATTARE IL 118 S’E’ IL CASO.

IL SISITEMA E’ ENTRATO IN FUNZIONE IL 25/01/2011.

LA CA DI BOLOGNA

BOLOGNA EST:
Via Beroaldo 4/2 – 40127.

  • Quartiere San vitale,
  • Quartiere San Donato,
  • Quartiere Santo Stefano  e savena.

BOLOGNA OVEST:
Viale Carlo Pepoli 5 – 40134.

  • Quartiere Borgo Panigale,
  • Quartier Reno,
  • Quartier Saragozza,
  • Quartier Porto e Navile.

LA CA IN PROVINCIA DI BOLOGNA

PUNTO DI GUARDIA DI BAZZANO:
c/o Ospdeale di Bazzano, Viale dei Martiri 10/b – 40053.

PUNTO DI GUARDIA DI BENTIVOGLIO:
c/o Ospedale di Bentivoglio, Via Marconi 35 – 40010.

PUNTO DI GUARDIA DI BUDRIO:
c/o Ospedale di Budrio, Via Benni 44 – 40054.

PUNTO DI GUARDIA DI CASALECCHIO DI RENO:
Via Cimarosa 5/2 – 40033.
Telefono: 051 – 3131.

PUNTO DI GUARDIA DI CASETNASO:
Via Marconi 35 – 40055.

PUNTO DI GUARDIA DI CASTIGLIONE DEI PEPOLI:
Via della Fiera 25 – 40035.

PUNTO DI GUARDIA DI CREVALCORE:
c/o Lascito Cavallini, Via Andrea Costa 44 – 40014.

PUNTO DI GUARDIA DI LIZZANO IN BELVEDERE:
PIAZZA BETTI 5 – 40042.

PUNTO DI GUARDIA DI LOIANO:
c/o Ospedale Simiani, Via Roma 8 – 40050.

PUNTO DI GUARDIA DI MOLINELLA:
c/o Polo Sanitario Di Molinella, Via Provinciale Circonvallazione 47 – 40062.

PUNTO DI GUARDIA DI MONTE SAN PIETRO:
Via Lavino 17/a – 40050.

PUNTO DI GUARDIA DI OZZANO DELL’EMILIA:
C/o Poliambulatorio di Ozzano dell’Emilia, Via Aldo Moro 4 – 40064.

PUNTO DI GUARDIA DI PIANORO:
c/o Pubblica Assistenza, Via del Lavoro 15 – 40065.

PUNTO DI GUARDIA DI PORRETTA TERME:
c/o Ospedale di Porretta Terme, Via Roma 16 – 40046.

PUNTO DI GUARDIA DI SAN GIOVANNI IN PERSICETO:
Via Marzocchi 2 – 40017.

PUNTO DI GUARDIA DI SAN LAZZARO DI SAVENA:
Via Emilia 225/d – 40068.

PUNTO DI GUARDIA DI SAN PIETRO IN CASALE:
c/o Ospedale di San Pietro in Casale – Via Asia 61 – 40018.

PUNTO DI GUARDIA DI SASSO MARCONI:
c/o Poliambulatorio di Sasso Marconi, via Porrettana 314 – 40037.

PUNTO DI GUARDIA DI SAVIGNO:
Via Marconi 43 – 40060.

PUNTO DI GUARDIA DI VADO:
Via Palmieri 9 – 40040.

PUNTO DI GUARDIA DI VERGATO:
Via Repubblica 120 – 40038.

Montmartre -Paris.

LA PIANURA EST DI BOLOGNA

Comprende i seguenti punti di Continuità Assistenziale (CA):

  • Bentivoglio: con sede all’ospedale di Bentivoglio, via Marconi 35.
  • San Pietro in Casale (SPC): con sede in via Asia 61.
  • Budrio.
  • Molinella.
  • Castenaso: solo diurno.

In questo articolo, le indicazioni si riferiscono soprattutto ai punti di CA di Bentivoglio e SPC.

Il punto di guarida di Bentivoglio con sede all’Ospedale di Bentivoglio: Via Marconi 35.
Telefono: 051-6644444.
Copre i seguenti Comuni:

  • Comune di Argelato,
  • Comune di Bentivoglio,
  • Comune di Castel Maggiore,
  • Comune di Granarolo Emilia,
  • Comune Minerbio.

Il punto di guarida di SPC, copre i seguenti comuni: c/o ex Opsedale di SPC, Via Asia 61.

  • Comune di Baricella,
  • Comune di Castello d’Argile,
  • Comune di Galliera,
  • Comune di  Malalbergo,
  • Comune di Pieve di Cento,
  • Comune di San Giorgio di Piano,
  • Comune di San Pietro in Casale.

Il servizio di CA è attivo tutti i giorni con i seguenti orari:

  • i giorni feriali dalle ore 20 alle ore 8 del mattino seguente,
  • i festivi (sabato e domenica) dalle ore 8 di sabato alle ore 8 di lunedi.
  • i giorni prefestivi dalle ore 10 alle ore 20.

Ruolo del medico di CA

  • Il medico di CA può effettuare visite domiciliari urgenti,
  • e può prescrivere farmaci per terapie d’urgenza, o necessari alla prosecuzione di terapie la cui interruzione potrebbe aggravare le condizioni della persona: le prescrizioni farmaceutiche per coprire un ciclo di terapia non superiore a 48/72 ore ossia 2-3 giorni.
  • Può rilasciare anche certificati di malattia in casi di stretta necessità e per un periodo massimo di tre giorni. Infine, proporre il ricovero in ospedale.

Le chiamate devono essere registrate (su un registro cartaceo) riportando i seguenti dati:

  • nome e cognome del paziente,
  • età ed indirizzo dell’assistito,
  • anamnesi: tipo di problema, segni e sintomi e ora della loro comparsa.
  • ora della chiamata.

Nel caso la chiamate fosse effettuata da una persona diversa del paziente, sono necessari:

  • generalità del richiedente,
  • ed eventuale relazione con l’assistito.

Occorre rispondere con calma alle domande che vengono poste, perchè dare tutte le infromazioni non è una perdita di tempo, anzi permette di acquisire elementi utili all’intrevento più opportuno.
infatti, proprio sulla base delle notizie fornite da chi chiama e delle domande poste dal medico per approfondire il problema, quest’ultimo può decidere il tipo di intervento da effettuare.

  • per esempio, il medico può effettuare una visita domiciliare: quando la malattia possa essere ivi risolta.
  • se la patologia non fosse valutabile e gestibile a domicilio, il medico rinvia a strutture più adeguate o attiva il Servizio di Emergenza (118) a suo giudizio.
  • In taluni casi è possibile che il paziente venga invitato a raggiungere la sede per una valutazione ambulatoriale globale.
  • il medico può limitarsi a un consiglio telefonico se questa è la richiesta o qualora, assumendosene la responsabilità, sia in grado di valuatre che la domanda del cittadino sia così risolvibile.

Al termine della visita il medico rilascia al paziente un modulo informativo in duplice copia (modulo M) di cui una copia è destinata al Medico Curante (o alla struttura sanitaria, in caso di ricovero) e l’altra acquisita agli atti di servizio.

IL MEDICO DI CA NON EROGA

  • Prestazioni infermieristiche che non seguono l’atto medico: iniezioni, sostituzioni di medicazioni, ecc.
  • Ripetizione di ricette in terapie croniche.
  • Trascrizioni su ricettario S.S.N. di prescrizione di altri medici non convenzionati.
  • Trascrizioni su ricettario S.S.N. di prescrizioni del Pronto Soccorso o dei reparti ospedalieri (il medico di Pronto soccorso o di reparto è dotato di ricettario S.S.N. personale e ha l’obbligo di emettere le opportune ricettazioni).
  • Vaccinazioni.
  • Punti di sutura ed eventuale rimozione degli stessi.

Il servizio è gratuito per i cittadini residenti in Emilia-Romagna e per i domiciliati sanitari con scelta del medico.
I cittadini di altre Regioni devono pagare la tariffa prevsita per le visite occasionali: 15 € per la visita ambulatoriale, e 25 € per la visita domiciliare).

Collaborare in modo corretto e leale è il modo migliore per fare bene il proprio lavoro e farlo in modo cortese e sereno.

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