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Cuore e farmaci antidiabetici orali: Metformina e Rosiglitazone.
Il Rosiglitazone aumenta le fratture in donne diabetiche.
Biguanidi: la Metformina.
Insulina.
Rosiglitazone e rischio di infarto del miocardio.

CUORE E FARMACI ANTIDIABETICI ORALI: METFORMINA E ROSIGLITAZONE.


CUORE E ANTIDIABETICI ORALI

L’ormai annosa questione della sicurezza  cardiovascolare degli antidiabetici orali ha un nuovo dato da inserire a favore dell’uso della metformina e a sfavore del rosiglitazone.
Per cercare di chiarire il rapporto tra gli antidiabetici orali (sulfoniluree di seconda generazione, biguanidi, tiazolidinedioni e meglitinidi) e la morbilità e mortalità cardiovascolare, negli Stati Uniti è stata condotta una revisione sistematica con relativa metanalisi che ha analizzato 40 studi di confronto tra i vari antidiabetici tra loro o rispetto al placebo.

Mentre la maggior parte dei farmaci indagati non modificava né in senso positivo né in senso  negativo il rischio cardiovascolare, sono emersi dati importanti su metformina e rosiglitazone. La metformina si associava, infatti a una riduzione della mortalità cardiovascolare, mentre il rosiglitazone si associava a un aumento della mortalità e della morbilità cardiovascolare ma questo dato non raggiungeva la significativa statistica probabilmente a causa del numero troppo piccolo di eventi studiati.

In pratica:

La scelta dell’antidiabetico orale, da usare deve sempre considerare il rischio cardiovascolare, di partenza del soggetto. Qualora il rischio sia alto, è meglio usare la metformina e non prescrivere il rosiglitazone.

ReA online.
Reazioni: Bollettino di farmacovigilanza dell’AIFA.

Hotel Clos des Iris-Moustiers-Sainte-Marie.

L’antidiabetico che può dare problemi al cuore

Comunicato stampa del 14 gennaio 2010.

Preoccupa il profilo di sicurezza di rosiglitazone, un farmaco per il trattamento del diabete mellito di tipo 2; per fare chiarezza Dialogo sui farmaci ha raccolto e valutato gli studi più importanti negli ultimi due anni. Nonostante i dubbi sulla sua utilità l’antidiabetico è abbastanza prescritto dai medici. Le modalità di registrazione e autorizzazione al commercio degli antidiabetici si sono basate sulla riduzione del glucosio nel sangue. Mentre da parte del mondo scientifico, delle agenzie regolatorie e delle aziende farmaceutiche c’è minore attenzione all’efficacia di questi farmaci sulla riduzione dei rischi cardiovascolari del diabete e alla loro tossicità.

Tutto comincia a maggio 2007, quando uno studio pubblicato su “New England Journal of Medicines” documenta un aumento significativo del rischio di infarto del miocardio e un possibile incremento della mortalità in pazienti diabetici trattati con rosiglitazone (un farmaco della classe dei tiazolidinedioni o glitazoni la cui efficacia è comparabile a quella di altri antidiabetici più datati). Successivi studi rafforzano i dubbi sul rischio cardiovascolare del farmaco e provano anche un aumento delle fratture e di disturbi a livello visivo.

Fin da subito le evidenze aprono un dibattito acceso sull’opportunità o meno di continuare a utilizzare rosiglitazone per il trattamento del diabete. Non a caso, nel 2008 le linee guida di due fra i più autorevoli organismi sul diabete (American Diabetes Association e European Association for the Study of Diabetes) dicono che rosiglitazone non è più consigliato nel trattamento antidiabetico.

D’altronde, gli effetti negativi del farmaco erano noti dal tempo della sua commercializzazione (in Italia nel 2000): rosiglitazone, così come pioglitazone l’altro glitazone per il diabete, determinava sia un auemnto di peso, sia la ritenzione dei liquidi con formazione di edemi periferifìci; da qui la controindicazione in caso di scompenso cardiaco.
Tuttavia, soltanto tra il 2007 e il 2008 le agenzie regolatorie americana (FDA) ed europea (EMEA) modificano il foglietto illustrativo del rosigliatzone, sconsigliando l’utilizzo ai cardiopatici e a coloro che prendono anche l’insulina.

Visto che sul mercato sono disponibili prodotti differenti dai glitazone, efficaci per il controllo della glicemia e con un numero minore e meno rilevante di eventi indesiderati, rosiglitazone o pioglitazone dovrebbero essere utilizzati solo in pazienti che non rispondono alle altre terapie o che non possono prendere altri medicinali. Naturalmente, infromando circa i potenziali rischi derivanti dall’utilizzo dei glitazoni.

http://www.dialogosuifarmaci.it

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INSULINA.


 

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INSULINA E ALTRI FARMACI ANTIDIABETICI.

L’INSULINA RAPIDA

Questo tipo di insuline vengono utilizzate immediatamente prima dei pasti principali, in quanto hanno la caratteristica di agire entro 15-30 minuti dal momento in cui vengono iniettate.
La loro azione può essere vista graficamente come una curva in rapida slaita (entro 15-30 minuti) che raggiunge l’apice entro le 3 ore successive e si esaurisce entro le 6-8 ore.

L’INSULINA INTERMEDIA

Le insuline ad azione intermedia (NPH) hanno invece la caratteristica di durare molto più a lungo, iniziando lal loro azione dopo circa 90 minuti dal momento dell’iniezione, raggiungendo il picco massimo dopo 4-6 ore ed esaurendosi 12-20 ore dopo.
Vengono più facilmente usate per combattere l’iperglicemia del mattino, provocata dalla liberazione di zuccheri da parte del fegato durante le prime ore del mattino. Inoltre costituisce un buon zoccolo di insulinizzazione per tutta la giornata.

L’INSULINA PROTRATTA

La loro azione è molto ritardata (inizia circa dopo 180 minuti dalla somministrazione), raggiunge l’apice circa 6 ore dopo, e si esaurisce dopo circa 24-30 ore.

ULTRA RAPIDA

Insuline di nuova concezione (Humalog, Novorapid, Apidra) hanno la caratteristica di avvicinarsi molto ai tempi di reazione dell’insulina prodotta dal pancreas. Infatti, la loro azione inizia solo dopo 10-15 minuti dalla somminisatrazione. Per questo devono eessere somministrate immediatamente prima del pasto. Quando necessario, possono essere somministartae subito dopo il pasto.

GLARGINA

L’insulina glargina o glargine (Lantus) è un analogo dell’insulina umana a lunga durata d’azione. Il tempo medio di inizio d’azione è di circa 1,5 ore, mentre la durata si aggira intorno alle 20 ore. L’insulina glargina, al contrario dell’insulina intermedia e di quella ultralenta, non ha un picco di concentrazione, simulando il profilo dell’infusione continua dell’insulina regolare ad azione rapida mediante pompa da infusione sottocutanea.

L’insulina glargine risulta essere un progresso rispetto alle altre insuline a lunga durata d’azione. Somministrata una volta al girono al momento di coricarsi, il suo effetto è paragonabile a quello dell’infusione continua di insulina. Un’associazione di insulina glargine basale una volta alla sera e di insulina lispro o aspart ad ogni pasto può ottenere un migliore controllo del diabete di tipo 1, con minore rischio di ipoglicemia rispetto all’insulina intermedia, all’insulina lenta o ultralenta. Sebbene i dati pubblicati siano scarsi, l’insulina glargine può dimostraresi utile anche in pazienti con diabete di tipo 2.

DETEMIR

L’insulina detemir (Levemir) è un analogo dell’insulina umana a durata d’azione prolungata. La durata di azione  massima è di 24 ore, in relazione al dosaggio. E’ possibile eseguire una o due somministrazioni giornaliere. Per le dosi comprese tra 0,2 e 0,4 U/kg, Levemir esercita oltre il 50% del suo effetto masimo tra 3-4 ore e circa 14 ore dopo la somminsitarzione della dose.

Nelle sperimentazioni cliniche a lungo termine, la glicemia plasmatica a digiuno in pazienti con diabete tipo 1 in terapia basale/bolo è migliorata con detemir rispetto ai pazienti in terapia con insuina NPH. IL controllo della glicemia (HbA1c) con detemir è comparabile all’insulina, con un minor rischio di eventi ipoglicemici notturni e senza aumento di peso.

COMBINAZIONE DELLE INSULINE

Alcune insuline possono essere mescolate tra loro e successivamente iniettate. Bisogna però avere l’accortezza di iniettarle subito, in quanto col passare del tempo, le loro peculiarità possono modificarsi dopo la miscelazione.
Questo è dovuto alla loro particolare composizione chimica: per es. l’insulina rapida, fissandosi con lo zinco dell’insulina protratta, potrebbe rallentare notevolmenete il suo effetto.

L’INSULINA PREMISCELATA

Esistono alcuni tipi di insulina messe in commercio già miscelate, in modo da ridurre la possibilità di errore nei dosaggi. Inoltre eliminano le possibilità di contaminazione dell’insulina, dovute all’uso dello stesso ago durante la fase di miscelazione.
tali prodotti vengono venduti in miscelazione a percentuali fisse, che non possono essere modiificate.

CATY.

I VARI TIPI DI INSULINA (PIU’ DIFFUSE)

  • Glulisina        Apidra inizio effetto: 15 min.
  • Aspart            Novorapid              inizio effetto: 15 min.
  • Lispro Humalog                inizio effetto: 15 min                   Durata: 2-4 ore              Picco: 1 ora
  • Glargina         Lantus                    inizio effetto: 90 min                  Durata: 20 ore               Picco: n.a
  • Detemir          Levemir                                                                          Durata: max 24 ore      Picco: 6-8 ore
  • Rapida Actrapid                 inizio: 30 min                               Durata: 6-8 ore             Picco: 2-5 ore
  • Humulin R             inizio: 30 min                               Durata: 5-7 ore             Picco: 1-3 ore
  • Bio-Insulin R         inzio: 30 min                                Durata: 5-7 ore             Picco: 1-3 ore
  • Intermedia Protaphane HM    inizio: 1-2 ore                                Durata: 18-20 ore        Picco: 3-12 ore
  • Humulin I              inizio: 1-2 ore                                 Durata: 18-20 ore        Picco: 2- 8 ore
  • Bio-insulin I          inizio: 1-2 ore                                  Durata: 18-20 ore        Picco: 2-8 ore
  • Protratta Ultratard HM        inizio: 2-4 ore                                 Durata: 26-28 ore        Picco: 8-22 ore
  • Humulin L             inizio: 1-2 ore                                  Durata: 18-20 ore        Picco: 2-8 ore
  • Ultralenta       Humulin U            inizio: 2-4 ore                                  Durata: 24-36 ore       Picco: 8-18ore
  • Premiscelata 10/90 umana         Actraphane HM                                                           Humulin
    Bio-insulin
  • Premiscelata 20/80 umana         Actraphane Hm
    Humulin
    Bio-insulin
  • Premiscelata 30/70 umana          Actraphane HM          Humulin e Bio-insulin
  • Premiscelata 40/60 uman           Actraphane HM           Humulin e Bio-insulin
  • Premiscelata 50/50                       Actraphane Hm           Humulin
  • Premiscelata animale                    Rapitard MC

INSULINE PER SIRINGHE O PER PENNE?

La maggior parte delle insuline, viene fornita nei due formati: per siringa e per penna (formato penfil). Dal punto di vista dell’efficacia, delle dosi e dei tempi di risposta, non esistono differenze significative tra le due categorie.
La differenza sostanziale sta nella facilità e comodità d’uso, nonchè nella sicurezzza del trasposrto delle penne per iniezione. E’ consigliabile soprattutto per i bambini

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