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Parafenildmina/cocamidopropilbetaina.
Balsmo del Peru.
Dermatophagoides.
Le allergie respiratorie.

PARAFENILDIMINA / COCAMIDOPROPILBETAINA.


PARAFENILDIMINA

Prodotto dell’industria chimica per la sintesi dei coloranti (blu di metilene, safranina) e di medicinali (anestetici locali, sulfamidici).

E’ largamente utilizzato dei parucchieri per tingere i capelli (tinture permanenti e semipermanenti), in pellicceria per tingere le pellicce e talora per colorare capi di abbigliamento scuri.

E’ usata anche, come antiossidante si trova in certi mangimi per animali, nei carburanti, negli olii e grassi lubrificanti.

E’ impiegata negli inchiostri da stampa, nelle miscele colorate per litografia, durante il processo di fotocopiatura, in reagenti di reazioni chimiche, negli sviluppi fotografici.

Nei soggetti sensibilizzati si possono verificare reazioni croociate con sostanze di gruppo “para”:

  • p-toluendiamina o PABA (filtro solare),
  • Sulfamidici,
  • Benzocaina (anestetico locale),
  • diuretici benzotiazidici e furosemide,
  • sulfaniluree (ipoglicemizzante orali),
  • acido p-aminosalicilico (antitubercolare),
  • p-aminodifenilmetano (antiossidante nel processo di lavorazione della gomma),
  • coloranti utilizzati per tessuti, cuoio, pellicce, alimenti, cosmetici e inchiostri.

MARTIGUES.

COCAMIDOPROPILBETAINA (TEGOBETAINA L7)

E’ un tensioattivo anfotero.

Si trova principlamente in prodotti detergenti (shampoo, saponi, bagnoschiuma…).

Trova inoltre i seguenti impieghi:

  • preparazione cosmetiche,
  • campo farmaceutico,
  • industria tessile e galvanica,
  • emulsione fotografiche,
  • bagni di sviluppo come decontaminante.

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BALSAMO DEL PERU’.


E’ una oloresina che fuoriecse da una pianta (Myroxylon Balsamum Linn) che cersce nell’AMerica Centrale, l’aspetto è quello di un liquido viscoso non appiccicoso, color rosso bruno scuro e trasparente al profumo vago di vaniglia. Il resinoide ottenuto dalla purificazione di tale Balsamo è costituito da una parte liquida (olio essenziale o cinnameina) e da una parte solida resinosa.

IMPIEGO:

  • sostanza in numerosi farmaci topici per uso esterno (trattamento dell’eczema della gamba, emorroidi, geloni, bruciature e scabbia, preparati per la tosse e supposte)
  • è usato per la sua azione profumante nei cosmetici (sapone, creme, lozioni per capelli, lip-sticks, rosetti, lozioni da barba, dentifrici, dopobarba, prodotti antisolari, abbronzanti, deodoranti e repellenti)
  • aromatizzante in cibarie (cioccolato, miele, gomme da masticare, docli cotti in forno, gelati, marmellate),
  • spezie (cannella, chiodi di garofano, vaniglia, curry e in tutti i prodotti che contengono queste spezie: Ketchup, salsa chili, aringhe sotto sale. In verdure conservate: barbabietola, cetrioli sottoaceto, paté di fegato),
  • Biscotteria e cioccolato (sotto qualunque forma),
  • bibite leggere: aranciata e coca-cola,
  • nei tabacchi e té profumati,
  • in odontotecnica: come sostanza profumata per cementi e liquidi. L’Eugenolo diffuso analgesico per uso dentistico e di derivazione dle Balsmo del Perù.
  • in colori ad olio,
  • in certi aperitivi (vermouth e curacau) e vini aromatizzati,
  • come adesivi in cerotti e vernici.

ANJJAR - LIBANO.

  • Caviale,
  • maionese confezionata,
  • pasta di olive,
  • canditi,
  • caramelle, confetti, chewing-gums e gelatina di frutta.

Il Balsamo di Perù è contenuto in alcuni preparati di Propoli. Da segnalare una cross-reattività tra Balsamo del Perù , altri Balsami aromatici, Benzil Benzoato e acido Benzoico.

 

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DERMATOPHAGOIDES.


Acari

Gli acari del genere Dermatophagoides sono forse i più conosciuti e studiati fra gli acari della polvere domestica. Sono lunghi da 150 a 400 micron. Le specie più importanti in Italia sono due:

  1. D. farinae e
  2. D. pteronyssinus.

Sono acari astigmati che risiedono tipicamente all’interno di materassi, cuscini, piumoni, ma anche sul pavimento, nella moquette, nei tappeti dove si nutrono di microscopiche muffe che sviluppano sugli alimenti e sulle squame cutanee che si distaccano naturalmente dalla nostra pelle quando dormiamo.
Il loro ciclo vitale verrà discusso separatamente in qunato i due acari, anche se assai simili fra loro, presentano comunque delle sostanziali differenze per quanto concerne la biologia.

CICLO VITALE DEL DERMATOPHAGOIDES FARINAE

Il D. farinae, rispetto al D. pteronyssinua, sembra più resistente e meno sensibile al fattore umidità, anche se preferisce temperature più alte. Per uno sviluppo ottimale richiede temperature di 25-30°C ed un’umidità relativa del 50-60%.
Durante il periodo riproduttivo, della durata di circa 47 giorni, le femmine adulte fecondate depongono, secondo gli autori, da 84 a 383 uova, con un ritmo di circa 1.8 uova al giorno. Da queste si schiudono delle piccole larve esapodi, estremamente mobili, che si nutrono voracemente tra le fibre dei tessuti. Le larve mutano in protoninfe a cui segue lo stadio di tritoninfa e poi, dopo l’ultima muta, quello di adulto. Il ciclo di sviluppo si completa in circa 34 giorni.

CICLO VITALE DEL D. PTERONYSSINUS

Il D. petronyssinus, invece richiede per il proprio sviluppo una umidità ambientale più elevata con un optimum tra 70 e 80%. Durante il periodo riproduttivo, della durata di 34 giorni, le femmine adulte fecondate depongono circa 40-80 uova. SI succedono quindi gli stadi di larva, protoninfa, tritoninfa ed adulto. L’intero ciclo vitale si completa in un arco di tempo che oscilla intorno ai 14 giorni.

Sète - Hérault: Linguadoca-Rossiglione.

PROBLEMATICHE SANITARIE

I tipici acari della polvere del genere Dermatophagoides non danno, in genere, gravi problemi dermatologici, nonostante siano stati citati in letteratura alcuni rari episodi di dermatite. Le feci rilasciate dalle larve di questo acaro, se inalate, possono scatenare nei soggetti sensibilizzati, rinite allergiche, fino a fenomeni asmatici di bronco-spasmo.
L’importanza degli acari piroglifidi nell’insorgenza delle allergie alla polvere domestica è assi rilevante: secondo uno studio effettuato da Pauli et al. di tutti i componenti della polvere domestica:

  • questi acari sono considerati come i maggiori responsabili dei fenomeni allergici, con una prevalenza del 70% –
  • seguiti in percentuali decrescenti da: scaglie cutanee di vari animali domestici, soprattutto cani e gatti –
  • e a seguire da frammenti di insetti (ad es. scarafaggi), di funghi, pollini, alghe e da scaglie cutanee di origine umana.

Sono stati identificati diversi complessi antigenici caratteristici di questa acari che nel 1986 sono stati standarizzati dalla World Health Organisation (W.H.O):

  • il D. pteronyssinus possiede due gruppi antigenici, chiamati Der p I e Der p II.,
  • il D farinae ne conta invece ben tre gruppi: Der f I, Der f II e Der f III.

L’EDPA consente di rilevare l’entità e lo stato della popolazione (percentuali di stadi vitali, non vitali, in riproduzione) degli acari presenti in modo da permettere un intervento precoce e mirato.

(per maggior informazione andate sul sito: http://www.edpa.it).

DIAGNOSTICA

Come è noto gli acari del genere Dermatophagoides determinano il broncospasmo principlamente attraverso l’inalazione delle loro deiezioni e, seppure in misura minore, anche attarverso l’inalazione delle loro esuvie sporche di concrezioni dei propri liquidi esuviali. Inoltre sono proprio le masse fecali più piccole, quelle cioè prodotte dalle larve e dalle protoninfe, ad avere maggior potere allergenico. Da ciò si deduce chiaramente come non sia necessariamente la quantità di acari a determinare la patologia respiratoria ma il quantitativo di stadi immaturi, in particolare il quantitativo di larve e protoninfe. E’ veramente di scarsa utilità sapere se ci sono tanti o pochi Dermatophagoides dentro il nostro letto.
Per noi è indispensabile, invece sapere quanti stadi immaturi sono presenti. Infatti la popolazione che abita il nostro materasso può essere vecchia e composta in gran parte da acari adulti, molti dei quali morti! A noi interesa sapere lo stato di questa popolazione, cioè quanti “figli” sono presenti, quante “mamme gravide” ci sono, quante uova stanno producendo! Ciò è quanto ci può dire l’EDPA.
Al contrario di qualsivoglia kit oggi in commercio, questo esame ci consente di sapere, esattamente quale specie abita nel nostro letto,  se è quiescente o si trova invece nella fase riproduttiva … insomma, ci da le informazioni che ci servono realmente.

http://www.edpa.it

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LE ALLERGIE AL NICHEL.


Chi ha una forte intolleranza o allergia la nichel, dovrebbe evitare in generale gli alimenti contenuti in scatolette di alluminio e lattine e preferire le confezioni in vetro. Attenzione anche alle pentole in alluminio e alle padelle in teflon.
In genere si consiglia di sostituire le pentole e le teglie con alternative in vetro pirex. Se l’allergia al nichel non è soltanto alimentare, ma anche da contatto, fate attenzione soprattutto ai gioielli, oltre che ai gancetti, ai bottoni e alle cerniere di abiti, scarpi e accessori.

  1. Cioccolato e cacao in polvere: il cioccolato è una delle fonte di nichel più concentrate. il cioccolato fondente  contiene 2.6 microgrammi per grammo, il cioccolato al latte 1.2 e il cacao 9.8
  2. Anacardi: contengono 5.1 mcg di nichel per g tra la frutta secca gli anacardi sono una delle maggiori fonti di nichel, a cui sarà necessario fare attenzione, soprattutto se presenti in tracce nei prodotti industriali e confezionati..
  3. Pomodori e ortaggi: Tra gli ortaggi più ricchi di nichel trovaimo il pomodoro, asparagi, broccoli, carote, cavoli, cavolfiori, fagiolini, finocchi, lattuga, sedano, radicchio e altri ortaggi. Sono di solito più tollerati: cetrioli, zucca, zucchine, melanzane e peperoni.
  4. Spinaci: anche gli spinaci contengono 0.30 mcg/g e sono tra le verdure da tenere maggiormente sotto controllo in caso di allergia o intolleranza al nichel, insieme a cibi come pomodori e lenticchie.
  5. Legumi e frutta secca: lenticchie, ceci, soia, noci, nocciole e mandorle. i fagioli rossi contengono 0.45 mcg/g
  6. Frutta essiccata: la frutta essiccata contiene quantità di nichel maggiori rispetto alla frutta fresca. ciò potrebbe dipendere anche dai trattamenti industriali: Fichi, uva, albicocche e prugne.
  7. Bevande: cioccolata, caffè, tè e la birra, ma anche le bibite contenute in lattina.
  8. Cibi in scatola: I cibi conservati possono incrementare il loro contenuto di nichel a causa del materiale del contenitore. Attenzione a lattine e scatolette. Meglio scegliere le alternative fresche o confezionare in altri materiali in caso di allergia al nichel.
  9. Cereali: avena, mais, miglio, grano saraceno. Bisogna prendere in considerazione sia i cereali in chicco che le relative farine e i prodotti confezionati che possono contenerle.
  10. Frutti di mare e pesce: tra le maggiori fonti di nichel troviamo i frutti di mare e il pesce (ben nota fonte di metalli pesanti), con particolare riferimento alle ostriche, salmone, gamberi e cozze, ma anche aringhe e sgombri.

CIBI PERMESSI:

  • Birra, caffè,
  • Carni (tutte),
  • pesce (escluso platessa e aringhe),
  • Pollame
  • Uova, latte e derivati, yogurt (non aromatizzati)
  • Frutta fresca (escluso pere, albicocche e prugne)
  • Marmellata
  • Barbabietola rossa, cetrioli, melanzane, peperoni verdi e rossi
  • Cornflakes, farina 00, riso
  • Bevande frizzanti e vino

CIBI A BASSO CONTENUTO  DI NICHEL: DA 50 A 199 μg/kg circa di sostanza:

  • Avocado, carote e lattuga, funghi
  • Fichi
  • Grano saraceno,
  • Liquirizia
  • Platessa e aringhe
  • Tè e rabarbaro

CIBI A DISCRETO CONTENUTO DI NICHEL: DA 100 A 199 μg/kg circa di sostanza:

  • Albicocche, pere e uva passa
  • Aragosta
  • Broccoli, Cipolle, Mais

CIBI A CONTENUTO MEDIO DI NICHEL: DA 200 a 1000 μg/kg di sostanza:

  • Alimenti conservati i cotti in recipienti di metallo,
  • Asparagi, cavoli, cavolfiore, fagioli e fagiolini, patate, piselli, pomodori e spinaci
  • farina e pane di grano integrale, lievito in polvere
  • Margarina,
  • Mitilli, ostriche e crostacei
  • Prugne secche

CIBI A CONTENUTO ELEVATO DI NICHEL: DA PIU’ DI 1000μg/g di sostanza:

  • Arachidi
  • Avena
  • Cacao e derivati (cioccolato, ecc)
  • Concentrato di pomodoro
  • Lenticchie
  • Mandorle, noci e nocciole.

Tra gli alimenti da limitare o evitare a seconda dei casi, si trovano anche alcuni tipi di latticini, come formaggi fusi, formaggini, yogurt al malto o ai cereali e panna montata; alcuni tipi di dolci come il marzapane e la liquirizia e tutto ciò che contiene cacao o cioccolato. Attenzione anche la lievito chimico e ai cibi che lo contengono, alla composizione degli integratori di vitamine e di minerali, ai funghi, margarina e ad alcuni tipi di frutta fresca, tra cui pere, albicocche, ananas e kiwi. Oltrechè ai grassi vegetali idrogenati, al dado brodo, alle patatine fritte e alle gallette di mais o di avena ecc, ecc.

 

 

Sacre Coeur, Montamartre-Paris.

Cliccare il link sotto.

Le Allergie.

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