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MEDICO CHIRURGO: UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI BOLOGNA, MEDICINA GENERALE: REGIONE EMILIA-ROMAGNA, MEDICINA MANUALE-OSTEOPTIA: DIPLOME INTER-UNIVERSITAIRE DE MEDICINE MANUELLE-OSTEOPATHIE: FACULTE DE MEDECINA PARIS XIII - BOBIGNY. MESOTERAPIA ANTALGICA. MEDICO DI MEDICINA GENERALE: Cento-Fe, frazione Casumaro e Reno Centese.

BPCO E ASMA BRONCHIALE


La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) comprende bronchite cronica ed enfisema polmonare, è una patologia respiratoria che si sviluppa in genere dopo i 40 anni in soggetti fumatori, caratterizzata da un deficit ventilatorio progressivo, il cui decorso è scarsamente modificabile con la terapia farmacologica, ed in cui il grado di ostruzione è solo modestamente reversibile. Con l’aumnetare dell’ostruzione si assiste ad una progressiva modificazione di alcuni parametri spirometrici fra cui di particolare importanza è il FEV1. I trattamenti farmacologici cronici hanno l’obiettivo di ottenere il controllo dei sintomi e, sono a differenza di quanto avviene per l’asma, solo incrementati (terapia a scalini) in relazione alla gravità del quadro clinico.

Tutte le principali Linee Guida Internazionale sul trattamento della BPCO sono concordi nel raccomandare in prima battuta per il controllo dei sintomi:

  • un β2-agonista a beve durata d’azione (SABA) al bisogno e,
  • successivamente in progressione, un β2-agonista a lunga durata d’azione (LABA) o un antimuscarinico a lunga durata d’azione (LAMA) in monoterapia, associati fra loro e/o associati ad un cortisonico inalatorio (ICS).

FEV1: volume espiratorio massimo nel 1° secondo, è il volume di aria che viene emessa nel 1° secondo di una manovra di espirazione forzata.

SPIROMETRIA

L’esame spirometrico è fondamentale per la diagnosi e la stadiazione della BPCO, sulla base di 2 parametri:

  1. Capacità Vitale Forzata (CVF o FVC): volume d’aria espirato dai polmoni passando da una inspirazione forzata a una espirazione forzata.
  2. Volume Espiratorio Massimo nel 1° secondo (VEMS o FEV1): volume di aria che viene emessa nel primo secondo di una manovra di espirazione forzata.

IL rapporto VEMS/CVF (FEV1/FVC) è un importante indice per distinguere l’alterazione spirometriche ostruttive (se <70%) da quelle restrittive (se >70%).
La CVF e il FEV1 variano in rapporto al sesso, età ed altezza sulla base dei quali vengono calcolati i valori teorici per ciascun individuo.

LABA: AGONISTI β2-ADRENERGICI  A LUNGA DURATA D’AZIONE

SALMETEROLO: 60 dosi da 50 mcg BID.
Nomi commerciali: Arial, Serevent, Salmetedur (Diskus e Spray).Indicazione: Asma bronchiale e BPCO. Il bassisimo assorbimento sistemico del Salmeterolo consente di limitare sensibilmente i potenziali effetti collaterali, rendendo così la terapia sicura oltre che efficace.

FORMETEROLO: 60 cps da 12 mcg, BID.
Nomi commerciali: Atimos, Foradil (spray), Formoterolo EG (Aerolizer), Formotorolo Viatris (Novolizer), Oxis Turbohaler.
Indicazione terapeutica: nel trattamento del broncospamo in pazienti con ASMA BRONCHIALE o BPCO.
Nel trattamento dell’ASMA BRONCHIALE il formoterolo deve essere somministrato in associazione ai corticosteroidi; la monoterapia con β2-agonisti a lunga durata d’azione (formoterolo e salmeterolo) non è raccomandata per il rischio di grave esacerbazione dell’asma anche con esito fatale. Il rischio è risultato particolarmente evidente nei ragazzi di età compresa fra 4 e 11 anni. Il formoterolo può essere utiizzato sia come terapia di mantenimento sia come trattamento al bisogno (strategia SMART). Una volta che l’asma bronchiale è sotto controllo, le linee guida internazionale raccomandano, se possibile, di eliminare il β2-agonista a lunga durata d’azione e di continuare la terapia di mantenimento con i corticosteroidi inalatori.

INDACATEROLO: 30 cps rigide da 150 e 300 mcg,
E’ un broncodilatatore, viene impiegato 1 volta al die nei pazienti con BPCO, nei soggetti aldulti >18 anni.
Nomi commerciali: Hirobriz Breezhaler, Onbrez Breezhaler: inalatori monodosi.Non va usato in caso di asma, problemi cardiaci, tireopatie, diabete, intolleranza al lattosio e in caso di epilessia.

ASSOCIAZIONE FORMOTEROLO + CORTICOSTEROIDE

Formoterolo + Budesonide: Symbicort è l’unica associazione approvata per il BPCO.
Formoterolo + Beclometasone: Foradil, solo per l’asma, non è approvato per il BPCO.
Formoterolo + corticosteroidi: è indicato nei pazienti con asma bronchiale non adeguatamente controllata in terapia con corticosteroidi inalatoria e con β2-agonista a breve durata d’azione al bisogno.
http://www.pharmamedix.com/principiovoce.php?pa=Formoterolo
http://www.pharmamedix.com/principio.php?pa=Formoterolo&vo=Farmacologia
http://www.pharmamedix.com/principiovoce.php?pa=Formoterolo&vo=avvertenze

LAMA: ANTICOLINERGICI A LUNGA DURATA D’AZIONE

TIOTROPIO: 30 cps 18 mcg QD (1 volta al die), inidcato per la terapia della BPCO.
Nomi commerciali: Spiriva Handihaler (inalatore monodese) cps e Spiriva Respimat (soluzione per inalazione).  Massima cautela nell’utilizzo del farmaco, nei pazienti affetti da insufficienza renale, quindi da una irdotta clearence della creatinina.
Effetti collaterali: vertigini, cefalea e disuria.

ACLIDINIO: 60 dosi da 322 mcg, BID.
Nomi commerciali: Bretaris Genuair e Eklira Genuair (inalatore multidose): BPCO, età ≥18 anni. non sono necessari aggiustamenti della dose per i pazienti anziani. Danno renale: non sono necessari aggiustamenti della dose per i pazienti con compromissione renale né per i pazienti con compromissione epatica.

GLICOPIRRONIO: 30 cps da 44 mcg, QD (1 volta al die).
Nome commerciale: Seebri Breezhaler e Tovanor Breezhaler (inalatore monodose) cps. Indicazione terapeutica: BPCO

CORTICOSTEROIDI INLATORI (ICS)

ALVESCO (ciclesonide): 80 – 100 mcg.
Indicazione terapeutica: ASMA BRONCHIALE, è un presidio per la terapia a lungo termine, il che significa deve essere usato regolarmente per lungo periodo: deve essere usato regolarmente ogni giorno, anche quando non si avvertono sintomi asmatici.
Si consiglia di inalare immediatamente prima dei pasti.
Alvesco non è adatto al trattamento di un attacco acuto di asma.
Posologia adulti e ragazzi dai 12 anni in su: ASMA di lieve-media entità, la dose usuale giornaliera è di 160-640 mcg, ripartiti in 1 o 2 somministrazione al girono.
Asma grave: la dose di 640 mcg si può somministrare fino a 2 volte/die.

PULMAXAN TURBOHALER (BUDESONIDE): 100, 200  e 300 mcg.
Indicazione terapeutica: ASMA BRONCHIALE
Pulmaxan non determina un rapido miglioramento degli episodi acuti di asma, per i quali si consiglia di utilizzare un broncodilatatore a breve durata d’azione.
La posologia di Pulmaxan: va adattata al singolo paziente in relazione alla gravità dell’asma e alla fase della terapia.
Adulti: nei casi di asma grave all’inizio della terapia con corticosteroidI per via inalatoria o in corso di riduzione o sospensione della terapia corticosteroidea per via orale, la pososlogia consigliata è di 200 mcg 2-4 v/die.
La dose di mantenimento è individuale e dovrebbe essere la dose minima che permetta l’assenza di sintomatologia: usualmente è sufficiente una inalazione da 200 mcg/die.
Bambini da 6 anni in su: in genere 200 mcg/die, in 2 somministrazioni; in caso di necessità la posolgia può essere aumentata fino a 400 mcg/die.

FLUTICASONE PROPIONATO: Flixotide Diskus 50, 100, 250, 500 mcg.
Indicazione terapeutica: è inidcato sia per il trattamento dell‘ASMA BRONCHIALE e della BPCO
Il Flixotide è adatto ai bambini dai 4 anni in su e gli adulti: Posologia 2v/die.

ASSOCIAZIONE ICS/LABA

Associazione tra Budesonide + Formoterolo: indicazione sia per l’ASMA che il BPCO.
SYMBICORT: polvere per inalazione 160/4.5 mcg e 320/9 mcg, ASSIEME, SINESTIC.
Indicazione terapeutica: ASMA BRONCHIALE e BPCO. Non ci sono requisiti particolari riguardo il dosaggio nei pazienti anziani. Non vi sono dati disponibili sull’uso di Symbicort nei pazienti con danno epatico e renale.
Poichè budesonide e formoterolo sono eliminati principalmente tramite metabolismo epatico, ci si può aspettare un’aumentata esposizione al farmaco nei pazienti affetti da grave cirrosi epatica.
Dosi raccomadate, dai 18 anni in su: 1-2 inalazioni (2 v/die). Alcuni pazienti possono necessitare fino a un massimo di 4 inalazioni 2 v/die.
Adolescenti (12-17 anni): 1-2 inalazioni 2 v/die.
EFfetti collaterali: cefalea, tremori, vertigine, ansia, tachicardia, palpitazione, esantema, orticaria, prurito,
Respiratori: infezione da candida orofaringe, tosse, raucedine.
Oftalmici: la somministrazione prolungata di corticosteroidi è stata associata a cataratta e glaucoma.
Endocrini: i corticosteroidi possono indurre soppressione surrnelaica.
MUscoloscheletrici: crampi muscolare, la somministrazione cronica di corticosteroidi per via inalatoria è stata associata ad osteoporosi.

Associazione Fluticasone propionato + formoterolo fumarato diidrato: ASMA BRONCHIALE
FLUTIFORMO/ABRIFF INALAZIONE: 120 D, 50/5-125/5 e 250/10 mcg.
Indicazione terapeutia: ASMA BRONCHIALE
Dosi raccomandate: Adulti e adolescenti al di sopra di 12 anni la dose consueta corrisponde a 2 inalazioni 2 volte/die: ovvero 2 puff la mattina + 2 puff la sera.
Il dosaggio 250/10 mcg non dovrebbe essere usato degli adolescenti.
Flutiformo e Abriff non devono essere usati nei bambini al di sotto di 12 anni.

Associazione Beclometasone + Formoterolo: ASMA
FOSTER: soluzione perssurizzata per inalazione.
Indicazione terapeutica: solo ASMA.
Il dosaggio massimo non dovrebbe mai supeerare le 4 inalazioni giornaliere.
Particolare cautela andrebbe riservata ai pazient affetti da patolgie caridovascolari, glaucoma, ipertiroidismo, feocromcitoma, diabete ed ipertrofia prostatica.

Associazione Vilanterolo + Fluticasone: Revinty Ellipta e Relvar Ellipta (92/22 mcg e 184/22 mcg).
indicazione terapeutica: ASMA BRONCHIALE (monosomministrazione) e BPCO (solo il odsaggio 92/22 mcg).
associazione tra Fluticasone furoato è un corticosteroide attivo per 24 ore + Vilanterolo un β2-agonista a lunga durata d’azione in grado di indurre una broncodilatazione di almeno 24 ore.
VILANTEROLO: è un nuovo β2-agonista ottenuto attraverso l’incorporazione di un atomo di ossigeno nella posizione omobenzilica del alto destro dell’anello fenilico dell’eneantiomero più potente (R) di salmeterolo.
Posologia: monosomministrazione sia per ASMA che BPCO. Nell’ASMA adulti ed età ≥12 anni, la dose iniziale è 92/22 mcg (1 inalazione/die), la dose può essere aumentata a 184/22 mcg sempre 1 v/die, per migliorare il controllo dell’asma nei pazienti non adeguatamente controllati con  il DOsaggio iniziale.
Nella BPCO: per il trattamento sintomatico degli adulti con BPCO con un volume espiratorio forzato in 1 secondo (FEV1 <70% del valore normale previsto (post-broncodilatatore) con una storia di riacutizzazioni nonostante la terapia regolare con broncodilatatori.
Posologia nella BPCO, adulti ≥18 anni, una inalazione di 92/22 mcg, una volta al die, invece il dosaggio 180/22 mcg non è consentito nella BPCO.

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MODALITA’ DI DISPENSAZIONE DEL FARMACO EllaOne.


Con la presente circolare si forniscono chiarimenti in merito alle modalità di dispensazione al pubblico del medicinale EllaONe, contarccetivo di emergenza a base di ulipristal acetato.

Com’è noto l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), con determina del 21 aprile 2015, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana dell’8 maggio 2015, n.105, nel modificare la precedente determina n. 2703, in data 8 novembre 2011, ha previsto la seguente classificazione del medicinale EllaOne ai fini della fornitura:

  1. Per le pazienti di età pari o superiore ai 18 anni: medicinali non soggetto a prescrizione medica, ma non da banco (SOP).
  2. Per la pazienti di età inferiore ai 18 anni: medicinale soggetto a prescrizione medica da rinnovare volta per volta (RNR).

Sulla duplice classificazione sopra indicata, è tenuto conto dello stralcio del verbale approvato dalla Commisione Consultiva Tecnica Scientificsa (CTS) dell’AIFA, in data 18 maggio 2015, il medicinale EllaOne può essere dispensato con le seguenti modalità:

  • alle donne maggiorenni, quale medicinale SOP nelle farmacie e negli appositi spazi vendita o parafarmacie, di cui all’articolo 5 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;
    il medicinale EllaOne , può essere dispensato alle donne di età pari o superiore a 18 anni, previa esibizione di un docuemnto di identità, in corso di validità, che ne attesti la maggiore età.
    Il medicinale può altresì, essere dispensato ad altri soggetti maggiorenni muniti di delega che, comunque, dovranno esibire copia del documento di identità, in corso di validità, della donna maggiorenne che intende assumere il medicinale in questione, ciò al fine di poterne verificare anche in questo caso, la maggiore età.
  • alle donne minorenni, quale medicinale soggetto a prescrizione medica da rinnovare volta per volta (RNR), esclusivamente nelle farmacie.
    Il medicinale EllaOne, può essere dispensato alle donne minorenni, previa esibizione della prescrizione medica; il medicinale può essere dispensato anche ad altri soggetti muniti di delega, a condizione che gli stessi siano maggiorenni e forniscano in originale la prescrizione medica del medicinale EllaOne.

La vendita on line del medicinale in questione debba considerarsi vietata anche nell’accezione di medicinale SOP, per motivi di precauzione connessi alla tutela del diritto alla salute, essendo altamente complesso, per non dire impossibile, nel caso di vendita on line, accertare la maggiore età della donna utilizzatrice del medicinale.

EllaOne

Contraccettivo d’emergenza da assumersi entro 120 ore (5 giorni) da un rapporto sessuale non protetto o dal fallimento di altro metodo contraccettivo.

Posologia: Il trattamento consiste in una compressa da prendere per bocca quanto prima possibile e comunque non oltre 120 ore (5 giorni).
La compressa può essere assunta a stomaco pieno o vuoto.
Può essere assunto in qualsiasi momento durante il cicilo mestruale.
In caso di vomito entro 3 ore dell’assunzione di ellaOne è necessario assumere una seconda compressa.

Prima della somministrazione di ellaOne va esclusa l’esistenza di una gravidanza.

In caso di insufficienza renale: non è necessario alcun adeguatamento della dose.
In caso di insufficienza epatica: in assenza di studi specifici, non è possibile fare raccomandazioni alternative per quanto riguarda la dose di ellaOne.
In caso di insufficienza epatica grave: in assenza di studi specifici, l’uso di ellaOne non è raccomandato.

http://ec.europa.eu/health/documents/community-register/2015/20150107130448/anx_130448_it.pdf

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DIAGNOSI DI DIABETE TIPO 2


DIAGNOSI

Soggetto normale:  Glicemia plasmatica a digiuno
IFG o alterata glicemia a digiuno (Impaired Fasting Glycaemia): Valori di glicemia plasmatica a digiuno compresi tra 100 e 125 mg/dl.
IGT o ridotta tolleranza glucidica (Impaired Glucose Tolrance): 2 ore dopo OGTT con 75 g di glucosio, glicemia plasmatica compresa tra 140 e 199 mg/dl.
Diabete mellito:

  1. glicemia plasmatica a digiuno ≥126 mg/dl, il dato necessita di una conferma in una seconda occasione, oppure
  2. glicemia plasmatica ≥200 mg/dl in qualsiasi momento della giornata associata a sintomi suggestivi di diabete mellito; il dato necessita di una conferma in una seconda occasione, oppure
  3. glicemia plasmatica ≥200 mg/dl 2 ore dopo OGTT anche in presenza di glicemia a digiuno inferiore a 126 mg/dl.

Soggetti a rischio medio-alto di diabete mellito: familiarità di 1° gardo, obesità o sovrappesi icon IMC >25kg/m2 soprattutto se circonferenza vita >80 cm nelle donne e >94 cm negli uomini, pregresso diabete gestazionale, anamnesi di gravidanza con peso alla nascita >4.5 kg o <2.5 Kg, abortività ripetuta, aterosclerosi precoce, ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia e/o HDL <35 mg/dl, iperuricemia, IGT, IFG, gruppi etnici ad alta prevalenza di diabete: glicemia a digiuno ogni anno, indipendentemente dell’etò.

Nei soggetti con conbinazione di più fattori di rischio o con forte sospetto di alterazione metabolica, in particolare se affetti da malattia cardiovascolare, è raccomandabile un approfondimento diagnostico della condizione metabolica tramite determinazione annuale della glicemia dopo 2 ore dal pasto e/o 2 ore dopo OGTT con 75 g di glucosio.
I risultati di tali indagine potranno individuare uno stato di normalità o di alterazione del metabolismo glucidico tale da configurare categorie diagnsotiche diverse: IFG, IGT, diabete mellito.
Tali soggetti (trovati affetti da IFG e/o IGT) vanno considerati ad elevato rischio cardiovascolare a tutti gli effetti.

I valori del compenso metabolico sono sintetizzabili come:

HbA1c inferiore a 53 mmol/mol (7%) nei soggetti ≤65 aa
HbA1c inferiore a 58.5 mmol/mol ( 7.5%) nei soggetti >65 aa e ≤75 aa
HbA1c inferiore a 64 mmol/mol (8%) nei soggetti >75 aa

Glyconverter: cliccare sotto
http://glyconverter.altervista.org/ Tabella di conversione dei valori di emoglobina glicata
http://www.gdm1.org/images/ConversioneGlicosilata.pdf

Per passare da un’unità di misura all’altra si può ricorrere ai seguenti calcoli che forniscono un valore approssimativo.
Da mmol/mol a %: HbA1c (in mmol/mol)/11 + 2 = HbA1c %
Da % a mmol/mol: HbA1c (%) – 2) x 11 = HbA1c (mmol/mol)

PERIODICITA’ DEI CONTROLLI PER I SOGGETTI DIABETICI

OGNI 3 MESI:
– glicemia a digiuno
– peso corporeo
– circonferenza vita
– Pressione arteriosa
– anamnesi orientata (in part. ipoglicemia)
– valutazione dati autocontrollo (se attivato)- HbA1c per i soggetti temporaneamente metabolicamente insatbili o trattati con insulina

OGNI 6 MESI:
– HbA1c (non insulino-trattati e metabolicamente stabili)
– glicemia post-prandiale quando clinicamente indicata
– Visita medica orientata alla patologia diabetica (rinforzo cognitivo e terapeutico, counselling gestionale e terapeutico)
– microalbuminuria rapporto albumina/creatinina su urine del primo mattino, da confermare, se patologica, con un successivo dosaggio.
– creatininemia
– uricemia
– Colesterolo totale, HDL, Trigliceridi, LDL, ALT

OGNI ANNO
– ECG (se presente cardiopatia ischemica o altri fattori di rischio CV)
– oftalmoscopia (se presente retinopatia diabetica)
OGNI 2 ANNI:
– ECG (anche se assente cardiopatia ischemica)
– Oftalmoscopia (anche in assenza di precedente retinopatia)

APPLICAZIONE DELLA NOTA AIFA 13 NEI DIABETICI

La nota AIFA 13, al pari delle più accreditate linee guida, considera il diabete come un equivalente ischemico coronarico, a prescindere dalla durata della malattia o dal grado di compenso metabolico. Le prove che il diabete sia un equivalente ischemico coronarico non appaiono però univoche. Se viene mantenuto un adeguato compenso metabolico il soggetto diabetico, specie nei primi anni dopo l’insorgenza della malattia, sembra presentare un RCG (rischio cardiovascolare globale) inferiore rispetto al paziente con pregressa malattia coronarica.

In effetti le carte del rischio cardiovascolare consentono la valutazione del rischio nel soggetto diabetico in prevenzione primaria.

Il cattivo compenso metabolico è considerato, di per sé un potente determinante della dislipidemia sia nel diabete di tipo 1 che di tipo 2: frequente la presenza di ipertrigliceridemia, LDL piccole e dense (particolarmente aterogene) e bassi livelli di colesterolo HDL. E’ stato evidenziato che il miglioramento del grado di compenso glucidico comunque ottenuto (modifiche dello stile di vita, antidiabetici orali, insulina) si associa ad un miglioramento del profilo lipdidico del soggetto diabetico.

Sarebbe estremamente utile, a questo riguardo, poter disporre di strumenti per la valutazione del RCV che tengano in considerazione anche la severità della malattia diabetica. In assenza di tali strumenti, secondo le linee guida internazionali sul diabete, e in particolare secondo il Position Statement dell’American Diabete Association del 2012, tre potrebbero essere gli scenari da considerare.

Paziente diabetico CON complicanze cardiovascolari. E’ sempre giustificato iniziare un trattamento con farmaci ipolipemizzanti; il trattamento farmacologco, non deve sostituire, ma affiancarsi ad una dieta corretta e a un appropriato stile di vita.
Il target raccomandato di colesterolo LDL da raggiungere è <70

Paziente diabetico >40 anni SENZA complicanze CV, ma con almeno un ulteriore fattore di rischio cardiovascolare. E’ giustificato iniziare un trattamento con framaci ipolipemizzanti. Il trattamento farmacologico deve essere associato ad una dieta corretta e appropriato stile di vita.
Il target raccomandato di LDL da raggiungere è <100

Paziente diabetico – almeno altri 2 fattori di rischio CV,
oppure
– mancato raggiungimento del target di colesterolo LDL

Il trattamento con framaci ipolipemizzanti può essere preso in considerazione, anche se non obbligatoriamente, in aggiunta ad una dieta corretta e a un appropriato stile di vita.

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Archiviato in DIABETE MELLITO.

INSUFFICIENZA RESPIRATORIA E OSSIGENOTERPIA.


INTRODUZIONE

L’ossigenoterapia consiste nella somministrazione di ossigeno (O2) in concentrazione maggiore di quella presente nell’aria ambiente, allo scopo di trattare o prevenire i sintomi dell’ipossiemia arteriosa.
Questa terapia può essere applicata sia in situazioni di acuzie, per il periodo necessario a superare l’evento acuto, sia a lungo termine, quando esiste una grave ipossiemia cronica stabilizzata.
I benefici della ossigenoterapia a lungo termine (OTLT) sono stati chiaramente documentati per la BPCO, mentre per le rimanenti malattie broncopolmonari l’evidenza di efficacia risulta meno forte.

L’insufficienza respiratoria (IR), è la complicanza più frequente delle riacutizzazioni di BPCO che necessitano di ricovero ospedaliero. L’indagine principe per la diagnosi di (insufficineza respiratoria) IR è l’emogasanalisi arteriosa (EGA) il cui referto deve sempre riportare la FiO2 o il flusso di O2 a cui è stata eseguita.
Si parla di IR in presenza di PaO2 <60 mmHg, che può essere accompagnato da incremento della PaCo2 (ipercapnia, PaCO2 >45 mmHg) e da acidosi respiratoria (pH <7.35).

i valori normali dell’EGA sono i seguenti:

  • pH:  7.35-7.45
  • PaO2: > 80-100 mmHg, (i valori fisiologici diminuiscono con l’età; sottrare 1 mmHg da 80 mmHg per ogni anno di età sopra i 60 anni e fino a 90 anni (Fischbach e Dunning, 2006).
  • PaCO2: 35-45 mmHg
  • HCO3: 22-26 mEq/L
  • SaO2: Saturazione di ossigeno >95%
  • Eccessi o deficit delle basi (BE+/BE-): +/-2 mEq/L
  • tHb: 11-17 g/dL
  • Na+: 135-145 mEq/L
  • Cl-: 95-105 mEq/L
  • K+: 3.50-4.50 mEq/L
  • Ca++: 4.49-5.29 mEq/L
  • Glucosio: 60-110 mg/dL
  • Lattato: 0.3-1.3 mEq/L

INDICAZIONI ALLA OTLT

Indicazioni assolute:

  1. IRC in fase stabile con trattamento farmacologico ottimale che presenti valori di PaO2 <55 mmHg o SaO2 ≤88%, non modificabile con altre risorse terapeutiche.
  2. IRC in fase stabile con trattamento farmacologico ottimale che presenti PaO2 compresa fra 55 e 60 mmHg e coesistenza di almeno uno dei seguenti fattori aggiuntivi:
    – policitemia (ematocrito >55%);
    – cuore polmonare cronico o segni di ipertensione arteriosa polmonare;
    – segni di sofferenza ipossica tissutale (edemi periferici da scompenso cardiaco destro, peggioramento dello stato mentale);
    – cardiopatia ischemica.

L’adesione ai criteri prescrittivi va confermata a distanza di tempo dalla rilevazione iniziale. In particolare, l’emogasanalisi (EGA) deve essere ripetuta dopo un mese; un successivo controllo a 3 mesi permetterà di confermare o revocare la prescrizione di OTLT.

Indicazione relative:
Nei pazienti che presentano desaturazione ossiemoglobinica intermittente, la OTLT è indicata nelle seguenti condizioni:

  1. Sonno: quando la Saturazione Ossiemoglobinica (SpO2) si mantiene al di sotto del 90% per almeno il 30% del tempo di registrazione nel corso di un monitoraggio notturno della durata di almeno 6 ore, e quando il monitoraggio notturno durante ossigenoterapia evidenzia un significativo miglioramento dell’ipossiemia (SpO2 ≥90% per 80% della registrazione);
  2. Esercizio fisico: quando vi è il riscontro pulsossimetrico di desaturazione ossiemoglobinica durante esercizio, confermata mediante EGA arteriosa (PaO2 <55 mmHG); la somministrazione di ossigeno (O2) durante test del cammino deve innalzare stabilmente SpO2 al di sopra del 90%.

TEMPO DI UTILIZZO DELL’OTLT

La OTLT deve essere attuata per almeno 18 ore al die nei pazienti ipossiemici stabili; i benefici aumentano proporzionalmente al tempo di assunzione, cosicchè è preferibile che esso sia prossimo alle 24 h/die.
Tenuto conto del fatto che la pressione arteriosa polmonare aumenta dopo 2-3 ore di sospensione dell’ossigenoterapia, le interruzione quotidiane del trattamento non dovrebbero superare tale durata.
Sono pertanto proponibili le seguenti durate minime di utilizzo quotidiano:

  • ipossiemia continua: >18 h/die, preferibilmente prossima alle 24 h (specie in presenza di ipertensione polmonare);
  • ipertensione notturna: >6 h/die.

VERONA

PALERMO

SIENA

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Archiviato in OSSIGENOTERAPIA

SPAZIO GIOVANE DI CENTO-FERRARA


Il servizio spazio giovane è aperto ai ragazzi e alle ragazze il mercoledi.

Il Consulturio rappresenta un punto di riferimento per i giovani per trattare le problematiche affettive, sessuali e relazionali, offrendo ascolto, attenzione ed informazioni appropriate.

Operatori:

  • Medico Ginecologo
  • Ostetrica
  • Psicologa

L’accesso è gratuito per ragazzi di età compresa tra 14 e 20 anni.

Sede di ricevimento
Cento – Via Cremonino  18

Orari di ricevimento
Medico Ginecologo: mercoledi dalle 13 alle 14, libero accesso, tel: 051-6838431 (da 14 a 20 anni)
Psicologa: mercoledi dalle 10.30 alle 16.30 su appuntamento, tel: 051-6838552 (da 14 a 24 anni)

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Archiviato in CENTO - FERRARA.

CATARATTA


PREPARAZIONE PREINTERVENTO

INDOM COLLIRIO (indometacina, antidolorifico): una goccia in entrambi gli occhi, 4 volte al giorno, nei due giorni antecedenti l’intervento. NETTACIN COLLIRIO (Netilmicina, antibiotico): una goccia nell’occhio da operare, 4 volte al giorno, nei 2 giorni antecedenti l’intervento. Si consiglia di tenere le mani ben lavate ogni volta che si toccano gli occhi. Usare fazzoletti monouso. Non usare fazzoletti di tessuto.

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COME ERADICARE L’HELICOBACTER PYLORI


ERADICAZIONE DI HP

L’Helicobacter Pylori (Hp) è un agente patogeno umano che gioca un ruolo cardine nello sviluppo di alcune malattie tra cui l’ulcera peptica e le neoplasie gastriche.
Pertanto, questa infezione deve essere curata ogni qualvolta venga diagnosticata.

Qual’è la terapia di prima linea dell’infezione da Hp:
TRIPLICE TERAPIA STANDARD: TERAPIA DI PRIMA LINEA: 10-14 giorni.
PPI+CALRITROMCIINA+AMOXICILLINA OPPURE
PPI+CLARITROMICINA+METRONIDAZOLO (risultata ugualmente efficace), è consigliata come terapia di prima linea nelle aree a bassa calritomicina-resistenza, ma deve essere abbandonata nelle aree con resistenza >20%. Inoltre la durata della terapia deve essere estesa a 10 0 14 giorni in quanto una meta-analisi ha riportato incremento del tasso di eradciazione di circa il 4% e 5%, rispettivamente in confronto a 7 giorni di terapia.

 Negli ultimi anni, tuttavia, si è assistito ad un progressivo declino dei tassi di successo della terapia tripla sopra menzionata, con tassi di eradicazione di H. pylori che sono stati stimati essere inferiori all’80% in ragione, soprattutto dell’emergere di resistenza agli antibiotici (claritromicina in particolare).

quando non è consigliato utilizzare la TRIPLICE TERAPIA STANDARD?
Secondo le recenti linee-guida di Maastricht IV la soglia del 20% di resistenza alla claritromicina dovrebbe essere adoperata per separare le Regioni ad alta da quelle a bassa resistenza all’antibiotico, mantenendo pertanto l’utilizzo di tale strategia terapeutica solo nei Paesi con resistenza inferiore al 20% (Olanda, Svezia, Irlanda, Germania, Malesia, Taiwan), dove si raggiungono tassi di eradicazione superiori al 90%.
La triplice terapia standard dovrebbe essere invece, abbandonata nelle aree con resistenza alla claritromicina uguale o superiore al 20% (Spagna, Turchia, Italia; Alsaka, Cina, Giappone e Camerun) in quanto i tassi di eradicazione risultano inferiori al 80%.

Per ovviare a questo inconveniente, sono state testate combinazioni diverse di antibiotici. una di queste è stata la terapia sequenziale della durata di 10 giorni, che ha mostrato dei risultati promettenti.

TERAPIA CONCOMITANTE: 7-10 GIORNI
PPI+METRONIDAZOLO+AMOXICILLINA+CLARITROMICINA

TERAPIA SEQUENZIALE: 10-14 GIORNI
I PRIMI 5 – 7 GIORNI:
PPI (omeprazolo) 20: 1 cp 20 minuti prima di colazione e cena (BID)
AMOXICILLINA 1 G: 1 cp a colazione + 1 a cena (a stomaco pieno)
PER ALTRI 5 – 7 GIORNI:
PPI: BID
CLARITROMICINA 500: BID a stomaco pieno
TRIMONASE O METRONIDAZOLO: BID a stomaco pieno.

TRIPLICE TERAPIA MODIFICATA: 10 GIRONI
PPI+LEVOFLOXACINA+AMOXICILLINA

QUADRICIPITE TERAPIA CON BISMUTO:10 GIORNI
PPI+METRONIDAZOLO+TETRACICLINA+BISMUTO

TERAPIA IBRIDA: 14 GIORNI
PPI+AMOXICILLINA PER 7 GIORNI SEGUITA DA
PPI+AMOXICILLINA+METRONIDAZOLO+CLARITROMICINA PER 7 GIORNI

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