DIAGNOSI DI DIABETE TIPO 2


DIAGNOSI

Soggetto normale:  Glicemia plasmatica a digiuno
IFG o alterata glicemia a digiuno (Impaired Fasting Glycaemia): Valori di glicemia plasmatica a digiuno compresi tra 100 e 125 mg/dl.
IGT o ridotta tolleranza glucidica (Impaired Glucose Tolrance): 2 ore dopo OGTT con 75 g di glucosio, glicemia plasmatica compresa tra 140 e 199 mg/dl.
Diabete mellito:

  1. glicemia plasmatica a digiuno ≥126 mg/dl, il dato necessita di una conferma in una seconda occasione, oppure
  2. glicemia plasmatica ≥200 mg/dl in qualsiasi momento della giornata associata a sintomi suggestivi di diabete mellito; il dato necessita di una conferma in una seconda occasione, oppure
  3. glicemia plasmatica ≥200 mg/dl 2 ore dopo OGTT anche in presenza di glicemia a digiuno inferiore a 126 mg/dl.

Soggetti a rischio medio-alto di diabete mellito: familiarità di 1° gardo, obesità o sovrappesi icon IMC >25kg/m2 soprattutto se circonferenza vita >80 cm nelle donne e >94 cm negli uomini, pregresso diabete gestazionale, anamnesi di gravidanza con peso alla nascita >4.5 kg o <2.5 Kg, abortività ripetuta, aterosclerosi precoce, ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia e/o HDL <35 mg/dl, iperuricemia, IGT, IFG, gruppi etnici ad alta prevalenza di diabete: glicemia a digiuno ogni anno, indipendentemente dell’etò.

Nei soggetti con conbinazione di più fattori di rischio o con forte sospetto di alterazione metabolica, in particolare se affetti da malattia cardiovascolare, è raccomandabile un approfondimento diagnostico della condizione metabolica tramite determinazione annuale della glicemia dopo 2 ore dal pasto e/o 2 ore dopo OGTT con 75 g di glucosio.
I risultati di tali indagine potranno individuare uno stato di normalità o di alterazione del metabolismo glucidico tale da configurare categorie diagnsotiche diverse: IFG, IGT, diabete mellito.
Tali soggetti (trovati affetti da IFG e/o IGT) vanno considerati ad elevato rischio cardiovascolare a tutti gli effetti.

I valori del compenso metabolico sono sintetizzabili come:

HbA1c inferiore a 53 mmol/mol (7%) nei soggetti ≤65 aa
HbA1c inferiore a 58.5 mmol/mol ( 7.5%) nei soggetti >65 aa e ≤75 aa
HbA1c inferiore a 64 mmol/mol (8%) nei soggetti >75 aa

Glyconverter: cliccare sotto
http://glyconverter.altervista.org/ Tabella di conversione dei valori di emoglobina glicata
http://www.gdm1.org/images/ConversioneGlicosilata.pdf

Per passare da un’unità di misura all’altra si può ricorrere ai seguenti calcoli che forniscono un valore approssimativo.
Da mmol/mol a %: HbA1c (in mmol/mol)/11 + 2 = HbA1c %
Da % a mmol/mol: HbA1c (%) – 2) x 11 = HbA1c (mmol/mol)

PERIODICITA’ DEI CONTROLLI PER I SOGGETTI DIABETICI

OGNI 3 MESI:
– glicemia a digiuno
– peso corporeo
– circonferenza vita
– Pressione arteriosa
– anamnesi orientata (in part. ipoglicemia)
– valutazione dati autocontrollo (se attivato)- HbA1c per i soggetti temporaneamente metabolicamente insatbili o trattati con insulina

OGNI 6 MESI:
– HbA1c (non insulino-trattati e metabolicamente stabili)
– glicemia post-prandiale quando clinicamente indicata
– Visita medica orientata alla patologia diabetica (rinforzo cognitivo e terapeutico, counselling gestionale e terapeutico)
– microalbuminuria rapporto albumina/creatinina su urine del primo mattino, da confermare, se patologica, con un successivo dosaggio.
– creatininemia
– uricemia
– Colesterolo totale, HDL, Trigliceridi, LDL, ALT

OGNI ANNO
– ECG (se presente cardiopatia ischemica o altri fattori di rischio CV)
– oftalmoscopia (se presente retinopatia diabetica)
OGNI 2 ANNI:
– ECG (anche se assente cardiopatia ischemica)
– Oftalmoscopia (anche in assenza di precedente retinopatia)

APPLICAZIONE DELLA NOTA AIFA 13 NEI DIABETICI

La nota AIFA 13, al pari delle più accreditate linee guida, considera il diabete come un equivalente ischemico coronarico, a prescindere dalla durata della malattia o dal grado di compenso metabolico. Le prove che il diabete sia un equivalente ischemico coronarico non appaiono però univoche. Se viene mantenuto un adeguato compenso metabolico il soggetto diabetico, specie nei primi anni dopo l’insorgenza della malattia, sembra presentare un RCG (rischio cardiovascolare globale) inferiore rispetto al paziente con pregressa malattia coronarica.

In effetti le carte del rischio cardiovascolare consentono la valutazione del rischio nel soggetto diabetico in prevenzione primaria.

Il cattivo compenso metabolico è considerato, di per sé un potente determinante della dislipidemia sia nel diabete di tipo 1 che di tipo 2: frequente la presenza di ipertrigliceridemia, LDL piccole e dense (particolarmente aterogene) e bassi livelli di colesterolo HDL. E’ stato evidenziato che il miglioramento del grado di compenso glucidico comunque ottenuto (modifiche dello stile di vita, antidiabetici orali, insulina) si associa ad un miglioramento del profilo lipdidico del soggetto diabetico.

Sarebbe estremamente utile, a questo riguardo, poter disporre di strumenti per la valutazione del RCV che tengano in considerazione anche la severità della malattia diabetica. In assenza di tali strumenti, secondo le linee guida internazionali sul diabete, e in particolare secondo il Position Statement dell’American Diabete Association del 2012, tre potrebbero essere gli scenari da considerare.

Paziente diabetico CON complicanze cardiovascolari. E’ sempre giustificato iniziare un trattamento con farmaci ipolipemizzanti; il trattamento farmacologco, non deve sostituire, ma affiancarsi ad una dieta corretta e a un appropriato stile di vita.
Il target raccomandato di colesterolo LDL da raggiungere è <70

Paziente diabetico >40 anni SENZA complicanze CV, ma con almeno un ulteriore fattore di rischio cardiovascolare. E’ giustificato iniziare un trattamento con framaci ipolipemizzanti. Il trattamento farmacologico deve essere associato ad una dieta corretta e appropriato stile di vita.
Il target raccomandato di LDL da raggiungere è <100

Paziente diabetico – almeno altri 2 fattori di rischio CV,
oppure
– mancato raggiungimento del target di colesterolo LDL

Il trattamento con framaci ipolipemizzanti può essere preso in considerazione, anche se non obbligatoriamente, in aggiunta ad una dieta corretta e a un appropriato stile di vita.

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