IPOKALIEMIA O IPOPOTASSIEMIA.


IPOPOTASSIEMIA O IPOKALIEMIA

Cause

  • perdite gastrointestinali (es. vomito, diarrea, sondino nasogastrico)
  • perdite renali (terapia diuretica)
  • inadeguata somministrazione (digiuno, alcoolismo)
  • iperaldosteronismo, iperidratazione.
  • somministrazione ev di bicarbonato o di soluzioni glucosio-insulina che favoriscono la penetrazione del potassio all’interno delle cellule.
I segni di ipopotassiemia raramente insorgono per valori superiori a 2.5 mEq/l. Importante è prevenire l’ipopotassiemia in pazienti sotto trattamento digitalico.
Una ipomagnesemia può rendere più difficile la terapia dell’ipopotassiemia e quindi va corretta contemporaneamente.
Terapia orale
  • Dieta: banane, pomodori, arance, cioccolato, latte, limoni, mandorle, frutta secca, spinaci, patata, broccoli, carote, uva, fragole e cocomero sono molti ricchi di K. Due banane + un bicchiere di spremuta di arance contengono circa 40 mEq di potassio.
  • KCl: quando la sola dieta non è sufficiente il farmaco di prima scelta è il KCl in fiale, che possono essere diluite in succhi di frutta e somministrate immediatamente dopo i pasti per evitare l’irritazione gastrica.
  • Nelle forme lievi: aspartato di potassio POLASE bust, cpr dopo ii pasti. I preparati ritardo possono provocare raramente ulcere intestinali.
  • Diuretici risparmiatori di potassio, rendono di solito le somministrazioni di prodotti a base di potassio ed è il metodo più efficace.
  • ACE-inibitori.

Erbe e squilibri elettrolitici

La maggior parte dei principi attivi contenuti nelle erbe viene eliminato attraverso il rene e l’uso di rimedi a base di erbe è stato associato a diversi tipi di danno renale che vanno dall’insufficienza renale acuta (IRA) ai difetti tubulari, alla malattia renale cronica fino al carcinoma uroteliale. Anche l’equilibrio elettrolitico può essere alterato in seguito all’uso di piante con conseguenza a livello cardiocircolatorio e neurologico, in aprticolare in pazienti con precedenti fattori di rischio o ch eassumono farmaci o alimenti interagenti.

E’ ben nota per esempio, l’azione mineralcorticoide della radice di liquirizia (glycirrhiza glabra) legata alla inattivazione dell’enzima ch econverte il cortisolo in cortisone inattivo a livello dei tubuli renali. Il cortisolo così accumulato svolge una attività mineralcorticoide con ritenzione di sodio, rischio di ipertensione e perdita di potassio che, se grave può portare a rabdomiolisi e insufficienza renale acuta.
Sono descritti in letteratura numerosi casi di debolezza muscolare, ipertensione, miopatia in persone sia giovani sia anziane che facevano uso di grandi quantità di prodotti a base di liquirizia in svariati contesti, dalla cessazione del fumo alle problematiche dei disturbi dell’apettito, al semplice uso per piacere. Le segnalazioni più recenti suggersicono che l’età avanzata, l’ipertensione, la dose e il periodo di assunzione sono fattori di rischio per lo sviluppo dello pseudo-aldosteronismo da liquirizia.

I lassativi antrachinonici a base di erbe come l’aloe, la senna, la cascara e il rabarbaro possono causare invece ipopotassiemia se usati per lunghi periodi. L’abuso di lassativi non è solo un problema degli anziani con stitichezza cronica, ma è frequente nelle persone con disturbi dell’appetito (anoressia, bulimia) o in determinate categorie di sportivi (che devono rientrare in determinate categorie di peso). Sono descritti casi in cui la perdita di potassio ha determianto debolezza muscolare e stanchezza, fino ad arrivare a paralisi muscolare, rabdomiolisi con insufficienza renale e aritmie cardiache.

Il rabarbaro è anche ricco di acido ossalico e può contribuire alla formazione di calcoli.
Il succo di un rimedio tradizionale polinesiano a base di noni (Morinda citrifolia), così come il  tarassaco (Tarassacum officinale), ortica (Utrica dioica) ed erba medica (Medicago sativa) hanno un alto contenuto di potassio e possono determinare, se usati in quantità molto elevata, iperpotassiemia, particolarmente nei pazienti con IRC . Queste e molte altre piante sono usate tradizionalmente come adiuvanti nella diuresi, cosa che richiede una certa cautela nei pazienti con funzionalità renale compromessa.

Anche alimenti di uso comune possono causare alterazioni elettrolitiche se consumati in quantità eccessive o da soggetti con condizioni predisponenti. Sono descritti numerosi casi di iperpotassiemia in pazienti con IR, diabetici o con altre patologie (schizofrenia, HIV) che assumevano grandi quantità di succhi di frutta.

Nella tabella seguente vengono ricordati i frutti e i succhi a elevato contenuto di potassio.

  • Banane
  • Succo di pomodoro
  • Pesca
  • Succo d’arancia
  • Succo di pompelmo
  • Succo di mela
  • Cocomero
  • Fagioli
  • Piselli
  • asparagi
  • Patate
  • albicocche
  • Cavolfiori
  • Spinaci
  • Arachidi.

Introduction

Une Hypokaliemie définie par une kaliemie < 3.5 mmol/l est une anomalie fréquemment retrouvée en pratique médicale courante.
Le plus souvent asymptomatique et découverte à l’occasion d’un bilan biologique, elle peut  lorsque elle est sévère  metter en jeu le pronostic vital en raison des troubles du rythme cardiaque et de la fonction respiratoire.

les causes sont nombreuses, mais je n’aborderai que les hypokaliemis rencontrées en médecine générale. Parfois la cause est évidente mais dans certains cas elle parait mystérieuse.

Rappel physiologique

Le contenu en K du corps humain est d’environ 3500 mmol.
98% du K est localisé dans le secteur intracellulaire, essentiellement dans les muscles (3000 mmol) et accessoirement dans le foie (300 mmol) et dans les hématies (325 mmol). La teneur en K des cellules est de 150 mmol/l.
2% seulement sont contenus dans le liquide extra cellulaire à une concentration beaucoup plus basse de 3,5 à 5 mmol/l.

Le rapport Ki/Ke est le déterminant majeur du potentiel de repos de la membrane cellulaire. On comprend donc aisément qu’une petite variation de la kaliémie entraine des modifications importantes de ce potentiel. C’est la raison pour laquelle il existe une régulation très fine qui maintient le Ke dans le marge étroite de 3.5 à 5 mmol/l.
Les mouvements du K entre les cellules et le SEC sont à l’état physiologique régulés par 2 hormones: insuline et catécholamines. En pathologie, il faut ajouter l’équilibre acido-basique.
L’équilibre des entrées et des sorties est assuré par le rein dans le tube collecteur cortical sous la dépendance de l’aldosterone.

APPROCHE DIAGNOSTIQUE

Chez les patients ayant une kaliémie❤ mmol/l, il faut dans un 1er temps apprécier le degré d’urgence qui passe par la réalisation d’un ECG. En l’absence d’anomalie, la démarche diagnostique peut alors commencer.
Je n’insisterai pas sur les situations aigues aboutissants à un transfert anormale de K extra cellulare vers le secteur intracellulaire. Elles sont essentiellement médicamenteuse et je ne citerai que 2 situation, la 1ère l’administration d’un bronchodilatateur en cas de crise d’asthme, la 2ème est l’administartion  d’une grande quantité d’insuline dans  l’acidose diabétique.

Le manque d’apport en K est exceptionnellement en cause car le rein, qui joue un role majeur dans la régulation du K a des capacités importantes de conservation du K et il faut une longue période de jeune come celle qu’on observe dans l’anorexie mentale, pour voir apparaitre une hypokaliémie.

Les 2 causes essentielles de hypokaliémies sont des pertes anormales de K d’origine rénale ou digetsive. parmi elles, la prise de diurétiques et la diarrhée et/ou les vomissements sont les premières causes à évoquer en médecine générale. Un interrogatoire bien conduit alors suffisant pour faire le diagnostic.

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