FORESTA NERA E ALSAZIA.


Al supermercato (Colmar), incuriosito davanti ad una qualità di mele, rosse e lucidissime, al punto di non sembrare tanto naturale (Red Chief).
Una signora mi ha assicurato che è squisita da mangiare, ho preso qualcuna; in effetti, ottima al palato. La medesima forma della Stark, dotate della capacità di generare sulla buccia uno strato invisibile di cere che la protegge; si conservono a lungo, e la loro polpa rimane compatta.

OFFENBURG.

Offenburg - Foresta Nera.

MERCOLEDI 14 SETTEMBRE:
Finalmente é giunto il momento tanto atteso e altrettanto meritato, partire in vacanza. Già alle ore otto del mattino eravamo sulla A1, a parte l’intoppo sulla tangenziale di Milano dove abbiamo messo 75 minuti per riuscire ad arrivare  sulla A9 (Como-Chiasso), per fortuna tutto è filato liscio fino al nostro arrivo a TITISEE, una piccola località nella foresta nera.
Attraversando la svizzera, la strada è molto piacevole, si incontrano bellissimi laghi; spesso lungo il tragitto ci siamo fermati per goderci delle spettacolari vedute, mentre in Italia era estate, oltre San Gottardo, ci sembrava di entrare in un’altra sfera, nebbia, pioggia e freddo.

TITISEE.

Louise Bourgeois, à l'infini - Fondation Beyeler- Basel.

La Foresta Nera (Schwarzwald), è nella regione del Baden-Württemberg (sud-ovest della Germania).

TITISEE: a 30 km da Freiburg o Friburgo.
La località è un posto di villeggiatura, dove i turisti ovviamente non mancano né i negozi di abbigliamento, alberghi, Gasthaus e ristoranti, in pratica è tutto un caos commerciale.
La caratteristica di Titisee, è un piccolo lago naturale nato della fusione delle acque del ghiacciaio Feldberg, immerso nel verde (viene definito la perla della Foresta Nera). Ha una superficie di 1.3 km2, lungo solo 2 km, la sua profondità media è di 20 m, quella massima di 41 m circa, l’inverno si ghiaccia formando una crosta di 60 cm.
tutte le imbarcazioni usano un motore elettrico per evitare l’inquinamento, in effetti sono tutte silenziose e fare un giro sopra è ancora più piacevole.
Il lago è incantevole, si gode ancora di più facendo un giro con il batello (durata 30 minuti), penso che sia il modo migliore  per sentirsi parte integrante del paesaggio.

Il lago più grande della Foresta Nera è lo SCHLUSEE, a circa 20 km da Titisee.

Lucerna - Svizzera.

SCHILTACH.

FREIBURG IM BREISGAU
Da non perdere, 220.000 abitanti ed è la princiaple città della Foresta Nera, a pochi km dalla Svizzera e dalla Francia.
Siamo arrivati verso sera, niente paura, abbiamo depositato le valigie in camera e subito siamo partiti a perlustrare la citttà.
Friburgo è una città da vedere non solo di giorno che brulica di turisti, ma anche di notte, al tramonto per ammirare la luce che emana la sua catedrale gotica (Münster), soprattutto al brunire con tutte le gargouille (doccioni) che spuntano da tutte le parti; é stato bello vedere le guide che portavano le lanterne con tutti i turisti al seguito, poi fermarsi ad ogni angolo per le varie spiegazioni.
Non so come mai Friburgo, mi ha fatto venire in mente Bologna con Piazza Verde, i gradini di San Petronio; Anche Freiburg è una città universitaria (la sua università Albert-Ludwigs-Universität), altrettanto vivibile e bella quanto Bologna.
Le vie del centro storico, sono percorsi dei Bächle, degli stretti canali che nel medio evo venivano usati per l’approvvigionamento di acqua.
Nella piazza della catedrale, il punto nevralgico della città, si svolge un mercato settimanale, molto colorito e caratteristico, è stato piacevole guardare le varie bancarelle di vino, salsicce di ogni tipo, frutta ed ovviamente i fiori, quelli non mancano mai; woaaawww all’improvviso eccomi davanti ad una Bancarella piena di sapone di Marsiglia originale, gestita da due ragazzi tedeschi  molto gentile e affabile, tagliati per gli affari (la scelta è caduta su Savon de Marseille a l’huile d’olive 72% extra pur, Marius Fabre) in Italia non si trova facilmente, e costano di più.
Nella stessa piazza si trova anche la KAUFHAUS, la casa dei mercanti del XVI secolo.
Tutta Friburgo è da vedere, per chi vuole, si possono fare delle escursioni attorno, anche molto piacevoli: il castello di Neuenburg fondato da Ludwig der Springer, è uno splendido castello medievale del 1090, perfettamente conservato.
La collina di Schlossberg, dove si trova la torre del Salzbuchsle, da qui si gode una bella vista sia sulla città che sulla Foresta Nera.
Prima di lasciare l’albergo, soddisfati della città, abbiamo deciso di partire ancora più rilassati, quindi siamo scesi nella SPA, la piscina pur essendo coperta, l’acqua era fredda, comunque andava bene anche solo, fare  la sauna. Dopo una abbondante colazione, via per la prossima tappa.
Vi consiglio di assaggiare il Schäufele (spalla di maiale affumicata, servita con patate fatte in modo appettitoso).

GIOVEDI 15/09/2011: la strada che abbiamo percorso è bella, molto verde e  fiabesca. Si cominciano a vedere i paesini con le case a graticcio e tanti fiori un pò ovunque.
Abbiamo lasciato Freiburg, direzione Sankt Peter.

GENGENBACH.

Kaysersberg.

SANKT PETER: popolazione 2400.
St. Peter è uno di quei villaggi dove sembra che il tempo si sia fermato, la stessa sensazione che ho avuto, visitando i vari monasteri rumeni, soprattutto nella moldova.
l’edificio da visitare, è l’ex abbazia Benedettina fondata nel 1093 e la biblioteca.

KAYSERSBERG.

ST MARGEN: popolazione 1900.
Nella campagna di St. Margen si alleva lo (Schwarzwälder Fuchs), un cavallo di razza tipico della zona.
La Rosstag, la sagra del cavallo, è una delle maggiore manifestazioni del luogo, si svolge in un antico convento del 1118.
Da vedere il santuario con i due campanili ricostruiti nel 1907 dopo un’incendio.

SCHILTACH:  4000 abitanti. Tourist information, Markeplatz 6.
Da non perdere, è uno dei paesi-cartolina della Foresta Nera.
La mattina tirava un forte vento, per fortuna a fianco c’era il negozio di TRAUTWEIN Leder Mode Tracht, dove ho potuto comprare una giacca. Intanto, niente mi avrebbe potuto rovinare, il gusto di godermi questo pittoresco paesino dell’atomsfera fiabesca.
Si trova in una conca, completamente accerchiato del verde, contornato da pittoresche montagne fitte di abeti che si estendono fino ai confini del centro abitato ed è toccato da due fiumi, il Kinzing e il Schiltach, nel passato erano usati per trasportare la legna sulle zattere, di conseguenza erano fonte di ricchezza per gli abitanti.
Catalina, era al settimo cielo, il posto ideale per chi ama scattare fotografie; come dice lei, è il mio villaggio delle favole.
Ciò che rende il posto maggiormente affascinante, le sue molte case affrescate, oltre che tutte le case sono a graticcio, con le finestre colorate e fiorite; passeggiare nelle sue vie in saliscendi, i fiumi pieni di papere, gli conferiscono una immagine romantica e d’altri tempi.
A Schiltach, ci sono 4 musei, di cui l’APOTHEKENMUSEUM: è realizzato nei locali, di quella che un tempo era la farmacia sulla piazza del mercato, fondata già nel 1989. Oggi costituisce il più grande museo farmaceutico privato a livello europeo e presenta, nel suo allestimento originale, la storia della farmacia.
Conceria Trautwein:
l’acqua ha avuto un ruolo fondamentale anche per la conceria. Ancora oggi si effettua la concia della pelli a Schiltach. La ditta Trautwein lavora da oltre 300 anni, come una delle ultime concerie, le pelli di pecora per ottenere la pelle più pregiata. Cura l’arte della concia secondo un’antica usanza, alla maniera scamosciata. Visite guidate sono possibili solo su richiesta.
Dal medioevo Schiltach ospita mercati tradizionali (19/03, 29/06 e 08/12) e il famoso corteo di San Silvestro (31/12).

OBERNAI.

SCHILTACH.

FURTWANGEN IM SCHWARZWALD: da vedere.
Furtwangen è nota per il suo museo tedesco dell’orologieria (Deutsches Uhrenmuseum, Platz Robert gerwig 1) quest’ultimo riunisce orologi di tutte le epoche e da tutto il mondo, la sua ricchissima collezione offre un’approfondita visione delle produzioni internazionali di ogni genere di orologeria; si possono ammirare meridiane, clessidre e orologi in ferro battuto risalenti al XVI e XVII secolo, ecc.
Nel museo è esposta una vasta varietà di orologi a cucù che consente di farsi un’idea  della storia dell’orologeria nella Foresta Nera, che ha influenzato in maniera determinante questa regione negli ultimi 300 anni.
Tra i pezzi più interessante dell’esposizione, i preziosi orologi da taschino del quarto secolo, orologi rinascimentali e orologi da parete e da cammino.
In pratica, il museo è un connubio tra la storia dell’orologeria, arte e tecnica.

Un tempo a Furtwagen si producevano diversi tipi di  orologi, ma ciò che veniva prodotto solo in questo centro erano gli orologi musicali dalla fabbrica Emilian Wehrle (1832-1896).
E. Wehrle proveniva da una povera zona agricola, suo padre era un agricoltore e allo stesso tempo faceva l’orologiaio. L’istruzione del giovane W. era meno che sufficiente per gli standard della società, ma era un allievo eccellente, noto per avere uno spiccato talento per la tecnologia. Questa sua passione lo portò a lavorare diligentemente tutto il giorno per diversi anni come un orologiaio. Quando fu in grado di investire i suoi primi risparmi, aprì il suo negozio nel 1860.
Gli orologi musicali sono stati di alta qualità, quindi molto costosi; di conseguenza non sono stati prodotti in grande quantità, al giorno d’oggi sono rimasti pochi pezzi che continuano ad essere venduti a prezzi stratosferici per i vari collezionisti.
Nel museo, nel piano sotterraneo, troverte diversi pezzi ancora funzionante e si nota che erano lavorate con particolare cura; in caso di visita guidata si possono anche ascoltare (la visita guidata è solo in tedesco), se capitate per caso in mezzo ad un gruppo di turisti tedeschi, come è successo a noi, comunque potete assistere lo stesso (la guida è gratuita).

Oggi, a Furtwangen ci sono molte medie e piccole imprese, che occupano il settore della microelettronica e meccanica di precisione. Tra le città della Germania ha il tasso di disoccupazione più basso.
Hochschule Furtwangen University, è una scuola universitaria professionale, specializzata nel campo della microelettronica, meccanica di precisione e informatica.

Cliccare sotto per accedere al sito.
HOCHSCHULE FURTWANGEN UNIVERSITY.

SVIZZERA: sosta per sgranchire le ginocchia.

HUNAWIHR.

SCHONACH: 2.215 abitanti, la campagna attorno è bellissima.
vale la pena fare una deviazione per vedere l’orologio a cucù gigante. La signora che vi riceve, peraltro gentile ed affabile (sa due parole in italiano, ma sono sufficiente per farsi capire e dare le spiegazioni riguardo la costruzione dell’orologio).
In pratica l’orologio è una casa, altrimenti sarebbe stato impossibile costruirlo con tali dimensioni: gli ingranaggi sono 50 volte più grandi di quelli di un orologio normale, ogni mezz’ora esce fuori un gallo per fare cucù.
è ammirevole lo sforzo e la passione che ha messo il costruttore (lo suocero della signora che dà le spiegazioni) per arrivare a simile risultato, ci sono voluti 3 anni per finirlo.

Pausa di riflessione:
I tedeschi non eccellano per simpatia, sembrano molto convenzionali e anche molto frustrati.
La definizione migliore riguarda i tedeschi, è stata data da Caty: I tedeschi non hanno pieta’ né anima, sono delle macchine che funzionano perfettamente.

OFFENBURTG.

Petite Venise - Colmar.

GUTACH: dista 22 km da Friburgo.
Come sua attrativa principale è il museo all’aperto, (FREILICHTMUSEUM VOGTSBAUERNHOF) e deriva dalla cascina Vogtsbauernhof, l’unica del museo che è ancora al suo posto d’origine, dove è stata fatta nel 1612, ed è stata la prima casa a fare parte del museo nel 1964.

A Gutach ci siamo fermati davanti ad un bellissimo Gasthaus, guarda caso non avevano camere libere; però ci hanno indicato una Frei zimmer, non lontano da loro, presso Frau Moser, una vecchietta di circa 80 anni molto simpatica, ovviamemente parla solo in tedesco, non so come, ma ci siamo intesi. La casa è molto bella, tutta in legno, immersa nel verde, la mattina abbiamo fatto una ottima colazione, la marmellata era squisita; Frau Moser per farci capire che l’ha fatta lei, ha mimato il gesto di girare il mestolo, diversi volte, anche per evidenziare la fatica per ottenere una marmellata così buona.
Tutto questo al prezzo di 40 euro per entrambi, dopo quello che abbiamo speso nei giorni passati, mi sono sentito in obbligo di aggiungere 5 euro, la signora era come impazzita, non ci credeva, non era successo mai prima. Insomma, con un piccolo gesto il nostro rapporto come se fosse consolidato e reso una vecchietta più sorridente; è bello iniziare la mattinata in questo modo.
A malincuore lasciamo la signora Moser, che cercava con tutto il suo entusiasmo abituale, a darci delle informazioni turistiche sui luoghi da visitare. A un certo punto, va in cucina e torna indietro con un minuscolo dépliant turistico, l’abbiamo preso volentieri, salutando la bella Frau Moser che continuava a salutarci del finestrino.

COLMAR.

SCHILTACH.

TRIBERG:
Il fiume Gutach forma della cascate proprio in prossimità di Triberg, ben  sette cascate si inseguono tra la roccia granitica per un totale di 162 m di dislivello; è la cascata più alta della Germania, sono aperte da marzo a novembre, si può visitare tramite un circuito di circa 30 minuti di passeggiata attraverso un percorso ben segnalato.
All’ingresso vendono dei nocciolini per gli scoiattoli, quel giorno faceva freddo, una tenue nebbiolina; comunque, confesso la mia delusione per queste cascate; per gli amici viaggiatori, consiglio di rispamiare i soldi (7 euro) dell’entrata per qualcosa di più interessante.
Si può vedere lo Schwarzwaldmuseum: il museo della Foresta nera racconta le antiche tradizioni della regione e le abitudini, i lavori e i costumi dei suoi abitanti, Al suo interno si ammira una interessante raccolta di orologi, di costumi cartteristici e una delle più grandi raccolte europee di organi di Barberia.
La chiesa di Maria in der Tanne:  è una metà di pellegrinaggio della regione. La chiesa risale all’inizio del XVIII secolo, al suo interno custodisce una vergine del XVII secolo, unmagnifico pulpito e un arredamemto maestoso.
Triberg è tutta in discesa, è una cittadina interessante, con tanti negozi di souvenir, soprattutto orologi, molte belle case pitturate.
Al nostro arrivo, c’era un traffico incredibile.
Il viaggio continua.

LUCERNA.

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SCHILTACH.

VENERDI 16/09/2011

FREUDENSTADT:
E’ un centro di cure termali, posizionato su un altopaino a 728 m d’altitudine. La città possiede la piazza più grande della Germania, interamente circondata da portici.
Ci siamo messi proprio in piazza, sia per prendere il sole sia per un caffè XXL (chiamato prorpio così).
A Freudenstadt, abbiamo deciso di deviare per la Francia, facendo la SCHWARZWALD HOCHSTRASSE, lungo il percorso abbiamo incontrato diversi tratti spettacolari. Non potevamo farci sfuggire questo meraviglioso spettacolo tutto naturale, ci siamo fermati diversi volte; il  momento più rilassante, quando ci siamo messi in un punto incredibilmente bello ad osservare una decina di ragazzi impegnati chi a prepare il suo  parapendio, chi in procinto di spiccare il volo.

Foresta nera-Schwarzwaldhochstrasse.

In tutta la Francia si vedono queste croci in cemento, molto belli.

La strada continua, con piccole pause meno significative. Ad un certo punto ci siamo imbattuti in una bella sosta, su in alto, in mezzo agli alberi, tutto verde; sembra che il cielo sia invisibile!
Ci fermiamo per la sosta caffè, Catalina ha chiesto la Scharzwälder kirschtorte, fra le tante torte mancava questa, pazienza accontentiamoci del solo caffè.
La signora che è era a servire, è tipicamente tedesca, per di più grezza e un pò stupida (l’unica che non mi sono fatto capire con i gesti, visto che parla solo il tedesco, e magari in forma dialettale, che cattiveria!!!!!!!!!!!! O dio, probabile anche che facesse la furba, facendo finta di non capire, in modo da venderci una delle torte fatte da lei (a dire il vero, il posto era davvero lontano da Dio e degli uomini).

La strada continua →

Schiltach.

VIN D'ALSACE.

GENGENBACH: da non perdere.
E’ una romatica cittadina medievale, caratterizzata dalle incantevole case a gratticcio, è interessante da vedere la sua abbazia Benedettina.
Dopo Schiltach, Gengenbach è davvero una perla, mi ha iniettato una buona dose di estasi, tutte le sue case hanno le travature a traliccio (Fachwerkhäuser). Sulla piazza del mercato, il turista viene accolto da una bella fontana, con attorno delle panchine per riposare, sembra entrare in un salotto vero e prorpio.
A Gengenbach abbiamo mangiato la migliore black Forest/Forët noire.
Ci siamo fermati anche a fornirci di buon vino.

UN BEL SITO IN LINGUA ITALIANA SU GENGENBACH.
STADT GENGENBACH.

SCHILTACH.

Vestito della Foresta Nera.

OFFENBURG: 60.000 abitanti, si trova a 30 km da Strasburgo.
Ci siamo fermati a dormire all’Union Hotel, conveniente, bella camera ed è comodo essendo in pieno centro storico. La sera abbiamo cenato con wurstel e mega insalata (i wurstel bianchi sono ottimi).
UNION
Hauptstrasse 19,
77652 Offenburg
TEL: 078174091
FAX: 078174093
Offenburg è all’inizio della Foresta Nera e sul confine con la valle del Reno. La città è circondata da vigneti e del fiume Kinzig, si trova sulla strada del vino (la Badische Weinstrasse).
La mattina del venerdi 17/09/11, abbiamo visitato il mercato settimanale, sempre molto colorito ed è piacevole passeggiare in mezzo alle sue bancarelle.
UPS, si è esaurita la batteria della macchina fotografica, Catalina è un pò scocciata, vedere tutte queste bancarelle con tanti girasole, il suo fiore preferito, sicuramente è dispiaciuta; Comunque, il viaggio continua con ironia e risate.
la cosa interessante a Offenburg oltre il convento dei cappucini, in tutta la città si trovano sculture sparse un pò ovunque, e tanti mosaici lungo la strada, uno di questi, curioso ed interessante nella zona pedonale, che rappresenta l’emblema dei massoni.
Degno di nota anche Hotel Sonne, il più antico della città, risalente al 1350 e distrutto nel 1689: la facciata attuale risale al 1830. E’ stato il primo Hotel dove abbiamo voluto pernottare, solo che aveva il bagno fuori dalla camera.
Abbiamo lasciato la Foresta Nera, con leggera pioggia, speriamo che in Francia sia ancora estate.

RIQUEWIHR.

KAYSERSBERG.

STRASBURGO: dal latino Strate Burgum, letteralmente (la città delle strade),
da venerdi  17/09/11 a lunedi 19/09/2011: da non perdere.
272.123 abitanti; 388.000 abitanti l’agglomerato urbano. Capoluogo del Basso Reno adagiata sui due rami del fiume III che alimenta numerosi canali navigabili.
Siamo arrivati in mattinata, preso l’albergo e via per scoprire la citta’, l’intero centro storico è denominato grande île, non a caso dal 1998 è dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO; amore a prima visita, è una citta’ molto caratteristica, affascinate e pittorisca. Il fiume con i suoi diversi ponti, da’ ancora maggiore magia e splendore alla citta’.
Caty esclama ecco la mia città dove potrei vivere, non penso che abbia tutti i torti, comunque è una città molto turistica, per di piu’ è la sede del Consiglio d’Europa, della Corte Europea  dei Diritti dell’Uomo e luogo di riunione del Parlamento Europeo, probabilmente alla lunga stanca.
Noto gli abitanti della città che non si fermano, quando vedono i turisti scattare le foto davanti alla cattedrale, maison des tonneurs, in tutta la petite France, attraversono indifferenti e spensierati la strada; interpreto questo gesto, non come maleducazione ma senplicemente, la gente è stuffa di vedere tutti questi turisti in mezzo ai piedi, e come dire, ma andate a quel paese, avete rotto le scatole.
Anche se l’Alsazia è passata diversi volte sotto la Germania per tornare alla Francia e viceversa, come ovvio, si sente molto l’influenza tedesca (sia culinare, sia nel dialetto) ed è molti parlano il tedesco. Comunque, la gente è più affabile, meno grezza rispetto ai loro vicini.

Maison Kammerzell.

A fianco alla catedrale, la casa a graticcio più bella di strasburgo.

LA ROUTE DES VINS - ALSACE.

DOMENICA 18 SETTEMBRE: a Strasburgo non deve mancare la gita in battello, in modo da vedere la citta’ sotto un’altra prospettiva (esistono due tipi di battello coperto e scoperto, quasi tutti gestiti da batorama), la gita dura un’ora e dieci minuti.
Lungo i l tragitto ci sono tre momenti da osservare con particolare attenzionze;
il primo, ad un certo punto si incontra un dislivello del fiume di circa 180 cm, davanti si incontra una chiusa (mi sono chiesto, ed ora come farà il conducente, qualcosa succederà per uscire), intanto si chiude la chiusa posteriore, ora il batello si trova incastrato fra le due chiuse, ad un certo punto l’acqua comincia a scorrere della chiusa anteriore, in modo da portare il fiume ad un livello pari, quindi il battello sale di 180 cm, la chiusa si apre ed eccoci siamo liberi, devo dire che fantastico osservare il meccanismo anche da fuori il battello, come abbiamo fatto anche noi.
Il secondo passaggio, ad un certo punto si incontro un piccolo ponte di ferro ed è anche basso dove il battello non puo’ passare, trac all’improvviso vede che questo bel ponte si apre di 180° e noi siamo salvi, subito dopo, stati attenti perchè è li che dovete vedere les ponts couverts (si vedono solo dal battello);
Il terzo passaggio, di nuovo si incontra un dislivello del fiume, ma ora all’inverso, mentre prima il battello, era piu basso, ora è piu’ alto, quindi il meccanismo all’inverso.

Una chiusa - Petite France - Strasburgo.

La Petite France - Strasburgo.

Palais Rohan, in Place du chateau 2, prorpio a due passi della catedrale, vale proprio la pena anadarci, ci sono tre musei: Museo delle arti decorative, Museo delle Belle Arti, situato al primo piano, ospita una bellissma collezione di pittura italiana, francese e spagnola, fiamminga e olandese. Opere di Giotto, Botticelli, Raffello, Correggio, Veronesi, Rubens e Corot….  e il Museo archeologico, posto nel semiterrato, racconta vari millenio di storia dell’Alsazia dal 600.000 a.c all’800 d.c (eta’ del bronzo, ferro….).

Musée d’Art moderne et contemporain, in Place Hans-Jean Harp 1 é (attaccato al nostro albergo) e a due passsi de la Petite France. All’ingresso del museo vi accoglie una scultura di Rodin “le penseur”, e tanti sculture di jean Arp (Strasburgo, 16 settembre 1887 – Basilea, 7 giugno 1966) è stato un pittore, scultore e poeta, con un stile che ricorda Costantin Brancusi.
Il museo è molto piccolo, ma è un concentrato di belle opere di Kandinski, Picasso, Braque, Brauner e tanti altri.

STRASBURGO.

Le Marché Couvert de Colmar.

Da vedere L’OROLOGIO ASTRONOMICO nella catedrale, è un capolavoro; l’attuale meccanismo risale al 1842.
OROLOGIO ASTRONOMICO DI NOTRE DAME – STARSBURGO.

Se è l’ora di pranzo vi consiglio una pausa al ristorante Lokhäs, di fronte  à la maison des tanneurs nelle petite France, dove si gode di un ottimo Coq au riesling con Spatzle,  Catalina ha preso un buon choucroute.
Il ristorante, Au pont Saint Martin, situato nel cuore de la Petite France, al numero 15 di rue Moulins.: è discreto, non fatevi fregare del bel posto, ha una vetrata che da sul fiume.
Le Pilier des Anges, questo proprio no, a due passi della cattedrale, al numero 3 di rue Mercière. Come dice caty, hanno bisogno di Gordon Ramsay (famoso cuoco inglese e anche conduttore di diversi trasmissione televisvi, appunto dedicati alla cucina).

La torte flambée o Flammekueche più che altro, è un pasto comodo e veloce; formata da una pasta sottilissima con panna,  lardon (pancetta) e cipolla; noi l’abbiamo assaggiata con il munster (formaggio proveniente dell’omonima località) direi che è ottimo.

MUNSTER: formaggio originario della valle del munster, rotondo, pasta molle con la crosta arancione. Il suo odore è caratteristico, ha un gusto schietto senza essere forte.

Si è l’imbarazzo della scelta per quanto riguardo la pasticceria: Ho gradito molto le varie tarte aux poires (pere), aux pommes (mele), aux mirtilles, etc…

tanti tipi di Fougasse farcie e non farcite.
E’ obbligo assaggaire i Bretzel
KOUGELHOP: assomiglia al pandoro per la forma, ma è bucato in mezzo. Nella versione dolce, è fatto con uvetta e mandorle, in quella salata, con lardelli e noci.

STRASBURGO - PETITE FRANCE.

Place de la Cathédrale - Strasbourg.

Ovviamente, non poteva mancare un negozio di Beaux Arts / Arts Graphiques, Graphigro al numero 4 e 6 di  Rue du 22 Novembre, aperto dal lunedi al sabato dalle 10H alle 19H , dove è  d’obbigo passare un bel pò di tempo dentro.
E’ il paradiso di Catalina, dove ogni minimo dettaglio è di fondamentale importenza. Se fosse per lei, dormirebbe dentro.

MARTEDI 20 settembre 2011.
Stamattina lasciamo Strasbourg a malincuore, a dire la verita’ tre giorni sono sufficienti per godere appieno la citta’, so gia’ da ora che mi manca la Petite France, la Place de la cathédrale, Place Kléber (dove si trova la libreria Gallimard, FNAC e librairie Kléber ben fornita (esattamente si trova in rue des Franc Bourgeois 1, dove comincia Place Kléber), di fronte c’é Gallerie Lafayette per chi ha voglia di fare delle compere. Non c’é un angolo, una via o una piazza a Strasbourgo che non sia pittoresca. Nella Petite France da godere la maison des tanneurs.
Da oggi per la nostra fortuna è tornato l’estate, nei giorni scorsi, abbiamo incontrato una pioggia non fastidiosa, con buon vestiario, permette comunque di godere la città.

A starsburgo, si può visitare la città partendo de la Petite France. Si trova nel cuore della città, è un quartiere molto suggestivo con le sue casette in legno dai tetti spioventi risalenti al XVI e XVII secolo. Sicuramente la parte di Strasburgo più caratteristica e pittoresca, attraversata da canali, e dove si trovano i Ponts Couverts.
A qualche metro dai Ponts Couverts, nel 1690 nel quartiere venne costruito il Barrage Vauban (una diga) soprannominata Grande Ecluse (grande chiusa). perché, in caso di bisogno, permetteva di inonadare la parte sud di Strasburgo, secondo il disegno dell’ingegnere militare Vauban. In cima all’edificio è stato allestito un gradevole belvedere, da dove si abbraccia la città e i canali (durante la nostra visita, era chiuso per lavoro).
Il museo d’arte moderna e contemporanea, è nelle vicinanze de la Petite France.

Merita una visita, la chiesa di Saint-Thomas, nella omonima piazza, dedicata al culto protestante. Uno stupendo esempio di arte gotica alsaziana.
Il coro contiene l’imponente mauseoleo del Maresciallo di Saxe: un capolavoro dell’arte funerraia del XVIII secolo.

Oppure, partire da Place de la Cathédrale, la cattedrale di Strasburgo si chiama Notre Dame.
Da li, siete a due passi del Palais Rohan con i suoi musei, casa Kammerzell attaccato alla cattedrale, Place Kléber ed al punto dove prendere il battello (dove vedete meglio il Parlamento Europeo, il Consiglio d’Europa).

LUCERNA - SVIZZERA.

Catedrale di strasburgo.

Sopra la catedrale di Strasburgo (Notre Dame).

Il nostro viaggio continua attraverso l’Alsazia, ci siamo fermati spesso e volontieri, nei paesini pittoreschi, case a graticcio →

MOLSHEIM: piacevole.
per accedere al centro, si deve passare per la porta dei fabbri (forgerons) del 1412. Bel inizio di tragitto.
Molsheim è la sede della fondazione Bugatti.

Cliccare il link sotto, in lingua francese.
LA ROUTE DES VINS D\’ALSACE.

Strasburgo.

ROSHEIM: molto graziosa.
E’ meravigliosa la sua chiesa di San Paolo e San Pietro, costruita fra il 1132 e il 1190.

SAINTE ODILE.

LE MONT SAINTE EDILE: da non perdere.
Il convento dedicata a Santa Odilia, patrona d’Alsazia, la montagna sacra situata su un promotorio di 763 m di altitudine. E’ circondata da una muraglia di 12 km, secondo le più recenti ricerche archeologiche, questo (mur païen) risalirebbe all’VII secolo.
Il convento fu fondato nel VII secolo dal duca Adalrico, su uno sperone roccioso che domina la pianura. E’ ancora oggi il più importante sito di pellegrinaggio della regione.
Dal terrazzo, si può godere di una vista spettacolare sui Vosgi e sulla pianura.

In pratica il convento è costituito da una chiesa e quattro cappelle (anche un albergo, per i pellegrini)
La chiesa conventuale, ricostruita nel 1687, con le caratteristiche difensive e un pò massiccie tipiche delle chiese di montagna. Attorno a tutto il convento, è possibile ammirare un bel Cammino della Croce, (la via crucis) a intarsio realizzato nel 1934 da Charles Spindler.

La cappella della Croce (XI secolo) è la più antica del convento. Dove sono custoditi il cenotafio di Adalric e di Bereswinde, i genitori di Sainte Odile.

La Cappella di Ste. Odile è il luogo, dove ospita le reliquie della Santa in un sarcofago di pietra risalente all’VIII secolo.

Nella Cappella della Lacrime, i blocchi di arenaria usati al centro della cappella sarebbero stati scavati dalle lacrime di Odile che piangeva salutando l’anima di suo padre.

La Cappella degli Angeli (XII secolo) propone dei bei mosaici ispirati all’Hortus Deliciarum. Un tempo la cappella era anche il luogo di pellegrinaggio per le ragazze che volevano sposarsi.

CLICCARE SOTTO PER LEGGERE LA VITA DI SANTA ODILIA: IN LINGUA FRANCESE.
MONT SAINTE ODILE.

Mercato di Offenberg.

La petite Venise - Colmar.

OBERNAI: molto carina

E’ la città natale di Sainte Odile. Nella piazza principale, si trova una bella fontana con una sua statua. Intorno a questa piazza sono raggruppati, i più bei monumenti di questa cittadina.
passaggiando nelle sue stradine, ci siamo imbattuti in un Kebab Doner pieno di Francesi, quindi siamo saltati alla conclusione che si mangia bene; effettivamente, è il migliore Kekab che abbia mai mangiato: un piatto pieno di carne di pollo, tanta verdura, patatine fritte, ottima salsa di yogurt cosparsa sulla verdura.

Jardin des Papillons.

Sélestat.

SE’LESTAT: da vedere assolutamente, 24 km da Colmar.
E’ diversa rispetto alle altre città, conserva un centro antico interessante e ricco di case pittoresche sovrastate dalla torre delle streghe (1216) e della torre dell’Orologio (1280), tutto quello che resta da una doppia cinta di fortificazioni.
La chiesa di Sainte Foy (che viene definita come l’edificio romanico più bello d’Alsazia), ed è una tappa importante sul cammino di San Giacomo di Campostella.
A qualche metro della chesa di Sainte Foy si trova la chiesa di San Giorgio, costruita a cavallo dei secoli XIII e XIV.

TITISEE.

Kaysersberg.

HAUT-KOENIGSBOURG:
Dista pochi Km sia da Sélestat sia da Colmar.
Non avevamo nessuna intenzione di visitare il castello, non ci andava, eravamo nelle vicinanze, sapevamo che era chiuso (Orario fino alle ore 18), ma ci andava lo stesso, fare un giretto per la sua posizione che domina la pianura d’Alsazia a più di 750 m di  altitudine.

Nelle vicinanze (10 km) c’è la Monatgne des Singes e la Volerie des Aigles (tutte e due a Kintzheim).

L'orologio astronomico-catedrale notre Dame di Strasburgo.

LUCERNA.

MERCOLEDI 21 SETTEMBRE 2011.
la pittoresca ROUTE DE VIN EN ALSACE, il tragitto di 180 km comincia da Marlenheim fino a Thann, a dire il vero fino a Sélestat/Barr la strada é bella, poi diventa un museo a cielo aperto fatto di villaggi con fiori ovunque (ville fleurie) magnifiche case, fontane rinascimentali, strade acciotolate e romantiche cantine (winstubs). Per gli amanti del buon vino, proprio questa zona è la loro Mecca.

KARYSERSBERG: 2766 abitanti.
Ville fleurie 4 fleurs; Grand Prix d’Excellence du Concours International de l’Entente Florale 1988; Prix National du Concours Fleuri 1988.
Jumelée avec Lambaréné au Gabon.

da non perdere, dista 14 km da Colmar.
A dire il vero tutti i villaggi che abbiamo visitato oggi, si puo’ solo dire solo, uno è piu’ bello dell’altro; fiori ovunque, appesi sui balconi, lungo le stradine acciotolate, nei negozi, la cosa piu’ interessante di questi villaggi, è che ognuno ha la sua cartteristica.

Kaysersberg, oltre ad essere la città ntale di Albert Schweitzer premio Nobel per la Pace nel 1952.
A fianco alla sua casa natale, un piccolo museo è dedicato alla vita e all’opera di questo grande uomo. I turisti possono ancora vedere la piccola chiesa protestante dove ha predicato e ha suonato l’organo.

Cliccare sotto per leggere la sua bibliografia.
ALBERT SCHWEIZTER.

E’ emozionante passaggiare per le stradine di Kasersberg, villaggio medievale che conserva ancora, gran pare del suo patrimonio, essere accerchiato dei vigneti, sapendo che da bambino correva e giocava Albert Schweitzer.
Oltre il fascino indiscutibile delle case a Kaysersberg, da vedere il ponte fortificato e la chiesa della Sainte Croix.
Museo di storia locale, allestito in un edificio cinquecentesco.

La route des vins d'Alsace.

RIQUEWIHR: da non perdere, dista 15 km da Colmar.
L’un de plus beau village de la France.
A Riquewihr, in qualsiasi periodo dell’anno vi capitate, andate a visitare Féerie de Noël (1, rue du cerf), un negozio di addobbi natalizie, molto grazioso, con delle belle decorazioni, un mega albero di natale con tante palline colorate e sopra un cielo stellato. Non mancano piccole case a graticcio, decorazioni natalizie in legno, vetro, paglia e peltro.

In tutte questi paesini medievali, girando per  le loro strade, ciò che salta all’occhio oltre, i fiori, il verde, le meravigliose vignete, l’odore del vino in lavorazione, anche le tante insegne di ferro battuto.
Molte di queste insegne che animano le strade, sono stati disegante dal celebre disegnatore, Jean-Jacques Waltz, detto Hansi (1873-1951).
A Riquewihr, ha un bel museo, situato in una bella casa detta “Au nid des cigognes”.

Ingresso a Colmar.

Vecchio Mulino a Gengenbach.

HUNAWIHR: da non perdere, dista 17 km da Colmar.
Il villaggio come tutte gli altri è semplicemente fantastico, l’un de plus beaux village de la France. Cio’ che ha reso la visita ancora piu’ piacevole a Hanwhir è LE JARDIN DES PAPILLONS, è una serra di farfalle esotiche, con circa 2000 farfalle di vario colore e genere, che svolazzano da tutte le parti, è uno spettacolo unico. La temperatura all’interno è tropicale, stare seduto su una panchina dentro il giardino ad osservare i vari colori delle farfalle, anche le piante e i fiori altrettanto belli, mi ha trasmesso una sensazione di pace e serenità molto rassicurante e piacevole. La stessa sensazione, l’ho avvertita a Mont Sainte Odile.

Caty, era al settimo cielo, in mezzo a tante belle piante, e le farfalle di vari colori e dimensioni in aria, sulle piante e perisno per terra (bisogna stare attenti a non pestarli) instancabile, con la macchina fotografica che non molla mai, a scattare centinia di foto.

Jardin des papillons.

il parco per la salvaguardia delle cigogne bianche e delle lontre, come tutte i parchi che abbiamo visto in Francia sono organizzati in modo magistrale. E’ stato molto divertente guardare le lontre mentre giocavano tra loro, in pratica tutto il tempo. Il progetto è nato per la reintroduzione delle cigogne bianche nei villaggi Alsaziani, in effetti è spettacolare vedere i loro enormi nidi in giro per l’Alsazia, è ovviamente dentro la riserva.
Girando per il parco e leggendo le varie spiegazioni, oltre la piacevole vista di tante cigogne messi insieme; questo progetto ambizioso, mi sembra sia brutale che egoistico, creato per soddifare le esigenze dell’uomo e non delle povere cigogne; quest’ultime nelle prime tre anni della loro vita,  sono tenuti dentro delle voliere per sopprimere il loro istinto migratorio.
Non sono esperto di cigogne, spero di sbagliarmi a tale proposito, in modo che anche le cigogne possano trarrere vantaggio da tale progetto.
ciò mi ha rattristato un pò, il semplice fatto che le cigogne sono sempre considerate come simbolo di buona fortuna; che portano i bimbi dalle loro mamme.
Fino a poco tempo fa le cigogne erano una visisone frequente nei cieli dell’Alsazia; sono uccelli che migrano l’inverno verso l’Africa per poi tornare a nidificare verso il nord. Il prosciugamento delle paludi, i pesticidi e i cavi elettrici hanno minacciato la loro sovpravvivenza in queste zone.
Quindi, possiamo concludere, che il progetto è nato per una causa nobile, salvare l’istinzione delle cigogne nell’Alsazia, a costo della soppressione del loro istinto migratorio.

EGUISHEIM.

A Hunawihr, ci sarebbe da vedere la sua chiesa fortificata che è adibita ai due culti, cattolico e protestante. E’ circondata da un cimitero a sua volta cinto da un alto muro rinforzato da sei grandi bastioni semicircolari.

RIBEAUVILLE: da non perdere, dista 18 km da Colmar.
Oltre ad essere un fantastico villaggio sulla strada dei vini, è il punto di partenza di un percorso lungo 9 km per raggiungere i 3 castelli di Ribeauvillé: Rocca di Saint Ulrich, Il Girsberg, CAstello di Haut Ribeaupierre.

Come si nota questi paesini, sono distanti pochi km da Colmar, e fra loro la distante è ancora minore; comodi da visitare anche in una giornata, volendo.

EGUISHEIM.

BERGHEIM:
Ribeauvillé 3.6 km, Sainte-Hippolyte 4 km, Hunawihr 5.7 km, Kinyzheim 8.1 km.
Come tutti gli altri villaggi, sono al centro di vigneti di notevole fama, anche Bergheim è una città medievale che conserva ancora, molte delle sue case e tante altre testimonianza dal suo passato fiorente.

GIOVEDI 22 SETTEMBRE 2011
Usando il PC dell’albergo, devo dire che è anche la tastiera francese, è completamente diversa. Una piccola osservazione che è puo’ essere utile per chi dimentica il suo computer a casa.
Colmar è molto comoda, per la sua vicinanza a tutte i centri interessanti da visitare. Non a caso, a noi è sembrata il punto ideale per soggiornare.

MUSEO UNTERLINDEN.

COLMAR: da non perdere.
Siamo arrivati in mattinata  verso le ore 9, è stato piacevole sentire, le campane di Saint Martin che echeggiavano in tutta la città assonnata, che pian piano si stava svegliando. Atrettanto, è stato piacevole e rilassante passeggiare lungo le sue strade, in pratica vuote al nostro arrivo, i turisti cominciavano ad arrivare piu’ tardi. Da questi parti, i musei e le attività commerciali aprono alle ore 10 e fanno orario continuato.
La città ha dato i natali a Auguste Barthold grande scultore, non a caso l’ideatore della Statua della Libertà, è presente anche un suo museo al numero 30 in rue des marchands.
Al vostro arrivo a Colmar o anche girando per la città, su una rotatoria, senz’altro incontrerete una statuta della libertà, costruita in suo onore.

La Petite Venise, (è meglio subito specificare che non ha nulla a che vedere con Venezia). Potete fare il giro lungo i canali con delle piccole barchette, a me sinceramente, non davano tanta affidabilità. La Petite Venise, rimane comunque, uno dei luoghi più caratteristici della città.
Rispetto a strasburgo, Colmar conserva il suo aspetto di una città vivibile, ed è la città meglio conservata in tutta l’alsazia.

MUSEO UNTERLINDEN:
Il museo è ospitato in un antico convento dei Domenicani, si può visitare il suo chiostro del XIII secolo. Il motivo per cui la gente viene a questo museo è conservtao nella cappella del convento,  è un capolavoro assoluto della pittura rinascimentale tedesca, l’altare di Issenheim, di Mathias Grünewald, che comprende una dozzina di pannelli.
Il museo è ricco di arte religiosa, quadri meravigliosi, icone.

cliccare il link sotto.
MUSEE UNTERLINDEN – COLMAR.

E’GLISE DOMINICAINS
Ospita l’opera di schongauer “la Vierge au buisson de Rose”, del 1473.

Place de la cathédrale e église Saint Martin.
In rue Mercière, la bella Maison Pfister.
Place de l’Alsacienne, si trova il Koifhüs (un bel edificio con delle belle decorazioni, che ospitava la dogana).

MAISON PFISTER.

NEUF-BRISIACH: 2.197 abitanti.
Su richiesta di Luigi XIV,  nel 1699 Vauban costruì una imprendibile fortezza ottogonale. La fortificazione è concepita in forma di stella, contornata di bastioni di 5 m di altezza e da un fossato su cui si può passeggiare. All’interno delle mura di cinta, Neuf-Brisach si suddivide in 48 bastioni quadrati che raggruppano le abitazioni, con un’immensa piazza del mercato al centro.

A metà strada tra Colmar in Alsazia e Friburgo nella Foresta nera, Neuf-Brisach è l’ultima fortezza costruita da Vauban, per la sicurezza dell’Alsazia.
Un tour a piedi è necessario per esplorare questo modello di difesa con i suoi bastioni e le torri fortificate ancora intatte.

RIBEAUVILLE'.

TURKHEIM: 9 km da colamr.
L’unica sua attrativa è il simpatico Veilleur de Nuit: tutte le sere da maggio ad ottobre, a partire dalle ore 22 alle 23.30, gira per il paese a dare la buona notte agli abitanti.
“Ecoutez ce que je veux vous dire
la cloche vient de sonner dix heures!
Prenez soin de l’âtre et de la chandelle
Que Dieu et la Vierge vous protègent
Me voici de garde
que dieu nous donne à tous une bonne nuit.”

Cliccare il link sotto.
La Ronde du Veilleur de Nuit de Turckheim.

Gargouille - Collégiale Saint Martin - Colmar.

Parco per la reintroduzione delle cigogne.

EGUISHEIM: da non perdere.
Nel 2003 è entrato a fare parte, l’un des plus beaux villages de la France.
E’ proprio il paesino che si puo’ definire da cartolina. Siamo arrivati verso le ore 19, c”erano solo 6 turisti oltre noi a girare nel paese.
Dista solo 5 km da Colmar.
Posizionato su colline verdi, è un borgo medievale, dove le strade concentriche delle case a “colombage” (graticcio) sono amorevolmente ornate da fiori. Questa passione viene premiata nel 1985 da 4 fiori per il Gran Premio Nazionale della Fioritura.
Bruno di Eguisheim (Papa San Leone IX) è nato a Eguisheim nel 21 guigno 1002, figlio di Ugo IV di Eguisheim, conte di Nordgau e Dado Heilwige. All’età di cinque anni, ha iniziato a studiare nella scuola della catedrale di Toul in lorena.

LUCERNA-SVIZZERA.

VENERDI 23 SETTEMBRE 2011

EGUISHEIM.
In mattinata l’ultimo saluto ad Eguisheim, in questi villaggi il parcheggio si paga 2 euro tutto il giorno.

GUEBWILLER

ROUFFACH

MULHOUSE

Più ci avviciniamo al confine svizzero, più mi rattristavo all’idea che mi stavo allontanando dell’Alszia, con i suoi meravigliosi villaggi sparsi un pò ovunque, lungo la routes des vins. Mi macnherà l’odore acre proveniente della lavorazione del vino che ci ha accompagnato lungo le nostre passeggiate attraverso le stradine di Ribeauvillé, Kaysersberg, Bergheim e altri tanti paesini-cartolina; i trattori indaffarati a trasportare i loro carrelli, colmi d’uva nelle varie cantine, La cordialità della gente, di certo torneremo in questo fiabesco lembo di terra. 

SABATO 24 SETTEMBRE 2011

BASILEA BASEL (INGLESE) Bâle (in francese)
A Basilea volevamo vedere la Fondation Beyeler, un museo d’arte moderna e contemporanea situato in Baselstrasse 101 nel comune di Riehen (3 km da Basilea).
Il museo è stato progettato nel 1997 da Renzo Piano.
La collezione comprende circa 200 quadri e sculture, raccolti negli anni dei coniugi Hildy ed Ernest Beyeler. Accanto a opere di Cézanne, Monet, Klee, Van Gogh, Matisse e Picasso fino a Warhol, Liechtenstein e Bacon. la collezione presenta anche alcuni oggetti accuratmente selezionati provenienti dall’ Africa, Alaska e Oceania.

Basilea è situata lungo un’ansa del Reno al confine con Francia e Germania, ed è un importante centro industriale del settore chimico e farmaceutico (quali Novartis e Hoffman-La Roche).
Il reno divide la città in due parti.

TITISEE.

Alsace.

LUCERNA IN TEDESCO LUZERN.

E’ una città molto particolare, colpisce particolarmente il viaggiatore; dal lago di lucerna esce il fiume Reuss che attraversa la città. Le due zone, separate dal fiume, sono collegate da uno dei primi ponti in legno: Il Kapellbrücke, costruito nel XIV secolo, riccamente decorato di dipinti e considerato uno dei ponti in legno coperti più antichi d’Europa.
Un altro simbolo della città è il Museggmauer, la cinta muraria con i suoi torri, che ha conservtao il suo aspetto originale.
Nel suo centro storico, sono tante le case storiche, decorate con affreschi.

Come naturale che sia, tanti orologi e coltelli svizzeri.

Catalina mi ha proposto subito di tornare un week-end, secondo me non lo farebbe, per il semplice fatto, trova gli svizzeri ancora peggio dei tedeschi.

 

6 commenti

Archiviato in FRANCIA.

6 risposte a “FORESTA NERA E ALSAZIA.

  1. angela termine

    come sempre un viaggio ricco di curiosità, serenità e umanità…
    sempre complimenti, e grazie di far condividere le vostre emozioni…..
    un grande saluto …al prossimo viaggio!!!!!!!!!!!!

  2. angela termine

    Grazie a te…
    una buona giornata!!!

  3. Giuliana

    bellissimo viaggio…leggendo ho trascorso un pezzetto di vita differente, fiabesca, con tanti sogni…grazie! Le descrizioni sono dettate dal cuore, l’amore per l’arte, e le tua solita umanità! Vi siete meritati una bella vacanza, fatta di tempo tutto per voi, e avete fatto sognare un po’ anche noi che vi leggiamo! Ma ora è tempo di tornare….

    • Ciao Giuliana.
      Sei sempre gentile, come al solito. Oggi è stato il primo giorno lavorativo.
      Si, è stato un bel viaggio, ci siamo anche stancati parecchio.
      Come dici tu, ma ora è tempo di tornare.
      Salutami Valentina.
      Ti devo un caffè.
      A presto.

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