Archivi del mese: agosto 2011

LA TERAPIA ENDOVENOSA A DOMICILIO.


LE SOLUZIONI USATE PER L A TERPIA ENDOVENOSA

Alcune soluzioni endovenose possono causare la formazione di emboli oppure favorire la comparsa di flebite. per ridurre questi rischi bisogna somministrare soluzioni che abbiano un pH prossimo a quello del sangue (pH 7.35 – 7.45) e un’osmolarità inferiore a 600 mosm/l.

Il pH definisce la concentrazione di ioni idrogeno in una soluzione. La scala va da 0 a 14, (da 0 a 6 il pH è acido, mentre da 8 a 14 il pH è basico). Quando il pH è pari a 7 vuol dire che la soluzione è neutra. A ogni piccolo cambiamento di pH corrisponde una grande variazione della concentrazione degli ioni idrogeno.

L’osmolarità invece indica la concentrazione di particelle disciolte in una soluzione. Nel plasma umano la concentrazione di particelle disciolte è circa 290 x 103 osm/l ovvero 290 mosm/l.

Tipo di soluzioni:

Soluizoni cristalloidi (liquidi chiari)
Liquidi isotonici
Liquidi ipotonici
Liquidi ipertonici

Soluzioni colloidali (liquidi che contengono proteine o molecole di amido):
Prodotti del sangue
Nutrizione parenterale.

LE SOLUZIONI CRISTALLOIDI:

  • Le soluzioni che contengono la stessa concentrazione di particelle sono dette iso-osmotiche o isotoniche (la soluzione fisiologicaè un esempio di soluzione isotonica (isotonica con il snague).
    • Stessa osmolarità del plasma e degli altri liquidi corporei.
    • Non modificano l’osmolarità plasmatica .
    • espandono il compratiemnto intravascolare, senza richiamare liquidi da altri compartimenti
    • Rappresentano un ottimo mezzo di idratazione (ad es. l’ipotensione da ipovolemia)
  • Le soluzioni contenenti meno particelle disciolte rispetto alla soluzione salina sono dette ipotoniche. La somministrazione di soluzioni ipotoniche causa spostamenti di liquidi dal torrente circolatorio verso i tessuti.
    • Hanno una osmolarità minore rispetto al palsma
    • Provocano una riduzione della concentrazione plasmatica di soluti → il liquido lascia il circolo sanguigno e penetra nelle cellule e nello spazio interstiziale, dove la concentrazione di soluti è maggiore.
  • Le soluzioni contenenti più particelle sono dette ipertoniche , la loro somminsitarzione  provoca il passaggio di liquido dai tessuti al torrente circolatorio e possono quindi causare disidratazione.
    • Hanno un’osmolarità maggiore di quella plasmatica.
    • Provocano un richiamo di liquidi dai compartimenti interstiziale e intracelllulare verso il circolo sanguigno.
    • Infuse spesso nel postopertaorio per ridurre il irschio di edema, stabilizzare la pressione del sangue e regolare la diuresi.

Il rischio di flebite aumenta quando il pH e l’osmolarità della soluzione endovenosa differiscono da quella del sangue. Nelle vene periferiche possono essere somminsitrate soluzioni con osmolarità non superiore a 600 mosm/l e pH compreso tra 5 e 9 (per esempio: 10 mEq di cloruro di potassio hanno osmolarità pari a 500 mosm, 30 meq cloruro di potassio invece hanno osmolarità di 800 mosm/l per cui vanno somministrati in una vena periferica. E’ sempre preferibile prendere una vena di grosso calibro e chidere al paziente se avverte dolore o bruciore durante la somministarzione del farmaco.

INDICATORE DI PERDITA DI LIQUIDI

  • Aumento della frequenza cardiaca
  • Riduzione della pressione
  • Ridotta lacrimazione/elasticità cutanea
  • Occhi e congiuntive disidratate
  • Ridotta sudorazione/salivazione
  • Sete
  • Labbra e cavo orale secco e screpolato
  • Solchi sulla lingua
  • Difficoltà nell’eloquio/alterata lucidità mentale
  • Oliguria
  • Riduzione del peso
  • Aumento ematocrito/ dei livelli sierici degli eletrolitti
  • Aumento azotemia/osmolarità plasmatica.

INDICATORI DI ECCESSO DI LIQUIDI

  • Aumento della pressione arteriosa
  • Distensione vene gugulare
  • Dispnea
  • Aumento della Frequenza respiratoria
  • Crepitii o ronchi all’auscultazione
  • Edemi periferici
  • Edemi sacrali nei pazienti allettati
  • Edemi diffusi
  • Palpebre gonfie/guance piene/edema periorbitale
  • Aumento di peso
  • Riduzione dell’ematocrito/dei livelli sierici degli elettroliti/dell’azotemia/dell’osmolarità plasmatica.

Prima di infondere leggere attentamente i dati sul flacone della soluzione:

  • Composizione
  • Forma farmaceutica
  • Categoria terapeutica
  • Osmolarità
  • pH
  • Uso
  • modalità di conservazione.

Haute Provence.

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PARAFENILDIMINA / COCAMIDOPROPILBETAINA.


PARAFENILDIMINA

Prodotto dell’industria chimica per la sintesi dei coloranti (blu di metilene, safranina) e di medicinali (anestetici locali, sulfamidici).

E’ largamente utilizzato dei parucchieri per tingere i capelli (tinture permanenti e semipermanenti), in pellicceria per tingere le pellicce e talora per colorare capi di abbigliamento scuri.

E’ usata anche, come antiossidante si trova in certi mangimi per animali, nei carburanti, negli olii e grassi lubrificanti.

E’ impiegata negli inchiostri da stampa, nelle miscele colorate per litografia, durante il processo di fotocopiatura, in reagenti di reazioni chimiche, negli sviluppi fotografici.

Nei soggetti sensibilizzati si possono verificare reazioni croociate con sostanze di gruppo “para”:

  • p-toluendiamina o PABA (filtro solare),
  • Sulfamidici,
  • Benzocaina (anestetico locale),
  • diuretici benzotiazidici e furosemide,
  • sulfaniluree (ipoglicemizzante orali),
  • acido p-aminosalicilico (antitubercolare),
  • p-aminodifenilmetano (antiossidante nel processo di lavorazione della gomma),
  • coloranti utilizzati per tessuti, cuoio, pellicce, alimenti, cosmetici e inchiostri.

MARTIGUES.

COCAMIDOPROPILBETAINA (TEGOBETAINA L7)

E’ un tensioattivo anfotero.

Si trova principlamente in prodotti detergenti (shampoo, saponi, bagnoschiuma…).

Trova inoltre i seguenti impieghi:

  • preparazione cosmetiche,
  • campo farmaceutico,
  • industria tessile e galvanica,
  • emulsione fotografiche,
  • bagni di sviluppo come decontaminante.

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BALSAMO DEL PERU’.


E’ una oloresina che fuoriecse da una pianta (Myroxylon Balsamum Linn) che cersce nell’AMerica Centrale, l’aspetto è quello di un liquido viscoso non appiccicoso, color rosso bruno scuro e trasparente al profumo vago di vaniglia. Il resinoide ottenuto dalla purificazione di tale Balsamo è costituito da una parte liquida (olio essenziale o cinnameina) e da una parte solida resinosa.

IMPIEGO:

  • sostanza in numerosi farmaci topici per uso esterno (trattamento dell’eczema della gamba, emorroidi, geloni, bruciature e scabbia, preparati per la tosse e supposte)
  • è usato per la sua azione profumante nei cosmetici (sapone, creme, lozioni per capelli, lip-sticks, rosetti, lozioni da barba, dentifrici, dopobarba, prodotti antisolari, abbronzanti, deodoranti e repellenti)
  • aromatizzante in cibarie (cioccolato, miele, gomme da masticare, docli cotti in forno, gelati, marmellate),
  • spezie (cannella, chiodi di garofano, vaniglia, curry e in tutti i prodotti che contengono queste spezie: Ketchup, salsa chili, aringhe sotto sale. In verdure conservate: barbabietola, cetrioli sottoaceto, paté di fegato),
  • Biscotteria e cioccolato (sotto qualunque forma),
  • bibite leggere: aranciata e coca-cola,
  • nei tabacchi e té profumati,
  • in odontotecnica: come sostanza profumata per cementi e liquidi. L’Eugenolo diffuso analgesico per uso dentistico e di derivazione dle Balsmo del Perù.
  • in colori ad olio,
  • in certi aperitivi (vermouth e curacau) e vini aromatizzati,
  • come adesivi in cerotti e vernici.

ANJJAR - LIBANO.

  • Caviale,
  • maionese confezionata,
  • pasta di olive,
  • canditi,
  • caramelle, confetti, chewing-gums e gelatina di frutta.

Il Balsamo di Perù è contenuto in alcuni preparati di Propoli. Da segnalare una cross-reattività tra Balsamo del Perù , altri Balsami aromatici, Benzil Benzoato e acido Benzoico.

 

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RACCOMANDAZIONI SULL’UTILIZZO DEI MEDICINALI A BASE DI METFORMINA NELLA GESTIONE DEL DIABETE MELLITO DI TIPO 2.


L’AIFA in collaborazione con FOFI, SID, AMD, SIF e SIFO desidera fornirle delle raccomandazioni sul corretto utilizzo di metformina.

La metformina principio con azione euglicemizzante, è indicata nel trattamento del diabete mellito tipo2; negli adulti soprattutto in sovrappeso, come terapia di prima linea dopo il fallimento della dieta, in monoterapia o in combinazione con altri agenti euglicemizzante orali o con insulina; nei bambini dai 10 anni di età e negli adolescenti, in monoterapia o in combinazione con insulina.

In considerazione del possibile rischio di acidosi lattica, si raccomanda il rispetto delle attuali controindicazioni ed avvertenze riportate per i medicinali a base di metformina, in particolare quanto riguarda la presenza di insufficienza renale acuta o cronica.

A tale riguardo si raccomanda di:

  • evitare l’uso di metformina in caso di grave insufficienza renale o disfunzione renale cronica (filtrato stimato <60 ml/min/1.73 m2; assolutamente controindicato per filtrato stimato <30 ml/min/1.73 m2).
  • sospendere se possibile, temporaneamnete il trattamento comn metformina in corso di condizioni cliniche acute potenzialmente in gardo di alterare la funzionalità renale, quali ipotensione grave, disidratzione o infezioni gravi,
  • sospendere per un breve periodo (2 giorni prima fino a d un giorno dopo) il trattamento con metformina in corso di interventi chirurgici, somministrazione intravascolare di mezzi di contrasto a base di iodio o altra procedura che possa comportare un rischio di insufficienza renale acuta.

Si raccomanda pertanto di stimare il filtrato glomerulare a aprtire dai livelli di creatinina sierica, sesso, età ed etnia, mediante la formula Modification of Diet in Renal Disease (MDRD) a 4 variabili, oppure se il dosaggio della creatinina utilizza un metodo calibarto sullo standard IDMS, con l’equazione Chronic Kidney Disease Epidemiology Collaboration (CKD-EPI).

http://mdrd.com/

APPENNINO.

La stima del filtrato deve essere eseguita ad intervalli regoalri (ogni anno nei soggetti con funzione renale nella norma e ogni 6 mesi nei pazienti anziani o con funzione renale ridotta).
Tale parametro deve essere monitorato anche in situazioni in cui la funzionalità renale può subire rapide modifiche, per esempio all’inizio di una terapia antipertensiva, diuretica o con FANS.

Si raccomanda inoltre, di evitare l’uso di metformina in caso di patologie acute o croniche che posssono causare ipossia tissutale:

  • insufficienza respiratoria,
  • scompenso  cardiaco acuto,
  • infarto miocardico recente,
  • shock),
  • di digiuno o malnutrizione,
  • di insufficienza epatica,
  •  di intossicazione acuta da alcool e alcolismo.

Sono tutti condizioni nelle quali vi è un aumento di acidosi lattica.

La comparsa di rarissimi episodi di acidosi lattica grave (3 casi per 100.000 pazienti-anno), che ne controindica l’utilizzo nelle condizioni sopra riportate, è descritta nelle attuali linee guida sulla gestione del diabete.

Si ricorda che i sintomi indicativi di uno stato di acidosi lattica includono:

  • astenia,
  • nausea,
  • vomito,
  • aumento della profondità del respiro e progressivo ottundimento del sensorio,
  • ipotermia,
  • crampi muscolari con disturbi come dolore addominale.

Esami diagnostici di laboratorio comprendono:

  • pH ematico,
  • livelli di lattato plasmatico,
  • Rapporto lattato/piruvato
  • e gap anionico.

Infine, in presenza di fattori di rischio per l’acidosi lattica, un’attenta valutazione clinica da parte del medico prescrittore, potrebbe condurre alla decisione di sospendere il trattamento (in via temporanea o definitiva) e a considerare le alternative terapeutiche disponibili.

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LA ROUTINE DI LABORATORIO: UNA PROPROSTA PER LA MEDICINA GENERALE.


ESAMI DI ROUTINE: NUCLEO FISSO

Emocromo, glicemia, esame completo urine e creatininemia sono esami riconosciuti universalmente come fondamentali e di grande rilevanza clinica, da cui trarre informazioni importanti.
I manuali classici, anche i più recenti, mettono sempre in prima fila la triade laboratoristica: emocromo, VES, esame urine; proposta che riconosciamo sempre valida, ma oggi grazie alle acquisizione più recenti può essere ritoccata.
E’ assente la VES che, coraggiosamente, è stata sostituita con la Proteina-C-Reattiva (PCR), di più facile esecuzione, poco costosa e soprattutto più appropriata (rapido incremento e altrettanto rapida discesa nella flogosi). Altrettanto coraggiosamente si raccomanda di attribuire alla PCR un significato moderna, evidence-based. Essendo un esame molto sensibile, se negativo orienterà ad escludere una patologia in atto (anche se nel LES non complicato risulta normale) mentre un risultato positivo dovrà essere interpretao con cautela.

E’ presente la creatinina, ma non l’azotemia che si ritiene inficiata da notevole variabilità a seconda dello stato di idratazione e dell’apporto di sostanze proteiche (entrambe queste condizioni limitano nell’anziano l’attendibilità della misurazione dell’urea).

un ulteriore campo di collaborazione tra laboratorio e medicina generale appare essere la valutazione del Filtrato glomerulare attraverso la formula di Cockcroft-Gault, che richiede il peso del soggetto, o la formula MDRD, che non lo richiede, le quali appaiono in grado di anticipare la individuazione dell’insufficienza renale anche quando la creatinina nel sangue è nei limiti di riferimento e che deve sostituire la imprecisa ed indaginosa clearance della creatinina.

La ALT non è associata alla AST, ma è da sola, come sentinella di patologia epatica su base infettiva o iatrogena.

LIBANO.

ESAME DI ROUTINE: PARTE VARIABILE

Il profilo lipidico è stato inserito in questo secondo gruppo sulla base del limite costituito dall’età, infatti molti sono i dubbi di reale efficacia prescrittiva nei pazienti <20 anni e > 70 anni. Anche se determianzione del colesterolo LDL con metodo diretto è concettualmente più accurata dei metodi indiretti calcolati, esiste oggi la convinzione unanime che, al momento, a causa di probelmi tecnici non ancora risolti, i metodi indiretti siano da preferire.

La ferritina è un esame molto utile nello screening di donne in età fertile, quale precoce indicatore di carenza marziale, in grado di individuare situazioni a rischio di anemizzazione, in assenza di patologia infiammatoria in atto.

Vi è ampio consenso nel gruppo sulla scelta del TSH nello screening di patologia tiroidea in adulti asintomatici: andrebbe eseguito, in particolare, nelle donne di età >50 anni e con evidenza di familiarità per malattia tiroidea, con la ripetizione a distanza di 5 anni.

Pochi argomenti risultano così controversi come il manangement del PSA nella patologia prostatica ed in particolare il suo uso nello screening della neoplasia:i motivi sono legati al fatto che il PSA non si correla alla storia naturale del carcinoma prostatico: una sua elevazione può essere predittiva di tumore ma non dà indicazione circa la sua reale aggressività. Il PSA si comporta quindi come un marker organo-specifico ma non tumore-specifico. Se si utilizza come cut-off il valore di 4 mcg/l ( è stata anche proposta la sua riduzione a 2.5 mcg/l) la sensibiltà va dal 67% al 88%, per cui si può dire che in un discreto numero di neoplasie, anche avanzate, il PSA è inferirore a 4 mcg/l.
La specificità è invece del 80% ed esiste un 40% di casi oltre il cut-off dovuto a cause non maligne. Si concretizza così una zona grigia di inceretzza diagnostica, compresa fra 4 e i 10 mcg/l, in cui ricadono cause maligne e non maligne. Ci possono aiutare in questa fascia alcuni indici correttivi come la variazione nel tempo del PSA, o PSA velocity (variazione pari a 075 mcg di concentrazione in 1 anno con almeno 3 misurazioni in 2 anni = più probabile presenza di neopalsia) ed il PSA ratio, o rapporto PSA libero/PSA totale (<5% è diagnostico per neopalsia). Comunque va sottolineato che nessuno di questi test correttivi ha sensibilità e specificità tali da confermare, da soli, il sospetto clinico. L’incertezza aumenta quando poi si valuta la gran massa di letteratura riguardante lo screening di neoplasia prostatica con il PSA. Stante l’attuale assenza di consenso circa la sua reale efficacia si può dire che non sussitono sufficienti evidenze che lo screening del carcinoma prostatico con il dosaggio del PSA sia in grado di ridurre la mortalità se consideriamo i lavori più autorevoli, a fronte del laboratorio epidemiologico austriaco, peraltro molto criticato, in cui si dimostrerebbe una riduzione del 32% della moratlità.
In sintonia con quanto raccomandato negli ultimi anni dalle società scientifiche, sentiamo la necessità di dare le seguenti raccomandazioni:

  1. effettuare il dosaggio del PSA nei pazienti sintomatici (ematuria macroscopica, dolore pelvico e/o LUTS), nei pazienti nei quali l’esplorazione rettale o l’ecografia abbiano evidenziato un’area dura o ipoecogena e nei pazienti con familiarità per neopalsia prostatica,
  2. prescrivere (per motivi sia etici ch emedico-legali) l’esame a pazienti asintomatici che lo richiedano,
  3. valutare sempre con il paziente, specie se asintomatico, tutti dell’esecuzione del test, utilizzando un modello di condivisione della scelta.

Come poi riproporre la routine a distanza di tempo?
partendo dalla considerazione che non vi sono evidenze sufficienti disponibili in letteratura, il gruppo di lavoro sconsiglia la ripetizione della routine generica in tempi stretti e considerata la finalità di individuare una patologia sub-clinica e/o fattori di rischio, condivide la raccomandazione che gli esami biochimici del nucleo fisso siano da ripetere ad un intrvallo non inferiore a 18-24 mesi.

Diaologo sui Farmaci.
Andreoli C. Girotto S. Scandola B, leso A, et al.

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VELOCITA’ DI FILTRAZIONE GLOMERULARE


VALUTAZIONE DI LABORATORIO DELLA FUNZIONALITA’ RENALE

La determinazione della creatinina sierica viene richiesta per ottenere un indice della funzionalità del rene, ed in particolare della sua capacità filtrante. Purtroppo la creatinina nel sangue non è un indicatore precoce della perdita di funzionalità renale e presenta una serie di limiti.

  • I reni hanno una riserva funzionale piuttosto ampia; questo significa che la creatinina comincia a dare un segnale quando gran parte del rene (circa il 50%) è compromessa. La creatinina non è un marcatore precoce,
  • La creatinina è un parametro con elevato indice di individualità, questo significa che ogni individuo ha una propria concentrazione di creatinina, con variazioni molto piccole, ma ci possono essere ampie variazioni tra un individuo e l’altro. Gli intervalli di riferimento sono perciò troppo ampi per la singola valutazione (ossia per un unico dato),
  • La massa muscolare, l’apporto dietetico, differenze di sesso e razza rappresentano altre variabili “confondenti” il valore diagnostico dell’esame.
Nonostante queste limitazioni, la determinazione della creatinina nel siero e della clearance è ampiamente utilizzata nella clinica, anche per la scarsa praticabilità di utilizzo di marcatori esogeni (ad es. iotalamato), o altri marcatori endogeni. Il programma educazionale per le malattie renali (NKDEP), per iniziativa del National Institues of Health (NIH), e del National Institutes of Health (NIH), e del National Institue of Diabetes and Kidney Diseases ha portato a raccomandare l’inserimento nel referto di laboratorio del valore di eGFR (Estimated Glomerular di Filtration Rate). La stima della Velocità di Filtrazione Glomerulare, mediante formule che tengono conto dell’età, del sesso, dell’etnia ed altro, tende a risolvere parte dei problemi che limitano il valore dell’informazione clinica della concentrazione di creatinina nel siero.
La formula MDRD propone un calcolo che, nella struttura più semplice a 4 parametri, consente una stima della GFR comparabile o anche migliore di altre formule, con il vantaggio di non richiedere alcuna misura antropometrica.
Secondo L’MDRD la GFR può essere stimata con questo calcolo:
GFR (ml/min/1.73 m2) = 175 x ∫(Creatinina sierica (mg/dl oppure μmol/L/88.4)∫-1.154 x ∫età (anni)-0.203∫ x 0.742 se femmina e x 1.21 se afro-americano.
Il coefficiente 175:
Si riferisce a metodi ricalibrati contro standard internazionali, che sono oggi gli unici da utilizzare. Infatti, per l’uso della formula MDRD, esistono 2 problemi relativi al metodo di misura.
  1. I metodi in commercio possono produrre risultati molto diversi e per concentrazioni fisiologiche di creatinina la sovrastima media, rispetto al metodo standard di riferimento (spettrometria di massa a diluizione isotopica, IDMS), può essere rilevante (10-20%);
  2. Esiste un’interferenza aspecifica di reazione con cromogeni plasmatici (pseudocreatinine), in particolare proteine, che possono determinare a bassa concentrazioni di creatinina, una sovrastima fino al 15-25%. Questa interferenza interessa i metodi colorimetrici al picrato alcalino, e non nei metodi enzimatici.
Le differenze di calibrazione possono e debbono essere ridotte mediante la ricalibrazione dei metodi di dosaggio della creatinina (cosiddetti metodi IDMS tracciabili). Per l’interferenza aspeficica, alcuni produttori hanno introdotto fattori di compensazione negativi per i valori bassi di creatinina. Questa strategia però si basa sul presupposto che l’interferenza da cromogeni non-creatinina sia costante tra i campioni, cosa non sempre vera.

PARIS

RACCOMANDAZIONI:
  1. REFERTATE LA e-GFR
    La stima della velocità di filtrazione glomerulare è un’informazione clinica essenziale. Tuttavia l’e-GFR dev’essere refertato solo dai laboratori che determinino la creatinina con metodi a sicura tracciabilità IDMS
  2. UTILIZZATE LA FORMULA MDRD
    La stima della e-GFR attraverso la formula MDRD, è uno strumento utile e validato per ottenere un indice della funzionalità del rene. E’ la formula più semplice, non necessita di misure antropometriche e correla megllio di altre formule la velocità di filtrazione misurata.
  3. VERIFICATE LA CALIBRAZIONE DELLA CREATININA
    La standardizzazione della misura della creatinina è fondamentale, per eviatre errate classificazioni dei pazienti, specie utilizzando formule per la stima della velocità di filtrazione glomerulare. Obbligatoria è quindi la ricalibrazione e la tracciabilità della calibrazioni con il metodo di riferimento (IDMS).
  4. SE DOVETE CAMBIARE METODO, SCEGLIETE UN METODO ENZIMATICO
    I metodi enzimatici presentano una migliore correlazione con il metodo di riferimento e non hanno interferenze aspecifiche. Nel momento di sostituzione di un metodo per la misura della creatinina, sono da preferire.
  5. LIMITAZIONE DELL’eGFR
    La stima della velocità di filtrazione glomerulare (eGFR) non è applicabile nelle donne in gravidanza, nei soggetti defedati e/o affetti da patologie multiple. iN questi casi, è necessario determinare la clearance della creatinina.
    Vanno pure esclusi dal calcolo soggetti di età < 18 anni e > 75 anni

Società Italiana di Biochimica e Biologia Molecolare Clinica.
Prof. Cramina Zoccali, SIN (Società Italiana di Nefrologia)
Prof. Mario Plebani, SIBioC (Soxietà Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica)
Dr. Pietro Cappelletti, SIMeL (Società Italiana di Medicina di Laboratorio).

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FARMACI IN ORTOPEDIA.


CONDROXOL CPR. DA 1000 MG:
Coadiuvante nel trattamento della degenerazione della cartilagine articolare e nell’osteoartite:

  • Cheratina solubile 100 mg: aumenta la proliferazione di condrociti e la produzione di antiossidanti riducendo l’attività dei ROS sui condrociti.
  • Glucosamina solfato 700 mg: stimola la produzione dei proteoglicani della cartilagine, ha capacità di riparazione della cartilagine articolare.
  • Metilsulfonilmetano 100 mg: riduce la trasmissione del dolore e sinergizza l’attività della glucosamina.

Ripristina e mantiene la fisiologica funzione della articolazioni, dei muscoli, dei tendini e allevia il dolore.
Posologia: 2 cp/die i primi 7/10 giorni; poi 1 cp/die di mantenimento

XXXXXX

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