Archivi del mese: agosto 2011

PARAFENILDIMINA / COCAMIDOPROPILBETAINA.


PARAFENILDIMINA

Prodotto dell’industria chimica per la sintesi dei coloranti (blu di metilene, safranina) e di medicinali (anestetici locali, sulfamidici).

E’ largamente utilizzato dei parucchieri per tingere i capelli (tinture permanenti e semipermanenti), in pellicceria per tingere le pellicce e talora per colorare capi di abbigliamento scuri.

E’ usata anche, come antiossidante si trova in certi mangimi per animali, nei carburanti, negli olii e grassi lubrificanti.

E’ impiegata negli inchiostri da stampa, nelle miscele colorate per litografia, durante il processo di fotocopiatura, in reagenti di reazioni chimiche, negli sviluppi fotografici.

Nei soggetti sensibilizzati si possono verificare reazioni croociate con sostanze di gruppo “para”:

  • p-toluendiamina o PABA (filtro solare),
  • Sulfamidici,
  • Benzocaina (anestetico locale),
  • diuretici benzotiazidici e furosemide,
  • sulfaniluree (ipoglicemizzante orali),
  • acido p-aminosalicilico (antitubercolare),
  • p-aminodifenilmetano (antiossidante nel processo di lavorazione della gomma),
  • coloranti utilizzati per tessuti, cuoio, pellicce, alimenti, cosmetici e inchiostri.

MARTIGUES.

COCAMIDOPROPILBETAINA (TEGOBETAINA L7)

E’ un tensioattivo anfotero.

Si trova principlamente in prodotti detergenti (shampoo, saponi, bagnoschiuma…).

Trova inoltre i seguenti impieghi:

  • preparazione cosmetiche,
  • campo farmaceutico,
  • industria tessile e galvanica,
  • emulsione fotografiche,
  • bagni di sviluppo come decontaminante.

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RACCOMANDAZIONI SULL’UTILIZZO DEI MEDICINALI A BASE DI METFORMINA NELLA GESTIONE DEL DIABETE MELLITO DI TIPO 2.


L’AIFA in collaborazione con FOFI, SID, AMD, SIF e SIFO desidera fornirle delle raccomandazioni sul corretto utilizzo di metformina.

La metformina principio con azione euglicemizzante, è indicata nel trattamento del diabete mellito tipo2; negli adulti soprattutto in sovrappeso, come terapia di prima linea dopo il fallimento della dieta, in monoterapia o in combinazione con altri agenti euglicemizzante orali o con insulina; nei bambini dai 10 anni di età e negli adolescenti, in monoterapia o in combinazione con insulina.

In considerazione del possibile rischio di acidosi lattica, si raccomanda il rispetto delle attuali controindicazioni ed avvertenze riportate per i medicinali a base di metformina, in particolare quanto riguarda la presenza di insufficienza renale acuta o cronica.

A tale riguardo si raccomanda di:

  • evitare l’uso di metformina in caso di grave insufficienza renale o disfunzione renale cronica (filtrato stimato <60 ml/min/1.73 m2; assolutamente controindicato per filtrato stimato <30 ml/min/1.73 m2).
  • sospendere se possibile, temporaneamnete il trattamento comn metformina in corso di condizioni cliniche acute potenzialmente in gardo di alterare la funzionalità renale, quali ipotensione grave, disidratzione o infezioni gravi,
  • sospendere per un breve periodo (2 giorni prima fino a d un giorno dopo) il trattamento con metformina in corso di interventi chirurgici, somministrazione intravascolare di mezzi di contrasto a base di iodio o altra procedura che possa comportare un rischio di insufficienza renale acuta.

Si raccomanda pertanto di stimare il filtrato glomerulare a aprtire dai livelli di creatinina sierica, sesso, età ed etnia, mediante la formula Modification of Diet in Renal Disease (MDRD) a 4 variabili, oppure se il dosaggio della creatinina utilizza un metodo calibarto sullo standard IDMS, con l’equazione Chronic Kidney Disease Epidemiology Collaboration (CKD-EPI).

http://mdrd.com/

APPENNINO.

La stima del filtrato deve essere eseguita ad intervalli regoalri (ogni anno nei soggetti con funzione renale nella norma e ogni 6 mesi nei pazienti anziani o con funzione renale ridotta).
Tale parametro deve essere monitorato anche in situazioni in cui la funzionalità renale può subire rapide modifiche, per esempio all’inizio di una terapia antipertensiva, diuretica o con FANS.

Si raccomanda inoltre, di evitare l’uso di metformina in caso di patologie acute o croniche che posssono causare ipossia tissutale:

  • insufficienza respiratoria,
  • scompenso  cardiaco acuto,
  • infarto miocardico recente,
  • shock),
  • di digiuno o malnutrizione,
  • di insufficienza epatica,
  •  di intossicazione acuta da alcool e alcolismo.

Sono tutti condizioni nelle quali vi è un aumento di acidosi lattica.

La comparsa di rarissimi episodi di acidosi lattica grave (3 casi per 100.000 pazienti-anno), che ne controindica l’utilizzo nelle condizioni sopra riportate, è descritta nelle attuali linee guida sulla gestione del diabete.

Si ricorda che i sintomi indicativi di uno stato di acidosi lattica includono:

  • astenia,
  • nausea,
  • vomito,
  • aumento della profondità del respiro e progressivo ottundimento del sensorio,
  • ipotermia,
  • crampi muscolari con disturbi come dolore addominale.

Esami diagnostici di laboratorio comprendono:

  • pH ematico,
  • livelli di lattato plasmatico,
  • Rapporto lattato/piruvato
  • e gap anionico.

Infine, in presenza di fattori di rischio per l’acidosi lattica, un’attenta valutazione clinica da parte del medico prescrittore, potrebbe condurre alla decisione di sospendere il trattamento (in via temporanea o definitiva) e a considerare le alternative terapeutiche disponibili.

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VELOCITA’ DI FILTRAZIONE GLOMERULARE


VALUTAZIONE DI LABORATORIO DELLA FUNZIONALITA’ RENALE

La determinazione della creatinina sierica viene richiesta per ottenere un indice della funzionalità del rene, ed in particolare della sua capacità filtrante. Purtroppo la creatinina nel sangue non è un indicatore precoce della perdita di funzionalità renale e presenta una serie di limiti.

  • I reni hanno una riserva funzionale piuttosto ampia; questo significa che la creatinina comincia a dare un segnale quando gran parte del rene (circa il 50%) è compromessa. La creatinina non è un marcatore precoce,
  • La creatinina è un parametro con elevato indice di individualità, questo significa che ogni individuo ha una propria concentrazione di creatinina, con variazioni molto piccole, ma ci possono essere ampie variazioni tra un individuo e l’altro. Gli intervalli di riferimento sono perciò troppo ampi per la singola valutazione (ossia per un unico dato),
  • La massa muscolare, l’apporto dietetico, differenze di sesso e razza rappresentano altre variabili “confondenti” il valore diagnostico dell’esame.
Nonostante queste limitazioni, la determinazione della creatinina nel siero e della clearance è ampiamente utilizzata nella clinica, anche per la scarsa praticabilità di utilizzo di marcatori esogeni (ad es. iotalamato), o altri marcatori endogeni. Il programma educazionale per le malattie renali (NKDEP), per iniziativa del National Institues of Health (NIH), e del National Institutes of Health (NIH), e del National Institue of Diabetes and Kidney Diseases ha portato a raccomandare l’inserimento nel referto di laboratorio del valore di eGFR (Estimated Glomerular di Filtration Rate). La stima della Velocità di Filtrazione Glomerulare, mediante formule che tengono conto dell’età, del sesso, dell’etnia ed altro, tende a risolvere parte dei problemi che limitano il valore dell’informazione clinica della concentrazione di creatinina nel siero.
La formula MDRD propone un calcolo che, nella struttura più semplice a 4 parametri, consente una stima della GFR comparabile o anche migliore di altre formule, con il vantaggio di non richiedere alcuna misura antropometrica.
Secondo L’MDRD la GFR può essere stimata con questo calcolo:
GFR (ml/min/1.73 m2) = 175 x ∫(Creatinina sierica (mg/dl oppure μmol/L/88.4)∫-1.154 x ∫età (anni)-0.203∫ x 0.742 se femmina e x 1.21 se afro-americano.
Il coefficiente 175:
Si riferisce a metodi ricalibrati contro standard internazionali, che sono oggi gli unici da utilizzare. Infatti, per l’uso della formula MDRD, esistono 2 problemi relativi al metodo di misura.
  1. I metodi in commercio possono produrre risultati molto diversi e per concentrazioni fisiologiche di creatinina la sovrastima media, rispetto al metodo standard di riferimento (spettrometria di massa a diluizione isotopica, IDMS), può essere rilevante (10-20%);
  2. Esiste un’interferenza aspecifica di reazione con cromogeni plasmatici (pseudocreatinine), in particolare proteine, che possono determinare a bassa concentrazioni di creatinina, una sovrastima fino al 15-25%. Questa interferenza interessa i metodi colorimetrici al picrato alcalino, e non nei metodi enzimatici.
Le differenze di calibrazione possono e debbono essere ridotte mediante la ricalibrazione dei metodi di dosaggio della creatinina (cosiddetti metodi IDMS tracciabili). Per l’interferenza aspeficica, alcuni produttori hanno introdotto fattori di compensazione negativi per i valori bassi di creatinina. Questa strategia però si basa sul presupposto che l’interferenza da cromogeni non-creatinina sia costante tra i campioni, cosa non sempre vera.

PARIS

RACCOMANDAZIONI:
  1. REFERTATE LA e-GFR
    La stima della velocità di filtrazione glomerulare è un’informazione clinica essenziale. Tuttavia l’e-GFR dev’essere refertato solo dai laboratori che determinino la creatinina con metodi a sicura tracciabilità IDMS
  2. UTILIZZATE LA FORMULA MDRD
    La stima della e-GFR attraverso la formula MDRD, è uno strumento utile e validato per ottenere un indice della funzionalità del rene. E’ la formula più semplice, non necessita di misure antropometriche e correla megllio di altre formule la velocità di filtrazione misurata.
  3. VERIFICATE LA CALIBRAZIONE DELLA CREATININA
    La standardizzazione della misura della creatinina è fondamentale, per eviatre errate classificazioni dei pazienti, specie utilizzando formule per la stima della velocità di filtrazione glomerulare. Obbligatoria è quindi la ricalibrazione e la tracciabilità della calibrazioni con il metodo di riferimento (IDMS).
  4. SE DOVETE CAMBIARE METODO, SCEGLIETE UN METODO ENZIMATICO
    I metodi enzimatici presentano una migliore correlazione con il metodo di riferimento e non hanno interferenze aspecifiche. Nel momento di sostituzione di un metodo per la misura della creatinina, sono da preferire.
  5. LIMITAZIONE DELL’eGFR
    La stima della velocità di filtrazione glomerulare (eGFR) non è applicabile nelle donne in gravidanza, nei soggetti defedati e/o affetti da patologie multiple. iN questi casi, è necessario determinare la clearance della creatinina.
    Vanno pure esclusi dal calcolo soggetti di età < 18 anni e > 75 anni

Società Italiana di Biochimica e Biologia Molecolare Clinica.
Prof. Cramina Zoccali, SIN (Società Italiana di Nefrologia)
Prof. Mario Plebani, SIBioC (Soxietà Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica)
Dr. Pietro Cappelletti, SIMeL (Società Italiana di Medicina di Laboratorio).

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