Archivi del mese: luglio 2011

ABUSO DI DROGHE.


CHE COSA VIENE TESTATO?

Il test delle droghe d’abuso consiste nella rivelazione di una o più sostanze legali e/o illegali nell’urina o più raramente, nel sangue, nella saliva, nei capelli o nel sudore. Di norma questo riguarda uno screening iniziale seguito da un secondo test che identifica e/o conferma la presenza di una o più droghe.
La maggior parte dei laboratori usa test commercialmente disponibili che sono stati sviluppati ed ottimizzati per lo screening urinario delle principali droghe d’abuso.

All’interno di ciascuna classe di droghe che vengono testate esistono numerose droghe chimicamente simili. Le sostanze legali che sono chimicamente simili a quelle illegali possono produrre un risultato positivo allo screening. Quindi, test di screening che sono positivi per una o più classi di sostanze sono generalmente confermati con un secondo test che identifica la specifica sostanza presente usando un metodo sensibile e specifico, come la gascromatografia di massa (GC/MS).

Le sostanze stupefacenti o psicoattive che possono essere più frequentemente oggetto di abuso e/o causa di disabilità sono di solito suddivise in:

  • Psicolettiche (deprimenti):
    • Narcotici (oppio, eroina e morfina),
    • barbiturici e altri ipnotici,
    •  alcol etilico.
  • Psicoanalettiche  (stimolanti):
    • Amfetaminna e analoghi
    • cocaina (in abuso cronico)
    • caffeina
    • antidepressivi
  • Psicodislettiche (allucinogeni):
    • Cannabis (marijuana, hascish),
    • allucinogeni (LSD; etc)

Alcune delle droghe d’abuso più comunemente sottoposta a screening sono elencate qui sotto:

CLASSE                                                               Esempi di droghe specifiche identificate durante la conferma

Amfetamina                                                        Metamfetamine, amfetamina
Barbitruici                                                           Fenobarbital, secobarbital, pentobarbital
Benzodiazepine                                                  Diazepam, Lorazepam
Cannibinoidi                                                       Marijuana
Cocaina                                                                Cocaina e/o il suo metabolita (benzoylecognina)
Oppiacei                                                              Codeina, morfina e metaboliti dell’eroina
Febciclidina (PCP)                                            PCP
Antidepressivi triciclici
Metadone

Sostanze che non sono simili alle classi definite possono dare risultati “falsi negativi”. Alcune droghe possono essere difficili da rivelare con i metodi standard o perchè il test non è stato messo a punto per rilevare quella droga, come la metilendiossi-metamfetamina (MDMA; Ecstasy), l’ossicodone (ossicodone) o buprenorfina, o perchè la droga non rimane nell’organismo sufficientemente a lungo per essere rivelata, come il gamma-idrossibutirrato.

Gruppi di test per le droghe sono generalmente richiesti per motivi clinici o legali, come parte di programmi relativi a luoghi di lavoro od a eventi sportivi.
………. Le droghe ricercate non si trovano di norma nell’organismo con l’eccezione di alcuni ormoni e steroidi in ambito sportivo.

Chez Maria, Le Port – Port-de-Lanne, Francia.

COME E’ RACCOLTO IL CAMPIONE PER ESEGUIRE IL TEST?

L’urina è il campione usato più frequentemente per il test, ma altri campioni come i capelli, il sudore, la saliva ed il sangue possono essere usati per lo screening anche se non sono intercambiabili con l’urina……..

COME VIENE UTLIZZATO?

Il test per le droghe d’abuso può essere usato a diversi fini:

  • Per lo screening a scopo clinico
  • Per usi medico-legali o forensi
  • Per indagini su gruppi di lavoratori
  • In ambito sportivo (anti-doping).

TOSSICOLOGIA CLINICA:
Analisi finalizzate alla diagnosi e al trattamento di tossicodipendenti o intossicati afferenti alla struttura pubblica.

  1. Arrivare alla giusta diagnosi (intossicazione, tossicodipendenza o no)
  2. Trattare il paziente in maniera corretta
  3. Salvare il paziente
  4. Prevenire le recidive.

Un campione positivo al test immnuochimici di screening deve essere verificato con un test di conferma cromatografico, altrimenti non ha valore medico-legale.
tuttvia, esiste e viene applicato dalle Forze di Polizia, un protocollo operativo per  gli accertamenti richiesti    dall’art. 187 del DL.vo 30.4.1992 n° 285 e successive modificazioni sui conducenti in possibile stato di alterazione psico-fisica conseguenti all’uso di sostanze stupefacenti e/o psicotrope messo appunto insieme al Ministero della Salute.
Il capo 3, comma 2, riporta quanto segue: “Nel caso in cui il soggetto sia stato sottoposto ad intervento medico a seguito di incidente stradale in cui è rimasto coinvolto la valutazione clinica, ove possibile, può essere desunta anche dagli atti medici, diagnostici e teraopeutici effettuati”.
Nelle medesime circostanze anche, gli Organi di Magistratura hanno la facoltà di disporre a posteriori, il sequestro dei dati clinici e di laboratorio contenuti nella cartella clinica o disponibili al P.S.

Accade dunque che risultati ottenuti con metodi di screening e non confermati vengano utilizzati, in modo improprio ai fini giudiziari.

TOSSICOLOGIA FORENSE:
Analisi per scopi amministrativi o medico-legali:

  • Commissioni medico legali: disabilità alla guida
  • Prefettura: verifica dei trattamenti alternativi alle sanzioni prevsite dal DPR 309/1990 e sue modifiche
  • Determinazione dei requisiti psicofisici per il rilascio del porto d’armi (GU 304/19919
  • forze d’ordine. accertamento dello stato di ebrezza o di assunzione di sostanze stupefacenti nella guida (DL 285/1992 e sue modifiche)
  • Enti pubblici o privati: accertamenti sui lavoratori le cui mansioni comportano rischi per la sicurezza, l’incolumità e la salute di terzi (art. 125 DPR 285/1992 e sue modifiche).

Obiettivi:
Fornire alla magistratura tutti gli elementi per un giusto giudizio.

Il fattore tempo:
In tossicologia Clinica le informazioni più utili sono quelli veloci, proprie dei metodi di screening.
In tossicologia Forense è essenziale attendere fino a quando si ha la certezza del dato: infromazioni precipitose possono essere controproducenti.

PRELIEVI DEI CAMPIONI

L’urina è la matrice biologica di prima scelta nell’analisi della sostanze d’abuso.
per l’analisi ed il dosaggio delle sostanze d’abuso è possibile utilizzare anche le seguenti matrici “non convenzionali”:

  • Sangue
  • Saliva
  • Sudore
  • Capelli
  • Peli pubici/ascellari
  • Unghie.

Queste matrici consentono di incrementare di molto il tempo di determinazione della durata delle sostanze d’abuso nell’organismo.
infatti, dopo la somministrazione ed in funzione delle caratteristiche farmacocinetiche, una droga e/o i suoi metaboliti possono essere rilevati dopo:

  • Ore – sangue e saliva
  • Giorni – urine
  • Mesi – capelli.

ANALISI DI SCREENING E ANALISI DI CONFERMA

TEST DI SCREENIG SPEDITIVI.

Sono quei test che permettono la determinazione della presenza di una o più sostanze d’abuso e dei loro metaboliti rispetto ad un valore stabilito, senza apparecchiature e con tempi di analisi ridotti.
Di solito i test speditivi usano metodiche immunocromatografiche, con analisi visibili otticamente e risultati qualitativi secondo cut-off.
Esistono inoltre test        immunofluorimetrici che non sono leggibili ad occhio nudo e richiedono l’uso di appositi lettori; con essi si elimna il probelma dovuto all’interpretazione soggettiva da parte dell’opertaore e, inoltre sia la refertazione dei risultati ch el’archiviazione automatica…..

….Questa attività diagnostica peraltro, è solo di ordine orientativo/diagnsotico; spesso è eseguita da personale non di laboratorio, ch ein genere non ha un addestratmento specifico.

TEST DI SCREENING INIZIALI

Sono quei test che permettono di analizzare in poco tempo un gran numero di campioni di urina in maniera economica, efficace e standarizzata.
Le metodiche dei test iniziali, che forniscono risultati quantitativi (misurano la concentrazione dell’analita) sono di tipo immunochimico in fase omogenea:

  • Enzyme ImmunoAssay (EIA)
  • Immunofluorescenza a luce polarizzata (FPIA)
  • Inibizione dell’agglutinazione (HI)
  • Enzyme Multiplied Immunoassay Test (EMIT).

Questi metodi molto adatti ai fini clinici, in quanto sono diretti, automatizzati, veloci, di facile esecuzione. richiedono piccoli volumi di campione……
Peraltro, essi analizzano una sostanza alla volta e non un pannello completo di analiti.

ANALISI DI CONFERMA

Un campione che risulti positivo ai test iniziali immunochimici o ai test speditivi, se non verificato con un test di conferma cromatografico, non ha valore medico-legale.

Azienda Ospedaliera-Universitaria di Udine
Santa Maria della Misericordia
Dipartimento di Diagnostica di Laboratorio.

http://www.labtestonline.it

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LES MENISQUES.


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BIOPSIA PROSTATICA.


PRIMA DELLA BIOPSIA PROSTATICA

  • La sera della biopsia e per 4 sere consecutive, assumere 1 compressa di antibiotico.
  • Non utilizzare la bicicletta per 10 giorni.
  • Evitare rapporti sessuali per 10 gioni.
  • Contattare il medico in caso di febbre elevata, snague nelle urine o altre complicanze.

LOURDES.

DOPO LA BIOPSIA PROSTATICA

  • Per qualche giorno dopo la biopsia può vedere sangue nelle urine e nelle feci.
  • Per qualche mese può vedere sangue nello sperma.

Per coloro che assumono terapia anticoagulante (Tiklid, cardioaspirin, cardirene, Coumadin, etc) rivolgersi al prorpio medico per la sospensione (7 giorni prima della biopsia) ed eventuale sostituzione.

 

VVVVV

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Archiviato in PROSTATA.

TRATTAMENTO DOPO SOLE


AVENE RISTRUTTURANTE DOPOSOLE:
Idratante e lenitivo per la pelle sensibile aggredita del sole.
Applicare dopo la doccia.
Ipoallergenico e non comedogeno.

LICHETNA SOLE CREMA DOPO SOLE:
Per lenire l’arrossamneto, per apportare fattori nutrienti e restitutivi che ripristano il film idrolipidico.
Per ripriistinare l’idratazione della pelle.

POSTHELIOS DOPOSOLE/LA ROCHE-POSAY:
crema emolliente.
Pelle disidratata dall’esposizione al sole, lenisce la sensazione di calore e arrossamento. Applicare dopo la doccia o il bagno.

VICHY CAPITAL SOLEIL LATTE DOPOSOLE:
Dopo l’esposizione al sole, un gel latte idratante ultra-fresco, delicatamente profumato, in grado di compensare la disidratazione cutanea dovuta all’esposizioni solari quotidiane e di preparare la pelle alle esposizioni successive.

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PRINCIPI GENRALI ALLA FORMAZIONE DELLA TVP.


PRINCIPI GENERALI

Ancora oggi i fattori riconosciuti come favorenti l’insoregnza della Trombosi Venosa Profonda (TVP) sono quelli della storica triade di Virchow:

  1. stasi di circolo,
  2. lesione endoteliate,
  3. alterazioni della coagulazione.

Nei distretti venosi la bassa pressione endovasale favorisce il rallentamente del circolo (fino alla stasi), condizione sufficiente a scatenare la cascata coagulativa; a scopo preventivo, sono pertanto attivi i mezzi meccanici e i farmaci in grado di modificare la concentrazione (dicumarolici) o l’attività (eparine, fondaparinux) dei fattori della coagulazione.
l’immobilizzazione prolungata è la condizione clinica che contribuisce maggiormente al realizzarsi della stasi di circolo. Non a caso l’allettamento superiore a 3-4 giorni è considerato uno dei principali fattori di rischio per lo svilupparsi di una TVP.

Nei distertti arteriosi (ad elvata pressione), invece, il ruolo patogenetico della stasi è marginale, mentre assume rilevanza primaria la lesione endoteliale (placca) in grado di attivare l’aggregazione piastrinica. Ecco quindi che la prevenzione della formazione del trombo nel circolo arterioso si effettua con farmaci in grado di contrastare l’aggregazione piastrinica.

COTE D'AZUR.

CLICCARE IL INK SOTTO.

PREVENZIONE DEL TROMBO EMBOLISMO VENSOSO (TEV).

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INTEGRATORI SISTEMA NERVOSO.


xxxxxxxxxx

COSTA AZZURA.

LIPOSOM FORTE: Fosfolipidi ipotalamici.
Coadiuvante nella terapia delle alterazioni metaboliche cerebrali conseguenti a turbe neuroendocrine.
1 fl/die im e ev secondo la prescriizone medica.

TRICOTRIN 1000 fiale 2 ml: FOSFOLIPIDI da corteccia cerebrale + Cianocobalamina.
Traumi cranici, sd. commozionali  e stati post-commotivi, encefalomiopatie aterosclerotiche, cefalee  vasospastiche o tosscihe -intossicazioni endogene ed esogene.
Polineurite tossiche alccoliche, poliradicoloneuriti artrosiche, paralisi periferiche del VII….
1 fl/die im.
Può essere somministarto in gravidanza e durante l’allattamento, sotto il idretto controllo del medico.

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LINEA GUIDA PER LA DIAGNOSI E LA GETSIONE DEI PAZIENTI CON MALATTIE DELL’AORTA TORACICA.


LINEA GUIDA PER LA DIAGNOSI E LA GESTIONE DEI PAZIENTI CON MALATTIE DELL”AORTA TORACICA.

  1. Le patologie dell’aorta toracica sono, di solito, asintomatiche: unici strumenti diagnostici sono la TAC e la RM ed in alcuni casi l’ecocardiografia.
  2. I risultati terapeutici sono migliori nelle forme asintomatiche che in condizioni di emergenza per cui è fondamentale una diagnosi precoce.
  3. Alcuni pazienti con particolari patologie genetiche sono maggiormente predisposti a tali malattie per cui è indispensabile la loro identificazione precoce e la loro sorveglianza attiva (per approfondimenti cf3 paragrafo 3 del testo sotto).
  4. Nei familiari di primo grado di pazienti con dissezione o aneurisma aortico si raccomanda uno studio dell’aorta per identificare i casi asintomatici.
  5. Tutti i pazienti con valvola aortica bicuspide andrebbero sottoposti a controlli per valuatre la presenza di una dilatazione della radice e dell’aorta ascendente; i loro familiari di 1° grado, andrebbero sottoposti a controlli per verificare la presenza di una malattia aortica.
  6. Valutazione della malattie acute dell’aorta toracica: in tutti i pazienti che riferiscono sintomi sospetti per una dissezione aortica acuta, va eseguito un ECG. L’utilità di una radiografia del torace andrebbe, invece, valutata sulla base della storia clinica del paziente. Nei pazienti che a una valutazione preliminare sono considerati ad alto rischio, va eseguita con urgenza un’ecocardiografia, una TAC o una RM.
  7. Trattamento meidco: gli interventi principali nei pazienti con piccoli aneurismi che non richiedono correzione chirurgica sono: stretto controllo dei valori pressori, ottimizzazione dei livelli ematici di lipidi, abolizione dle fumo, riduzione degli altri fattori di rischio per ateroosclerosi. Nei pazienti ipertesi con malattia renali per ridurre il rischio di stroke, infarto, scompenso cardiaco e morte cardiaca. Nei pazienticon aneurisma dell’aorta toracica è opportuno ridurre la pressione a livello più basso tollerato usando BETA-BLOCCANTI + ACE-INIBITORI O ARBs (losartan).
  8. Pazienti asintomatici con aneurisma dell’aorta ascendente: in questi pazienti ed in quelli con dissezione cronica, ematoma intramurale, ulcera aterosclerotica penetrante, aneurisma micotico, pesudo aneurisma, che non hanno  controindicazioni all’interevnto e che hanno un diametro dell’aorta ascendente o della radice aortica >5.5 cm dovrebbe essere PROGRAMMATO UN INTERVENTO. Sono ugualmente candidati all’intervento quei pazienti con aneurismi che aumentano di diametro di più di 0.5 cm/anno e con diametro iniziale <5.5. I pazienti (pz) che sono stati sottoposti a sostituzione valvolare della radice dell’aorta o dell’aorta ascedente.
  9. Aneurisma dell’ARCO AORTICO per i pz. a basso rischio opertaorio nei quali è stato riscontrato un aneurisma isolato degenerativo o aterosclerotico l’intervento è consigliato se la sua misura > di 5.5 . Se l’aneurisma misura meno di 4 cm è consigliabile un follow up a 12 mesi di distanza con TAC o RM mentre se esso misura più di 4 cm è consiglaibile un follow up a 6 mesi di distanza con TAC o RM per valutare un suo eventuale ingrandimento.
  10. Aneurismi dell’AORTA TORACICA discendente e dell’aorta toracoaddominale: nei pz. con dissezione cronica in particolare se associata a malattia del connettivo ma senza altre patologie e con un aneurisma dell’aorta discedente > di 5.5 è indicato un intervento di correzione chirurgica a ciel aperto. Nei pz. con aneurisma postopertaorio dovrebbe essere fortemente raccomandata l’applicazione di uno stent endovascolare.
  11. ATEROMI DELL’ARCO AORTICO O DELL’AORTA TORACICA O PER MALATTIA ATEROTROMBOTICA: nei pz. con ateroma dell’arco aortico per ridurre il rischio di stroke la somministarzione di statina rappresenta una scelta ragionevole. Nei pz. con pregresso stroke ed ateroma dell’arco aortico ≥4 mmper evitare ulteriori stroke può essere presa in considerazione la somministrazione di anticoagulanti orali warfarin (INR tra 2 e 3) o di antiaggreganti.
  12. Follow up in pz. con malattia dell’aorta toracica o sottoposti ad intervento: nei pz. con dissezione aortica di tipo A e B o che siano stati sottoposti ad intervento correttivo della radice dell’aorta o dell’ascendente è consiglaibile effettuare una TAC o una RM dell’aorta toracica. E’ consigliabile dopo una dissezione aortica effettuare una TAC o RM ai tempi 1-3-6-12 mesi e se stabile ogni anno allo scopo di identificare precocemente qualsiasi allargamento pricoloso. Se le dimensioni di un aneurisma dell’aorta toracica restano stabili è preferibile, per ridurre l’assorbimento di radiazione, effettuare una RM piuttosto una TAC.
  13. Raccomandazioni per l’attività lavorativa e per lo stile di vita: i pz. con aneurisma o dissezioni o sottoposti ad interventi correttivi dovranno sottostare a limitazioni dell’attiivtà lavorativa e dello stile di vita evitando attiivtà fisica intensa o che comporti spinte e/o tensioni che comportino Manovre di Valsalva.

INTRODUZIONE

Il termine malattia dell’aorta toracica comprende un ampio gruppo di condizioni morbose di diversa natura; in queste linee guida vengono incluse tutte le patologie dell’aorta escludendo le patologie valvolari.

PROBLEMI

  • Le malattie dell’aorta toracica (AT) sono, di solito asintomatiche e NON FACILMENTE DIAGNOSTICABILE fino alla comparsa di un evento acuto molot spesso catastrofico; gli unici strumenti diagnostici sono la TAC e la RM ed in alcuni casi l’ecocardiografia.
  • Si tratta di indagini costose e non sempre rimborsabili nei pz. asintomatici anche ad alto rischio.
  • I risultati dei trattamenti per le forme asintomatiche ad alto rischio sono migliori di quelli ottenuti in condizoni di emergenza per cui è fondamentale l’identificazione ed il trattamento dei pz. a rischio di un evento acuto e catastrofico.
  • Vi sono sempre maggiori evidenze che in alcuni individui vi siano delle alterazioni genetiche o delle mutazioni che li predispongono a tali patologie per cui la loro identificazione permetterà una diagnosi precoce; sono state evidenziate anche anomalie biochimiche nei campioni di tessuto della parete aortica che potrebbero essere possibili marker di malattia.

SATURNIA.

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LINEE GUIDA PER LA DIAGNOSI DEI PAZINETI CON MALATTIE DELL\’AORTA TORACICA.

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