SICUREZZA DELL’OLIO DI PESCE E DEGLI ACIDI GRASSI OMEGA-3. AUTORITA’ REGOLATORIA AUSTRALIANA (TGA) APRILE 2010.


Le proprietà anticoagulanti dei prodotti a base di pesce e il conseguente rischio di tendenza al sanguinamento hanno sollevato alcune preoccupazioni sulla sicurezza, in particolare relative al rischio di sanguinamento post-operatorio.

Thomas e coll. hanno riportato casi di epistassi a seguito dell’utilizzo di olio di pesce ed hanno suggerito che possono potenziare l’azione del warfarin (Coumadin) e presentare rischio per chi è affetto da emofilia.
L’olio di pesce contiene acidi grassi omega-3, acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA). Ci sono buone evidenze che indicano che DHA e EPA, contenuti nei supplementi a base di olio di pesce, forniscono effetti benefici a livello cardiovascolare.

Il meccansimo più spesso proposto per l’attività anticoagualnte dell’olio di pesce è da correlare all’alterazione del rapporto tra i fosfolipidi di membrana delle piastrine.
In vitro, l’olio di pesce inibisce in modo competitivo la ciclo-ossigenasi che riduce la sintesi del trombossano A2 dall’acido arachidonico (ARA) nelle piastrine, giocando un ruolo importante nella coagulazione. Il consumo di olio di pesce può ridurre l’aggregazione piastrinica riducendo la formazione di trombossano A2 da EPA.

DHA può influenzare l’aggregazione piastrinica competendo con ARA per l’incorporazione nella membrana delel pisatrine riducendo la formazione di trombossano A2.
Altri meccanismi proposti sono rappresentati dalla riduzione della crescita delle piastrine e dei fattori di coagulazione.
Gli altri benefici dell’olio di pesce includono l’uso per lo sviluppo oculare/cerebrale nei neonati, infiammazione, nutrizione (nei disturbi gastrointestinali), disturbi mentali, morbo di Alzheimer ed artrite reumatoide.

Una ricerca in letteratura ha identificato solo 3 case report che riportano eventi emorragici i alterazione degli esami di laboratorio in pazienti che assumono olio di pesce e anticoagulanti.

  • Leaf e coll. hanno condotto un RCT su 551 soggetti candidati ad angioplastica coronarica intraluminale percutanea allo scopo di stabilire se gli acidi grassi omega-3 sono in grado di prevenire la restenosi. I pazienti sono stati randomizzati a ricevere alte dosi di EPA e DHA o placebo per 14 gironi prima e 6 mesi dopo l’angioplastica. Tutti i pazienti hanno ricevuto anche 325 mg di aspirina per 6 mesi dopo l’angioplastica. Anche se l’intervento non è stato in grado di prevenire restenosi, tra i gruppi non è stata osservata una differenza staticamente significativa nel tempo di sanguinamento.
  • La sicurezza della somministrazione post-operatoria di olio di pesce è stata valutata da Heller e coll. in un RCT verso palcebo su 44 pazienti esposti ad elevate dosi di acidi grassi omega-3 in nutrizione parenterale dopo interventi chirurgici addominali maggiori. Tra i gruppi non sono state osservate differenze significative negli eventi emorragici.
  • Il commento di Lichtenstein sui dati relativi ai suppelemnti dietetici che possono alterare l’attività della terapia antitrombotica ha incluso le conclusioni di un’analisi basata sulle evidenze relativa agli effetti degli acidi grassi omega-3 sulle patologie cardiovascolari, preparata per l’Agency for Healthcare Research and Quality statunitense nel 2004. Non è stata osservata una differenza nel numero totale di eventi emorragici tra il gruppo esposto al supplemento e il controllo.
  • Harris ha analizzato 19 trial clinici su soggetti candidati a intervento chirurgico vascolare o puntura dell’arteria femorale esposti ad acidi grassi omega-3 in aggiunta ad anticoagulanti. In 14 di questi trial, gli acidi grassi sono somministarti 1-42 gironi prima dell’intervento e in 5 studi, dopo l’intervento a dosi variabili tra 1.4 e 21 g/die. Gli eventi emorragici clinicamente significativi erano “virtulamente inesistenti”.
  • In uno studio in aperto, della durata di 4 settimane, Larson e coll. hanno valutato gli effetti della prescrizione di acidi grassi omega-3 ed aspirina, da soli e in associazione, sulla funzionalità piastrinica in 10 soggetti sani. Dallo studio è emerso che gli acidi grassi omega-3 da soli non alteravano l’aggregazione piastrinica, che invece risulatva alterata dall’aspirina da sola o in associazione ad acidi grassi omega-3.
  • Tavazzi e coll. hanno pubblicato i risultati di un RCT in doppio cieco che ha valutato gli effetti di PUFA (n-3 polyunsaturated fatty acids) in pazienti con insufficienza caridaca cronica (New York Heart Association classe II-IV). I partecipanti sono stati randomizzati a ricevere n-3 PUFA 1 g/die (n=3494) o placebo (n=3481). E’ stata effettuata un’analisi relativa ai pazienti che hanno interrotto lo studio a causa dell’insorgenza di eventi avversi e non è stata evidenziata una differenza statisticamente significativa tra i due gruppi.
  • Watson e coll. hanno effettuato una analisi retrospettiva dei dati su 182 soggetti trattati con olio di pesce a dosi elevate, aspirina e clopidogrel e 182 controlli in terapia con aspirina e clopidogrel da soli, con un periodo medio di follow-up di 33 mesi. Nel gruppo esposto a trattamento è stato osservato 1 caso di emorragia maggiore (un paziente con cancro al retto che ha avuto necessità di trasfusioni) e nessun caso nel gruppo controllo (p=1). Si è verificata una maggiore incidenza di emorragie minori nel gruppo controllo rispetto al gruppo esposto al trattamento, ma la differenza non è risultata statisticamente significativa. Si è giunti alla conclusione che l’olio di pesce ad alte dosi sembra sicuro in associazione ad aspirina e clopidogrel e non aumenta il rischio di sanguinamento rispetto a quanto osservato ad aspirina e clopidogrel da soli.

TRIGANCE – VAR – PROVENCE.

Ramsay e coll. hanno pubblicato i risultati di un’analisi retrospettiva dei piani terapeutici in pazienti che hanno iniziato una terapia con warfarin per valutare l’uso concomitante di medicina complementare. Su 631 piani terapeutici analizzati, è stato riscontrato che 170 pazienti (26.9%) stavano assumendo anche medicine complementari. Circa il 60% di queste poteva interagire con warfarin. Complessiavemente >10% dei pazienti stava assumendo olio di pesce o olio di fegato di merluzzo.

Nel database delle reazioni avverse del TGA, fino a febbraio 2010, erano presenti 92 segnalazioni associate ad acidi grassi omega-3 e olio di pesce, con 11 casi di sanguinamento. in 3 casi (3.2%) rappresentavano l’unico farmaco sospettato.
Nel 2004 la Food and Drug Administration in un avviso dichiarava che “i supplementi dietetici non devono essere aasunti a dosi giornaliere > 3 grammi di EPA e DHA”.
L’American Heart Association ha dichiarato che un’assunzione elevata può causare sanguinamenti in alcuni pazienti.
La British Haert Foundation sostiene l’assunzione di acidi grassi omega-3 per cardioprotezione, indicando però che i pazienti che assumono in concomitanza warfarin e supplementi a base di oliodi pesce devono consulatre il prorpio medico  a causa del possibile rischio di sanguinamento.

In un articolo Bays suggerisce di:

  • Sospendere il consumo di olio di pesce a dosi elevate durante una malattia emorragica acuta, ad esempio durante e subito dopo uno stroke emorragico o in pazienti ad alto rischio.
  • Sospendere il consumo di olio di pesce 4-7 gironi prima di procedure elettive con un alto rischio di complicanze emorragiche, come spesso si verifca con aspirina, warfarin e clopidogrel, anche se non sembra che dopo un intervento chirurgico addominale maggiore l’infusione di olio id pesce tramite nutrizione parenterale determini un’emorragia clinicamente significativa.
  • Considerare il potenziale antitrombotico e i benefici cardiovascolari associati alla ripresa della terapia con olio di pesce nel periodo post-operatorio, dato che a seguito di interventi chirurgici maggiori si possono verifiacre eventi tromboitci e cardioavscolari.

Cliccare il link sotto:

GLI OMEGA 3.

2 commenti

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2 risposte a “SICUREZZA DELL’OLIO DI PESCE E DEGLI ACIDI GRASSI OMEGA-3. AUTORITA’ REGOLATORIA AUSTRALIANA (TGA) APRILE 2010.

  1. Una precisazione: la FDA, nello statement del 2004, indica in 3 grammi di EPA e DHA e non in 2g il limite massimo riconosciuto come GRAS ossia Generally Recognized As Safe.

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