URICEMIA E AZOTEMIA.


URICEMIA = ACIDO URICO SIERICO= URATO

L’uricemia è la quantità di acido urico presente nel sangue:
v.n: uomo 4 – 7 mg/dl           v.n: donna: 3 – 6,5 mg/dl

L’acido urico rappresenta il prodotto finale del catabolismo delle nucleoproteine sia esogene che endogene (adenina e guanina). Queste sono basi azotate che entrano nella costituzione degli acidi nucleici (DNA – RNA) presenti nel nucleo delle cellule.
Nelle specie animali inferiori, invece grazie alla presenza dell’enzima uricasi mancante nell’uomo, l’acido urico viene ulteriormente catabolizzato in acido allantoico e urea. Tale possibilità giustifica le più basse concentrazioni di acido urico nei liquidi organici di queste specie animali, se raffrontate alle concentrazioni che si riscontrano nell’uomo.

Dato che il nostro organismo è composto da un numero estremamente elevato di cellule, che vengono continuamente rinnovate: la gran parte delle purine proviene dalla sintesi endogena, mentre solo una minima  percentuale deriva dagli alimenti introdotti con la dieta.

L’acido urico formatosi dalla degradazione metabolica delle purine viene convogliato ai reni per essere eliminato, in massima parte con le urine, parte invece è eliminata con le feci.
L’uricemia si determina nel sangue prelevato a digiuno da almeno 8 – 10 ore ed i valori normali oscillano da 4 a 7 mg/dl.

  • Si definisce iperuricemia: valori di uricemia superiori a 7 mg/dl nell’uomo e 6,5 mg/dl nella donna.

L’aumento dell’uricemia si verifica o per eccesso di produzione o per diffetosa eliminazione renale.

Tipica malattia riferibile all’aumento dell’uricemia è la gotta, conseguente alla precipitazione di cristalli di acido urico nelle articolazioni di uno o entrambi gli alluci, con improvviso arrossamento del dito colpito, dolore violento e febbricola, si precipita anche nel tessuto connettivo.

La bassa solubilità dell’acido urico e la sua tendenza a precipitare in forma microcristallina, è aggravata dall’iperuricemia, dal freddo e dall’acidosi. Per questo motivo le precipitazioni di acido urico interessano elettevimante i tessuti non vascolarizzati (cartilagini) e quelli sottoposti all’azione congiunta di acido lattico e scarsa vascolarizzazione (tendini). La precipitazione è frequente nell’acidosi urinaria (diabete mellito, dieta iperproteica, digiuno, insufficienza renale cronica).

Altra varietà della gotta è rappresentata dall’accumularsi di acido urico nelle molte articolazioni ove si combina con sali di calcio (tofi gottosi) determinando vistose deformazioni articolari; i tofi possono anche depositarsi nelle cartilagini (padiglione auricolare, anche le zone più esposte al freddo).
Altra conseguenza dell’aumento dell’uricemia può essere la calcolosi renale se i cristalli di acido urico precipitano nelle urine nel bacinetto renale.

Possono altresì essere conseguenza di iperuricemia le leucemie ed i linfomi (per la distruzione di un gran numero di globuli bianchi), ustioni estese, nefropatie croniche, insufficienza renale, diabete mellito, abuso di alcuni diuretici ed alcuni farmaci nefrotossici.
La diminuizione dell’uricemia (ipouricemia) è molto meno frequente dell’iperuricemia, si verifica in corso di epatopatie (danno epatocellulare grave con ridotta sintesi di purine), nei difetti di riassorbimento tubulare e negli eccessi del trattamento dell’iperuricemia.

Perché trattare l’iperuricemia secondaria all’insufficienza renale (IRC) o all’uso dei diuretici, anche nei pazienti non gottosi?

  • Perchè l’acido urico precipita nei tessuti e in particolare nella midollare dei reni, per cui è un fattore di nefrosclerosi accelerata.
  • Perchè da quando si è visto che l’iperuricemia è costante nella “sindrome metabolica” numerosi studi hanno dimostrato l’associazione fra i livelli di uricemia e la mortalità cardiovascolare (l’acido urico è considerato un marcatore di stress ossidativo e delle alterazioni infiammatorie e degenrative sottostanti nel sistema cardiovascolare).

Questi studi non sono ancora conclusivi per una relazione causa-effetto, ma giustificano nell’ambito di una buona pratica medica il trattamento dell’iperuricemia.

Allopurinolo si, Allopurinolo no

L’allopurinolo è di fatto l’unico farmaco disponibile per il trattamento dell’iperuricemia.
Un effetto collaterale non raro è la dermatite allergica, che può assumere aspetti anche gravi.

Nell’insufficienza renale il prurito è un sintomo molto comune e non è un motivo sufficiente per sospendere il trattamento.
In presenza di manifestazioni allergiche il primo indiziato deve sempre essere un farmaco, e fra questi il più frequente indiziato, fra quelli prescritti nell’IRC è l’allopurinolo.

VEDIAMO LE VARIE CONDIZIONI IN CUI AVVIENE L’AUMENTO DELL’URATO

  • Aumentato apporto alimentare di purine: dieta ricca di frattaglie e legumi (vedere sotto)
  • Aumentata produzione endogena:
    gotta primaria
    sinrdrome di Lesch-Nyhan
    glicogenosi tipo 1
    malattie linfo- e mieloproliferative (linfomi, policitemia, LMC)
    iperparatiroidismo
    neoplasie
    emolisi
    anemia perniciosa
    anemia a cellule falciformi
    plasmacitoma
    morbo di Paget
    ascessi
    ustioni
    psoriasi
    radioterapia
    chemioterapia antitumorale.
  • Ridotta escrezione o eliminazione
    digiuno e diete dimagranti
    nefropatie croniche ed insufficienza renale cronica
    etilismo
    chetoacidosi
    acidosi lattica
    farmaci
    diuretici (tiazidici e dell’ansa)
    salicilati a basse dosi (<2 g/die)
    etambutolo
    pirazinamide
    acido nicotinico
    gestosi
    saturnismo.

CONTENUTO IN PURINE (PRECURSORI DELL’ACIDO URICO) IN VARI ALIMENTI.

Da 150 a 1000 mg per 100 g di sostanza commestibile:

  • Animelle
  • Acciughe
  • Alici
  • Sardine
  • Fegato
  • Rognone
  • Cervello
  • Selvaggina
  • Estratti di carne

Da 50 a 100 mg per 100 g di sostanze commestibile

  • Carne
  • Pollame
  • Pesce (escluso quelle azzurro)
  • Crostacei, frutti di mare
  • Salumi ed insaccati
  • Fagioli
  • asparagi
  • cavolfiore
  • funghi
  • Lenticchie
  • Piselli
  • Spinaci

Da 0 a 15 mg per 100 g di sostanza commestibile

  • Verdure
  • Ortaggi (eccetto quelli sopracitati)
  • Frutta
  • Pasta
  • Latte
  • Formaggi
  • Uova
  • Cereali (fatta eccezione per germe di grano e prodotti integrali).

Una dieta ricca di carboidrati (amido) favorisce l’escrezione di acido urico
Una dieta ricca di lipidi e fruttosio favorisce la ritenzione di acido urico.

Byblos-Libano.

BYBLOS-JBEIL-LIBANO: CATY CON MURIELLE E JOELLE.

AZOTEMIA = UREA

Nel sangue esiste azoto legato a proteine (azoto proteico) con funzione biologica e azoto legato ai prodotti di degradazione delle proteine (azoto non proteico). L’azotemia è la quantità di azoto non proteico, derivante cioè da aminoacidi, acido urico, creatinina, urea) presente nel sangue. In particolare, l’azotemia riflette il contenuto di urea nel sangue, che è il principale prodotto di degradazione delle proteine. L’urea è sintetizzata dal fegato ed eliminata quasi totalmente per via urinaria.

i valori normali di azotemia: 10-50 mg/dl.

L’urea viene filtrata ed in parte riassorbita. La sua concentrazione nel sangue dipende dal rapporto tra la quantità di urea prodotta dalla degradazione (catabolismo) delle proteine introdotte con la dieta o prodotte dall’organismo e quella che il rene è in grado di aliminare con le urine.

L’ipoazotemia si verifica in caso di:

  • Prolungate diete prive di proteine,
  • In caso di digiuno prolungato,
  • Nell’insufficienza epatica,
  • In corso di alcune gravidanze,
  • In alcune gravi malattie prostatiche.

L’iperazotemia si osserva principalmente nelle:

  • insufficienze renali croniche (glomerulonefrite, pielonefrite, diabete mellito) e acute (ipertensione maligna, glomerulonefrite),
  • in caso di ostruzione del tratto urinario, di ipercatabolismo proteico (febbre, ipertiroidismo, ustioni, diabete mellito scompensato, infezioni gravi), di malattie del sistema nervoso centrale, di endocrinopatie, nell’ittero da stasi, in caso di squilibri idroelettrico (disidartazione: vomito e diarrea profusa, iperidratazione), in corso di alcuni avvelenamenti, in gravidanze patologiche (eclampsia), e di assunzione di farmaci (cortisonici, antibiotici e diuretici).

CASO CLINICO

Un paziente ha un valore di urea di 125 mg/dl e una creatinemia di 3 mg/dl. Il medico curante vi chiede se possono dipendere dal fatto che il paziente non era a digiuno.
Cosa rispondete?

Soluzione:

La concentrazione plasmatica dell’urea dipende dal flusso ematico renale, così come dalla funzioni glomerulare e tubulare, ma in genere l’urea è un migliore indicatore dell’apporto azotato e dello stato di idratazione del paziente che non della sua funzione renale. Quando il flusso sanguigno al rene è diminuito per insufficineza circolatoria, la filtrazione glomerulare diminuisce e il riassorbimento tubulare aumenta poichè la velocità di filtrazione è più lenta. Poichè l’urea è riassorbita i livelli aumentano maggiormente rispetto a quelli della creatinina, questo causa un aumento del rapporto Urea/Creatinina.

Se il rapporto è espresso in termini molari (frazione molare), un valore superiore a 8o suggerisce una insufficienza renale.
Mentre se espresso in massa (mg) (frazione di massa) il valore soglia è circa 40.
Va ricordato che spesso possiamo trovare espresso il rapporto come BUN (Blood Urea Nitrogen = Urea in mg/dl x 0,469)/creatinina e in questo caso il valore soglia è circa 20 come frazione di massa (se fosse espresso come frazione molare non vi sarebbero differenze….).

Un rapporto Urea/Creatinina alto con creatinina normale si ha nella iperazotemia prerenale (elevato apporto proteico, emorragia gartoenterica, stati di aumentata distruzione tissutale).
Un rapporto alto con creatinina aumentata si ha nella iperazotemia post renale (ostruzione o iperazotemia prerenale associata a insufficienza renale persistente).
Un rapporto basso (< 50 in termini molari 0 < 25 in massa) si ha nel digiuno, dieta ipoproteica, cirrosi o necrosi tubulare acuta.

In questo paziente il rapporto Urea/Creatinina è circa 80 come frazione molare (e 41 come frazione di massa) il che fa propendere per cause postrenali o insufficienza circolatoria associata a insufficienza preesistente.

La riposta:
I valori di urea e di creatinina nel paziente non sembrano dipendere da inosservanza del digiuno per i motivi seguenti.
Il valore normale dell’urea nel plasma è circa 17-50 mg/dl corrispondente a 2,8-8,2 mmol/L, in quetso paziente l’urea è elevata, ma è anche elevato il valore della creatinina.
Il rapporto Urea/Creatinina ci aiuta a discriminare le iperazotemie prerenali da quelle renali e post-renali. il rapporto viene valutato in base ai valori di urea e ceratinina espressi in mmol/L (VN 25-40) o in mg/dl (VN 20-35). Nel nostro paziente il rapporto, espresso in mg/dL, è aumentato a un valore di 41.

Nelle iperazotemie prernali, il rapporto è aumentato e la creatinina è poco aumenatata rispetto al valore di azotemia o al limite anche normale, dal momento che il riassorbimento tubulare di liquidi e di urea interessa meno la creatinina.
L’iperazotemia prerenale può dipendere da ipercatabolismo proteico, come nel caso di necrosi tessutali (ustioni, febbre, emorragie gastrointestinali, terapie con alte dosi di glucocorticoidi, elevato introito proteico) oppureda ridotta pressione di perfusione renale, con aumentata retrodiffusione tubulare di urea (ipovolemia, insufficienza cardiaca, disidratazione). In questo paziente siamo portati a escludere un’iperazotemia prerenale perchè il paziente ha elevate significativamente entrambe sia urea che creatinina.

E’ ragionevole quindi pensare 0 a un’iperazotemia prerenale sovrapposta a una malattia renale preesistente oppure a un’iperazotemia post-renale, in cui cresce più della creatinina per retrodiffusione (uropatia ostruttiva).

Casi Clinici e Quesiti di Medicina di Laboratorio: SIBioC

Cliccare sotto.

FARMACI PER LA TERAPIA DELLA GOTTA.

4 commenti

Archiviato in URiCEMIA.

4 risposte a “URICEMIA E AZOTEMIA.

  1. Pingback: ESAMI DI LABORATORIO SU SANGUE E URINE-MARKERS TUMORALI-II PARTE. | Dottornaddaf’s Blog

  2. Pingback: Jordan Fusion 23

  3. OK, Ma in sintesi,con parole povere ,uno che ha l’uricemia a 7,2 ,colesterolo a 224,trigliceridi ,232 con pressione arteriosa controllata da farmaco,cosa deve fare ?
    GRAZIE PER IL VOSTRO SITO

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...