VACCINAZIONE CONTRO L’EPATITE A.


VACCINAZIONE CONTRO L’EPATITE A:

L’epatite A è una malattia infettiva acuta causata dall’infezione del virus HAV. Una volta contratto il virus, la persona infettata non presenta subito i sintomi della malattia, che ha un tempo di latenza di 28 giorni. Quando è sintomatica, l’epatite A è caratterizzata da un periodo prodromico (si manifesta in modo aspecifico), con sintomi di malessere generale, fatica, dolori articolari, febbre e una fase conclamata di ittero.
Il virus HAV si contrae in seguito a ingestione di cibo contaminato, viaggi in aree ad alta endemia e contatti con soggetti itterici.

La diagnosi consiste nella determinazione degli anticorpi anti-HAV della classe IgM.

Nell’adulto a differenza che nel neonato, la malattia può decorrere in maniera severa dando luogo a febbre, ittero ed aumento consistente delle transaminasi. Talvolta la sintomatologia può protrarsi per mesi e richiedere l’ospedalizzazione del paziente, comportando di conseguenza la perdita di molte giornate lavorative.

Per queste ragioni è importante raccomandare la vaccinazione in queste categorie di pazienti:

Viaggiatori diretti verso aree ad alta endemia.

Si consiglia di eseguire lo screening prevaccinale solo nei nati prima del 1960, che potrebbero risultare già naturalmente immunizzati. Nei viaggiatori non immuni, la malattia è molto più frequente del colera o del tifo. Il rischio di contrarre la malattia è maggiore nei più giovani che vivendo in una situazione igienico-sanitaria soddisfacente sono privi di  immunità acquisita. L’infezione avviene di solito attraverso insalata o altre verdure lavate con acqua contaminata, cubetti di ghiaccio, frutti di mare, cibo non cotto a sufficienza e preparato da persona che sta incubando la malattia, acqua di rubinetto, bagno in acque contaminate da scarichi fognari.
I viaggiatori provenienti da paesi industrializzati devono perciò vaccinarsi prima di mettersi in viaggio in aree che non siano Australia, Canada, Europa occidentale, Giappone, Nuova Zelanda e USA. Per quelli che si rivolgono al medico in ritardo e cioè meno di 2 settimane prima della partenza è meglio assumere una dose di vaccino abbinati ad immunoglobuline.

Tossicodipendenti

Operatori ecologici: sono  soprattutto a rischio gli addetti al trattamento e smaltimento di acque reflue e di liquami. Utile eseguire lo screening prevaccinale poichè si presuppone che molti di essi abbiano già formato anti-HAV.

Personale di asili-nido e scuole materne

Personale di cucina e lavoratori dell’industria alimentare

Politrasfusi: essendosi verificata epidemie di epatite A dopo somministrazione di fattore VIII, viene raccomandata la vaccinazione a tutti i soggetti anti-HAV negativi a cura dei centri Emofilia presso i quali sono registrati.

In Italia il maggiore rischio di contagio è in rapporto al consumo di frutti di mare e ai viaggi in zone con alta endemia. Anche gli omosessuali attivi debbono essere considerati a rischio. Infine il vaccino andrebbe raccomandato anche per i contatti familiari di casi primari di infezione da HAV.

VACCINI E SCHEDULE DI SOMMINISTRAZIONE

In Italia è registrato:

  • Havrix disponibile nella formulazione per bambini (dose da 0.5 ml contenente 720 U.E.) e per aduti (dose da 1 ml contenente 1440 U.E.). La schedula di vaccinazione prevede la somministrazione di 2 dosi (tempo 0 e 6-12 mesi dopo la prima dose).
  • E’ inoltre disponibile il vaccino associato anti-epatite A e B Twinrix la cui schedula di vaccinazione prevede la somministrazione di 3 dosi (tempo 0, 1 e 6 mesi).
  • E’ inoltre disponibile Epaxal la cui schedula prevede la somministrazione di una sola dose, con una dose di richiamo somministrata un anno dopo la vaccinazione primaria.

SCHEDA INFORMATIVA DELL’HAVRIX: Vaccino anti-epatite A – Virus Intero Inattivato –

Il principio attivo del vaccino è costituito dal virus dell’epatite A coltivato in laboratorio, inattivato e purificato:
Altre componenti del vaccino (eccipienti): idrossido di alluminio, aminoacidi, sodio fosfato bibasico, potassio fosfato monobasico, 2-fenossietanolo, polisorbato 20, potassio cloruro, sodio cloruro.

Il vaccino previene l’epatite A, induce la formazione di un livello di anticorpi nell’88% dei casi dopo 2 settimane, nel 99% dei casi dopo un mese.

La vaccinazione è consigliata:

  • ai viaggiatori in zone ad alta endemia a rischio
  • soggetti a stretto contatto con persone infette (offerta gratuita)
  • persone a rischio per mansioni lavorative o abitudini di vita
  • emofilici e soggetti con epatopatie croniche candidati al trapianto di fegato (offerta gratuita).

Negli adulti il vaccino viene somministrato per via intramuscolare nella regione deltoidea in un’unica dose.
Dopo 6-12 mesi si effettua un richiamo che garantisce una copertura immunitaria a lungo termine (10 anni).

Le controindicazioni al vaccino sono:

  • ipersensibilità accertata verso qualsiasi componenete del vaccino
  • gravi reazioni a precedenti somministarzioni dello stesso vaccino
  • infezioni febbrili gravi in atto.

Il vaccino è in genere ben tollerato. Sono stati riportati i seguenti effetti indesiderati:

LOCALI: arrossamento, dolorabilità transitoria, tumefazione nel sito di iniezione (nel 4% delle vaccinazioni effettuate)

GENERALI: cefalea, febbre, malessere, nausea e vomito, inappetenza (nello 0,8% – 12,8% delle vaccinazioni effettuate), risoltosi entro 24 ore ed in connessione non certa la somministrazione di avccino.

Come per tutti i vaccini iniettabili, non si  può escludere l’eventualità di reazioni allergiche.

CI SI PUO’ VACCINARE DURANTE LA GRAVIDANZA E L’ALLATTAMENTO?

Non è noto l’effetto del vaccino sullo sviluppo fetale, pertanto la vaccinazione in gravdianza può essere presa in considerazione solo se strettamente necessario.

Non sono state stabilite controindicazioni all’effettuazione della vaccinazione durante l’allattamento, tuttavia la ditta farmaceutica produttrice del vaccino precauzionalmente ne consiglia l’uso solo in caso di effettiva necessità.

LYON-FRANCE.

LYON-FRANCE.

MODO D’USO

I vaccini anti-epatite A si somministrano per via intramuscolare nel deltoide (braccio). Essi danno una buona protezione già dopo 15 giorni dalla prima dose. Quando è richiesta una protezione rapida (partenza improvvisa per aree ad alta endemia) il vaccino può essere somministarto contemporaneamente alla somministrazione di immunoglobuline. Queste ultime però vanno somministrate in un sito corporeo diverso.

DURATA DELLA PROTEZIONE

Quella passiva indotta dalle immunoglobuline si protrae per almeno 1 mese, mentre quella attiva indotta dal vaccino si protrae per almeno 10 anni.

REAZIONI

Reazioni locali (rossore, dolorabilità) sono rare e fugaci, mentre le reazioni generali (malessere e cefalea) sono osservabili in meno del 10% dei soggetti. Si trattat comunque di vaccini molto sicuri ed efficaci.

CONTROINDICAZIONI

La somministrazione del vaccino deve essere rinviata in caso di infezioni febbrili.

MARKERS DELL’EPATITE A

Esame di laboratorio eseguiti sul sangue.
valori normali: assenti.
Si ricerca nel sangue degli anticorpi (IgM) prodotti dell’organismo in risposta all’infezione da parte dell’HVA.
L’HVA si trasmette attraverso la bocca o le feci, tramite ingestione di cibi e acqua contaminati, frutti di mare, verdure non lavate, soggiorni in ambienti con scarsa igiene. Prevenuto nelle cellule del fegato, vi s’impianta ed incomincia a riprodursi per un periodo di circa 4 settimane, dopodiché inizia la fase acuta della malattia.

Quali sono gli anticorpi ch esi sviluppano in seguito al contatto con l’HAV?

Il contatto con il virus (si tratta di virus RNA) provoca l’aumento degli anticorpi HAV-Ab di tipo IgM e IgG.
La determinazione degli HAV-Ab di tipo IgM consente la diagnosi di epatite di tipo A. La massima concentrazione delle IgM è raggiunta poche settimane e la permanenza nel sangue può durare fino ad un anno dopo la scomparsa della malattia.
Le IgG invece, conferiscono immunità permanente (vale a dire sono la garanzia che quello stesso paziente non potrà più riprendere l’epatite A).

In altri termini, si possono dosare nel sangue del paziente due tipi di anticorpi:
Gli anti HAV di tipo IgM indicano che l’infezione è recente, di solito acuta, anche se questi possono persistere per molti mesi (fino a 6-12 mesi).
Gli anti HAV di tipo IgG si sviluppano in seguito (infezione cronica, pregressa, già avvenuta).

Generalmente i laboratori misurano gli anti HAV totali (IgM + IgG): se questi sono positivi conviene richiedere il dosaggio degli IgM per vedere se l’infezione è recente.

3 commenti

Archiviato in EPATOLOGIA.

3 risposte a “VACCINAZIONE CONTRO L’EPATITE A.

  1. Caty

    mi piace molto il tuo blog.
    Complimenti.

  2. Caty

    Ciao, a stasera Bloggerrrrrrrrr.

  3. Pingback: VACCINAZIONE CONTRO L’EPATITE B. | Dottornaddaf’s Blog

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