L’ACIDO FOLICO O FOLATO.


LYON - FRANCE, OCTOBRE 2008.

LYON - FRANCE, OCTOBRE 2008.

CHE COS’E’ L’ACIDO FOLICO

L’acido folico o folato, è la vitamina B9. Non viene prodotto dell’organsimo ma deve essere assunto con il cibo e dalla flora batterica intestinale, il suo fabbisogno quotidiano in condizioni normali è di circa 0,2 mg.
Negli ultimi decenni, l’acido folico è stato riconosciuto come essenziale nella prevenzione delle malformazioni neonatali, particolarmente di quelle a carico del tubo neurale, che si possono originare nelle prime fasi dello sviluppo embrionale. Durante la gravidanza, quindi il fabbisogno di folati si raddoppia a 0,4 mg perchè il feto utilizza le riserve materne.
Anche se il ruolo non è conosciuto nei dettagli, infatti la vitamina B9 è essenziale per la sintesi del DNA e delle proteine e per la formazione dell’emoglobina (Hb), ed è particolarmente importante per i tessuti che vanno incontro a processi di proliferazione e differenziazione, come appunto, i tessuti embrionali.
L’acido folico, tuttavia contribuisce anche a prevenire altre situazioni di rischio alla salute. La sua presenza abbassa i livelli dell’aminoacido omocisteina, associato al rischio di malattie cardiovascolari e infarti, anche se non si può al momento stabilire una associazione diretta tra assunzione di folati e riduzione del rischio cardiaco. Inoltre, sembra giocare un ruolo non ancora ben chiarito, nella prevenzione di altri difetti e malformazioni congenite, come la labiopalatoschisi e alcuni difetti cardiaci congeniti.

EFFETTI DELLA CARENZA DI ACIDO FOLICO

La carenza di acido folico nelle prime fasi di gravidanza aumenta fortemente il rischio di malformazione del feto, in particolare di difetti del tubo neurale (DTN) associati a spina bifida o anencefalia. In generale, una carenza di folati può dare luogo con più facilità a esiti avversi (ritardo di crescita intrauterina, parto prematuro, lesioni placentari…).
Negli adulti, la carenza dell’acido folico può manifestarsi con l’anemia megaloblastica. Inoltre, è spesso associata a carenza di altri oligonutrienti (Zinco, vitamina B12) che sono a loro volta, ulteriori fattori di rischio teratogeno (ad es. difetti del tubo neurale).
Una riduzione dell’assorbimento di acido folico e/o conseguente aumento del fabbisogno, possono derivare dell’assunzione di alcuni farmaci (barbiturici, estroprogestinici), da un elevato consumo di alcool, dal diabete mellito insulino-dipendente, dalla celiachia o da alcune specifiche varianti di geni coinvolti nel metabolismo dei folati (metilene-tetraidrofolato-reduttasi, recettori dei folati).
Se le donne in età fertile presentano uno di questi fattori di rischio, quindi è necessario che assumano con particolare attenzione la vitamina nel periodo preconcezionale. Le donne che rientrano in gruppi ad alto rischio (quelle che presentano una certa familiarità con malattie del tubo neurale, o che hanno avuto una precedente gravidanza con DTN, o che sono affette da diabete mellito, obesità o epilessia) dovrebbero essere monitorate con particolare cura dagli operatori sanitari in quanto potrebbero necessiatre di quantità  maggiori di acido folico.

I DIFETTI DEL TUBO NEURALE (DTN)

Il tubo neurale è quella parte del feto che si sviluppa per formare il cervello, la scatola cranica e la spina dorsale. Quando il tubo neurale non si chiude correttamente e completamente durante le prime settimane di gravidanza, il bambino sviluppa gravi malformazioni congenite come la spina bifida e l’anencefalia. La maggior parte di queste condizioni sono multifattoriali e risultano quindi dalla combinazione di elementi genetici e ambientali. Non è possibile prevedere se una donna avrà una gravidanza affetta da DTN, dato che il 95% delle malformazioni si presentano in bambini nati da donne senza alcuna familiarità con queste condizioni.
la spina bifida è il più frequente DTN, dovuta a una incompleta chiusura della parte inferiore del tubo neurale. La spina bifida comporta conseguenze anche molto diverse, che vanno da problemi che possono essere corretti con interventi chirurgici a gravi disabilità fisiche e mentali. In questo secondo caso, si possono verificare paralisi degli arti inferiori, difficoltà di controllo degli organi interni (intestino e vescica), difficoltà nello sviluppo, apprendimento e ritardo mentale, talvolta idrocefalia. L’80-90% dei bambini con spina bifida sopravvivono fino all’età adulta.
L’anencefalia è una condizione in cui il cervello si svillupa in modo incompleto o non si sviluppa affatto in seguito alla incompleta chiusura della parte superiore del tubo neurale. I bambini con anencefalia muoiono prima della nascita o subito dopo.

QUANDO E COME VA ASSUNTO L’ACIDO FOLICO

Il tubo neurale si chiude entro 30 giorni dal concepimento  (tra il 17° e il 29° giorno), quando la donna spessso non sa ancora di essere incinta. Data l’importnaza dell’acido folico in questa fase, tutte le donne che programmano una gravidanza o che semplicemente sono in fase riprodutiva e non applicano misure anticoncezionali dovrebbero assumere acido folico giornalmente, sia tramite la dieta che con integratori. In una ipotesi minima, l’assunzione dovrebbbe avvenire regolarmente perlomeno nel mese precedente il concepimento e nei tre mesi di gravidanza. Secondo un dato del CDC americani, l’asssunzione di acido folico può prevenire dal 50 al 70% di alcuni tipi di malformazioni.
Data la difficoltà a soddisfare il fabbisogno minimo con la sola alimentazione durante la gravidanza, gli esperti raccomandano di agire su tre fronti allo stesso tempo: una dieta riccca di acido folico, l’uso di alimenti fortificati e l’assunzione quotidiana di integratori di acido folico.
Obiettivo dell’intervento è far arrivare all’embrione, sin dai primi giorni del concepimento e per tutto il periodo organogenetico (primo trimestre), una quantità ottimale di acido folico, attraverso il plasma materno. L’assunzione prolungata di acido folico da parte di una donna non procura alcun effetto collaterale, anzi può risultare utile per la riduzione del rischio di patologie non connesse alla riproduzione, come quelle cardiovascolari. Comunque, il reale impatto della prevenzione primaria in quest’ambito sarà più chiaro soltanto alla luce dei trial clinici in corso. Altri ambiti di ricerca per i quali si ipotizzano interessanti sviluppi nell’utilizzo dei folati riguardano le neoplasie e le malattie neuropsichiatriche.

EFFETI COLLATERALI

L’acido folico non è tossico per l’uomo, anche a dosi molto superiori a quelle terapeutiche. Le segnalazioni di effetti colaterali o di disturbi da acido folico sono aneddotiche o riportate in studi non controllati. Il dato assodato è che nei pazienti affetti da carenza di vitamina B12, la somministrazione di acido folico è in grado di apportare una remissione ematologica, con correzione dell’anemia megaloblastica, mentre le manifestazioni neurologiche permangono e diventano progressive. A fronte di tale preoccupazione sta l’osservazione della rarità della carenza da vitamina B12 e la maggiore capacità diagnostica di una sua carenza.

UNA DIETA RICCA DI ACIDO FOLICO

L’acido folico (appartiene al gruppo delle vitamine B) si trova in abbondanza in alcuni alimenti come le verdure a foglia larga verde scuro  (spinaci, broccoli, cime di rapa, lattuga), le arance ( il succo di arancia concentrato), i legumi (fagioli, germi di grano e lievito), il tuorolo d’uovo, i cereali, frutta come Kiwi e fragole, e nel fegato e pane integrale.
Purtroppo, però solo la metà circa dei folati ingeriti viene assorbita e la metà circa dei folati ingeriti viene assorbita e la maggior parte di quelli presenti negli alimenti è instabile. Le verdure fresche in foglia, conservate a temperatura ambiente, possono perdere fino al 70% del loro contenuto di folati in 3 giorni. Perdite considerevoli si verificano anche per diluizione nell’acqua di cottura (fino al 95%) e per esposizione al calore. Nonostante tutto, comunque, la normale alimentazione (nelle popolazioni ricche) copre usualmente il fabbisogno giornaliero di 0,2 mg.

LA FORTIFICAZIONE ALIMENTRE COME ALTERNATIVA

Sono pochi i cereali che contengono acido folico in quantità tali da soddisfare con una singola razione il fabbisogno quotidiano. Nel 1988 la Food and Drug Admministration (l’organsimo federale statunitense per la sorveglianza sui farmaci e sugli alimenti) ha dispsoto l’aggiunta di acido folico a tutti i cereali “fortificati” nella misura di 0,14 mg per 100 grammi di prodotto in granella. Sono così acquisatbili sul mercato americano alimenti fortificati come la farina, il pane, il riso e altri prodotti a base di cereali. In Italia, non esiste l’obbbligo di produzione di alimenti fortificati, ma esiste solo una fortificazione volontaria adottata da alcune industrie alimentari. Sono quindi presenti sul nostro mercato solo alcuni alimenti fortificati come cereali da colazione prodotti da industrie multinazionali, succhi di frutta, un latte speciale UHT e pochi altri prodotti.

I programmi di fortificazione non sono comunque alternativi alla supplementazione farmacologica, ma rappresentano:

  • un’esigenza per assicurare a tutte le donne in età fertile un apporto maggiore di acido folico sia a quelle che non programmano la gravidanza (35-50% nei diversi paesi), sia a quelle che pur programmandola non pensano di prendere l’acido folico (proporzione imprecisata ma rilevante, specialmente in alcune popolazioni),
  • per non far correre rischi eccessivi a fasce di popolazione, come ad esempio gli anziani, che potrebbero presentare carenze nutritive specifiche di vitamian B12, sviluppare l’anemia perniciosa e non avere la possibilità di una diagnosi precoce perchè i segni ematologici sarebbero mascherati dall’assunzione di adeguate quantità di acido folico.

ASSUNZIONE DI UN INTEGRATORE

Ogni giorno, una donna in età ferrtile che preveda o perlomeno non escluda una gravidanza, dovrebbe assumere una pastiglia contenente 0,4 mg di acido folico. In alternativa, è possibile assumere una pastiglia da 0,5 mg ogni secondo giorno. Gli integratori di acido folico sono in vendita in tutte le farmacie e possono facilmente essere acquisatbili dietro prestazione di ricettta medica. E’ IMPORTANTE  attenersi alle quantità indicate, perchè un eccesso di vitamine A (soprattutto se si assumono i complessi multivitaminici) può causare altri danni (un eccesso di vitamina A può dare luogo ad altri difetti di nascita, la dose giornaliera consigliata è di 3000 UI). Sembra invece superato il problema per cui un eccesso di acido folico può mascherare una carenza di viatmina B12 che comporta una froma rara di anemia: sono infatti disponibili altri test  che permettono di valuatre rapidamente i livelli di B12 indipendentemente dalla presenza di folati.
Nonostante la dose raccomandata sia di 0,4 mg di acido folico al giorno, uno studio pubblicato su the Lancet nel 2001 stima che un aumento di acido folico a 5 mg al giorno avrebbe effetti anche più incisivi nella riduzione del rischio di DTN.

PRODOTTI IN COMMERCIO A BASE DI ACIDO FOLICO

FERTIFOL 400 mcg cpr,
FOLIDEX 400 mcg cpr,
FOLINA 5 mg cps.

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