NOZIONI SULLA MESOTERAPIA.


COS’E’ LA MESOTERAPIA?

La mesoterapia è una terapia che si avvale di micro-iniezioni locali, molto diffusa, il cui utilizzo non è confinato solo agli ambulatori privati, ma è presente in molte strutture pubbliche.
La mesoterapia è una tecnica terapeutica complementare che utilizza medicamenti “allopatici” (farmacologia occidentale), introdotti in piccole quantità nella pelle secondo tecniche specifiche e a profondità stabilite, in corrispondenza delle zone malate.

QUALI SONO I VANTAGGI DELLA MESOTERAPIA

Essendo una terapia locale permette di evitare

  • la somministrazione di farmaci per via generale (orale o parenterale);
  • la dispersione del farmaco in zone in cui non serve (cosa che avviene regolarmente con le vie di somministrazione tradizionale):
  • gli effetti collaterali, che eventualmente possono derivare dall’utilizzo dei farmaci per via generale.

QUAL E’ IL MECCANISMO DELLA MESOTERAPIA?

Il meccanismo per il quale la mesoterapia agisce non è ancora stato dimostrato con certezza, anche se esistono molti contributi teorici e scientifici che lasciano intravvedere come il cocktail mesoterapico possa raggiungere la sede pre-determinata e agire in modo curativo.
Secondo i concetti di applicazione della mesoterapia i prodotti iniettati nel tessuto dermico o sottocutaneo diffondono nei tessuti sottostanti.
Questo può avvenire, secondo i cosiddetti “dogmi” della mesoterapia:

  1. se l’iniezione viene correttamente effettuata nel derma;
  2. in presenza di un vettore medicinale ideale che deve essere un anestetico (la Procaina è l’anestetico principe);
  3. ricordando che l’effetto terapeutico è localizzato e regionale;
  4. grazie all’effetto ritardo che la Procaina ( o l’anestetico con caratteristiche simili) determina sull’azione dei medicinali associati.

Alcuni studi di Guyton hanno permesso di dimostrare la presenza di una circolazione dei liquidi interstiziali, il cosiddetto compartimento della “terza circolazione”, terreno elettivo della mesoterapia.
E’ innegabile che comunque sia presente un’importante azione iperstimolante degli aghi all’infissione che ampliifica il risultato della terapia con un’azione di tipo riflessoterapico.

COS’E’ L’EFFETTO RITARDO?

E’ RITENUTO un effetto indispensabile alla buona azione della terapia intradermica con medicinali. L’effetto “ritardo” può essere giustificato dalle seguenti osservazioni:

  1. La diluizione: la velocità di diffusione di una sostanza dipende, in modo proporzionale, dalla sua concentrazione. E’ importantissimo in mesoterapia rispettare i concetti di diluizione dei farmaci,
  2. La cristalizzazione: alcuni medici utilizzano prodotti che, uniti nella stessa miscela, precipitano in forma microcristallina, creando un effetto retard, già noto in altre formulaizoni faramcologiche. Ciò non è consigliabile per l’aumento d’intolleranza cutanea fino al rischio di necrosi dei tessuti.
  3. La procaina: dopo un’infiltrazione, potrebbe agire impedendo l’assorbimento a livello delle unità microcircolatorie e favorendo la diffusione nei tessuti più profondi, per la via dei liquidi interstiziali; l’azione ritardante l’assorbimento da parte della Procaina è stata valutata da 36 a 48 ore.

DA CHI PUO’ ESSERE EFFETTUATA LA MESOTERAPIA?

La mesoterapia può essere praticata solo da medici; è una tecnica di facile apprendimento, ma rischia di essere utilizzata in maniera superficiale e scorretta, almeno secondo i principi riconosciuti dagli esperti. Come in tutte le terapie sono necessari due requisiti:

  1. una diagnosi certa o di indirizzo su cosa si vuole trattare, perchè questa comporta la scelta più appropriata dei farmaci e della sede di trattamento,
  2. una preparazione e un tirocinio adeguato alla pratica della terapia che si esegue.

Proprio per questo sarebbe opportuno che fosse ben evidente all’utente un attestato che qualifichi il medico come esperto in mesoterapia, che può essere conseguito solo presso alcune scuole di perfezionamento in Italia, perchè la disciplina non è ancora ufficilamente insegnata nei corsi di laurea o di specializzazione.

QUALI SONO I LIMITI?

Il principale limite non è tanto quello della tecnica in sè, quanto del mesoterapeuta, quando egli pensai di poter curare ogni patologia con questa pratica o quando si affidi a metodiche di applicazione poco credibili o a sostanze che non hanno efficacia provata o chiari meccanismi d’azione. La mesoterapia ha delle indicazioni abbastanza consolidate nella pratica quotidiana, anche se in passato è stata utilizzata in svariate patologie. La mesoterapia non deve sottrarre il malato da trattamenti di altro tipo di provata efficacia, soprattutto ove sia chiaro che un problema localizzato sia espressione di una malattia sistemica (generale); in questi casi non deve essere utilizzata, se non come presidio di aiuto e completamento terapeutico.

ESISTONO CONTROINDICAZIONI IN MESOTERAPIA?

Non esistono vere e proprie controindicazioni, ma piuttosto situazioni di non opportunità. Rappresenta sicuramente una controindicazioni la conoscenza di allergie (nelle varie forme si siano manifestate) a farmaci che vengono utilizzati e per le quali il medico deve fare un’attenta anamnesi prima del trattamento.
Nei reumatismi infiammatori e nelle connettiviti, che hanno un impegno articolare, andrebbe prescelto il trattamento con terapia farmacologica tradizionale; può fare eccezione la presenza di un reumatismo infiammatorio localizzato (dove vi sia un interessamento tendinitico e tenosinovitico.)
Il diabete rappresenta una controindicazione negli stadi avanzati, scompensati, dove sia nota una storia di riduzione delle difese immunitarie, per evitare complicanze infettive, o una vasculopatia arteriosa che potrebbe facilitare l’insorgenza di ulcere post-iniettive. Con adeguata attenzione, nelle forme ben trattate non complicate, che sono le più, la mesoterapia può essere eseguita.
Nelle neuropatie può non essere indicato il trattamento di una zona denervata.
Nei pazienti che usano anticoagulanti, antiaggreganti o portatori di carenza di piastrine o di malattie rare con defcit di coagulazione, non è una controindicazione assoluta. Un’attenta anamnesi può fare capire la reale predisposizione al sanguinamento, anche in base ad episodi pregressi, e un trattamento minimale con attenzione all’emostasi locale prolungata può permettere l’esecuzione delle micro-iniezioni. In questi casi il rischio, vista l’esigua lunghezza degli aghi, si limita comunque alla presenza di ecchimosi più o meno vaste (raro l’ematoma) nella sede di inoculazione che giungono a guarigione in un tempo variabile dai 20 ai 30 giorni.
In situazioni di depressioni immunitarie o trattamenti con farmaci a dosaggio immunosoppressivo o trattamenti con framaci “biologici”, la terapia, se non indispensabile, andrebbe evitata.
Il trattamento di aree affette da malattie cutanee andrebbe evitato se non in zone limitrofe.
Le “diagnosi incerte” rappresentano ovviamente un motivo di dissuasione dal trattamento, sia per evitare una terapia comunque, anche se lievemente, invasiva, sia per non ritardare la diagnosi di malattie che richiedono cure tempestive.

 Moustiers-Sainte-Marie.

CON QUALE FREQUENZA SI ESEGUONO LE SEDUTE DI UN CICLO DI TERAPIA E QUAL E’ LA SUA DURATA?

Trattamento in acuto: generalmente una seduta ogni 3-4 giorni, fino alla risoluzione dell’acuzie, quindi si può passare al trattamento medico e farmacologico più tipico delle forme sub-acute o croniche.
Trattamento cronico: si esegue per lo più una seduta a settimana per 4-6 settimane; eventualmente sia necessario, si può proseguire con ritmo bisettimanale.
Caratteristica della mesoterapia è la rapidità d’azione: in caso di mancata risposta nelle prime sedute è meglio riesaminare il caso, l’andamento della patologia, la diagnosi e considerare eventualmente il consulto di uno specialista, per l’esclusione di altre patologie. Nelle patologie croniche ad andamento lento (poliartrosi, tendinosi), che abbiano dimostrato una buona risposta a cicli precedenti, può trovare giustificazione programmare con il paziente un trattamento prolungato locale a scadenza maggiori.

CHE SOSTANZE SONO UTILIZZATE NEI COCKTAILS MESOTERAPICI?

La mesoterapia è nata con la farmacologia allopatica, cioè con i farmaci normalmente utilizzati dalla medicina ufficiale. Tuttora questo è l’insegnamento della scuola AIRAS, nonchè quanto applicato nei servizi pubblici dove la mesoterapia viene eseguita. Particolare attenzione veine però rivolta a prodotti per via iniettiva di origine fitoterapica, mentre non vi sono prove documentabili della valenza farmacologica di prodotti omeopatici, omotossicologici e oligominerali.

QUALI SONO LE PATOLOGIE PIU’ TRATTATE CON LA MESOTERAPIA?

Sicuramente l’indicazione principale alla mesoterapia è la patologia osteo-articolare e muscolo-tendinea, anche quando sia di accompagnamento a una riabilitazione motoria, post-chirurgica o in presenza di rigidità muscolare da disuso o non-uso.
Altre indicazioni classiche, in cui il malato potrebbe trovare giovamento dalla mesoterapia, sono la patologia vascolare in particolare quella venosa (insufficicneza venolinfatica), la patologia ORL (acufeni, ipoacusie fluttuanti, otiti, riniti allergiche, tonsilliti), la patologia dermatologica (acne cistica, cheloidi, alopecia areata, cicatrici distrofiche), la medicina estetica, con particolare riguardo all’invecchiamento cutaneo, all’adiposità distrettuale o alla lipodistrofia.
Più difficile credere che l’iniezione mesoterapica possa agire su patologie di organi viscerali profondi. Teoricamente ogni manifestazione patologica superficiale che possa giovarsi di un trattamento farmaciologico intradermico con significato loco-regionale potrebbe essere trattata.
Purtroppo a questo proposito non vi è omogeneità di consensi, proprio perchè non esistono studi scientifici validi per chiarire con certezza le indicazioni, il tipo di trattamento per ogni indicazione, il risultato e la sua misura.

AL GIORNO D’OGGI SI USA ANCORA LA PROCAINA?

La procaina è un anestetico sintetizzato nel 1905 e rimpiazzò, nell’impiego clinico, la cocaina che ha azione anestetica locale. Essa è un estere, mentre la lidocaina, l’anestetico oggi maggiormente impiegato, è un amide. Queste 2 sostanze sono diverse dal punto di vista chimico e farmacocinetico. Gli anestetici a legame estereo sono facilmente e rapidamente idrolizzati nel plasma ad opera delle pseudocolinesterasi. Gli anestetici amidici vengono degradati meno rapidamente e catabolizzati pressochè unicamente a livello dei microsomi epatici. Questo conferisce a queste molecole una stabilità e una durata d’azione maggiore.
La sua maggiore durata d’azione non è il solo motivo per cui oggi si usa la lidocaina o xilocaina; la procaina è stata tolta dalla farmacopea italiana da più di 10 anni in quanto ha causato il decesso di un certo numero di pazienti per shock anafilattico, mentre la lidocaina è più sicura.
Chi utilizza la procaina lo fa, quindi, a suo rischio e pericolo.

QUANTO DURA UNA SEDUTA DI MESOTERAPIA?

La mesoterapia è una tecnica infiltrativa molto rapida. La durata di iniezione di una soluzione può variare, a seconda della sua quantità e della sede da trattare: si può andare dai 10 secondi ad 1 minuto, ad eccezione delle mesoterapia che viene eseguita per le cellulite o lipodistrofia, che per l’estensione delle sedi e per la quantità di soluzione, può giungere fino ai 10′ (con piccoli intervalli tra un’infissione di aghi e l’altra).

CHE MATERIALI SI USANO IN MESOTERAPIA?

Vengono utilizzati aghi di piccolissime dimensioni ed estremamente corti e sottili (dai 4 ai 6 millimetri), che vengono raccordati direttamente alla siringa dove è stata preparata la soluzione. A volte, per facilitare il compito del mesoterapeuta e per ridurre il dolore che il paziente può avvertire (legato al numero di infissioni, vengono utilizzati i cosiddetti “raccordi” che possono essere lineari, circolari, quadrati (da 3 a 7 aghi) e che servono per eseguire con una stessa infissione più inoculazioni.

CHI HA INVENTATO LA MESOTERAPIA?

L’inventore di tale tecnica fu il dott. Pistor, semplice medico di famiglia che nel 1952, in Francia, grazie al caso, al suo intuito ed alle sue osservazioni, riuscì a scoprire e quindi a perfezionare questa innovativa tecnica, che nel tempo ha potuto ampliare il suo campo d’azione ed essere ancora gradita a molti medici nella loro professione e a molti malati che ne traggono beneficio per la cura dei loro disturbi.

ESISTE SOLO UN TIPO DI MESOTERAPIA?

Il mondo della mesoterapia si presenta a tutt’oggi estremamente variegato. Pur nella coerenza empirica che ha visto il dott. Pistor sviluppare questa dottrina, diventata poi pratica medica, gli anni a seguire ed i vari discepoli hanno tolto omogeneità e credibilità a questa tecnica oggi cosi richiesta dal paziente ed addiritura considerata in Francia una sorta di “medicina nazionale di base”. Non è infrequente trovare altre forme di mesoterapia lontane dall’orginale, come non è infrequente che vengano praticate iniezioni definite “mesoterapiche” che tali non sono, da personale medico non specializzato. La nostra scuola sostiene le linee originali ed essenziali della mesoterapia, cercando, per quanto possibile, una scientificità o per lo meno una rigorosità nella sua applicazione, utilizzando farmaci allopatici, cioè tradizionali e reperibili in ogni farmacia. E’ possibile che alcuni medici effettuino la mesoterapia con farmaci definiti “omeopatici” od “omotossicologici”, che non hanno per ora alcun riscontro scientifico. E’ anche possibile che venga proposta una mesoterapia con micro-infiltrazioni eseguite in quantità non adeguata o lontane dal “punto dolore”. In questo caso la terapia perde di credibilità come tale, acquisendo caratteristiche che più l’avvicinano all’agopuntura che però sfrutta altri meccansimi per ottenere il suo effetto antalgico.

www.airas.it
a cura del Dott. G. Cassisi


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