Archivi del mese: Mag 2009

MANTOVA


FIORI DI LOTO

Il fiume Mincio taglia la provincia di Mantova dopo aver formato (con il nome Sarca), il lago di Garda. Pochi sanno che lungo il suo corso si pare un’oasi naturale , protetta da un parco regionale, il parco naturale del Mincio: è un’area di 14.000 ettari che comprende le colline moreniche del tratto stettentrionale, i tre laghi intorno alla città, le zone delle valli, il bosco della fontana e in generale buona parte del bacino circostante. Oltre alle bellezze artistiche, dunque, il viaggiatore potrà incontrare interessanti esempi di fauna e di flora.

Ma, tra le presenze lacustri più affascinanti e insolite, le ampie distese di fiori di loto che sbocciano durante l’estate meritano certamente il posto d’onore. Sono larghe foglie verdi, che si appoggiano sulla superficie calmissima del lago, sfiorandosi l’un l’altra. Sopra, un fiore profumato raccoglie i suoi petali di color bianco-rosa, con strisce porpora accanto al gambo; quando si schiude, prevale la tinta più chiara, che spicca a grande distanza sulla finta pianura che copre le acque, e quasi le soffoca.

La grande aiuola floreale galleggiante sul lago superiore è divenuta ormai un emblema di Mantova, nota anche città del Loto. Il Loto fa parte del paesseggio, specialmente quando, nel pieno dell’estate, offre l’affascinante esplosione dei colori, con le grandi verdissime foglie ed i fiori biancorosati che svettano dall’acqua.

La pianta asiatica viene introddotta nel lago superiore nel 1921, grazie ad una giovane laureata in scienze Naturali, Maria Pellegreffi, il cui intento era di impiegare i rizomi del Nelumbium nell’agroalimentare in forma di farina, come avveniva nell’Estremo Oriente.

Da allora si è tanto diffuso da rischiare di compromettere la vegetazione acquatica naturale, a causa del completo ombreggiamento svolto dalle sue grandi foglie dal Parco del Mincio, nell’ambito del progetto europeo Life Natura, è stato ristabilito l’elevato valore biologico e paesaggistico di questi ambienti, preservando l’integrità delle specie autoctone.

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In canoa, in barca o con la motonave si possono visitare questi luoghi, di grande incanto naturalistico con paludi e canneti, specie protette (cigni, anatre, aironi, garzette) e la vegetazione acquatica come la ninfea e il fiori di Loto.

Mantova non è solo questo, non a caso è matrimonio dell’umanità.

PALAZZO TE

Palazzo Te è il capolavoro mantovano di Giulio Romano, costruito e decorato tra il 1525 e il 1535 come luogo destinato all’onesto ozio del committente, Federico II Gonzaga. E’ genericamente ispirato alla villa romana antica e, per quanto abbia subito restauri nei secoli, si presenta come uno dei complessi rinascimentali più pregevoli e meglio conservati. Il genio di Giulio vi trasfonde la cultura raffaellesca e michelangiolesca, lascia testimonianza e vi propone inedite, sorprendenti invenzioni. Vive emozioni accompagnano il visitatore in un percorso ricco e vario: dal “cortile d’onore” alla “sala dei cavalli”, dalla “camera di Psiche” a quelle “dei venti” e “delle Aquile”, della preziosa “camera degli stucchi” alla tumultuosa “camera dei Giganti”.

Il piano superiore del palazzo accoglie poi notevoli raccolte di interesse documentario e artistico:
La donazione “Arnaldo Mondadori”, relativa a due pittori tra i principali del periodo tra Otto e Novecento: Federico Zandomeneghi e Armando Spadini.
La collezione mesopotamica “Ugo Sissa”, tra le pochissime in Italia, con circa 250 opere relative alle antiche civiltà sviluppatesi tra il Tigri e l’Eufrate.
La sezione Gonzaghesca che esponi i pesi e le misure in bronzo dell’antico stato Gonzaga, nonchè coni, punzoni, medaglie e monete di Mantova e dei principati minori.
La raccolta Egizia acquisita dal mantovano Giuseppe Acerbi, console in Egitto agli inizi dell’Ottocento, comprende sculture in marmo, bronzo e legno, oltre a numerosi oggetti legati ai riti funerari e al culto delle divinità.

Palazzo Te-mantova. Aprile 2009.

Palazzo Te-mantova. Aprile 2009.

www.turismo.comune.mantova.it

www.parcodelmincio.it

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NOZIONI SULLA MESOTERAPIA.


COS’E’ LA MESOTERAPIA?

La mesoterapia è una terapia che si avvale di micro-iniezioni locali, molto diffusa, il cui utilizzo non è confinato solo agli ambulatori privati, ma è presente in molte strutture pubbliche.
La mesoterapia è una tecnica terapeutica complementare che utilizza medicamenti “allopatici” (farmacologia occidentale), introdotti in piccole quantità nella pelle secondo tecniche specifiche e a profondità stabilite, in corrispondenza delle zone malate.

QUALI SONO I VANTAGGI DELLA MESOTERAPIA

Essendo una terapia locale permette di evitare

  • la somministrazione di farmaci per via generale (orale o parenterale);
  • la dispersione del farmaco in zone in cui non serve (cosa che avviene regolarmente con le vie di somministrazione tradizionale):
  • gli effetti collaterali, che eventualmente possono derivare dall’utilizzo dei farmaci per via generale.

QUAL E’ IL MECCANISMO DELLA MESOTERAPIA?

Il meccanismo per il quale la mesoterapia agisce non è ancora stato dimostrato con certezza, anche se esistono molti contributi teorici e scientifici che lasciano intravvedere come il cocktail mesoterapico possa raggiungere la sede pre-determinata e agire in modo curativo.
Secondo i concetti di applicazione della mesoterapia i prodotti iniettati nel tessuto dermico o sottocutaneo diffondono nei tessuti sottostanti.
Questo può avvenire, secondo i cosiddetti “dogmi” della mesoterapia:

  1. se l’iniezione viene correttamente effettuata nel derma;
  2. in presenza di un vettore medicinale ideale che deve essere un anestetico (la Procaina è l’anestetico principe);
  3. ricordando che l’effetto terapeutico è localizzato e regionale;
  4. grazie all’effetto ritardo che la Procaina ( o l’anestetico con caratteristiche simili) determina sull’azione dei medicinali associati.

Alcuni studi di Guyton hanno permesso di dimostrare la presenza di una circolazione dei liquidi interstiziali, il cosiddetto compartimento della “terza circolazione”, terreno elettivo della mesoterapia.
E’ innegabile che comunque sia presente un’importante azione iperstimolante degli aghi all’infissione che ampliifica il risultato della terapia con un’azione di tipo riflessoterapico.

COS’E’ L’EFFETTO RITARDO?

E’ RITENUTO un effetto indispensabile alla buona azione della terapia intradermica con medicinali. L’effetto “ritardo” può essere giustificato dalle seguenti osservazioni:

  1. La diluizione: la velocità di diffusione di una sostanza dipende, in modo proporzionale, dalla sua concentrazione. E’ importantissimo in mesoterapia rispettare i concetti di diluizione dei farmaci,
  2. La cristalizzazione: alcuni medici utilizzano prodotti che, uniti nella stessa miscela, precipitano in forma microcristallina, creando un effetto retard, già noto in altre formulaizoni faramcologiche. Ciò non è consigliabile per l’aumento d’intolleranza cutanea fino al rischio di necrosi dei tessuti.
  3. La procaina: dopo un’infiltrazione, potrebbe agire impedendo l’assorbimento a livello delle unità microcircolatorie e favorendo la diffusione nei tessuti più profondi, per la via dei liquidi interstiziali; l’azione ritardante l’assorbimento da parte della Procaina è stata valutata da 36 a 48 ore.

DA CHI PUO’ ESSERE EFFETTUATA LA MESOTERAPIA?

La mesoterapia può essere praticata solo da medici; è una tecnica di facile apprendimento, ma rischia di essere utilizzata in maniera superficiale e scorretta, almeno secondo i principi riconosciuti dagli esperti. Come in tutte le terapie sono necessari due requisiti:

  1. una diagnosi certa o di indirizzo su cosa si vuole trattare, perchè questa comporta la scelta più appropriata dei farmaci e della sede di trattamento,
  2. una preparazione e un tirocinio adeguato alla pratica della terapia che si esegue.

Proprio per questo sarebbe opportuno che fosse ben evidente all’utente un attestato che qualifichi il medico come esperto in mesoterapia, che può essere conseguito solo presso alcune scuole di perfezionamento in Italia, perchè la disciplina non è ancora ufficilamente insegnata nei corsi di laurea o di specializzazione.

QUALI SONO I LIMITI?

Il principale limite non è tanto quello della tecnica in sè, quanto del mesoterapeuta, quando egli pensai di poter curare ogni patologia con questa pratica o quando si affidi a metodiche di applicazione poco credibili o a sostanze che non hanno efficacia provata o chiari meccanismi d’azione. La mesoterapia ha delle indicazioni abbastanza consolidate nella pratica quotidiana, anche se in passato è stata utilizzata in svariate patologie. La mesoterapia non deve sottrarre il malato da trattamenti di altro tipo di provata efficacia, soprattutto ove sia chiaro che un problema localizzato sia espressione di una malattia sistemica (generale); in questi casi non deve essere utilizzata, se non come presidio di aiuto e completamento terapeutico.

ESISTONO CONTROINDICAZIONI IN MESOTERAPIA?

Non esistono vere e proprie controindicazioni, ma piuttosto situazioni di non opportunità. Rappresenta sicuramente una controindicazioni la conoscenza di allergie (nelle varie forme si siano manifestate) a farmaci che vengono utilizzati e per le quali il medico deve fare un’attenta anamnesi prima del trattamento.
Nei reumatismi infiammatori e nelle connettiviti, che hanno un impegno articolare, andrebbe prescelto il trattamento con terapia farmacologica tradizionale; può fare eccezione la presenza di un reumatismo infiammatorio localizzato (dove vi sia un interessamento tendinitico e tenosinovitico.)
Il diabete rappresenta una controindicazione negli stadi avanzati, scompensati, dove sia nota una storia di riduzione delle difese immunitarie, per evitare complicanze infettive, o una vasculopatia arteriosa che potrebbe facilitare l’insorgenza di ulcere post-iniettive. Con adeguata attenzione, nelle forme ben trattate non complicate, che sono le più, la mesoterapia può essere eseguita.
Nelle neuropatie può non essere indicato il trattamento di una zona denervata.
Nei pazienti che usano anticoagulanti, antiaggreganti o portatori di carenza di piastrine o di malattie rare con defcit di coagulazione, non è una controindicazione assoluta. Un’attenta anamnesi può fare capire la reale predisposizione al sanguinamento, anche in base ad episodi pregressi, e un trattamento minimale con attenzione all’emostasi locale prolungata può permettere l’esecuzione delle micro-iniezioni. In questi casi il rischio, vista l’esigua lunghezza degli aghi, si limita comunque alla presenza di ecchimosi più o meno vaste (raro l’ematoma) nella sede di inoculazione che giungono a guarigione in un tempo variabile dai 20 ai 30 giorni.
In situazioni di depressioni immunitarie o trattamenti con farmaci a dosaggio immunosoppressivo o trattamenti con framaci “biologici”, la terapia, se non indispensabile, andrebbe evitata.
Il trattamento di aree affette da malattie cutanee andrebbe evitato se non in zone limitrofe.
Le “diagnosi incerte” rappresentano ovviamente un motivo di dissuasione dal trattamento, sia per evitare una terapia comunque, anche se lievemente, invasiva, sia per non ritardare la diagnosi di malattie che richiedono cure tempestive.

 Moustiers-Sainte-Marie.

CON QUALE FREQUENZA SI ESEGUONO LE SEDUTE DI UN CICLO DI TERAPIA E QUAL E’ LA SUA DURATA?

Trattamento in acuto: generalmente una seduta ogni 3-4 giorni, fino alla risoluzione dell’acuzie, quindi si può passare al trattamento medico e farmacologico più tipico delle forme sub-acute o croniche.
Trattamento cronico: si esegue per lo più una seduta a settimana per 4-6 settimane; eventualmente sia necessario, si può proseguire con ritmo bisettimanale.
Caratteristica della mesoterapia è la rapidità d’azione: in caso di mancata risposta nelle prime sedute è meglio riesaminare il caso, l’andamento della patologia, la diagnosi e considerare eventualmente il consulto di uno specialista, per l’esclusione di altre patologie. Nelle patologie croniche ad andamento lento (poliartrosi, tendinosi), che abbiano dimostrato una buona risposta a cicli precedenti, può trovare giustificazione programmare con il paziente un trattamento prolungato locale a scadenza maggiori.

CHE SOSTANZE SONO UTILIZZATE NEI COCKTAILS MESOTERAPICI?

La mesoterapia è nata con la farmacologia allopatica, cioè con i farmaci normalmente utilizzati dalla medicina ufficiale. Tuttora questo è l’insegnamento della scuola AIRAS, nonchè quanto applicato nei servizi pubblici dove la mesoterapia viene eseguita. Particolare attenzione veine però rivolta a prodotti per via iniettiva di origine fitoterapica, mentre non vi sono prove documentabili della valenza farmacologica di prodotti omeopatici, omotossicologici e oligominerali.

QUALI SONO LE PATOLOGIE PIU’ TRATTATE CON LA MESOTERAPIA?

Sicuramente l’indicazione principale alla mesoterapia è la patologia osteo-articolare e muscolo-tendinea, anche quando sia di accompagnamento a una riabilitazione motoria, post-chirurgica o in presenza di rigidità muscolare da disuso o non-uso.
Altre indicazioni classiche, in cui il malato potrebbe trovare giovamento dalla mesoterapia, sono la patologia vascolare in particolare quella venosa (insufficicneza venolinfatica), la patologia ORL (acufeni, ipoacusie fluttuanti, otiti, riniti allergiche, tonsilliti), la patologia dermatologica (acne cistica, cheloidi, alopecia areata, cicatrici distrofiche), la medicina estetica, con particolare riguardo all’invecchiamento cutaneo, all’adiposità distrettuale o alla lipodistrofia.
Più difficile credere che l’iniezione mesoterapica possa agire su patologie di organi viscerali profondi. Teoricamente ogni manifestazione patologica superficiale che possa giovarsi di un trattamento farmaciologico intradermico con significato loco-regionale potrebbe essere trattata.
Purtroppo a questo proposito non vi è omogeneità di consensi, proprio perchè non esistono studi scientifici validi per chiarire con certezza le indicazioni, il tipo di trattamento per ogni indicazione, il risultato e la sua misura.

AL GIORNO D’OGGI SI USA ANCORA LA PROCAINA?

La procaina è un anestetico sintetizzato nel 1905 e rimpiazzò, nell’impiego clinico, la cocaina che ha azione anestetica locale. Essa è un estere, mentre la lidocaina, l’anestetico oggi maggiormente impiegato, è un amide. Queste 2 sostanze sono diverse dal punto di vista chimico e farmacocinetico. Gli anestetici a legame estereo sono facilmente e rapidamente idrolizzati nel plasma ad opera delle pseudocolinesterasi. Gli anestetici amidici vengono degradati meno rapidamente e catabolizzati pressochè unicamente a livello dei microsomi epatici. Questo conferisce a queste molecole una stabilità e una durata d’azione maggiore.
La sua maggiore durata d’azione non è il solo motivo per cui oggi si usa la lidocaina o xilocaina; la procaina è stata tolta dalla farmacopea italiana da più di 10 anni in quanto ha causato il decesso di un certo numero di pazienti per shock anafilattico, mentre la lidocaina è più sicura.
Chi utilizza la procaina lo fa, quindi, a suo rischio e pericolo.

QUANTO DURA UNA SEDUTA DI MESOTERAPIA?

La mesoterapia è una tecnica infiltrativa molto rapida. La durata di iniezione di una soluzione può variare, a seconda della sua quantità e della sede da trattare: si può andare dai 10 secondi ad 1 minuto, ad eccezione delle mesoterapia che viene eseguita per le cellulite o lipodistrofia, che per l’estensione delle sedi e per la quantità di soluzione, può giungere fino ai 10′ (con piccoli intervalli tra un’infissione di aghi e l’altra).

CHE MATERIALI SI USANO IN MESOTERAPIA?

Vengono utilizzati aghi di piccolissime dimensioni ed estremamente corti e sottili (dai 4 ai 6 millimetri), che vengono raccordati direttamente alla siringa dove è stata preparata la soluzione. A volte, per facilitare il compito del mesoterapeuta e per ridurre il dolore che il paziente può avvertire (legato al numero di infissioni, vengono utilizzati i cosiddetti “raccordi” che possono essere lineari, circolari, quadrati (da 3 a 7 aghi) e che servono per eseguire con una stessa infissione più inoculazioni.

CHI HA INVENTATO LA MESOTERAPIA?

L’inventore di tale tecnica fu il dott. Pistor, semplice medico di famiglia che nel 1952, in Francia, grazie al caso, al suo intuito ed alle sue osservazioni, riuscì a scoprire e quindi a perfezionare questa innovativa tecnica, che nel tempo ha potuto ampliare il suo campo d’azione ed essere ancora gradita a molti medici nella loro professione e a molti malati che ne traggono beneficio per la cura dei loro disturbi.

ESISTE SOLO UN TIPO DI MESOTERAPIA?

Il mondo della mesoterapia si presenta a tutt’oggi estremamente variegato. Pur nella coerenza empirica che ha visto il dott. Pistor sviluppare questa dottrina, diventata poi pratica medica, gli anni a seguire ed i vari discepoli hanno tolto omogeneità e credibilità a questa tecnica oggi cosi richiesta dal paziente ed addiritura considerata in Francia una sorta di “medicina nazionale di base”. Non è infrequente trovare altre forme di mesoterapia lontane dall’orginale, come non è infrequente che vengano praticate iniezioni definite “mesoterapiche” che tali non sono, da personale medico non specializzato. La nostra scuola sostiene le linee originali ed essenziali della mesoterapia, cercando, per quanto possibile, una scientificità o per lo meno una rigorosità nella sua applicazione, utilizzando farmaci allopatici, cioè tradizionali e reperibili in ogni farmacia. E’ possibile che alcuni medici effettuino la mesoterapia con farmaci definiti “omeopatici” od “omotossicologici”, che non hanno per ora alcun riscontro scientifico. E’ anche possibile che venga proposta una mesoterapia con micro-infiltrazioni eseguite in quantità non adeguata o lontane dal “punto dolore”. In questo caso la terapia perde di credibilità come tale, acquisendo caratteristiche che più l’avvicinano all’agopuntura che però sfrutta altri meccansimi per ottenere il suo effetto antalgico.

www.airas.it
a cura del Dott. G. Cassisi


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FEVER.


DEFINITION

A fever isn’t an illness itself, but it’s usually that something out of the ordinary is going on in your body. Fevers aren’t necessarily bad. In fact, fevers seem to play a key role in helping your fight off a number of infections.
If you’re an adult, a fever may be uncomfortable, but it usually isn’t dangerous unless it measures 103 F (39.3° C)  or higher. For very young children and infants, however, even slightly elevated temperatures may indicate a serious infection.
Because a fever can occur with many different conditions, other signs and symptoms can often help identify the cause.
Most fevers go away in a relatively short time – usually within a few days. Not all fevers need treatment with medications. And it’s possibile for fever medications to have side effects, especially for the very young.

SYMPTOMS

A fever occurs when your temperature rises above its normal range. What’s normal for you may be a little higher or lower than the average temperature of 98.6 F (37° C). But a rectal temperature higher than 100.4 F is always considered a fever. A rectal temperature reading is generally 1 degree Fahrenhait higher than an oral reading.
Depending on what’s causing your fever, additional fever symptoms may include:

  • Sweating
  • Shivering
  • Headache
  • Muscles aches
  • Lack of appetite
  • Dehydration
  • General Weakness

Very high fevers, between 103 and 106 F, may cause:

  • Hallucinations
  • Confusion
  • Irritability
  • Convulsions

Fever-induced seizures
About 4 percent of children younger than age 5 experience fever-induced seizures (febbrile seizures). The signs of febrile seizures, which occur when a child’s temperature rises or falls rapidly, include a brief loss of consciousness and convulsions.

Although these seizures be extremely alarming, most children don’t experience any lasting efects. Febrile seizures are ofetn triggered by a fever from a common childhood illness such as roseola, a viral infection that causes a high fever, swollen glands and a rash.

CAUSES

Even when you’re well, your body temperature varies throughout the day – it’s lower the morning and higher in the late afternoon and evening. In fact, your normal temperature can range from about 97 to 99 F. Althought most people consider 98.6 F a healthy body temperature, yours may vary by a degree or more.
Your body temperature is set by your hypothalamus, an area at the base of your brain that acts as a thermostat for your whole system. When something’s wrong, your normal temperature is simply set a few points higher. The new set-point, for example, may be 102 F instead of 97 or 98 F.

What happens with a fever

When a fever starts and your body tries to elevate its temperature, you feel chilly and may shiver to generate heat. at this point, you probably wrap yourself in your thickest blanket and turn up tthe heating pad. But eventually, as your body reaches its new set-point, you likely feel hot. And when your temperature finally begins to return to normal, you may sweat profusely, which is your body’s way of dissipating the excess heat.

A fever usullay means your body is responding to a viral or bacterial infection. Sometimes heat exhaustion, extreme sunburn or certain inflammatory conditions such as temporal arteritis – inflammation of an artery in your head – may trigger fever as well. In rare instances, a malignant tumor or some forms of kidney cancer may cause a fecer.

Fever can be a side effect of some medications such as antibiotics and drugs used to treat high blood pressure or seizures. Some infants and children develop fevers after receiving routine immunizations, such as the diphtheria, tetanus and acellular pertussis (DTaP) or pneumococcal vaccines.

Sometimes it’s not possibile to identify the cause of a fever. If you have a temperature hiogher than 100.9 F for more than three weeks and your doctor isn’t able to find the cause after extensive evaluation, the diagnosis may be fever of unknown origin. In most cases, though, the reason for your fever can be found and treated.

WHEN TO SEEK MEDICALE ADVICE

Fevers by themselves may not be a cause for alarm – or a reason to call a doctor.yet there are some circumstances when you should seek medical advice for your baby, your child or yourself.

For infants
An unexplained fever is greater cause for concern in infants and in children than in adults. Call your baby’s doctor if your baby:

  • Is younger than 3 months of age and has a rectal temperature of 100.4 F or higher. Even if your baby doesn’t have other signs or symptoms, call doctor just to be safe.
  • Is older than 3 months of age and has a temperature of 102 F or higher.
  • Has a fever and unexplained irritability, such as marked crying when you change your baby’s diapers or when he or she is moved.
  • Has fever and seems lethargic and unresponsive. In infants and children younger than 2, these may be signs of meningitis – an infection and inflammation of the membranes and fluid surrounding the brain and spinal cord. If you’re worried that your baby might have meningitis, see your doctor right away. Don’t wait until morning to see your usual physician – meningitis is an emergency.
  • Is a newborn and has a lower than normal tempertaure – less than 97 F. Very youngs babies may not regulate their body temperature well they are ill and may become cold rather than hot.

For children
Children often tolerate fevers quite well, although high temperature may cause parents a great deal of concern. Still, it’s best to be guided more by how your child acts than particular temperature measurement. There’s probably no cause for alarm if your child has a fever but is reponsive – making eye contact with you and responding to your facial expressions and to your voice, is drinking plenty of fluids and wants to play.

Call your pediatrician if your child:

  • Is listless or irritable, vomits repeatedly, has a severe headache or stomachache, or has any other symptoms causing significant discomfort.
  • Has a fever after being left in a very hot car. Seek medical care immediately.
  • If fever persists longer than one day in a child younger than age 2 or longer than three days in a child age 2 or older.

Ask your doctor for guidance if you have special circumstances, such as a child with immune system problems or with a pre-existing illness. Your doctor also may recommend different precautions if your child has just started taking a new prescription medicine.

Don’t treat below 102 F with any medications unless advised by your doctor.

Sometimes, older children can have a lower-than-normal temperature. This can happen to older children with severe neurological impairments, children with a life-threatening bacterial infection in the blood (sepsis), and children with a suppressed immune system.

For adults
Call your doctor about a fever if:

  • Your temperature is more than 103 F
  • You’ve had a fever for more than three days

In addition, call your doctor immediately if any signs and symptoms accomapny a fever:

  • Severe headache
  • Severe swelling of your throat
  • Unusual skin rash, especially if the rash gets rapidly worse
  • Unusual eye sensitivity to bright light
  • Stiff neck and pain when you bend your head forward
  • Mental confusion
  • Persistent vomiting
  • difficulty breathing or chest pain
  • Extreme listlessness or irritability
  • Abdominal pain or pain when urinating
  • Any other unexplained signs or symptoms

Taking a temperature
To check your or your child’s temperature level, you can choose from several types of thermometers, including eletronic thermometers and ear (tympanic) thermometers. Thermometers with digital readouts and those that take the temperature quickly from the ear canal are especially useful for young children and older adults. Because glass mercury thermometers harm both humans and the environment, they have been phased out and are no longer recommended.

Although it’s not the most accurate way to take a temperature, you can also an oral thermometer for an armpit (axillary) reading. Place the thermometer in the armpit with arms crossed over the chest. Wait four to five minutes. The axillary temperature is about 1 degree F lower than an oral temperature. If you call your doctor, report the actual number on the thermometer and where on the body the temperature was taken rather than adding or subtracting numbers.

Use a rectal thermometer for infants. Place a dab of petroleum jelly on the bulb. Lay your baby on his or her tummy. Carefully insert the bulb one-half inch to one inch into your baby’s rectum. Hold the bulb and your baby still for three minutes. Don’t let go of the thermometer while it’s inside your baby. IT your baby squirms, the thermometer could go deeper and cause an injury.

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TESTS AND DIAGNOSIS

Your doctor will likely diagnose the cause of your fever based on your other symptoms and a physical exam. Sometimes you may need additional tests to confirm a diagnosis.
If you have a low-grade fever that persists for three weeks or more, but have no other symptoms, your doctor may recommend a variety of tests to help find the cause. These may include blood tests and X-rays.

COMPLICATIONS

A rapid or fall in temperature may cause a fever-induced seizure (febrile seizure) in a small number of children younger than age 5. Although they’re alarming for patients, the vast majority of febrile seizures cause no lasting effects.
If a seizure occurs, lay your child on his or her side. Remove any sharp objects that are near child, loosen tight clothing and hold your child to prevent injury. Don’t place anything in your child’s mouth or try to stop the seizure. Although most seizures stop on their own, call for emergency medical assistance if a seizure lasts longer than 10 minutes.

If possibile, try to time the seizure using your watch or a lock. Because they’re so larming, seizures often semm to last longer than really do. Also try to note which part of your child’s body begins to shake first. This can help your doctor understand the cause of the seizure. Take your child to your pediatrician as soon as possibile.

TREATMENTS AND DRUGS

Medical treatment depends on the cause of your fever. Your doctor will likely prescribe antibiotics for bacterial infections, such as pneumonia or strep throat. For viral infections, including stomach infection (gastroenteritis) and mononucleosis, the best treatment is often rest and plenty of fluids.

Over-the count medications
Your doctor may also make a recommendation about using over-the counter medications, such as acetaminophen (Tylenol, others) or ibuprofen (Advil, Motrin, others) to lower a high fever. Adults may also use aspirin. But don’t give aspirin to children. It may trigger a rare, but potentially fatal, disorder known as Reye’s syndrome.

The downside of lowering a fever
IF you have only a low-grade fever, it’s not advisable to try to lower your temperature. Doing so may only prolong the illness or mask your symptoms and make it harder to determine the cause.

Some experts believe that aggressively treating a fever actually interferes with your body’s immune response. That’s because the viruses that cause colds and other respiratory infections thrive at cool temperature. By producing a low-grade fever, your body may actually be helping eliminate a virus.

PREVENTION

The best way to prevent fevers is to reduce your exposure to infectious diseases. One of the most effective ways to do that is also one of the simplest – frequent hand washing.

Teach your children to wash their hands often, especially before they eat and after using the toilet, spending the toilet, spending time in a crowded place, or petting animals. Show them how to wash their hands vigorously, covering both the front and back of each hand with soap, and rinsing throughly under running water, Carry hand-washing towelettes with you for times when you don’t have access to soap and water. When possibile, teach your kids not to touch their noses, mouths or eyes – the main way viral infectious are transmitted.

LIFESTYLE AND HOME REMEDIES

Because your body loses more water with a fever, be sure to drink plenty of fluids to avoid dehydration. Water is a good choice for adults, but the best liquid for a sick child under age 1 is an oral rehydration solution such as Pedialyte. These solutions contain water and salts in specific proportions to repelnish both fluids and electrolytes in children. Frozen pedialyte ice pops are also available.

Make sure that you or your child enough rest. Don’t be concerned with treating a fever just because it’s a fever is actually helping fight off an infection. In addition, follow these guidelines for both older children and adults:

For temperatures below 102 F
Don’t use any medication for a fever in this range unless advised by your doctor. And don’t give children aspirin because of the risk of Reye’s syndrome. Instead, dress in comfortable, light clothing and try bathing in lukewarm water. At bedtime, cover yourself or your child with just a sheet or light blanket.

For temperature between 102 and 104 F
Take acetaminophen or ibuprofen according to the instructions or as recommended by your doctor. If you’re not sure about the proper dosage, be sure to check with your doctor or pharmacist. Adults may use aspirin instead.

Be careful to avoid too much medication. High doses or long-term use of acetaminophen may cause liver or kidney damage, and acute overdoses can be fatal. If you’re not able to get your child fever down, don’t give more medication. Call your doctor instead. Side effects of aspirin and other nonsteroidal anti-inflammatory drugs such as ibuprofen include stomach pain, bleeding and ulcers.

For temperatures above 104 F
Give adults or chidren acetaminophen or ibuprofen according to the manufacture’s instructions or as recommended by your doctor. Adults may use aspirin instead. If you’re not sure about the dosage, check with your doctor or pharmacist. Be careful to avoid too much medication.

Acetaminophen is available in liquid, chewable and suppository forms for children, but it’s often easiest to give medications in liquid form. For a small child, use a syringe with measurements on the side and a bulb on the tip. Gently squirt the medicine in the back corners of your child’s mouth.

Sponge baths
Use a five to 10-minute sponge bath of lukewarm water to try to bring your own or your child’s high temperature down. A sponge bath is most likely to help if it’s used shortly afetr a dosage of acetaminophen or ibuprofen, so that the medication can work to keep the fever down after the bath takes effect.

If your child shivers in the bath, stop the bath, dry your child aand wait. Shivering actually raises the body’s internal temperature – shaking muscles generate heat. If the fever doesn’t modertae or your child has a febrile seizure that lasts longer than 10 minutes, seek immediate medical care.

By Mayo Clinic staff

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NOTA 79 – AIFA.


BIFOSFONATI

  • ACIDO ALENDRONICO: ADRONAT, ALENDROS, DRONAL, FOSAMAX, GENALEN 70 MG.
  • ACIDO RISEDRONICO: ACTONEL, OPTINATE DA 35 MG.
  • ACIDO IBANDRONICO:
  • AC. ALENDRONICO+VITAMINA D3:
  • RALOXIFENE: ESTIVA, OPTRUMA 60 MG
  • RANELATO DI STRONZIO:
  • TERIPARATIDE:
  • ORMONE PARATIROIDEO:

    LA PRESCRIZIONE A CARICO DEL SSN PER IL TRATTAMENTO DELLE LESIONI OSTEOPOROTICHE E’ LIMITATA ALLE SEGUENTI CONDIZIONI.
  • Soggetti di età superiore a 50 anni in cui sia previsto un trattamento > 3 mesi con dosi > 5 mg/die di prednisone o dosi equivalenti di altri corticosteroidi:
    Acido alendronico, ac. riserdonico, ac. alendronico-vitamina D3
    .
  • Soggetti con progresse fratture osteoporotiche vertebrali o di femore.
  • Soggetti di età superiore a 50 anni con valori T-score della BMD femorale o ultrasonografica del calcagno <-4 (o<-5 per ultrasuoni falangi)
  • soggetti di età superiore a 50 anni con valori T-score delle BMD femorale o ultrasonografica del calcagno <-3 (o<-4 per ultrasuoni falangi) e con almeno uno dei seguenti fattori di rischio aggiuntivi.
    • Storia familiare di fratture vertebrale
    • pregressa frattura e altre connettiviti
    • pregressa frattura osteoporotica al polso
    • menopausa prima 45 anni di età
    • terapia cortisonica cronica.
      Acido alendronico, ac. alendronico+vitamina D3, ac. risedronico, ac. ibandronico, raloxifene, ranelato di stronzio.
  • Soggetti che incorrono in una nuova frattura moderata-severa o in una frattura di femore in corso di trattamento con uno degli altri farmaci della nota 79 (alendronato, risedronato, raloxifene, ibandronato, ranclato di stronzio) da almeno un anno per una pregressa frattura vertebrale moderata-severa. Soggetti, anche se in precedenza mai trattati con gli altri farmaci della nota 79 (alendronato, risedronato, raloxifene, ibandronato, ranelato di stronzio), che si presentano con 3 o più fratture vertebrali severe (diminuizione di una delle altezze dei corpi vertebrali >50% rispetto alle equivalenti altezze di corpi vertebrali adiacenti integri) o con 2 fratture vertebrali severe ed una frattura femorale prossimale. La nota si applica su diagnosi e piano terapeutico, della durata di 6 mesi prolungabile di ulteriori 6 mesi per non più di altre due volte (per un totale di 18 mesi), di centri specializzati, Universitari o della Aziende Sanitarie, individuate dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano.
    Teriparatide, ormone paratiroideo.

Prima  di avviare la terapia con i farmaci sopraindicati, in tutte le indicazioni è raccomandato un adeguato apporto di calcio e vitamina D, ricorrendo ove dieta ed esposizione soalri siano inadeguati, a supplementi con sali di calcio e vitamina D3 (e non ai suoi metaboliti idrossilati). La prevenzione delle fratture osteoporotiche deve anche prevdere un adeguato esercizio fisico, la sospensione del fumo e la eliminazione di condizioni ambientali ed individuali favorenti i traumi. Non deve essere dimenticato, infine, che tutti i principi attivi non sono privi di effetti collaterali per cui va attentamente valutato il rapporto vantaggi e rischi terapeutici. Inoltre la lor associazione è potenzialmente pericolosa e va pertnato evitata. Per l’applicazione della nota 79 la valutazione della massa ossea con tecnica DXA o ad ultrasuoni deve essere fatta preso strutture pubbliche o convenzioante con il SSN.
La prescrizione va fatta nel rispetto delle indicazioni e delle avvertenze della scheda tecnica dei singoli farmaci.

TALAMONE-MAREMMA

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Il trattamento dell’osteoporosi deve essere finalizzato alla riduzione del rischio di frattura. I provvediemnti non frmacologici (adeguato apporto di calcio e vitamina D, attività fisica) o la eliminazione di fattori di rischio modificabili (fumo, rischi ambientali di cadute) non hanno controindicazioni e possono quindi essere raccomandati a chiunque. L’utizzo di farmaci è sempre associato a potenziali rischi per cui il loro utilizzo deve essere riservato ai pazienti a rischio più elevato di frattura., che sono poi gli unici per i quali esiste una adeguata documentazione di efficacia.

L’utilizzo dei farmaci è anche condizionato dal rapporto tra vantaggi e svantaggi la cui stima individuale è spesso complessa e deve tener conto di aspetti di farmaco-economia. Ciò appare particolarmente rilevante per l’utilizzo di teriparatide, da riservare ai pazienti più gravi e quindi a maggior rischio di nuove fratture.

La nota 79 prevede il trattamento farmacologico dell’osteoporosi a carico del SSN per pazienti con rischio di frattura sufficientemente elvato da giustificare gli inevitabili rischi connesi a trattmenti di lungo termine. I pazienti con pregresse fratture osteoporotiche sono quelli più a rischio di ulteriori fratture (>20% a 10 anni). Va anche sottolineato che l’effiacia anti-fratturativa di tutti i prodotti in nota è stata prevalentemente dimostrata in pazienti con una storia pregressa di frattura vertebrale (studi FIT, VERT, BORE E SOTI). Una condizione di rischio analoga è stata anche documentata per i pazienti ultra-cinquetenni in trattamento cortisonico cronico. La documentazione di efficacia nell’osteoporosi cortisonica per alcuni farmaci giustifica l’estensione della Nota 79 a donne e uomini in trattamento con dosi medio-elevate di corticosteroidi.

In altre condizioni (ad esempio bassa massa ossea) la definizione di una soglia di intervento è complicata dall’interagire di più fattori di rischio oltre che della minor documentazione di efficacia dei farmaci disponibili. Dall’analisi di studi epidemiologici di grandi dimensioni, condotti in Nord-Europa e negli USA, è stato possibile sviluppare algoritmi per una stima del rischio di frattura a 10 anni, basata sulla valutazione densiometrica (DXA) del femore o ultrasonografica delle falangi in combinazioni con altri fattori di rischio. Una ragionevole semplificazione dei suddetti algoritmi consente di identificare due soglie densiometriche ossee a femore o falangi, al di sotto delle quali il rischio di frattura clinica vertebrale a 10 anni sia >10% 0 -3,0 di T score, in relazione o meno di ulteriori importanti fattori di rischio.

La teriparatide per il suo profilo di sicurezza va riservato a pazienti con una osteoporosi severa e ad altissimo rischio di nuove fratture da fragilità. Questo livello di rischio è identificato dalla presenza di multiple fratture vertebrali severe o dalla comparsa di nuove fratture dopo un congruo periodo di terapia con altri farmaci. La nota prevede che un paziente può essere in nota 79 per teriparatide se ha una delle seguenti condizioni:

  • 3 fratture vertebrali severe,
  • 2 fratture severe e storia di una frattura femorale,
  • 2 fratture vertebrali moderate-severe se una delle due fratture è insorta in corso di terapia con altri farmaci della Nota 79,
  • 1 frattura moderata-severa e storia di frattura di femore se una delle due fratture è insorta in corso di terapia con altri farmaci della Nota 79
    La definizione di severità di frattura è quella descritta da Genant sulla base dei seguenti schemi:

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