FOSFATASI ALCALINA (FA – ALP).


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APPROCCIO AL PAZIENTE CON AUMENTO DELLA FOSFATASI ALCALINA (FA  O ALP).

PERCHE’ VIENE ESEGUITO IL TEST?

Per rilevare, o monitorare in seguito a trattamento, patologie che interessino il fegato o le ossa.

QUANDO VIENE ESEGUITO L’ESAME DELLA FA O ALP?

In un normale controllo di screening per patologie epatiche, o in caso di sintomatologia correlata ad epatopatie o patologie ossee.
La fosfatasi alacalina è un enzima, una proteina coinvolta nei processi vitali delle cellule.  Si trova in elevate concentrazioni nelle cellule epatiche e nelle cellule dell’osso. Nel fegato, si trova nelle membrane delle cellule dei dotti biliari, sottili canali che via via ingrandendosi, convogliano la bile dal fegato fino, in ultimo, all’intestino; la bile permette di digerire i grassi introdotti con la dieta. Piccole quantità di FA sono contenute nella placenta di donne gravide (dopo la nascita del feto), e nell’intestino. Questi diversi tessuti producono forme di FA-ALP differenti tra loro, dette isoenzimi:
Fino ad ora sono stati identificati 7 isoenzimi definiti in base alla loro origine:

  • isoenzimi di origine epatica,
  • isoenzimi di origine biliare,
  • isoenzimi di origine pancreatica,
  • isoeznimi di origine ossea,
  • Isoenzimi di origine renale,
  • isoezimi di origine placentare (riscontrabili a partire della 16a – 20a settimana di gravidanza),
  • isoenzima di origine intestinale.

In condizione normale la ALP presente nel siero è costituita dagli isoenzimi proveniente dal fegato e tessuto osseo e solo in particolari condizioni fisiopatologiche da quelli intestinale e placentare, mentre i rimanenti isoenzimi sono reperibili nel siero solo in condizioni patologiche.
La varianti renale, epatica ed ossea sono codificate da un unico gene localizzato sul braccio corto del cromosoma 1.

La bALP è localizzata sulla membrana esterna degli osteoblasti cui l’enzima è attaccato tramite un’ancora formata da fosfatidil-inositolo-glicano. La glicoproteina enzimatica viene liberata dal sistema di ancoraggio in forma tetramerica dall’azione di fosfolipasi specifiche e da una proteasi che agisce sull’aminoacido-carbossi-terminale. La differente glicosilaizone delle molecole e la presenza di attività della fosfolipasi D nel siero spiegano la produzione di isoforme multiple o specifiche della bALP osservabili nel siero in diverse patologie.
L’isoenzima osseo è prevalente in età infantile, quando la crescita del tessuto osseo è particolarmente spiccata o presenta una correlazione positiva con l’età dei pazienti.

Gli osteoblasti sono cellule responsabili della formazione del tessuto osseo e la bALP oltre che sulla membrana esterna è presente (in quantità decisamente superiore) nelle vescicole della matrice ossea, sito iniziale di formazione del cristallo di idrossiapatite, risultando quindi associata alla mineralizzazione dell’osso e un ottimo marcatore  nello studio delle malattie osteometaboliche.
Molteplici sono i ruoli della bALP nel processo di mineralizzazione: idrolisi di esteri di fosfati organici con aumento locale della concentrazione di fosfato facilitante la precipitazione di fosafto di calcio; distruzione, tramite la sua attività idrolasica, degli inibitori della crescita fisiologica del cristallo; trasporto del fosfato e, in maniera attiva, del calcio. Queste attività sono tutte finalizzate alla iniziazione del processo di calcificazione.

L’isoforma ossea presente nel siero deriva esclusivamnete dall’attività osteoblastica per cui la sua concentrazione riflette, in buona approssimazione, lo stato metabolico degli osteoblasti. Un’accurata valutazione del metabolismo osseo è il punto critico ed essenziale per determinarne la gravità della malattia e per il monitoraggio della eventuale terapia (in particolare trattamenti che inibiscono la formazione ossea). Il dosaggio della bALP, soprattutto con tecniche immunochimiche quantitativa, è quindi utile nelle condizioni patologiche riguardanti il metabolismo del calcio e dell’osso e in particolare nellle patologie con elevato turnover osseo:

  • Morbo di Paget,
  • Osteomalacia,
  • Osteodistrofia renale,
  • Rachitismo,
  • Iperapartiroidismo primario e secondario,
  • Tumori ossei primitivi e secondari ( Metastasi scheletriche in particolare nei tumori della mammella e della prostata),
  • Fratture in via di guarigione.

Meno utile nella diagnostica dell’osteoporosi, poichè tale diagnosi viene posta sulla base della densità minerale ossea. Tuttavia la bALP, come marcatore biochimico specifico di formazione ossea, fornisce un utile supporto informativo nel monitoraggio della terapia con farmaci che riducono il riassorbimento dell’osso (es. bifosfonati) o che ne aumentano la formazione (es. teriparatide).

In presenza di patologia a livello epatico, alti livelli di ALP o FA indicano che vi è una stasi biliare a livello dei dotti biliari, per presenza di un ostacolo al deflusso della bile stessa: la ALP è pertanto utilizzata nella diagnostica degi itteri.
Nei pazienti portatori di tumore può capitare che alti valori di ALP siano dovuti alla metastatizzazione al fegato e all’osso, del tumore stesso. In questo caso saranno necessarie alcune indagini di approfondimento. Se un paziente con tumore al fegato o all’osso risponde al trattamento chemioterapico, i valori di ALP diminuiscono. Nel caso in cui si riesca a motivare un innalzamento dei valori di ALP, può essere richiesta la tipizzazione delle frazioni isoenzimatiche, per verificare la provenienza.

QUANDO VIENE PRESCRITTO L’ESAME DI SANGUE PER VALUTARE LA FA?

L’enzima ALP generalmente viene prescritta insieme ad altri test specifici, per valutare la presenza di patologia epatica (Profilo epatico). Viene richiesto inoltre, nel caso in cui il paziente mostri segni riferibili a patologia epatica o ossea.

QUAL’E’ IL SIGNIFICATO DEL RISULTATO DELL’ESAME?

Solitamente alti livelli di ALP indicano che è presente una lesione a livello epatico o osseo. Se altri test del profilo epatico come la bilirubina, l’aspartato aminotransferasi (AST), l’alanina aminotransferasi (ALT) risultano alti, la FA elevata è di origine epatica.
Se le misure del calcio e del fosfato ematici risultano alterate, è probabile che l’ALP provenga dall’osso.

In alcune epatopatie, come l’epatite, l’ALP solitamente aumenta meno rispetto alla AST e alla ALT. Quando i dotti biliari risultano ostruiti (da calcoli, o cicatrici di calcoli o chirurgiche, o da un tumore) l’ALP e la bilirubina aumentano molto più della AST o ALT. In rare epatopatie, vi è incremento isolato della ALP.

In alcune patolgie ossee, come il morbo di Paget (in cui le ossa si ingrandiscono e si deformano) o alcuni tumori che metastatizzano a livello osseo, l’incremento di ALP può essere isolato.
In alcuni casi in cui sia difficile stabilire la provenienza dell’ALP, il medico può prescrivere altri test per determinare la causa esatta del suo incremento. In questi casi può venire richesto il dosaggio di un altro enzima, la GGT, presente nelle stesse sedi della ALP a livello epatico, ma assente dall’osso.
Altre condizioni in cui la ALP molto elevati comprendono metastasi ossee da di carcinomi, mieloma (soprattutto, quando si verificano fratture patologiche) e osteopatie metaboliche (rachitismo, iperparatiroidismo e osteomalacia).

COS’ALTRO SI DEVE CONOSCERE?

In gravidanza l’ALP può essere aumentata.
Nei bambini i valori di ALP sono più alti che nell’adulto, a causa dell’accrescimento osseo. Nei picchi di crescita, in età diverse nel maschio e nella femmina, vi sarà un corrispondente particolare incremento di ALP.

Assumere cibo può provocare un lieve aumento do ALP per alcune ore, in alcune persone. Solitamente il test viene eseguito dopo una notte di digiuno. Alcuni faramci possono provocare aumento dei livelli di ALP, in particolare quelli utilizzati nei pazienti con problemi psichiatrici (fenomeno comunque raro).

ESAMI ASSOCIATI: AST, ALT, Bilirubina, Profilo epatico, Marcatori ossei.

Lab Tests Online.

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