Archivi del mese: marzo 2009

UREA BREATH TEST PER ADULTI E BAMBINI.


COS’E’

L’Urea Breath Test è un metodo rapido, sensiblie, non invasivo per valutare la presenza di Helicobacter Pylori (HP) nella mucosa gastrica.

COME FUNZIONA

Il test si basa sulla somministrazione per via orale di urea, cioè di un composto sintetico e quindi non di derivazione umana.
Nel tratto gastrointestinale degli individui sani non è presente l’enzima ureasi, perciò se ad essi viene somministarta urea per via orale, questa viene assorbita ed eliminata nelle urine tale quale.
L’HP possiede, invece, una notevole attività dell’enzima ureasi, che demolisce l’urea ad anidride carbonica (CO2) ed ammoniaca. La CO2 viene assorbita nella circolazione ematica ed eliminata attraverso i polmoni.
Se l’HP è presente nello stomaco, dopo aver ingerito urea che contiene un isotopo stabile, non radioattivo ed innocuo, del carbonio (13C), nella CO2 espirata si troverà anche CO2 contenente 13C. La quantità di questo isotopo nell’aria espirata può essere misurata con grande precisione e sensibilità come rapporto isotopico 13C/12C.

PRAGUE

PRAGUE.

E’ DOLOROSO?

L’indagine è completamente indolore

QUANTO DURA?

L’esame ha la durata media di 30′.

CI SONO RISCHI?

No, l’esame è escluso da complicanze e rischi.

E’ NECESSARIA UNA PREPARAZIONE PRIMA DELL’ESAME?

Si. Il paziente non deve assumere antibiotici associati e inibitori della pompa protonica (IPP) nelle tre settimane precedenti l’esame, e alcun farmaco gastroprotettore nell’ultima settimana prima dell’esame (vedere lista allegata). Deve essere digiuno da 6 ore se adulto, da 3 ore se bambino.

COME SI FA?

A – Campionamento dell’aria espirata (prima dell’asunzione dell’Urea)

  1. il paziente insipra aria
  2. il paziente, tramite una cannuccia per bibite, soffia nella prima provetta (tempo o minuti) che l’operatore sigilla immediatamente
  3. il paziente ripete la procedura con una seconda provetta.

B – Il paziente beve la soluzione di urea marcata 13C

C – Campionamento dell’aria espirata dopo 30 minuti dell’assunzione dell’urea

  1. il paziente resta in attesa, seduto, senza fumare, né bere; né mangiare per 30 minuti;
  2. il paziente, tramite una cannuccia per bibite, soffia nella prima provcetta (tempo 30′) che l’operatore sigilla immediatamente
  3. il paziente ripete la procedura con una seconda provetta.

VALUTAZIONE DEI RISULTATI

L’analisi dell’aria espirta tramite spettrometro di massa permette di misurare la quantità di CO2 con 13C rispetto al totale della CO2 espirata. In presenza di HP nello stomnmaco., si determina un aumento di 13C nell’aria espirta e quindi un aumento del rapporto tra 13C e 12C dovuto alla sua attività ureasica.

NORME IMPORTANTI DI COMPORTAMENTO

A – ANTIBIOTICI: L’ASSUNZIONE DEVE ESSERE SOSPESA NELLE TRE SETTIMANE PRECEDENTI IL TEST SE ASSUNTI IN ASSOCIAZIONE TRA LORO, L’ASSUNZIONE DI UN SINGOLO ANTIBIOTICO NON INTERFERISCE SULL’ESAME.

B – FARMACI GASTROPROTETTORI (vede elenco allegato): L’ASSUNZIONE DEVE ESSERE INTERROTTA UNA SETTIMANA PRIMA DEL TEST

ANTRA (Omeprazolo)
AXAGON, LUCEN (Esomeprazolo)
BIOMAG, BRUMETIDINA, CITIMID, DINA, EURECEPTOR (Cimetidina)
FAMODIL (Famotidina)
LANSOX, ZOTON (Lansoprazolo)
LEBLON (Pirenzepina)
LIMPIDEX (Lansoprazolo)
LOSEC, MEPRAL (Omeprazolo)
NIZAX (Nizatidina)
NOTUL (Cloridrtao di Cimetidina)
OMEPRAZEN (Omeprazolo)
PANTECTA, PANTOPAN, PANTORC, PEPTAZOL
(Pantoprazolo)
PARIET (Rabeprazolo)
ULCEX, RANIBEN, RANIBLOC, RANIDIL, RANIDIZ, ZANTAC
(Ranitidina)
STOMET, TAGAMET, TEMIC, ULCEDIN, ULCODINA, ULIS (Cimetidina)
ULCESTOP (Cloridrato di Cimitidina)
ZANIZAL, CRONIZAT (Nizatidina)

SERVIZIO SANITARIO REGIONALE
EMILIA-ROMAGNA
Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena
Policlinico.


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Archiviato in HELICOBACTER PYLORI., MALATTIA DA REFLUSSO GATSROESOFAGEO.

VIVERE CON LA SINDROME DELLE GAMBE SENZA RIPOSO: RESTLESS LEGS SYNDROME.


E’ AFFETTO/A DELLA SINDROME DELLE GAMBE SENZA RIPOSO O RESTLESS LEGS SYNDROME (RLS)?

  1. Quando sta seduto/a o disteso/a, ha il bisogno di muovere le gambe (un bisogno così forte da diventare irrefrenabile)?
  2. Il bisogno di muovere le gambe è associato a una spiacevole sensazione nelle gambe (smania, fastidio)?
  3. Questa sensazione spiacevole e il bisogno di muoversi si manifestano durante i periodi di riposo o inattività?
  4. Questi sintomi si alleviano con il movimento delle gambe?
  5. Le sensazioni e il bisogno di muoversi le danno più fastidio di sera e di notte che durante il giorno, specialmente quando è coricato/a?
  6. Ha spesso difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno?
  7. La persona che dorme con lei le riferisce che lei agita le gambe mentre dorme; le capita di avere degli scatti involontari con le gambe quando è sveglio/a prima di addormentarsi?
  8. E’ spesso stanco/a o ha difficoltà di concentrazione durante il giorno?
  9. Ha dei familiari che provano lo stesso bisogno di muoversi e le stesse sgradevoli sensazioni alle gambe?
  10. Le analisi mediche effettuate non hanno rilevato la causa del bisogno di muoversi e delle sensazioni che prova?

RESTLESS LEGS SYNDROME FOUNDATION
Rochester, Minnesota
rlsfoundation@rls.org
www.rls.org

Questo disturbo neurologico può colpire tra il 5 e il 10% della popolazione. Molte persone sono affette da una forma lieve della malattia, ma la sindrome delle gambe senza riposo pregiudica gravemente la vita di milioni di individui.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI DELLA SINDROME DELLE GAMBE SENZA RIPOSO (RLS)

Gli adulti affetti dalla RLS soddisfano tutti e quattro i principali criteri di diagnosi qui descritti.

  • Il sintomo principale della RLS è il forte bisogno di muovere le gambe, bisogno che può diventare irrefrenabile. Questo impulso di solito è associato a sensazioni spiacevoli, descritte frequentemente come qualcosa che si muove in profondità nelle gambe.
    Queste sono sensazioni generalmente molto sgradevoli, che in una minoranza dei soggetti possono essere associate a dolore. Formicolio, prurito, crampi, scosse, smania, fastidio sono alcune delle parole che descrivono queste sensazioni. Quando si manifestano, questi disturbi sono associati all’impulso di muoversi; tuttavia, molti pazienti non riportano alcuna sensazione se non il bisogno di muovere le gambe. (Talvolta i sintomi possono estendersi anche alle braccia e raramente ad altre parti del corpo).
  • I sintomi della RLS si manifestano o peggiorano quando la persona affetta è a riposo. A periodi di riposo più lunghi corrispondono generalmente una maggiore probabilità di insorgenza dei sintomi e una loro intensificazione.
  • I sintomi sono alleviati dal movimento delle estremità interessate. Con il moto, possono scomparire temporaneamente o solo attenuarsi e il sollievo generalemnte inizia non appena il soggetto comincia a muoversi, o poco dopo, e continua per la durata dell’attività motoria. Camminare è l’attività preferita in particolare dai pazienti con i sintomi più gravi. Questa sindroma è solitamente associata a una maggiore attività motoria durante i periodi di riposo e durante il sonno.
  • I sintomi della RLS peggiorano di sera e di notte, specialmente quando l’individuo si corica. (I sintomi RLS che si manifestano sedendosi o coricandosi di mattina non sono gravi come quelli avvertiti dai pazienti sedendosi o coricandosi di sera o di notte).

La malattia delle gambe senza riposo può essere una malattia seria ma curabile. Le persone che pensano di avere la RLS devono rivolgersi a un medico qualificato. La letteratura concernente la RLS distribuita dalla Fondazione “restless legs Syndrome”, incluso questo opuscolo, ha scopi puramente informativi e non deve essere usata in sostituzione del parere del medico. La Fondazione non pubblicizza, avalla o sponsorizza alcun prodotto o sevizio.

CARATTERISTICHE CORRELATE CON LA SINDROME DELLE GAMBE SENZA RIPOSO

I sintomi della RLS possono far si che i soggetti abbiano difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno. Circa l’80% delle persone affette da questa malattia presenta anche movimenti periodici degli arti inferiori durante il sonno, che si manifestano di tanto in tanto durante la notte generalemnte come scatti ogni 20-30 secondi, spesso causando risvegli parziali (microrisvegli) che disturbano il sonno.

Poichè è possibile che lei abbia difficoltà ad addormentarsi o a mantnere il sonno di notte, è probabile che si senta insolitamente stanco/a o che abbia difficoltà a concentrarsi durante la giornata. La deprivazione cronica del sonno e gli effetti sulla sua abilità di concentrarsi possono influire sulle sue capacità lavorative e sulla sua partecipazione ad attività sociali, a passatempi e ad attività ricreative, oltrechè provocare sbalzi di umore che possono interferire con i suoi rapporti interpersonali.

CAUSE

La causa della RLS è ancora oggetto di ricerche e le risposte sono ancora limitate. tuttavia crediamo che questa malattia possa avere cause diverse, probabilmente concomitanti.
La sindrome spesso colpisce persone della stessa famiglia. Attualmente, i ricercatori stanno identificandoil gene o i geni che possono essere responsabile di questa forma di malattia, conosciuta come RLS primaria o ereditaria.
La sindrome delle gambe senza riposo può essere causata da un’altra malattia, la cui presenza ne causa il peggioramento. Questa è la RLS secondaria. Il 15% delle donne in gravidanza è colpito da RLS, specialmente durante gli ultimi mesi di gestazione.
Dopo il parto, i sintomi spesso scompaiono. L’anemia e la carenza di ferro nel sangue sono correleate ai sintomi della sindrome delle gambe senza riposo, così come lo sono alcune sindromi croniche quali le neuropatie periferiche (danni ai nervi delle gambe e dei piedi) e l’insuffficienza renale. La letteratura medica recente evidenzia anche una possibile correlazione tra la RLS e i sintomi del disturbo da deficit di attenzione e iperattività dei bambini.
Se nessuno dei suoi familiari ha la RLS e se all’origine del disturbo non vi sono patologie correlate, il tipo di sindrome di cui è affetto/a è denomianto idiopatico, ossia con causa sconosciuta.

PRAGA

PRAGA

ETA’ DI INSORGENZA

Benchè la RLS sia diagnosticata prevalentemente nelle persone di mezza età, in molti individui affetti da questo disturbo, soprattutto nella forma primaria, è possibile risalire a sintomi presenti già nell’infanzia. Questi sintomi possono essere stati inquadrati come dolori di crescita o attribuiti ad iperattività del bambino, che non riusciva a stare seduto tranquillo.

DIAGNOSI

Con i suoi classici sintomi, la sindrome delle gambe senza riposo viene diagnosticata valutando l’anamnesi del paziente. Dopo aver escluso altre patologie che possono essere all’origine dei sintomi, il suo medico può fare la diagnosi di RLS in base alla descrizione delle sensazioni da lei provate. Non esistono analisi di laboratorio che possono confermare la diagnosi. Tuttavia, un esame fisico del paziente, che includa gli esiti delle necessarie analisi di laboratorio, può rilevare disturbi associati e contingenti, come una anemia o una crenza di ferro, che possono essere correlati con la RLS. Alcuni soggetti (inclusi coloro con movimenti periodici degli arti durante il sonno e senza le sensazioni fastidiose della RLS) necesssitano di un esame del sonno effettuato durante la notte, per determinare altre possibili cause dei loro disturbi del sonno.

TRATTAMENTI

L’obiettivo di qualsiasi trattamento medico, incluso quello della sindrome delle gambe senza riposo, è quello di conseguire i massimi benefici con il minimo dei rischi. Pertanto, una corretta strategia terapeutica significa soppesare questi rischi e benfici e iniziare con il trattamento meno rischioso. le terapie a basso rischio includono il trattamento dei sintomi oltre a modificare alcuni comportamenti igienici del sonno.
Se all’origine della sindrome delle gambe senza riposo vi è una carenza di ferro o di vitamine, l’introduzione di supplementi di ferro, vitamina B12 o acido folico (secondo le esigenze) nella dieta alimentare può essere sufficiente ad alleviare i sintomi. Poichè dosi anche moderate di alcuni minerali (quali il ferro, il magnesio, il potassio e il calcio) possono compromettere la capacità dell’organismo di assimilare altri minerali o possono addiritura essere tossiche, è bene usare suppliementi di minerali solo dietro consiglio del medico. Le raccomandazioni attuali includono la verifica della concentrazione di ferritina nel siero (per valutare il livello di ferro immagazzinato nei tessuti) e la prescrizione di supplementi di ferro solo se la ferritina ha un valore inferiore a 50 mcg/l.
L’uso di alcuni farmaci sembra peggiorare i sintomi della RLS. Questi medicinali includono i calcioantagonisti (usati per trattare l’ipertensione e le malattie cardiache), la maggiore parte dei farmaci antinausea, alcuni preparati per il raffreddore e le allergie, i principali tranquillanti, la fenitoina e la maggior parte de medicinali usati per il trattamento della depressione.
Le modifiche comportamentali includono la determinazione, su base individuale, delle abitudini e delle attività che peggiorano o migliorano i sintomi della RLS. Un’alimentazione SANA ED EQUILIBRATA E’ IMPORTANTE PER RIDURRE la gravità DELLA MALATTIA. Benchè il consumo di caffeina inizialmente possa dare l’impressione di alleviare i sintomi, è molto probabile che in realtà si limiti a ritardarli, ossia a manifestarli più tardi nella giornata, e spesso li intensifica. La soluzione migliore è evitare tutti i prodotti a base di caffeina, inclusi il cioccolato, il caffè, il tè e le bibite contenenti caffeina. Per la maggior parte degli individui, il consumo di alcool prolunga la durata o l’intensità dei sintomi; anche in questo caso, astenersi dal consumare bevande alcoliche è la migliore soluzione.
Poichè l’affaticamento e la sonnolenza tendono a peggiorare i sintomi dell’RLS, l’adozione di un programma di igiene del sonno regolare dovrebbe essere il primo passo verso la risoluzione dei sintomi. Si potrebbe inoltre rendere conto che lei ha un sonno più stabile e riposante nella seconda parte della notte; ad esempio, il periodo migliore per lei potrebbe essere dalle 2 DI NOTTE ALLE 10 DI MATTINA. Alcune persone riscontrano l’utilità di esercizi fisici alcuni minuti prima di coricarsi.
Praticare attività che contratstino i sintomi della RLS sembra essere una soluzione molto efficace, benchè temporanea, nel controllo della malattia. Camminare, fare stretching, fare bagno caldo o freddo, massaggiare l’arto interessato, applicare impacchi caldi o freddi, ricorrere a vibrazione, agopuntura e tecniche di rilassamento (come il biofeedback, la meditazione o lo yoga) sono accorgimenti che possono aiutarla a ridurre o ad alleviare i suoi sintomi. Impegnare attivamente la mente con attività quali prendere parte a una discusione stimolante o a un dibattito, fare un ricamo intricato o giocare ai video games può essere di aiuto nei periodi in cui deve restrae seduto/a, come durante un viaggio.
Sfortunatamente, in molti casi i sintomi della RLS non si risolvono con il trattamento dei disturbi associati e con la modifica dello stile di vita, oppure migliorano inizialmente per poi peggiorare nel tempo, rendendo insufficienti questi rimedi. In entrambi i casi, può rendersi necessaria la somministrazione di medicinali (terapia farmacologica).

IGIENE DEL SONNO

L’igiene del sonno in situazioni ideali prevede un ambiente fresco, tranquillo e comodo in cui dormire, andare a letto di sera sempre alla stessa ora, svegliarsi al mattino sempre alla stessa ora, e dormire un numero di ore sufficiente per sentirsi riposati. Alcune persone con RLS trovano che andare a letto e svegliarsi più tardi li aiuta a riposare meglio. Una buona igiene del sonno include anche un programma di regolare e moderato ersercizio fisico durante il giorno. Generalmente, gli esperti del sonno consiglliano di fare esercizio almeno 6 ore prima di andare a letto per evitare qualsiasi influsso negativo sul sonno; tuttavia, molte persone con RLS trovano utile praticare attività fisiche immediatamente prima di coricarsi, come la cyclette o il tapis roulant.

TERAPIA FARMACOLOGICA

In Italia come negli USA non è stato ancora approvato nessun farmaco specifico per il trattamento della RLS, ma vi sono diversi medicinali approvati per altri disturbi che sono oggetto di studi clinici per la RLS. Questi farmaci si dividono in 4 classi principali: agenti dopaminergici, sedativi, antidolorifici e anticonvulsivanti. Ogni farmaco o classe di farmaci ha sia benefici, che rischi ed effetti collaterali. La scelta dipende dal periodo in cui i sintomi si manifestano e dalla loro gravità.

Agenti dopaminergici

Il trattamento principale e di prima scelta dell’RLS consiste negli agenti dopaminergici e principalmente gli agonisti dopaminergici come Mirapexin (pramipexolo), Nopar (Pregolide), Requip (ropinirolo) e Cabaser (cabergolina) ma anche farmaci come il Sinemet (carbidopa/levodopa) e il Madopar (benserazide/levodopa), che provocano l’aumento della dopamina nell’organismo. Benchè gli agenti dopaminergici siano usati per trattare il morbo di Parkinson, la RLS non ha niente a che fare con questa malattia. Tutti questi farmaci devono essere assunti inizialemnete a bassi dosaggi, che vanno aumentati molto lentamente per ridurre i possibili effetti collaterali.
Fra gli agenti dopaminergici, la levodopa (Sinemet, Madopar) è stato il farmaco utilizzato più a lungo ma di recente ha dimostrato di causare un serio problema nella maggiore parte dei pazienti che lo assumono per il trattamento dell’RLS, ossia l’accentuazione dei sintomi della malattia. Se lei prende Sinemet o Madopar, è bene che sia al corrente di questo problema e che lo discuta con il suo medico curante. Inoltre, eviti di prendere la levodopa meno di 2 ore dopo un pasto ad alto valore proteico.

PROGRESSIONE

Quando si verifica una accentuazione o progressione della malattia causato dalla terapia farmacologica (la maggior parte delle volte Sinemet o Madopar), la dose di agente dopaminergico prescritta, le permette sì di alleviare i sintomi in modo da poter dormire di notte, ma le sensazioni agli arti inferiori, il bisogno di muoversi e l’irrequietezza si manifestano più frequentemente, con intensità maggiore e più presto nella giornata (presto la sera, durante il pomeriggio o addirittura in mattinata). La RLS può anche diffondersi in altre parti del corpo, come le braccia.
In caso di progressione, l’aumento della dose di farmaco molto probabilmente peggiora i sintomi, piuttosto che migliorarli. Molte persone colpite da questa progressione devono utilizzare altri medicinali. Eviti, però, di interrompere bruscamente la sua terapia attuale.
Si rivolga invece al suo medico o allo specialista.

SEDATIVI

I sedativi-ipnotici sono i farmaci più efficaci per migliorare i disturbi del sonno associati alla RLS. Sono somministrati al momento di andare a dormire, spesso in associazione a un agente dopaminergico, o per individui che manifestano sintomi principalmente durante la notte. Il farmaco prescritto più di frequente e più efficace è il clonazepam (Rivotril).

ANTIDOLORIFICI

Gli antidolorifici sono prescritti in misura maggiore per pazienti con sintomi gravi e persistenti. Alcuni esempi di farmaci in questa categoria includono la codeina e il tramadolo (Contramal).

ANTICONVULSIVANTI

Questi farmaci sono particolarmente efficaci per alcuni fra i pazienti con forti sintomi diurni, specialmente coloro affetti da una forma dolorosa di RLS o associata neuropatia. Gabapentin (Neurontin) è l’anticonvulsivante che ha mostrato i risultati migliori nel trattamento dei sintomi della RLS. Altri farmaci utlizzati sono la carbamazepina (Tegretol) e l’acido valproico (Depakin).

www.rls.org

The RLS Foundation gratefully
acknowledges the following corporations
as 2003 Gold Level Sponsors.

Boehringer gsK GlaxoSmithKleine Pfizer
Ingelheim

WEEK END IN AUSTRIA.

Cliccare il link sotto.

Syndrome Jambes Sans Repos.

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DOPPLER TRANSCRANICO.


COS’E’ IL DOPPLER TRANSCRANICO?

Cosa si intende per doppler transcranico?

E’ un esame che, in analogia all’esame Doppler e Color Doppler utilizza una sonda che emette ultrasuoni. La sonda viene appoggiata sul capo del paziente in alcuni punti specifici che permettono l’esplorazione della circolazione cerebrale.

Cosa studia il Doppler transcranico?

Il doppler trancranico permette di valutare la circolazione del sangue all’interno del cervello e, a differenza degli esami Doppler e Color Doppler dei vasi extracranici, che permettono di valutare il flusso del sangue verso il cervello, il Doppler transcranico valuta la circolazione nel cervello.

Il Doppler transcranico sostituisce lo studio dei tronchi sovraortici (TSA)?

No. Il Doppler transcranico è un completamento dell’esame dei vasi epiaortici che permette di capire lo stato della circolazione del cervello e se e come abbia compensato disturbi di circolo causti da patologie dei vasi epiaortici. Perciò lo studio intracranica da solo non è sufficiente per riconoscere problemi delle carotidi e va eseguito o durante l’esame Doppler dei vasi epiaortici o succesivamente per avere una valutazione completa della circolazione.

PRAGA

PRAGA

Quali malattie studia il Doppler transcranico?

Permettendo una buona valutazione di ciò che accade all’interno del cervello, è utilizzato per valutare eventuali piccole embolie (microembolie) che si formano in maniera pressochè continuativa in alcuni pazienti (ad esempio nei portatori di protesi meccaniche cardiache; nei pazienti con patologia aterosclerotica carotidea). Una utilizzazione del tutto recente è nei soggetti con episodi cerebrovascolari nei quali vi sia un forte sospetto che la malattia origini del cuore (natura cardioembolica) in rapporto all’esistenza di passaggio di sangue dalle sezioni di destra e le sezioni di sinistra. Solitamente si tratta di soggetti giovani nei quali si può escludere un’origine aterosclerotico della malattia cardiovascolare. L’esame Doppler transcranico è eseguito, in questi pazienti, uutilizzando un mezzo di contrasto ecocardiografico che si somministra per via endovenosa. Questo mezzo di contrastoi provoca un segnale caratteristico agli esami ecografici e Doppler. Se nel cuore esiste una comunicazione tra il circolo venoso e quello arterioso (la più frequente è la pervietà del forame ovale) il prodotto passa direttamente dalle vene alle arterie ed è riconosciuto nel circolo intracranico dal Doppler transuranico dopo pochi battiti cardiaci. Se invece non esiste la comunicazione, il mezzo di contrasto deve fare un giro lungo e viene riconosciuto dopo un numero maggiore di battiti.

E’ pericoloso il Doppler transcranico?

No, utilizzano ultrasuoni il Doppler transcranico è del tutto privo di effetti sul paziente. Non è quindi nè pericoloso nè doloroso e non prevede alcuna preparazione specifica. nè doloroso e non prevede alcuna preparazione specifica. Anche l’utilizzazione del mezzo di contrasto ecografici è del tutto innocua.

www.siec.it

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ECO-COLOR DOPPLER DELLE ARTERIE RENALI.


Cosa studia l’eco-color Doppler?

L’eco-color Doppler permette lo studio sia della morfologia (anatomia) che dei flussi (emodinamica) delle arterie renali. E’ perciò possibile studiare alcuni parametri quali il diametro, lo spessore della parete oltre alle caratteristiche morfologiche ed alla velocità.

Come si effettua l’esame?

Il paziente è in decubito supino. Le arterie renali si espolrano in concomitanza dello studio dell’aorta addominale. La sonda è spostata ed inclinata in modo da seguire l’intero decorso delle arterie fino al punto in cui entrano nel rene. L’identificazione delle vene, che decorrono molto vicine alle arterie, può aiutare a studiare le arterie. Nel paziente obesi o con molto gas nell’intestino, si possono avere delle difficoltà ad individuare le arterie renali. Il paziente perciò deve seguire una dieta povera di fibre ed assumere farmaci antimeteorici nelle 24 ore che precedono l’esame.

1-11-2008, PRAGA.

1-11-2008, PRAGA.

Quali malattie studia l’eco-color doppler?

La stenosi di un’arteria renale, la quale è responsabile dell’ipertensione nefrovascolare, solitamente è di origine degenerativa aterosclerotica anche se può riconoscere altre cause. I restringimenti su base aterosclerotica sono localizzati nel primo tratto dell’arteria. Una particolare malattia, definita displasia fibromuscolare, è invece localizzata nella parte media e in prossimità dell’entrata nel rene. E’ una malattia che colpisce i soggetti più giovani e di sesso femminile. Esiste poi la possibilità di diagnosticare le stenosi delle arterie renali di origine congenita. L’eco-color Doppler permette di rilevare le placche e se queste ostacolano il flusso, identificano il carattersitico aumento delle velocità. La diagnsoi eco-color Doppler di stenosi dell’aretria renale in pazienti ipertesi permette di indirizzare la corretta terapia evitando farmaci controindicati in queste condizioni.

SIEC (Società Italiana di ecografia cardiovascolare).
www.siec.it

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ECO-COLOR DOPPLER DEI TRONCHI SOVRAORTICI (TSA).


Cosa studio l’eco-color Doppler?

L’eco-color Doppler permette lo studio sia della morfologia (anatomia) che dei flussi (emodinamica) delle arterie. E’ perciò possibile studiare alcune caratteristiche del flusso, quali la velocità e la direzione. Il Color permette di ricostruire in tempo reale, sull’immagine anatomica ottenuta con il bidimensionale, le mappe dei flussi guidano poi i rilievi del Doppler spettrale.

Quali arterie si studiano?

Possono essere studiate le principali arterie che nutrono le strutture del capo. Le arterie carotidi comuni (destra e sinistra) che risalgono il collo ed in prossimità della mandibola si suddividono nell’arteria carotide interna che irrora gli organi contenuti nella cavità cranica e l’arteria carotide esterna che si distribuisce alla superficie esterna del cranio e della faccia. Le arterie vertebrali nascono alla base del collo e decorrono nel collo dentro un canale, entrano nel cranio e si uniscono per formare il tronco basilare che a sua volta si divide nelle due arterie cerebrali posteriori. I due sistemi, il vertebro-basilare ed il carotideo, si congiungono alla base del cervello attraverso altre due arterie denominate arterie comunicanti formnado così un poligono arterioso detto del Willis.

PRAGA

PRAGA

Come si effettua l’esame?

Il pazinete è in decubito supino con il capo iperteso e rivolto dalla parte controlaterale rispetto all’arteria esplorata. La sonda viene orienntata in modo da seguire il decorso anatomico delle arterie. Quando si ottiene una buona immagine bidimensionale si procede alla valutazione del flusso con il Color Doppler e sulla guida si ottiene il Doppler spettrale per stimare con esattezza la velocità del flusso.

Quali malattie studia l’eco-color doppler?

La malattia aterosclerotica è la patologia più frequentemente studiata nel distretto dei TSA. La placca carotidea è la lesione aterosclerotica più frequente. Può essere eseguito uno studio morfologico della placca che consente di definirne la composizione (cosiddette placche soft o hard), l’estensione in lunghezza, l’eccentricità, le caratteristiche della superficie e le eventuali complicanze quali l’ulcerazione, l’emorragia intraplacca e la trombosi). L’analisi morfologica permette una prima stima di quanto la placca ostruisca il flusso (stenosi); stenosi importanti possono spiegare i disturbi del circolo cerebrale . Ma, è importante lo studio delle caratteristiche della superficie perchè da esse non ostruisce il flusso del sangue, può diventare pericolosa perchè della sua ulcerazione possono partire degli emboli che chiudono i vasi periferici più piccoli con grave danno sul nutrimento dell’encefalo. Una volta studiata l’anatomia, si studia con il Color Doppler ed il Doppler spettrale il flusso; l’associazione tra i dati anatomici e quelli flussimetrici permette la stima esatta dell’entità della stenosi ed indirizza verso una corretta terapia medica o cirurgica.

Fonte: Società Italiana di Ecografia cardiovascolare.

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L’ECOCARDIOGRAMMA.


 

COS’E’ L’ECOCARDIOGRAMMA TRANSTORACICO?

E’ un esame di facile esecuzione che fornisce notizie utili sull’anatomia e sulla funzione del cuore (muscolo e valvole): consente di esmaninare la morfologia delle strutture cardiache (pareti, valvole e cavità) e di studiare il funzionamento del cuore in movimento (contrattilità, flussi e portata). Permette quindi di vedere l’interno del cuore e di valuatre come funzionano le valvole e rilevare eventuali anomalie.
Non è un esame invasivo (tranne nel caso di ecocardiogramma transesofageo) né utilizza raggi, ma ultrasuoni (onde sonore innocue) che rimbalzano sulle pareti del cuore e ne proietta l’immagine su uno schermo.

Gli ultrasuoni sono innocui, per cui non è necessario alcuna precauzione e l’esame può essere eseguito su qualunque paziente innumerevoli volte (anche nelle donne in gravidanza).

Di solito il paziente è sdraiato sul lettino, in decubito laterale sinistro, la sonda viene appoggiata al torace del paziente e gli ultrasuoni vengono diretti all’interno del corpo, senza che il paziente possa avvertirli.

Gli ultrasuoni arrivano al cuore e ritornano alla sonda generando echi che sono utilizzati per visualizzare sullo schermo un cuore “virtuale” che ci informa del comportamento del cuore reale del paziente. Le onde sonore possono anche essere riflesse dalle cellule del sangue e fornire informazioni sul reflusso all’interno del cuore e dei vasi. Questo fenomeno è chiamato Doppler. Durante un esame Doppler il paziente sente un rumore prodotto dalla macchina che rappresenta il flusso del sangue attraverso le valvole del cuore.

Le informazioni che si rilevano con questo esame sono diverse e complementari a quelle che si acquisiscono con l’Elettrocardiogramma (ECG).

L’ecocardiogramma consente di esminare la morfologia

La visita cardiologica, l’ECG e L’Ecocardiogramma bidimensionale color Doppler transtoracico consentono di acquisire una ricchezza di informazioni sullo stato anatomico e funzionale del cuore di livello molto elevato che spesso consentono un primo accurato inquadramento dei problemi cardiologici del paziente.

PERCHE’ E’ MOLTO IMPORTANTE AVERE NOTIZIE SULLE MALATTIE PRECEDENTI?

L’esame ecocardiografico è una procedura di tipo “artigianale” nella quale è fondamentale l’abilità del cardiologo che deve riuscire a visualizzare, in un tempo ragionevolmente contenuto, le strutture potenzialmente responsabili dei problemi del paziente. Questa visualizzazione, spesso difficile, comporta la capacità di orientare correttamente la sonda e di agire in modo coerente sui comandi della macchina. Per questo il cardiologo, prima di cominciare l’ecocardiogramma, deve sapere cosa deve andare a cercare.
E’ quindi molto importante che il paziente abbia con sè una relazione clinica circostanziata o in assenza di questa, almeno la documentazione clinica personale: visita del cardiologo, ECG, ecocardiogramma precedenti. In questo modo sarà possibile lo studio accurato della strutture potenzialmente responsabili dei sintomi lamentati dal paziente e sarà più facile trovare la soluzione del problema.
Vi sono infine alcune situazioni (ad es. gli esiti di interventi cardiochirurgici) nelle quali NON E’ POSSIBILE iniziare l’esame senza avere notizia sul tipo di intervento che è stato eseguito e sulla protesi che è stata impiantata.

COS’E’ L’ECOCARDIOGRAMMA PER VIA TRANSESOFAGEA?

Tavolta può accadere che l’eco bidimensionale Color Doppler transtoracico non sia sufficiente a risolvere il problema diagnostico. Qualche volta infatti gli ultrasuoni non riescono ad attraversare grosse masse muscolari, il polmone che può essere espanso per una malattia, l’osso o i componenti metallici della strutture articficiali come le protesi valvolari cardiache. Se la struttura da esaminare si trova in profondità nel corpo o se è “nascosta” dietro una struttura ossea o una valvola artificiale, può non essere vista con la sola ecocardiografia standard che esplora il cuore da una posizione anteriore. In questi casi può essere necessario ricorrere ad un diverso punto di esplorazione, posteriore, che aggiri gli ostacoli. Accade quindi che il Cardiologo richieda l’ecocardiogramma per via transesofagea che, per il paziente, equivale alla esecuzione di una comune gastroscopia.
Per visualizzare il cuore da questa diversa finestra il paziente deve sopporatre il disagio della introduzione di una sonda, di dimensioni paragonabili a quelle di un dito di un ragazzo, attraverso l’esofago. L’esofago è l’organo che connette la bocca con lo stomaco e passa proprio dietro il cuore, in una posizione opposta a quella dell’esame transtoracico. In questo modo possono essere acquisite altre informazioni originali che, integrate a quelle dell’esame transtoracico, consentono quasi sempre di dirimere i problemi diagnostici del paziente.

COME PREPARARSI ALL’ESAME?

Per eseguire l’ecocardiogramma transesofageo è necessario non mangiare o bere dopo la mezzanotte del giorno dell’esame. Le medicine possono essere assunte cercando di bere solo la minima quantità sufficiente per deglutire i farmaci. In caso di diabete è importante consigliarsi con il proprio medico per definire la dose adeguate di insulina che dovrà essere ovviamente ridotta per il digiuno.

COME SI SVOLGE L’ESAME

Il paziente viene invitato a rimuovere eventuali protesi dentarie, viene collegato al monitoraggio elettrocardiogarfico e, tramite una fleboclisi, ad una infusione di soluzione fisiologica che ha il solo scopo di tenere disponibile, per il tempo dell’esame, un accesso venoso per somministrare farmaci in caso di necessità.
Il paziente viene posto sul fianco sinistro con il busto ed il collo leggeremente flessi come per guardarsi le gambe. Il medico, dopo avergli inserito tra i denti un boccaglio per non danneggiare la sonda, lo aiuterà nel compito sgradevole ma non pericoloso di ingoiare la sonda.
Può essere consiglaibile eseguire una anestesia locale della bocca e del retrobocca (faringe) con lidocaina spray (un anestetico locale).
La durata complessiva dell’esame è di circa 10-15 minuti.

L’ecocardiogramma transesofageo è doloroso?

No. L’esame è fastidioso ma, se il paziente riesce a collaborare e a mantenere la calma, poco fastidioso. Il momento più difficile è quello dell’introduzione della sonda. In quel momento si possono manifestare colpi di tosse, eruttazioni, conati di vomito; sono disturbi passeggeri che non devono allarmare il paziente e che non pregiudicano un risultato favorevole dell’esame. Si deve tenere presente che il tubo non può interferire con la normale respirazione che avviene attraverso il naso e la trachea.

COME COMUNICARE DURANTE L’ESAME?

Durante l’esame, con la sonda nell’esofago, non è possibile parlare. Si deve quindi stabilire prima dell’inizio dell’esame un codice di comunicazione attraverso l’uso della mano.

COSA E’ POSSIBILE FARE PER FACILITARE L’ESAME E RENDERLO IL MENO FASTIDIOSO POSSIBILE?

Respirare lentamente cercando di rilassare i muscoli del collo e delle spalle. Cercare di collaborare con il cardiologo.

MALATTIE SPECIALI

Si deve informare il medico se vi sono:

  1. Malattie del fegato croniche
  2. Storia di precedenti epatiti
  3. Storia di infezioni gravi
  4. Allergie a farmaci
  5. Glaucoma
  6. Malattie polmonari
  7. Disturbi gastrici.

L’ECOCARDIOGRAMMA TRANSESOFAGEO E’ PERICOLOSO?

Ogni volta che qualcosa viene introdotto nel nostro corpo esistono dei rischi. Tuttavia con l’ecocardiografia transesofagea i rischi sono ridottissimi. Si tratta generalmente di aritmie cardiache che vengono ben tollerate dal paziente e che solo molto raramente richiedono un trattamento farmacologico. Esiste però una rarissima possibilità (2-3 ogni mille casi) che la sonda danneggi l’esofago durante l’introduzione.

L’ecocardiografia transesofagea è comunque una metodica estremamente sicura ed è estremamente improbabile che si verificano delle complicazioni; di fatto l’utilità delle informazioni che si ottengono giustifica ampiamente i disturbi che il paziente deve sopportare ed il minimo rischio di complicazioni insite nella metodica.

 

29-06-2008, Monte Argentario-Maremma.
29-06-2008, Monte Argentario-Maremma.

COSA ACCADE DOPO L’ESAME?

Generalmente il paziente dopo pochi minuti dal termine dell’esame non avverte alcun disturbo. Qualora sia stato necessario somministrare un sedativo è consigliabile aspettare almeno 30 minuti prima di lasciare l’ospedale ed evitare di mettersi alla guida. E’ pertanto consigliabile che lei venga accompagnato da un familiare per evitare di dover guidare personalmente l’automobile al ritorno.
La gola, per l’azione dell’anestetico locale, può essere lievemente irritata per cui non è consigliabile bere o mangiare per 2-3 ore.

QUALI SINTOMI DOBBIAMO SEGNALARE AL CARDIOLOGO?

La complicazioni, come detto, sono rarissime. Vanno comunque segnalati alcuni sintomi che dovessero insorgere dopo l’esame:

  • Dolore insolito o difficoltà ad inghiottire
  • Dolore addominale o toracico
  • Vomito di color caffè o sangue.

Attenzione:

L’ecocardiografia transesofagea viene effettuata nella stragrande maggioranza dei casi senza problemi al paziente: le percentuali di insuccesso tecnico sono molto basse (1-4% a secondo delle casistiche) e generalmente legate ad una mancata collaborazione da parte del paziente.
Per ovviare a questi inconvenienti si raccomanda al paziente di porre al medico tutte le domande che ritiene opportune, al fine di ottenere una conoscenza completa delle indicazioni, delle procedure, dei rischi e dei benefici che possono derivare dall’esame a cui sta per essere sottoposto.
Siamo convinti che un paziente informato affronterà gli inevitabili disagi con un amaggiore consapevolezza e minore ansia contribuendo alla riuscita dell’esame.

COS’E’ L’ECOCARDIOGRAMMA DA STRESS (ECOSTRESS)?

INFORMAZIONI GENERALI

Spesso, per poter meglio valutare lo stato del muscolo cardiaco e/o delle coronarie e/o delle valvole cardiache, o per monitorare l’efficacia di una terapia, dobbiamo fare compiere al nostro cuore uno sforzo ed osservare quali modificazioni si verificano in tali circostanze.
L’ecocardiografia da stress è una delle metodiche di cui disponiamo per osservare quali modificazioni avvengono nel nostro cuore durante un certo stimolo (lo stress). Lo stress può essere fisico, indotto cioè da un impegno muscolare del paziente, o farmacologico.
Nel primo caso il paziente deve pedalare seduto in una poltrona o sdraiato su un lettino che sono stati modificati con l’aggiunta di pedali.
Nel secondo caso il paziente rimane disteso sul lettino del laboratorio di ecocardiografia mentre il suo cuore ed il suo apparato circolatorio, grazie all’iniezione endovenosa di farmaci specifici, si comportano come se dovessero sostenere uno sforzo fisico.

COS’E’ L’ECOSTRESS CON SFORZO FISICO?

Come si svolge l’esame?

Il paziente viene invitato a sedersi su una speciale poltrona collegata ad un cicloergometro. Con questo sistema il paziente può rimanere seduto permettendo al crdiologo di eseguire contemporenamente l’ecocardiogramma mentre la resistenza applicata ai pedali viene progressivamente aumentata.
Al paziente viene applicato un bracciale per controllare la pressione arterisoa e degli elettrodi che consentono di registrare contemporaneamente l’ECG.

QUANDO VIENE INTEROTTO L’ESAME?

Quando il paziente si sente molto affaticato deve avvertire il cardiologo che interromperà gradualmente l’esame.
L’esame può anche essere interrotto dal cardiologo anche se il paziente non avverte ancora particolare stanchezza. Questo può avvenire per la comparsa di alterazioni elettrocardiografiche o per modificazioni della motilità delle pareti del cuore all’ecocardiogramma o per variazione anomala dei parametri della pressione o per comparsa di sintomi che il cardiologo giudica significativi.

QUANDO DOBBIAMO AVVERTIRE IL CARDIOLOGO?

E’ importante che il paziente avverta il cardiologo se durante l’esame compaiono i seguenti sintomi:

  • Oppressione, peso, senso di schiacciamneto o dolore al torace
  • Malessere genrale anomalo
  • Fatica a respirare
  • Improvvisa palpitazione
  • Senso si svenimento
  • Cefalea
  • Calore al voto

COS’E’ L’ECOSTRESS FARMACOLOGICO?

Come si svolge l’esame?

Il paziente viene fatto sdraiare su un lettino, sul fianco sinistro come per un normale esame ecocardiografico transtoracico.
vengono applicati degli elettrodi al torace per monitorizzare l’ECG e di uno sfigomanometro per valutare l’andamento della pressione arteriosa (PA).
Viene applicata una fleboclisi per somministrare, in dose controllata, il farmaco che provoccherà al cuore le stessse modificazioni indotte da uno sforzo fisico (Dobutamina) o variazioni del circolo delle coronarie capaci di provocare una insufficineza coronarica acuta (Dipiridamolo).
Attraverso la stessa fleboclisi possono essere somministrati altri farmaci che il cardiologo ritenga necessari per l’esito favorevole del test. La flebiclisi verrà rimossa al termine del test.

Quando si viene interrotto l’esame?

L’esame viene interrotto quando è stata iniettata la dose massima di farmaco per quel paziente. Può anche essere interrotto dal cardiologo prima del completamento del protocollo di iniezione per la comparsa di alterazioni significative del tracciato eletrocardiografico o della motilità delle pareti del cuore all’ecocardiogramma, per variazioni dei parametri pressori o quando il pazinete lamenti dei sintomi che il cardiologo giudichi significative.

L’ecostress è pericoloso?

Durante questo tipo di test possono comparire una aritmia pericolosa, una crisi di angina, uno scompenso acuto, un infarto del miocardio, un arresto cardiaco ed in casi estremamente rari (meno di 1 caso su 10.000 test) il decesso del paziente. Per questo nel laboratorio dove si esegue il test sono sempre disponibili  farmaci e strumenti in grado di far regredire ognuno di queste rare complicanze nel minor tempo possibile.
L’incidenza delle complicazioni è comunque la stessa di una normale prova da sforzo a teppeto rotante o al cicloergometro o di una scintigrafia.

Come prepararsi all’esecuzione di un’ecostress?

E’ opportuno che il paziente consulti con sufficiente anticipo il proprio medico curante per stabilire l’eventuale sospensione della terapia in corso che potrebbe essere necessario per dirimere il dubbio diagnostico.
La sospensione dei farmaci, che non deve essere decisa da chi esegue l’esame ma da chi lo richiede, dve avvenire con modalità diverse a seconda delle proprietà del farmaco stesso.
In linea di massima si segnala che, qualora il medico curante abbia deciso di far sospendere al paziente la terapia in corso, questa deve avvenire con le seguenti modalità:

  • 48 ore prima dell’esame per nitroderivati, calcio antagonisti, ACE-inibitori, digitale, aminofollina.
  • 5 giorni prima del’esame per beta bloccanti (che nadranno sospesi gradualmente).

E’ infine molto importante che il paziente:

  • non fumi da almeno 12 ore
  • non assuma tè, coca cola, caffè da almeno 12 ore
  • sia a digiuno da almeno 4 ore (in caso di diabete è opportuno consiglairsi con il proprio medico curante al fine di stabilire la dose di antidiabetico orale o di insulina). Si può invece bere senza particolari restrizioni.
  • porti con sè la copia o l’originale della documentazione clinica relativa alproblema che deve essere chiario (cartella clinica, ECG, prove da sforzo, coronarografia ecc).

 

Fonte: SIEC (società italiana di ecografia cardiovascolare).

 

MILANO.

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ECOCARDIOGRAMMA.

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ANEMIA DA CARENZA DI FERRO O ANEMIA SIDEROPENICA.


Carcassonne – La Cité Médiévale – Place Auguste-Pierre Pont.

ANEMIA DA CARENZA DI FERRO
ANEMIA
SIDEROENICA
ANEMIA MARZIALE
IRON DEFICIENCY ANEMIA (IDA)

COME GESTIRE I PAZIENTI CON ANEMIA SIDEROPENICA:

Le linee guida della British Society of Gastroenterology pubblicate sulla rivista Gut, costituiscono un punto di riferimento importante per impostare in modo corretto la diagnosi, la terapia e il follow-up dell’anemia sideropenica.

INTRODUZIONE

Nel mondo occidentale, l’anemia sideropenica viene riscontrata nel 2-5% dei maschi adulti e nel 10% delle femmine in età post-menopausale. Il disturbo è spesso motivo di richiesta di vista gastroenterologica, dal momento che la perdita di sangue dal tubo gastroenterico costituisce la casusa più comune di anemizzazione. Le patologie gastrointestinali in causa sono numerose, ma la principale preoccupazione deve essere quella di escludere la presenza di neoplasia asintomatiche del colon o dello stomaco.

DEFINIZIONE

Il criterio diagnostico per l’anemia viene definita sulla base della riduzione dei valori di emoglobina (Hb) e dell’ematocrito (Ht).
L’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito il concetto di anemia:

  • come un valore di Hb inferiore a 14 g% e l’Ht è inferiore a 42% nell’uomo;
  • di Hb < a 12,3 g% e l’Ht < a 36% nella donna;
  • e agli 11 g/dl nella donna gravida.

Probabilmente il criterio migliore è quello di utilizzare il limite inferiore del range di normalità del proprio laboratorio di riferimento. La carenza marziale si accompagna in genere a microcitosi (globuli rossi piccoli: MCV basso), un’anomalia che peraltro, può essere dovuta a condizioni patologiche più rare, come la talassemia  in cui il numero dei globuli rossi è però aumentato, oppure ad altre emoglobinopatie. Essa inoltre può essere assente nel caso di una concomitante carenza di acido folico.
Il test più sensibile è comunque rappresentato dal dosaggio della ferritina sierica: il riscontro di valori inferiori a 12 mcg/dl è diagnostico per carenza marziale. Va ricordato però che la ferritina sierica può superare il valore di 12-15 mcg/dl in pazienti con anemia associata a infiammazioni croniche, neoplasie o epatopatie. In ogni caso, se il valore supera i 100 mcg/dl si può escludere la carenza marziale. Nei casi dubbi si può ricorrere al dosaggio della transferrina satura oppure, meglio ancora, a un test terapeutico con ferro orale per tre settimane.

Il deficit di ferro costituisce la carenza nutrizionale più frequente, essendo diffuso in soggetti di ogni età, sesso e classe socioeconomica. Non conosce confini geografici e rappresenta un problema di salute pubblica in molte nazioni, non solo in quelle in via di sviluppo. Anche negli USA, per esempio, nell’ultimo decennio sono state intraprese delle campagne congiunte fra enti governativi e numerose società mediche scientifiche con l’obiettivo di ridurre, l’incidenza della carenza di ferro a meno del 3% nelle donne gravide e nei bambini in età compresa fra 1 e 4 anni.

Carenza di ferro non è sinonimo di anemia sideropenica.

Questa compare inevitabilmente quando la quantità del minerale assorbita attraverso l’intestino non riescce a coprire per un periodo prolungato il fabbisogno dell’organismo. Si stabilisce così un bilancio negativo fra entrate ed uscite del minerale nel corpo che è nella maggioranza dei casi la conseguenza di una perdita cronica di sangue. Questa può essere fisiologica come avviene nelle donne in età fertile (mestruazioni, plurigravidanze) oppure patologica.
Bisogna sempre ricordare che l’anemia sideropenica, come tutte le anemie, non è di per sé una malattia, ma è un indizio (una spia) che induce a ricercare l’eventuale presenza di patologie gravi e potenzialmente minacciose per la vita del paziente, per esempio neoplasie (tumori) del tratto gastrointestinale. Il contenuto corporeo di ferro è circa 4 grammi per l’uomo e 2,5 g nelle donne, il che equivale a circa 50 mg/Kg per un uomo di 75 Kg e 42 mg/Kg per una donna di 60 Kg.

In condizioni normali circa un terzo del ferro corporeo totale è depositato nei tessuti (ferritina e emosiderina), i restanti due terzi essendo a disposizione per i bisogni (ferro funzionale) la sua quantità totale è accuratamente regolata da complessi maccanismi che impediscono l’accumulo del ferro in quantità eccessive e potenzialmenete letali per le cellule del fegato, pancreas, cuore ed altri organi vitali.

I due terzi del ferro funzionale sono contenuti nei globuli rossi, il resto si trova nella mioglobina (che serve a trattenere l’ossigeno nei muscoli) e negli enzimi respiratotri intracellulari.
Il ferro è depositato essenzialmente sotto forma di ferritina, in minor quantità come emosiderina, e viene trasportato nel sangue dalla transferrina.

L’assorbimento intestinale del ferro dipende da numerosi fattori, soprattutto la produzione acida dello stomaco e l’integrità del duodeno luogo di massimo assorbimento del minerale.

Il maggiore utilizzo del ferro avviene naturalemente nel midollo: circa il 95% del ferro utilizzato per la produzione eritrocitaria quotidiana proviene dal riciclaggio del ferro contenuto negli eritrociti senescenti distrutti nella milza e solo il 5% dalla dieta.

Esistono delle condizioni che favoriscono l’insorgenza della carenza di ferro con uno o più dei seguenti tre meccansismii:

  • Aumentato fabbisogno (gravidanza, puerperio, infanzia)
  • Diminuito assorbimento intestinale che compromettono l’asorbimento del ferro, soprattutto la celiachia). L’anemia sideropenica di questo tipo non è solo appannaggio delle popolazioni più povere, ma si riscontra anche in soggetti appartenenti alle classi economiche più agiate che, per motivi religiosi o culturali (per esempio vegetariani) non assumono cibi contenenti quantità adeguate di ferro e/o non fanno uso di supplementi del minerale. Nei paesi svilupatti si può calcolare che una dieta congrua contenga circa 6 mg di ferro ogni 1000 calorie.
  • Aumentata perdita di sangue (mestruazioni, gastrite, tumori benigni e maligni intestinali ecc.)

Le maggiori perdite fisiologiche di ferro sono da ascrivere all’esfoliazione delle cellule epitelaili gastrointestinali. La quantità persa con le feci ammonta a circa mezzo grammo al giorno. Quantità inferiori sono perse con altri liquidi biologici (sudore, urine, bile) o con la desquamazione di cellule epiteliali appartenenti ad altri organi. Un uomo adulto e la donna non più fertile perdono circa 1 mg di ferro al giorno; nella donna fertile tale quantità raddoppia, come già abbimao detto, a causa delle mestruazioni, con le quali si perdono da 20 a 40 mg di ferro al mese, tenendo conto che ogni ml di sangue contiene circa 0,5 mg di Ferro e che il flusso mestruale medio oscilla fra 35 e 80 ml.

Come si menifesta l’anemia da carenza di ferro?

I disturbi dell’anemia sono molto variabili in quanto, come è facilmente immaginabile, dipendono soprattutto dalle eventuali malattie concomitanti. Di solito è una condizione cronica che si manifesta con sintomi non specifici: astenia e facile stancabilità, palpitazioni, mancanza di respiro, pallore cutaneo, comparsa di piccolo ulcerette agli angoli della bocca, bruciore della lingua.

Gréoux Les Bains – Provence.

Come si diagnostica l’anemia sideropenica?

La diagnosi si fa con l’emocromo che dimostra la presenza di un’anemia microcitica (con globuli rossi piccoli) con diminuizione della sidermia e della ferritina mentre la transferrina è normale o aumentata. Una volta accertata l’anemia da carenza da ferro è necessario eseguire tutta una batteria di esami ed accertamenti radiologici e struemnatli per escludere malattie intestinali per esempi gastroscopia e/o colonscopia, ricerca del sangue occulto nelle feci, anticorpi anti transglutamiansi per escludere la celiachia ecc.

Riferite sempre al vostro medico l’assunzione, anche saltuaria di aspirina o di altri farmaci antidolorifici (cosiddetti FANS) in quanto sono la principale causa di sanguinamento gastrico. Nelle donne in età fertile potrà essere valutata l’indicazione per una visita ginecologica in caso di irregolarità mestruali. Tante persone dimenticano di riferire questo particolare, in quanto oramai considerano l’assunzione di certi farmaci come una quotidiana abitudine.

La terapia dell’anemia sideropenica.

La terapia prevede la somministrazione a lungo di preparati a base di ferro per via orale. Solo se il ferro non è tollertao per bocca (provoca frequentemente disturbi gastrointestinali; diarrea, meteorismo, stitichezza) si potrà valutare se effettuare la terapia per via endovenosa. Ribadiamo che è essenziale soprattutto nei maschi di qualunque età e nelle donne dopo la menopausa escludere sanguinamenti intestinali come causa della carenza marziale.

Cuases of iron deficiency anaemia with prevalence as percentage of total:

Occult GI blood loss
Common

  • Aspirin/NSAID use: 10-15%
  • Colonic carcinoma: 5-10%
  • Gastric carcinoma: 5%
  • Benign gastric ulceration: 5%
  • Angiodysplasia: 5%

Uncommon

  • Oesophagitis: 2-4%
  • Oesophageal carcinoma: 1-2%
  • Gastric antral vascular ectasia: 1-2%
  • Small bowel tumours: 1-2%
  • Ampulloray carcinoma: <1%
  • Ancylomasta duodenale: <1%

Malabsorption
Common

  • Coeliac disease: 4-6%
  • Gastrectomy: <5%
  • H. pylori colonisation: <5%

Uncommon

  • Gut resection: <1%
  • Bacterial overgrowth: <1%

Non-GI blood loss
Common

  • Menstruation: 20-30%
  • Blood donation: 5%

Uncommon

  • Haematuria: 1%
  • Epistaxis: <1%

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