TUTTO SUL VACCINO ANTINFLUENZALE STAGIONALE.


Venezia

VENEZIA.

Come per tutti gli articoli in questo Blog, vogliono solo essere di semplice utilità per il lettore: PER APPROFONDIMENTO E CONSIGLIO, RIVOLGERSI AL PROPRIO MEDICO DI FIDUCIA – DIFIDARSI DAL FAI DA TE.

L’influenza è una malattia provocata dai virus influenzali, che colpisce prevalentemente le vie respiratorie. L’infezione si trasmette per via aerea, attraverso le goccioline di saliva, emesse con la tosse, lo starnuto o anche semplicemente parlando.
Il periodo di contagiosità comicia un pò prima che si manifestino i primi sintomi e si prolunga per 5-7 giorni (il periodo di contagiosità nei bambini può essere più lungo che negli altri). Il periodo di incubazione dell’influenza è di 1-4 giorni (in media 2). I virus dell’influenza, che resistono molto bene nell’ambiente esterno in situazione di bassa temperatura ed umidità, si diffondono facilmente negli ambienti affollati.

I sintomi dell’influenza: febbre, mal di testa, malessere generale, tosse, raffreddore, dolori muscolari ed articolari) sono comuni a molte altre malattie, per cui dal punto di vista clinico, la definizione di caso di sindrome influenzale prevede una affezione respiratoria ad esordio acuto, con febbre oltre i 38°C, accompagnata da almeno uno tra i seguenti sintomi sistemici: cefalea, malessere generalizzata, sudorazione, brividi, astenia, e da almeno uno dei seguenti sintomi respiratori: tosse, faringodinia, congestione nasale.
Soprattutto nei bambini la sindrome influenzale, si può manifestare anche con sintomi a carico dell’apparato gastro-intestinale (nausea, vomito, diarrea).

Solitamente la malattia dura circa una settimana e si risolve con la guarigione. In alcuni casi possono verificarsi complicanze causate da sovra infezione batteriche a carico di apparati diversi come polmonite, sinuiste, otite ( queste ultime soprattutto nei bambini), disidrtazione e dal peggioramento di malattie preesistenti ( ad esempio malattie croniche dell’apparato cardiovascolare, respiratorio, renale, ecc).

L’influenza è ancora oggi la terza causa di morte in Italia per patologia infettiva, preceduta solo da AIDS e tubercolosi.

La vaccinazione rimane il mezzo migliore per prevenire l’influenza. Anche senza considerare le ricadute di questa malattia in termini di morbilità e spesa sanitaria, all’influenza sono associate serie complicazioni, qualora si verifichino superinfezioni batteriche; essa inoltre è responsabile di un eccesso di mortalità nelle categorie di soggetti maggiormente a rischio in ragione dell’età avanzata e nei soggetti affetti da patologie croniche (polmonari, cardiovascolari, tumorali e renali, ecc….)La vaccinazione antinfluenzale, in particolar modo nelle persone anziane, ma anche nelle persone di tutte le età che desiderano prevenire la malattia e contribuire all’interruzione della catena epidemiologica dell’infezione, determina sostanziali riduzioni della morbosità.

IL VACCINO ANTINFLUENZALE VIENE OFFERTO GRATUITAMENTE A:

  1. Soggetti di età pari o superiore a 65 anni,
  2. Bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni affetti da patologie che aumentano il rischio di competenza da influenza:
  • malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (asma grave, broncopatia cronica ostruttiva-BPCO, la fibrosi cistica e la displasia broncopolmonare),
  • malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite,
  • neoplasie (tumori),
  • diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con BMI >30 e gravi patologie concomitanti),
  • insufficienza renale cronica,
  • malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali,
  • malattie degli organi emopoeitici ed emoglobinopatie,
  • malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV,
  • patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici,
  • patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari),
  • epatopatie croniche.

soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo (es. forze dell’ordine e vigile del fuoco)

INDIVIDUI RESIDENTI PRESSO STRUTTURE SOCIO-SANITARIE PER ANZIANI O DISABILI O RICOVERATI NEI REPARTI PER LUNGODEGENTI.

I pazienti ricoverati presso le strutture per lungodegenti risultano particolarmente fragili nei periodi di maggiore circolazione dei virus influenzali. Essi risultano generalmente portatori di condizioni individuali o di specifiche patologie che predispongono alle complicanze e rendono particolarmente severo il decorso della malattia influenzale.
Inoltre, la vita in comunità rende molto facile il contagio interumano ogni volta che il virus entra nella comunità stessa. Un’ampia letteratura documenta l’utilità della vaccinazione influenzale nelle comunità per lungodegenti.

persone conviventi con soggetti portatori di patologie croniche sopra elencate,

Medici e personale sanitario di assistenza,

personale di assistenza nelle case di riposo e ad anziani a domicilio, volontari dei servizi sanitari di emergenza,

Bambini e adolescenti reumatici soggetti a ripetuti episodi di patologia disreattiva che rchiede prolungata somministrazione di acido acetilsalicilico (ASA) e a rischio di sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.

DONNE CHE ALL’INIZIO DELLA STAGIONE EPIDEMICA SI TROVINO NEL SECONDO E TERZO TRIMESTRE DI GRAVIDANZA.

Lo stato di gravidanza non solo non costituisce controindicazione alla somministrazione del vaccino antinfluenzale, ma sarebbe da considerare una indicazione alla vaccinazione.
Diversi studi hanno infatti messo in evidenza il maggior rischio di gravi complicazioni in seguito all’influenza, anche in assenza di condizioni mediche predisponenti, per le donne nel terzo trimestre di gravidanza o nellle prime fasi del puerperio poichè una puerpera con l’influenza potrebbe contagiare il prorpio bambino.
I vaccini antinfluenzali sono a base di virus uccisi o di subunità e non comportano quindi, in nessuna fase della gravidanza, i rischi connessi all’impiego di vaccini a base di virus viventi attenuati.

Per quanto riguarda le donne che saranno nel secondo e terzo trimestre di gravidanza durante la stagione epidemica, è opportuno che vengano vaccinate contro l’influenza stagionale per l’aumentato rischio di complicanze gravi e di decesso correlati alla malattia.
La vaccinazione, può essere effettuata in qualsiasi trimestre della gravidanza, in quanto non associata a rischi per i feto.

Tuttavia, si ritiene opportuno sottolineare che nel corso del primo trimestre di gravidanza l’effettuazione della vaccinazione antinfluenzale deve essere subordinata ad una accurata valutazione del rapporto rischio/beneficio da parte del medico curante, dal momento che la letteratura scientifica riguardante gli effetti della vaccinazione eseguita in questa fase della gravidanza è scarsa e non esaustiva.
La vaccinazione antinfluenzale non è controindicata nelle donne che allattano; l’allattamento non interferisce sfavorevolmente sulla risposta immunitaria.

PERSONALE CHE PER MOTIVI DI LAVORO, E’ A CONTATTO CON ANIMALI CHE POTREBBERO COSTITUIRE FONTE DI INFEZIONE DA VIRUS INFLUENZALI NON UMANI.

Ai lavoratori a contatto con specie animali, che sono serbatoi naturali dei virus influenzali o che si ammalano a causa di questi, va raccomandata, ed offerta attivamente, la vaccinazione antinfluenzale.

(suini e volatili) che potrebbe essere fonte di infezione da virus influenzali non umani: (allevatori, macellatori e vaccinatori, veterinari, addetti alle attività di allevamento e addetti al trasporto di animali vivi). L’infezione influenzale di questi soggetti potrebbe favorire la ricombinazione tra virus umani e virus animali cosa che potrebbe dar luogo ad un nuovo virus influenzale altamente aggressivo trasmissibile da un uomo a uomo.
Per tale ragione, la vaccinazione è raccomandata a :

  • allevatori,
  • addetti all’attività di allevamento,
  • adetti al trasporto di animali vivi,
  • macellatori e vaccinatori,
  • veterinari pubblici e libero-professionisti.

IL PERIODO MIGLIORE PER VACCINARSI

DA META’ OTTOBRE A FINE NOVEMBRE. Una vaccinazione precoce comporterebbe una diminuizione degli anticorpi contro l’influenza proprio nel periodo del picco epidemico stagionale.

SOMMINISTRAZIONE DEL VACCINO ANTINFLUENZALE

NEGLI ADULTI E NEI BAMBINI OLTRE 9 ANNI è sufficiente un’unica dose di vaccino. questo perchè la maggior parte della popolazionee è venuta a contatto con virus influenzali simili a quelli presenti (ma inattivati) nel vaccino. SOLO NEI BAMBINI SOTTO AI 9 ANNI, mai vaccinati IN PRECEDENZA, sono invece necessarie 2 somministrazioni del vaccino a distanza di almeno 4 settimane per assicurare una soddisfacente rispossta immunitaria.

Il vaccino antinfluenzale va somministrato per via intramuscolare ed è raccomandata l’inoculazione nel deltoide per tutti i soggetti di età superiore a 9 anni; nei bambini e nei lattanti la sede raccomandata è la faccia antero-laterale della coscia.

IL VACCINO ANTINFLUENZALE PUO’ ESSERE SOMMINISTRATO CONTEMPOREANAMENTE AD ALTRI VACCINI, SIA PEDIATRICI CHE PER L’ETA’ ADULTA, UTILIZZANDO SEDI CORPOREE E SIRINGHE DIVERSE.

CENTRE GEORGES PAMPIDOU: SEPTEMBRE 2012.

CONSERVAZIONE DEL VACCINO

Il vaccino antinfluenzale deve essere conservato a temperature comprese tra+2°C e +8°C, non deve essere congelato.

IL TRASPORTO DEL VACCINO DEVE ESSERE EFFETTUATO MANTENENDO LA CATENA DEL FREDDO, IN BUSTA O CONTENITORE PER SURGELATI, IN CUI E’ OPPORTUNO SIA PRESENTE UN ELEMENTO REFRIGERANTE. QUEST’ULTIMO NON DEVE VENIRE A CONTATTO COL VACCINO.

IL VACCINO AL CONTRARIO SI E’ DIMOSTRATO PIUTTOSTO STABILE IN CASO DI PERMANENZA ACCIDENTALE A TEMPERATURE AMBIENTE.

CONTROINDICAZIONE ALLA VACCINAZIONE

  • Pregersse severe reazioni a vaccino antinfluenzale
  • NON DEVE ESSERE SOMMINISTARTO in caso di febbre alta.
  • PERSONE CON ALTERAZIONE DELL’IMMUNOCOMPETENZA (difese immunitarie) per effetto di trattamenti immunosoppressori possono risponedere in maniera non ottimale alla vaccinazione finchè non sia trascorso almeno un mese dall’interruzione del trattamento.
  • IL TRATTAMENTO CON CORTISONICI PER USO LOCALE, O PER USO SISTEMICO A BASSO DOSAGGIO NON COSTITUISCE UN MOTIVO PER DIFFERIRE LA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE.
  • LA CONDIZIONE DI SIEROPOSITIVITA’ PER HIV NON COSTITUISCE di per se una controindicazione alla somministrazione del vaccino antinfluenzale.
  • NEI SOGGETTI HIV POSITIVI CON BASSI VALORI DI LINFOCITI T CD4+, la somministrazione del vaccino potrebbe non evocare una risposta anticorpale a titoli considerati protettivi. una seconda dose di vaccino in questi soggetti non migliora la risposta anticorpale in modo sostanziale.
  • anamnesi positiva per la sindrome di Guillain-Barré manifestatasi entro 6 settimane dalla somministrazione del vaccino (la sindrome di Guillain-Barré è una forma di paralisi muscolare ascendente che inzia agli arti inferiore per poi risalire. diventa pericolosa quando coivolge i muscoli della respirazione richiedendo l’intubazione e la ventilazione meccanica. La mortalità è di circa il 5%
  • lattanti al di sotto di 6 mesi.

EFFETTI INDESIDERATI

  • Reazioni locali: dolore, eritema e tumefazione nella sede di inoculo
  • Malessere generale, febbre e dolori muscolari, con esordio da 6 a 12 ore dalla somministrazione della vaccinazione, e della durata di 1 o 2 giorni.
  • Reazioni allergiche: rare
  • Trombocitopenia (diminuizione delle piastrine nel sangue): rare
  • Nevralgie, parestesie (formicolii) e disordini neurologici: rare

Per quanto riguarda gli ultimi 2 punti, NON E’ STATA DIMOSTRATA ALCUNA CORRELAZIONE tra somministrazione del vaccino e comparsa di tali effetti collaterali, che vengono comunque ripoetati. In particolare non è stata dimostrata l’associazione tra i vaccini antinfluenzali attualmenmte utilizzati e la sindrome di guillain-Barré che risulta invece associata a diverse amlattie infettive comprese l’influenza ed altre infezione dellle prime vie respiratorie.

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