AMBULATORIO


ARLEVERTAN 20MG/40MG CP: Cinnarizina/Dimenidrinato. La cinnarizina è un calcio-antagonista mentre il Dimenidrinato è un antistaminico: vertigini e nausea.
Assumere per massimo di 4 settimane.
1 cp x 3 v/die, dopo i pasti
CITOFOLIN 15 MG
: Calcio folinato, Carenza di acido folico e in caso di terapia con Metotrexat. 1 cp a di alterni.
CORTIVIS COLLIRIO: Idrocortisone sodio fosfato. 3 v/die x 7 gg. Blefarite.
DELECIT 600 MG SOLUZIONE ORALE: Colina alfoscerato. Malattie degenerative del cervello, disturbi legati alla conoscenza e disorietamento: per esempio mancanza di memoria, perdita di motivazione e spirito di iniziativa….
1 flaconcino x 2 volte al di
DERMATAR UNG DERM 30 G: Ammonio Solfoittiololato/Acido Salicilico/Betametasone Valerato Acetato. Dermatosi con ipercheratosi della cute glabra, eczemi cronici, neuro-dermiti, psoriasi, psoriasi verrucosa e pruriginosa.
EMOFIX UNG BARRIERA EMOSTATICO 30 G:
HYALISTIL PLUS COLLIRIO: 3-4 V/DIE: Sodio ialuronico+acqua distillata di Ginkgo Biloba (allevia la stanchezza e l’arrossamento degli OO e delle mucose oculari), mirtillo (rinfrescante, dà sollievo agli OO STANCHI E PROTEGGE LA MUCOSA OCULARE CONTRO AGENTI AMBIENTALI), finocchio (PER LENIRE IL BRUCIORE insieme al mirtillo sono utilizzate per la loro azione riparatrice  e centella asiatica (insieme con la Gingko Biloba sono utilizzate in quanto riducono le irritazioni).
KETOFTIL 0.5 MG/ML COLL: Congiuntivite allergica, azione antianafilattica
LEDERFOLIN 2,5 MG CP- 7,5 MG CP – 25 MG ENDOVENOSO: Calcio levo-folinato
LEVOPRAID 25 MG CP: Levosulpiride. 1 cp x 3/di mezz’ora prima dei pasti.
MIGRATENS BUSTE: (EMICRANIA) Integratore alimentare a base di acido α-Lipoico (Acido Tiottico), Magnesio bisglicinato + Vitamina D + Niacina + Vitamina B2 (riboflavina), L-triptofano.
1+1 busta al di a stomaco vuoto.
UNICUR CP: Curcuma1000 mg, Vitamina B1, B2, B5 e B6. Patologie osteoarticolari (osteoartrosi, artriti); Nevralgie (post-traumatiche, post- erpetiche); Fibromialgia, Polimialgia, Algodistrofia. 1 cp la mattina + 1 la sera lontano dei pasti.

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Archiviato in FARMACIA

Astensione dal lavoro per gravidanza a rischio.


Si ricorda che quando venga presentato un certificato rilasciato da un ginecologo privato, è necessario l’accertamento da parte del medico dell’Azienda USL all’atto di presentazione della domanda di astensione anticipata dal lavoro. La domanda può essere consegnata anche da persona diversa dall’interessata, munita di delega.

DAL 2013 NUOVE REGOLE PER LE MADRI CHE SVOLGONO LAVORI A RISCHIO.

Le richieste vanno rivolte solo alla Direzione Territroriale del Lavoro di Ferrara.

Dal 2 gennaio 2013 le richieste per il rilascio del provvediemnto di interdizione dal lavoro per le madri che svolgono un lavoro a rischio o per essere adibite a mansioni rispondenti alle prescrizioni dell’art. 17 comma 2 lett. b) e c) del D. Lgs. n. 151/2001 e dell’art. 15 comma 1 lett. D.L. n. 5/2012 convertito in L. 04/04/2012 n.35 devono essere presentate esclusivamente alla DIREZIONE TERRITORIALE DEL LAVORO DI FERRARA U.O. Provvedimenti Amministrativi e Autorizazioni per il lavoro, Via Garibaldi n.151, tel: 0532 410711, FAX 0532 410750, E-Mail: dtlfe.lavoratricimadri@lavoro.gov.it oppure dpl.ferrara@mailcert.lavoro.gov.it

 

 

 

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Archiviato in CENTO - FERRARA., GINECOLOGIA.

INFORMAZIONI SULLA MENINGITE MENINGOCOCCICA E SULLE VACCINAZIONI ANTIMENINGOCCICHE.


La meningite è una malattia infettiva acuta, causata principalmente da virus e batteri.
Tra le forme batteriche, la più temuta è causata dal meningococco (Neisseria Meningitidis), di cui esistono diversi ceppi, diversamente diffusi nei continenti.
Solo alcuni di essi (A, B, C, W135, Y e X) possono dare luogo a forme severe di malattia.

In Italia l’incidenza della malattia è più diffusa che in Europa e riconosce due picchi:
Il primo picco, il maggiore, si verifica nei bambini fino a 4 anni (4,3 casi/100.000),
un secondo picco, molto più basso, nell’età 15-24 anni (<1/100.000), per diminuire progressivamente dopo i 25 anni.

La maggiore parte dei casi, è sostenuta dai ceppi B e C.
Il ceppo (o siero gruppo) B colpisce prevalentamente i bambini molto piccolo (con un picco di incidenza a 4-8 mesi)
Il ceppo C vede due picchi di incidenza: nella popolazione pediatrica al di sotto dei 5 anni e negli adolescenti, giovani adulti.

Il meninigococco è presente nelle prime vie aeree di molte persone (sono portatori il 20-30% dei bamabini e il 5-10% degli adulti) senza che si manifesti alcun problema.

La trasmissione dell’infezione avviene, in genere, per contatto diretoo, stretto (ravvicinato) e prolungato tra soggeti infetti e/o portatori e soggetti sani attraverso goccioline di saliva e/o secrezioni nasali.

Ambienti chiusi e sovraffollati favoriscono la trasmissione del batterio e l’instaurarsi della malattia.

In alcuni casi, per cause non chiare ma legate ad una deflessione anche temporanea del sistema immunitario, il meningococco può diffondersi nell’organsimo fino a colpire le meningi, dando origine a meningite.

La malattia si presenta dopo un periodo di incubazione che varia da 2 a 10 giorni (in media 3-4 giorni) con comparsa improvvisa di febbre, nausea, a volte associata a vomito, rigidità nucale, fotosensibilità (sensibilità dell’occhio alla luce) e stato mentale alterato.

Le infezioni gravi sono poco frequenti, (il 10% dei casi è mortale e nel 10-20% si hanno esiti permanenti nei sopravvisuti):

Le possibilità di cura sono tuttavia migliorate: se individuata precocemente e tempestivamente trattata l’evoluzione della malattia è favorevole.

La maggiore parte dei casi si presenta in forma sporadica (ossia come nei casi isolati).

La meningite meningococcica è una malattia prevedibile mediante vaccinazione.
Esistono essenzialmente tre tipi di vaccini:
VACCINO CONIUGATO ANTIMENINIGOCOCCO C: nella Regione Emilia-Romagna è stato sostituito del vaccino coniugato tetravalente:
VACCINO CONIUGATO TETRAVALENTE (ACW135Y): conferisce immunità di lunga durata nei confronti della meningite C e dai sierogruppi A, Y e W135 (questi ultimi diffusi specialmente in Africa e Asia).
Questo vaccino oltre a conferire una protezione individuale veros la meningite sostenuta dai quattro sierogruppi, riduce il numero di portatori sani e quindi il rischio di diffusione del microrganismo.
La vaccinazione: costituita da una dose di vaccino) viene offerta gratuitamente e attivamente ai lattanti a 12-15 mesi e agli adolescenti a 13-14 anni per coprire le fasce di età nelle quali è più frequente la malattia.
La vaccinazione è inoltre, indicata e offerta gratuitamente a soggetti affetti da patologie che determinano una compromissione della risposta immunitaria, es: asplenia, trapianti di midollo, emoglobinopatie, ecc) come indicato nella nota regionale.
VACCINO (rDNA) ADSORBITO ANTIMENINGOCOCCO B: indicato per la protezione nei confronti della malattia menngococcica invasiva causata dal meningococco di gruppo B nei soggetti di età pari o superiore ai due mesi. Questo meningococco trova maggiore diffusione in Europa e Nord America.La vaccinazione (è costituita da un numero di dosi diverso a seconda dell’età del soggetto) è stata inserita nel Calendario Vaccinale Regionale a partire dal 2017: il vaccino è offerto attivamente e gratuitamente ai nuovi nati (3 dosi a partire dal 4 mese, più una dose dopo l’anno di età).
Ne
i soggetti a partire dai 2 anni di età, la vaccinazione è costituita da 2 dosi di vaccino a distanza di almeno 2 mesi l’una dall’altra.
La vaccinazione non è consigliata oltre i 50 anni di età.

Servizio Sanitario Regionale
Emilia-Romagna

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Archiviato in MALATTIE INFETTIVE.

VADEMECUM PER IL PORTATORE DI PM-ICD.


DOPO IMPIANTO:

  • Non muovere la spalla, non alzarsi, non girarsi sul fianco sinistro per 24/48 ore.
  • Non alzare il braccio sinistro più di 90° per il prossimo mese
  • Non bagnare la medicazione sino alla rimozione punti di sutura
  • Non esporre la ferita al sole finchè non sia ben cicatrizzate (circa 2 mesi)
  • Non esporsi al sole nelle ore più calde senza proteggere la zona del dispositivo

NEL FUTURO DOVRA’:

  • Tenere il cellulare a distanza di circa 15 cm dalla spalla (sede dell’impianto del dispositivo) e conversare con l’orecchio controlaterale………… non posizionarlo nel taschino della giacca/camicia
  • Non sostare tra le colonne antitaccheggio dei supermercati
  • Avvisare il prorpio istituto di credito o l’aeroporto che si è portatore di PM-ICD e non sostare nelle vicinanze rilevatori metal-detector
  • Stare a circa 20 metri dai fili dell’alta tensione
  • Non utilizzare la saldatrice ad arco
  • Non eseguire ionoforesi e magnetoterapia
  • Non eseguire la risonanza magnetica, se non si ha un dispositivo compatibile e solo in certe condizioni che vanno valutate dal suo cardiologo curante
  • Si possono eseguire: radioterapia, cardioversione elettrica, TENS, litotrissia, interventi con bisturi elettrico e strumenti dentistici solo in ambiente sanitario, previo controllo ed autorizzazione da parte dello specialista cardiologo.

 

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Archiviato in CARDIOLOGIA.

suggerimenti dietetici per ipertrigliceridemia.


I trigliceridi (TRG) sono grassi (lipidi) circolanti nel sangue, provenienti in parte dalla dieta ed in parte dalla liberazione di lipidi dalle cellule adipose ed epatiche.
Nell’organismo svolgono una importante funzione di riserva energetica. Una concentrazione elevata di TRG rappresenta un fattore di rischio cardio-vascolare. Le fonti alimentari di TRG sono rappresentate dai carboidrati, piuttosto che dai garssi dei cibi, in quanto gli zuccheri non hanno un sistema di immagazzinamento efficace (solo un pò di glicogeno riesce ad essere contenuto nel fegato e nei muscoli), mentre per i lipidi lo stoccaggio è più adeguato. per tale motivo i carboidrati assorbiti vengono trasformati in  TRG nel fegato e poi inviati alle cellule adipose. In situazione quali il diabete o l’insulino-resistenza questo meccanismo si inceppa, per cui si ha accumulo di TRG nelle cellule adipose (epatosteatosi) ed eccesso di lipidi nel sangue (ipertrigliceridemia).

ALIMENTI DA EVITARE:
ZUCCHERI IN GENERALE:
Zucchero bianco e di canna, miele, fruttosio e dolcificanti a base di zucchero di frutta, dolciumi, gelati, bibite zuccherine gasate e non, marmellate e confetture.
FRUTTA IN GRANDI QUANTITA’: gli zuccheri della frutta aumentano i TRG, per cui occorre limitarsi a 2 frutti freschi al di. Prestate attenzione alla frutta molto ricca di zuccheri (fichi, cachi, uva, manderini), che va consumata in maniera saltuaria. Evitare la frutta secca zuccherina (frutta disidrata).

VINO, AMARI, DIGESTIVI, APERITIVI E BIRRA:
L’alcol determina la produzione di TRG da parte del fegato, per cui l’assunzione di bevande che lo contengono va eliminata. L’inserimento di piccole dosi di bevande alcoliche in maniera saltuaria va concordata col medico e solo in particolari situazioni.

BEVANDE ZUCCHERINE, GASATE E NON:
Se proprio non si riesce ad evitarne il consumo prefreire le bibite light o quelle dolcificate con dolcificanti diversi dal fruttosio.

ALIMENTI DA USARE CON MODERAZIONE:
PANE, PASTA E RISO: Vanno consumati evitando porzioni abbondanti, in quanto i carboidrati complessi che li compongono, una volta digeriti, liberano zuccheri semplici. Stesso discorso vale per le patate.

GRASSI DI CONDIMENTO: limitare il consumo di olio usato crudo a 3-4 cucchiai al di, preferendo quello extra-vergine di oliva o gli oli di semi monosemie (arachidi, girasole, mais, soia e riso).

MAIONESE, SALSE VARIE: sono alimenti spesso ipercalorici, da usare in maniera limitata.

ALIMENTI LIBERI:

VERDURE VARIE: cotte e crude, possono essere consumate liberamente, anche in quantità elevate.

FONTI PROTEICHE (CARNE, PESCE, UOVA, LEGUMI, LATTE E FORMAGGI): assunzione libera di tali alimenti, facendo attenzione ad aumentare il consumo di pesce (che contiene grassi della serie omega-3, in grado di abbassare i TRG).

BEVANDE NON ZUCCHERATE: Acqua, tisane, orzo e karkadé.

U.O Dietologia e Nutrizione clincia P.O Bellaria-Maggiore.

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Archiviato in DIETE - PREVENZIONE E STILI DI VITA.

cortisonici ad uso dermatologico topico


ADAVANTAN  crema e pomata + AVANCORT anche in unguento: Metilprednisolone aceponato 0.10%
ALTOSONE + ELOCON crema, pomata e lozione: Mometasone furoato o.10%
BETTAMOUSSE 1mg/g schiuma cutanea: Betametasone valerato, uso per il cuoio capelluto.
CLOBESOL pomata e unguento: Clobetasolo 0.05%
DIPROSONE crema, pomata e lozione: Betametasone dipropionato 0.05%
EUMOVATE  pomata: Clobetasone butirrato 0.05%
FLUBASON emulsione uso cutaneo: Desossimetasone  0.25%
LOCOIDON crema, pomata e lozione: Idrocortisone 0.10%
MENADERM SIMPLEX crema e lozione + CLENIDERM crema e unguento: Beclometasone 0.025%
STERADES crema, soluzione cutanea 0.05%: Desonide Dermatopatie acute, croniche ed allergiche accompagnate da evidenti componente infiammatoria. Eczemi di varia natura, dermatiti, fotodermatiti, eritemi e psoriasi.

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Archiviato in DERMATOLOGIA., FARMACIA

INTERAZIONI CON LA LEVOTIROXINA (EUTIROX)


Il numero di pazienti trattati con tiroxina è aumentato nel tempo. Poichè l’ipotiroidismo, che riconosce nella tiroidite di Hashimoto o autoimmune la causa più frequente, presenta sintomi e segni aspecifici, è necessario confermare la diagnosi attarverso un esame di laboratorio.
Dal momento che il TSH è totalmente sensibile alla concentrazione plasmatica della frazione libera degli ormoni tiroidei, la sua misurazione viene utilizzata per valutare l’adeguatezza della terapia sostitutiva con levotiroxina.

Molti fattori possono aumentare la richiesta di dosaggio di levotiroxina in un paziente. Tali fattori includono la compliance del paziente, interazioni farmacologiche e malattie da malassorbimento.
Il suo assorbimento dipende dal pH e in media il 60-80% della dose somministrata raggiunge il circolo sistemico in 3 ore.

Il massimo beneficio si ottiene assumendo la tiroxina un’ora prima di fare colazione. Ciò serve ad assicurare il massimo dell’acidità gastrica ai fini dell’assorbimento.

E’ noto che determinati farmaci (amiodarone, litio e iodio) alterano lo stato tiroideo. Si ritiene che altri farmaci si interagiscono con la levotiroxina alterandone l’assorbimento.
Alcuni studi hanno dimostrato che la simultanea somministrazione di levotiroxina e ferro solfato causa una recidiva dello stato ipotiroideo in alcuni pazienti. Anche gli estrogeni possono alterare i livelli circolanti della frazione libera degli ormoni tiroidei, per cui spesso è necessario aumentare la dose per compensare il loro effetto.
Anche il carbonato di calcio, impiegato come antiacido o per ridurre il rischio di osteoporosi in menopausa, può ridurre i livelli circolanti di ormoni tiroidei, causando un aumento dei livelli sierici ci TSH.

Tuttavia, trattandosi di piccoli trial clinici o di studi relativi a casi riportati, è difficile stabilire se i risultati possano essere trasferiti alla popolazione generale.
Inoltre partendo dal presupposto che la tiroxina necessita di uno specifico pH gastrico per essere assorbita al meglio, anche gli inibitori di pompa protonica (IPP) potrebbero avere un effetto sulla tiroxina.
Proprio per determinare quali farmaci alterano l’assorbimento e/o il metabolismo della levotiroxina e per stabilire quale percentuale di pazienti possa risultare coinvolto in queste interazioni, è stato condotto uno studio pubblicato sulla rivista Clinical Endocrinology.

Si tratta di un’analisi retrospettiva sulla popolazione che ha collegato i dati di laboratorio con i dati di prescrizione tra l’1 gennaio 1993 ed il 31 dicembre 2012.
La popolazione in studio era rappresentata dai residenti in Tayside (età >18 anni) cui era stata prescritta la levotiroxina in almeno 3 occasioni, in un periodo di 6 mesi, prima di iniziare il farmaco in studio (N=10.999). I soggetti rappresentavano i controlli di se stessi, prima e dopo l’inizio del farmaco in studio (ferro, IPP, glucocorticoidi, calcio, anti-H2, DMARDs, estrogeni e statine).

  • L’età media di questa popolazione era pari a 58.1 anni; (8.977 (81.6%) erano di sesso femminile e 1.311 (11.9%) erano affetti anche di diabete.
  • Su 10.999 pazienti, 6.482 erano in trattamento concomitante con un farmaco in studio e 3.809 erano in terapia con una dose costante di tiroxina per almeno 2 anni.

Durante l’anno precedente al trattamento con il farmaco in studio non sono state osservate alterazioni statisticamente significative nei livelli di TSH in tutti i gruppi con una sola eccezione. prima di iniziare il trattemnto con estrogeni, i pazienti in questo gruppo avevano una riduzione media della concentrazione di TSH di 1.47 mU/L (p=0.008), nonostante la dose di tiroxina fosse costante.

  • In ciascuna analisi il numero di pazienti variava da 96 pazienti in trattamento con (DMARDs) a 1.944 pazienti con statine.
  • Come valore basale di TSH è stato utilizzato il valore ottenuto nella più recente misurazione della concentrazione sierica prima dell’inizio dello studio.
  • E’ stato osservato un aumento statisticamente significativo del livello sierico di TSH rispetto al basale in associazione a 4 farmaci in studio: ferro, IPP, calcio ed estrogeni.
  • E’ stata osservata una riduzione statisticamente significativo del livello sierico di TSH in pazienti in trattamento con statine. Non sono state riscontrate modifiche statisticamente significative in pazienti che asumevano glucocorticoidi, anti-H2 o DMARDs.
  • Nel sottogruppo di pazienti con una dose costante di levotiroxina per almeno 2 anni (n=3.809), gli stessi 4 farmaci (ferro, IPP, calcio ed estrogeni) sono stati associati ad un aumento statisticamente significativo della concentrazione di TSH.

In particolare è stato osservato quanto segue:

  • Un aumento di <5 mU/L nel 7.5% dei pazienti trattai con ferro, nel 5.6% di quelli con IPP, nel 4.4% di quelli con calcio e nel 43% nel gruppo con estrogeni.
  • Una riduzione statisticamente significativa della concentrazione di TSH <5 mU/L nel 3.7% dei soggetti esposti a statine.
  • Nessuna modifica statisticamente significativa nei pazienti con glucocorticoidi, anti-H2 o DMARDs.

In sintesi

In questo ampio studio basato sulla popolazione è stata evidenziata la possibilità di un’interazione tra levotiroxina e ferro, calcio, IPP, statine ed estrogeni, per cui questi farmaci possono alterare l’efficacia della levotiroxina.

Per tale motivo:

  • Bisogna monitorare attentamente le concentrazioni di TSH nei pazineti esposti a questi farmaci, in quanto un trattamento non adeguato può alterare la loro qualità della vita.
  • E’ opportuno che i pazienti in trattamento prolungato con levotiroxina assumono questo farmaco 1 ora prima o 4 ore dopo un pasto o l’assunzione di ferro e calcio e ciò al fine di garantire che l’assorbimento della levotiroxina non sia alterato dalla somministrazione concomitante di altri farmaci, tra cui anche estrogeni ed inibitori di pompa protonica.

Irving SA et al. Drugs that interact with levothyroxine: an observational study from the Thyroid Epidemiology, Audit and Research Study (TEARS). Clin Endocrinol (Oxf) 2015; 82: 136-41.

farmacovigilanzasif.org: a cura di Alessandro Russo, UOSD Farmacologia Clinica. AOU “G. Martino” Messina.

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Archiviato in TIROIDE.