FARMACI E INTEGRATORI


SISTEMA CIRCOLATORIO

ACUVEL AUDIO BST: 1 busta la sera prima di coricarsi. Vitamina E+B2, Ginkgo Biloba, Melatonina con edulcoranti.
BLUNORM FORTE CP FAST-SLOW: Acido alfa-lipoico (ACIDO Tiottico) + Ginkoselect + Leucoselect (estratti da Vitis Vinifera) + Vitamina B6, B12 e Acido Folico + Selenio.
1 cp al die a digiuno. In caso di problemi gastrici è comunque possibile assumerlo a stomaco pieno.
OTOBRAIN: CP di vitamina A, C e E, estratto di ginkobiloba; in caso di vertigine e tinniti (ronzio auricolare) soprattutto di origine vascolare ed involutiva: 1 x 2 al die, poi 1 cp di mantenimento.
OTOFISK: CPS di ginko biloba, acido alfa-lipoico e trans resveratrolo: acufeni 1 o 2 cps al die prima dei pasti.
TOPSTER 3mg supposte/3 mg sospensione rettale/42 mg schiuma rettale: Colite e Proctosigmoidite ulcerosa in fase di primo attacco o di riaccutizzazione.

COSMESI

PIGMANROM CREMA: E’ una crema per schiarire le macchie brune della pelle. Durante la terapia la pelle da trattare non deve essere esposta a irradiazioni UV. Utilizzare un prodotto di protezione solare non profumato col fattore di protezione più alto possibile.
applicare la crema 1 v al die in piccola quantità. La durata della terapia, in media è di 7 settimane. In casi eccezionali si può applicare per 3 mesi.
Principi attivi: 50 mg di idrochinone, 0.3 mg di vitamina A-acido, 0.3 mg di desametasone.
AVE’NE CREMA SPF 50+:
Protezione solare molto alta, ad ampio spettro UVB-UVA.

DERMATOLOGICI

BACTROBAN 2% crema/Unguento: Mupirocina sale di calcio.
BETTAMOUSSE SCHIUMA CUTANEA: Betametasone Valerato. Dermatosi cc. mattina e sera, massaggiare bene la testa.
DERMATAR UNG DERM 30 G: Ammonio solfoittiolato+Acido salicilico+ Betametasone+Ictamolo.
DERMON DERMICO BAGNO SCHIUMA PH 4: Coadiuvante nelle infezioni micotiche, si può usare come shampoo.
DEXERYL CREMA EMOLLIENTE: 15% glicerolo, 8% vasellina e 2% paraffina liquida. xerosi
DIPROSALIC SOLUZIONE E UNGUENTO: Betametasone + Acido Salicilico. Eczemi cronici, nelle neurodermatiti, psoriasi verrucosa e pruriginosa e nelle dermatite seborroiche del cc.
ETRIVEX SHAMPOO: Clobesol propionato, lasciare per 15′ sul CC, una volta al die.
LAMISIL 125/250 MG CP: Onicomicosi dita dei piedi 1 cp da 250 mg per 6 settimane. Onicomicosi dita delle mani 1 cp da 250 mg oppure 1 cp da 125 x 2 v/die.
LOCETAR SMALTO UNGHIE: Amorolfina
NIZORAL SHAMPOO: Ketochenazolo, forfora e dermatite seborroica.
OLUX SCHIUMA CUTANEA: Clobesol propionato, 2 v/die.
OMNISKIN 500 CREMA: Crema idratante e elasticizzante. Xerosi e ipercheratosi. Urea, Trealix e Allantoina.
PEVARYL 1% Crema, emulsione, polvere: Econazolo alcolico.
PEVISONE 1% + 0.1% EMULSIONE CUTANEA: Econazolo + Triamcinolone
TRAVOCORT 0.1%+1% CREMA: Diflucortolone Valerato + Isoconazolo Nitrato.
TRIATOP SHAMPOO: Ketaconazolo. antimcioctici e forfora cc 2-3 volte a settimana

EPATOLOGIA

MEDRONYS EPATO 60 CPS: 1 cp x 2 al die. Cardo mariano estratto secco titolato 80% in silimarina di cui silimarina 280 mg, coenzima Q10, Vitamina C, Vitamina E, Selenio.

GASTROENTEROLOGIA

LEVOPRAID 25 CP:
REUPLUS CPS: Lactobacillus Renteri

GINECOLOGICI

MECLON OVULI VAGINALI: 100+50 mg Clotrimazoloe Metronidazolo.

IPERCOLESTEROLEMIA

SINCROLIPID 60 CPR: 1 cp la sera
FULCROSUPRA 145 MG CP: 1 cp al die

NEUROLOGICI

APPORTAL BUSTE: 1 busta al die
ASSONAL 24 COMPRESSE: integratore a base di L-Acetil-Carnitina, Acido alfa lipoico, Citocolina e Vitamina del gruppo B.
Si consiglia di assumere 1 cp la mattina + 1 cp la sera.
ASTENIX BUSTE: 1 o 2 buste al die
AXIL 800 MG BUSTE: Pidotimed è formata da catene di aminoacidi in grado di attivare e stimolare le difese immunitarie. AXIL aiuta a prevenire e curare le infezioni, soprattutto delle vie respiratorie e urinarie nelle persone che hanno un sistema immunitario debole.
1 busta da 800 mg x 2 v al di, lontano dei pasti.
DELECIT 600 mg os contenitori/bustine monodose 7 ml: Colina Alfoscerato. 1 contenitore/busta x 2 v al die.
MIOTONIC PLUS MAXI ENERGY: 1 o 2 cp al die durante o subito dopo il pasto.
ESPOSIT 15 CPS: Valeriana, Melissa e Biancospino. 1 cps prima di coricarsi.

OCULISTICA

EXOCIN COLL/UNGUENTO: Ofloxacina. Colirio: 4-6 v al die. Unguento 3-4 v al die.
HEPARIN COLL 500.000 UI/100 ML:
1 GTT OGNI ORA X 48 ORE, SUCCESSIVAMENTE SI POSSONO DISTANZIARE LE INSTILLAZIONI.
KETOFTIL COLL = ZADITEN OFTABACK: Ketofitene x allergia
NETILDEX COLL/UNGUENTO: 0.1% Desametsone + 0.3% Netilmicina. 1 gtt di coll o gel x 4 v al die.

ORTOPEDIA

AMEDIAL PLUS BUSTE: Glucosamina solfato e condroitina solfato, collagene idrolizzato (collagene di tipo II, condroitina solfato e acido ialuronico) + Acido ialuronico + Metilsulfonilmetano (MSM) è tra le principali fonti di zolfo presente nei tessuti. Lo zolfo è un elemento necessario per la sintesi di collagene e quindi del tessuto connettivo e della cartilagine, Viatmina C e la L-Carnitina:
1 busta al die
ARTROSULFUR VISC: Metilsulfonilmetano, Mobliee di cui sodio ialuronato, Mirra, Boswellia carteri, Vitamina C, Zinco, Acido pantotenico, Vitamina B6/B1/B2, rame, ACIDO FOLICO, SELENIO, Biotin (vitamina B8).
1 busta al die circa 20-30 minuti dopo il pasto principale.
REUMILASE VISC:
Vitamina C + Vitamina E + Condroitin Solfatosodico + Glucosamina HCL + glucuronato sodico + Sodio ialuronato + Collagene NAtivo di tipo II.
1 cp al die.

OTORINOLARINGOIATRIA

ALUNEB SPRAY NASALE: Soluzione isotonica a base di acido ialuronico ad alto PM. riduce la secchezza della narice, rinite etc.
CILODEX 3 +1 MG/ML GTT AURICOLARI, SOSPENSIONE: Ciprofloxacina + Desametasone.
4 gtt x 2 v/die x 7 gg.
CLOROXIDINA 0.20% GEL DENTALE E COLLIUTORIO: CLOREXIDINA
CORSODYL DENTALE GEL E COLLUTORIO: CLOROXEDINA
KESOL SPRAY NASALE: 50 e 100 mcg, Budesonide. 2 somministrazioni da 100 mcg per ogni narice (200 mcg per ogni narice) una volta al di , al mattino. Oppure, due somministrazioni da 50 mcg per ogni narice (100 mcg/narice) due v al di, mattina e sera.
MEDIFLOX 2 + 10 MG/ML GTT AURICOLARI: CIPROFLOXACINA + IDROCORTISONE.
Adulti e bb dai 2 anni: 3 gtt x 2 v/die x 7 gg
RINOGEL Unguento Nasale: Olea europeae tintura madre, retinolo acetato, tocoferolo, eucaliptus olio essenziale, menta peperita olio essenziale, olio di vasellino etc.
Wet Gel Nasale Rinologico idratante con acido ialuronico: si può uasre in cronico.

PNEUMOLOGICI

BODINET 0.25 e 0.5 mg sospensione da nebulizzare: Budesonide, 1-2 v la die.
PERVIRAL STICK/SPRAY: 1 bst x 2 v al die lontano dei pasti. 100 mg Vit. C + 12.5 mg di zinco + 600 mg di N-acetilcisteina + 300 mg di bromelina + 200 mg di astragalo + 100 mg di echinacea.

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Thyroid-stimulating Hormone (TSH)


TSHFREE T4TOTAL FREE T3MOST LIKELY DIAGNOSIS
NORMAL OR
DECREASED
NORMAL OR
DECREASED
DECREASEDNORMAL ADJUSTMENT IN THYROID FUNCTION DUE TO ILLNESS (nonthyroidale illness o sick euthyroid syndrome)
INCREASED NORMAL NORMAL SUBCLINACAL HYPOTHYROIDISM1*: in a person with hypothyroidism on treatment, not enough thyroid hormone is being given
INCREASED DECREASEDNORMAL OF DECREASEDHYPOTHYROIDISM RESULTING FROM A PROBLEM WITH THE THYROID gland itself (primary hypothyroidism)
NORMAL OR DECREASED INCREASEDINCREASED HUPERTHYROIDISM RESULTING FROM A PROBLEM WITH THE PITUITARY GLAND signals (central hyperthyroidism) or from a problem with the thyoid hormone receptor (thyroid hormone resistance)
DECREASED NORMAL NORMALsubclinical hyperthyroidism2°, in a person with hypothyroidism, too much thyroid hormone in being given
DECREASED NORMAL INCREASED HYPERTHYROIDISM RESULTING FROM THE THYROID GLAND making too much active thyroid hormone T3 (uncommon, also known as t3 toxicosis.
DECREASED INCREASED INCREASED HYPERTHYROIDISM resulting from the gland making too much hormones (primary hyperthyroidism)

TSH DECREASE + FT4 DECREASED + FT3 DECREASED: HYPOTHYROIDIM RESULTING FROM a problem with the hypothalamus or pituitary signals that govern the thyroid galnd (central hypothyroidism).

1* In affected adults, the diagnosis of subclinical hypothyroidism is applied when the TSH level is elevated and the free T4 level is normal or repeat testing over a number of weeks or months.
Adults with subclinical hypothyroidism may have few or not overt symptoms of hypothyroidism. However, subclinical hypothyroidism places affected adultes at somewhat increased risk for an elevated LDL level, increase risk for cardiovascolar disease, and reduced mental acuity.

2* In affected adults, the diagnosis of subclinicale hyperthyroidism is applied when the TSH level is decreased and the T4 level and T3 levels are normal on repeat testing over a number of weeks or months.
Adults with subclinical hyerthyroidism may have few or not overt symptoms of hyperthyrpoidism, howevever , subclinical hyperthyroidism placese affectede personos at somewhat increased risk for atrial fibrillation and osteoporosis.

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CARTELLA SOLE


Elaborazione programma nutrizionale/Indagine alimentare (colloquio per rilevare abitudini alimentari)
Esame clinico-strumentale delle mammelle
Videodermatoscopia in epiluminescenza

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Dosaggio della Calprotectina fecale nelle malattie infiammatorie croniche.


La Calprotectina fecale è una proteina calcio chelante ad attività antimicrobica appartanente alla famiglia delle S100, presente prevalentemente nei garnulociti neutrofili e in minore quantità nei monociti e macrofagi attivati.

FISIOPATOLOGIA:
In presenza di processi infiammtori che coinvolgono il tratto gastrointestinale, la calprotectina viene rilasciata a seguito della granulazione dei neutrofili ed è rilevabile nelle feci in concentrazione direttamente proporzionale allintensità dell’infiltrazione neutrofila e quindi al quadro infiammatorio intestinale.

RUOLO NELLE MALATTIE INFIAMMATORIE INTESTINALI:
Nei soggetti affetti da malattie infiammatorie croncihe intestinali quali Colite Ulcerosa, Morbo di Crohn e le cosidette “Colite indeterminate”, il livello di Clprotectina è generalmente molto più elevato rispetto a quello riscontrato in soggetti con disturbi intestinali di tipo funzionale (es. colon irritabile) o in soggetti sani.
La Calprotectina fecale può essere considerata un marcatore indiretto di infiammazione per tutto il tratto gastrointestinale, con appropriatezza diagnostica superiore a quella dei tradizionali marcatori sierologici (PCR, VES e Leucociti).

INDICAZIONE DIAGNOSTICHE:
– Diagnosi differenziale tra pazienti a più alta probabilità di IBD e pazienti affetti da disturbi funzionali (IBS), ottimizzando il ricorso a procedure endoscopiche.
– Monitoraggio della malattia/della risposta alla terapia farmacologica.
– Predittività degli episodi di riacutizzazione.

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BENZODIAZEPINE


BENZODIAZEPINE A LUNGA DURATA D’AZIONE (emivita superiore a 48 ore):
DIAZEPAM (Valium)
DELORAZEPAM (En)
FLURAZEPAM (Flunox)

A MEDIA DURATA D’AZIONE (emivita comopresa tra 24 e 48 ore):
BROMAZEPAM (Lexotan)
NITRAZEPAM (Mogadon)
CLONAZEPAM (Rivotril)

A BREVE DURATA D’AZIONE (emivita inferiore a 24 ore):
ALPRAZOLAM (Xanax)
LORAZEPAM (TAVOR)
OXAZEPAM (SERPAX)
TEMAZEPAM (Normison)

A BREVISSIMA DURATA D’AZIONE (emivita da 1 a 7 ore):
LORMETAZEPAM (Minias)
TRIAZOLAM (Halcion)
MIDAZOLAM (Ipnovel)

BENZODIAZEPINE ANSIOLITICI:
ALPRAZOLAM (Xanax, Frontale, Mialin)
BROMAZEPAM (Lexotan, Compendium)
CLONAZEPAM (Rivotril)
CLORAZEPAM (En)
DIAZEPAM (Valium, Ansiolin, Tranquirit)
LORAZEPAM (Tavor, Control, Lorans)
PRAZEPAM (Prazene)

IPNOTICI NON BENZODIAZEPINICI:

ZALEPLON (Sonata)
ZOLPIDEM (Stilnox, Niotal)
ZOPICLONE (Imovane)

IPNOTICI BENZODIAZEPINICI:

FLUNITRAZEPAM (Mogadon)
FLURAZEPAM (Felison, Delmadorm)
LORMETAZEPAM (Minias)
TEMAZEPAM (Normison)
TRIAZOLAM (Halcion)

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LABORATORIO


dal 03 giungno 2020 la determinazione delle metanefrine libere plasmatiche sarà utilizzata in alternativa alla determinazione delle catecolamine plasmatiche, che sarà dismessa e quindi non più richiedibile.

MODALITA’ PRELIEVO: il prelievo di sangue venoso periferico viene eseguito in clinostatismo, dopo 30 minuti di riposo in posizione supina.

Dieta e farmaci: la dieta ha scarsa influenza sulle concentrazioni plasmatiche di meta- e normetanefrina mentre può influire sul valore di 3-MT; si consiglia in ogni caso il digiuno nelle 12 ore precedenti il prelievo (è ammesso bere acqua) e di evitare in particolare alimenti ricchi di amine potenzialmente interferenti (banane, prugne, ananas, nocciole, avocado, melanzane, pomodori, bevande alcoliche) soprattutto quando si intenda monitorare la produzione di 3-MT.
Alcuni farmaci, in particolare simpaticomimetici, antidepressivi triciclici e gli inibitori MAO- possono incrementare i valori di metanefrine plasmatiche. Se non è possibile interromperne l’assunzione prima del prelievo, il loro utilizzo va tenuto in considerazione al momento della valutazione clinica dei risultati.

Gli intervalli di riferimento sono dalla letteratura e si riferiscono a pazienti adulti (di età sup a 16 anni), mantenuti in posizione supina (clinostatismo) e a riposo per almeno 30 minuti prima di effettuare il prelievo.
Valori più elevati si rilevano se il prelievo viene eseguito da paziente in posizione seduta.

Per i pazeinti pediatrici di età < 16 anni non sono attualmente disponibili valori di riferimento internazionalmente riconosciuti.
Per la sola normetanefrina, la letteratura riporta un incremento progressivo dei valori a partire dell’età pediatrica durante tutto l’arco della vita, con valori di riferimento nell’adulto che salgono progressivamente da 600 fino a 1000 pmol/L nell’anziano.

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SARS-CoV-2


Come interpretare i test sirologici per il Coronavirus?
Ultimamente si sente parlare sempre più di test sierologici per SARS-COV-2, ovvero test il cui scopo è la ricerca degli anticorpi prodotti dall’organismo contro il virus. Ma come funzionano?

E’ risaputo che il tampone naso-faringeo serve a dimostrare la presenza dell’RNA virale, mentre il test sierologico serva a evidenziare la presenza di anticorpi (IgM e IgG).

Generalmente il SARS-CoV-2 infetta l’organismo e può essere ritrovato nel tampone o in altri fluidi corporei (saliva, feci, etc) per 4-5 settimane, anche se sono stati descritti casi di persistenza più prolungata.

Dopo una settimana dall’infezione si sviluppano le IgM che raggiungono un picco e si negativizzano in genere attorno alla terza settimana.

Le IgG invece, compaiono dopo circa 15 giorni dall’infezione, raggiungono un picco e possono (ma nel caso del SARS-CoV-2 non è noto) persistere a lungo: da alcuni mesi a tutta la vita, a seconda del virus.

Questa dinamica permette di interpretare correttamente il riusultato del test sierologico.
Si possono ipotizzare le seguenti evenienze, come sotto.

Test sierologico negativo:
a) soggetto che non è mai venuto a contatto con il virus, quindi suscettibile.
b) soggetto infetto durante la fase iniziale in cui non si sono ancora sviluppati gli anticorpi.

Test sierologico positivo:
a) positività solo per IgM: questo risultato indica un’infezione in atto.
b) positività per IgM e IgG: soggetto che è venuto a contatto con il virus e che verosimilmente, non lo ha ancora eliminato; che auspicabilmente è in via di guarigione.
c) positività solo per IgG: le IgG indica una infezione pregressa.

Come si può vedere da questo schema sintetico, il test sierologico andrebbe sempre abbinato al tampone per determinare se sia presente o meno l’RNA Virale (tenendo sempre presente che il tampone ha una sensibilità attorno al 70-80% che dipende anche della coretta tecnica di esecuzione).

Esistono due tipi di test sierologici: i test sierologici di laboratorio e quelli rapidi.

I test sierologici eseguiti in laboratorio sfruttano due tecniche: test in chemoluminescenza (CLIA) e test immunoenzimatico. Questi test forniscono una determinazione QUANTATIVA degli anticorpi.
I test quantitativi sono importanti per studiare l’immunità residua nei pazienti guariti.

I test rapidi forniscono solo una determinazione QUALITATIVA, si eseguono su sangue capillare e hanno tempi di risposta molto rapidi (circa un quarto d’ora).
La maggiore parte di queste test è di tipo immunoclorimetrico, cioè si basa sulla comparsa di linee colorate su una membrana bianca. Il campione di sangue reagisce con le particelle rivestite di antigene virale, migra verso l’alto sulla membrana per azione capillare e reagisce con un anti-Ig-umano in corrispondenza della linea per le IgG o IgM a seconda dell’anticorpo nel sangue.

Ma quanto sono affidabili i test sierologici?

La sensibilità e la specificità del test di laboratorio è molto elevata, potendo arrivare rispettivamente al 93% e al 95-100%; quella dei test rapidi è difficile da definire in quanto varia a seconda del kit usato (attualmente sono in commercio più di un centinaio di test rapidi).

Tuttavia va ricordato che l’affidabilità di un test dipende anche dalla prevalenza della malattia che si va a diagnosticare in quella data popolazione.
– Così un test con una sensibilità/specificità del 90% porterebbe a una percentuale di  falsi positivi molto elevata sia in caso di bassa o alta prevalenza.
– Invece un test con una sensibilità/specificità del 99% porterebbe ad una percentuale elevata di falsi positivi solo in caso di malattia a bassa prevalenza.

Va considerato infine un altro aspetto cruciale dovuto alle ancora scarse conoscenze sul coronavirus: non è noto se gli anticorpi evidenziati dal test  siano protettivi verso una reinfezione né a quale titolo; neppure è noto quanto possa durare nel tempo una eventuale protezione.

Questi ed altri aspetti dell’immunità verso il coronavirus potranno essere meglio compresi in futuro con l’evolvere delle conoscenze.

Per il momento la sierologia viene usata essenzialmente per eseguire studi epidemiologici di sieroprevalenza su campioni di popolazione, in modo da determinare quanto sia effettivamente diffuso il virus.
Ossia, l’obiettivo dei test sierologici non è diagnosticare tempestivamente una malattia, bensì valutare se un paziente sia entrato in contatto con il virus. Questo permetterebbe di avere un dato più accurato della reale popolazione infettata, informazione utile anche per guidare interventi di sanità pubblica.

 

 

 

 

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VACCINAZIONE ANTIPNEUMOCOCCICA


Esistono in commercio 2 tipi di vaccino:
1- antipneumococcico polisaccaridico 23-valente (Pneumovax)
2- antipneumococcico coniugato 13-valente (Prevnar 13)

E’ una vaccinazione contro la maggiore parte delle malattie invasive pneumococciche.
La vaccinazione è consigliata e gratuita per le persone di tutte le età con le patologie o condizioni comprese nel seguente elenco, perchè a maggior rischio di contrarre una malattia invasiva da Pneumococco o Streptococcus pneumoniae.

Patologie ad alto rischio:
Perdite di liquido cerebrospinale (fratture craniche, fistole liquorali)
Impianto di protesi cocleare
Asplenia anatomica o funzionale
Emoglobinopatie (compresa anelmia a cellule falciformi)
Immunodeficienza congenita (deficit di linfociti B o T, del Complemento, disturbi della fagocitosi)
infezione da HIV (anche asintomatica)
Leucemia, linfomi, mileoma multiplo.
Neoplasie diffuse
Trapianto d’organo o di midollo
Immunosoppressione iatrogena clinicamente significativa.
Insufficienza renale cronica, sindrome nefrosica.

Altre patologie/condizioni a rischio:
Cardiopatie cronioche (insufficienza coronarica o cardiaca, cardiopatia congestizia, cardiopatia congenita cianogena, miocardiopatie).
Malattie polmonari croniche severe o con insufficienza respiratoria (BPCO clinicamente significativa, fibrosi cistica, enfisema polmonare, asma severa)
Cirrosi epatica, epatopatie croniche evolutive.
Alcolismo
Diabete mellito (tipo 1 e 2) in labile compenso metabolico o non compensato dalla terapia.
Persone di età superiore ai 65 anni.

PNEUMOVAX protegge nei confronti di 23 tipi di pneumococco
PREVENAR 13 protegge nei confronti di 13 tipi di pneumococco, ma con una risposta immunitaria migliore e di maggiore durata.

La vacciazione antipneumococcica può essere fatta simultaneamente alla vaccinazione antinfluenzale.
Può anche essere somministrata indipendentemente e in qualsiasi stagione dell’anno, anche perchè mentre l’antinfluenzale deve essere ripetuta ogni stagione, LA VACCINAZIONE PNEUMOCOCCICA viene somministrata secondo le attuali indicazioni in dose singola, una sola volta nella vita. Ed è un vaccino autorizzato per tutte le fasce di età, anche quella pediatrica.

E’ prevista la somminstrazione sequenziale di una dose di ciascun vaccino (con un intervallo di almeno 8 settimane se il primo vaccino somministrato è il PREVENAR 13, e di almeno un anno se il primo vaccino somministarto è il PNEUMOVAX).
Solo nei trapiantati di midollo sono previste più dosi.
PRIMA viene effettuato il PREVENAR/PCV13 che può dare i migliori vantaggi immunologici derivanti dal fatto di essere un vaccino coniugato e in seconda battuta viene praticato il PNEUMOVAX/PPV 23.
COMUNQUE, una dose di PPV23 divrebbe eventualmente seguire e mai procedere quella di PCV13.

La rivaccinazione va eseguita soltanto in alcuni casi, in aprticolare nelle persone affette da: asplenia chirurgica o funzionale, infezione da HIV, nefropatia cronica e/o sindrome nefrosica.
Tale rivaccinazione (una sola dose di polisacacridico 23-valente) va eseguita dopo almeno 3 anni nei bambini sotto i 10 anni di età, dopo almeno 5 anni nelle altre fasce di età. Al momento non è invece definita la necessità di eventuali rivaccinazioni con il vaccino coniugato 13-valente.

La vaccinazione viene effettuata con un’iniezione intramuscolare nella regione deltoidea.

Le possibili reazioni indesiderate, abbastanza simili per i 2 tipi di vaccino, sono:
Comuni: rossore, gonfiore e dolore nelle sede di iniezione, febbre, diminuizione dell’appetiti, rash cutaneo, mal di testa, malessere, vomito, dolori muscolari ed articolari;
Non comuni: nausea, ingrossamento dei linfonodi, reazioni di ipersensibilità, disturbi neurologici, alterazioni ematologiche.

Le contradicazioni alla vaccinazione sono: malattie infettive in atto, allergia ai componenti del vaccino e gravidanza.

La vaccinazione antipneumococcica può essere eseguita assieme ad altre vaccinazioni.

PNEUMOVAX e ZOSTAVAX non devono essere somministrati contemporaneamente poichè in uno studio clinico l’uso concomitante ha comportato la riduzione dell’immunogenicità di ZOSTAVAX. Pertanto, si deve considerare di separare la somministrazione dei due vaccini di almeno 4 settimane.

Le malattie invasive pneumococciche sono patologie causate da un batterio denominato Pneomococco o Streptococcus pneumoniae, di cui esistono diverse varianti (sierotipi).

Il batterio si diffonde nel sangue (setticemia) o nel sistema nervoso centrale (meningite) con conseguenze patologiche molto gravi ed anche mortali.
Sono malattie più frequenti nei bambini di età inferiore ai 5 anni, nelle persone di età superiore ai 64 anni e indipendentemente dell’età, nelle persone affette dalle patologie predisponenti sopra elencate. Gli stessi batteri sono anche responsabili di otiti e polmoniti che possono avere un decorso grave.

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INFORMAZIONI SULLA MENINGITE MENINGOCOCCICA E SULLE VACCINAZIONI ANTIMENINGOCCICHE.


La meningite è una malattia infettiva acuta, causata principalmente da virus e batteri.
Tra le forme batteriche, la più temuta è causata dal meningococco (Neisseria Meningitidis), di cui esistono diversi ceppi, diversamente diffusi nei continenti.
Solo alcuni di essi (A, B, C, W135, Y e X) possono dare luogo a forme severe di malattia.

In Italia l’incidenza della malattia è più diffusa che in Europa e riconosce due picchi:
Il primo picco, il maggiore, si verifica nei bambini fino a 4 anni (4,3 casi/100.000),
un secondo picco, molto più basso, nell’età 15-24 anni (<1/100.000), per diminuire progressivamente dopo i 25 anni.

La maggiore parte dei casi, è sostenuta dai ceppi B e C.
Il ceppo (o siero gruppo) B colpisce prevalentamente i bambini molto piccoli (con un picco di incidenza a 4-8 mesi)
Il ceppo C vede due picchi di incidenza: nella popolazione pediatrica al di sotto dei 5 anni e negli adolescenti, giovani adulti.

Il meninigococco è presente nelle prime vie aeree di molte persone (sono portatori il 20-30% dei bambini e il 5-10% degli adulti) senza che si manifesti alcun problema.

La trasmissione dell’infezione avviene, in genere, per contatto diretto, stretto (ravvicinato) e prolungato tra soggeti infetti e/o portatori e soggetti sani attraverso goccioline di saliva e/o secrezioni nasali.

Ambienti chiusi e sovraffollati favoriscono la trasmissione del batterio e l’instaurarsi della malattia.

In alcuni casi, per cause non chiare ma legate ad una deflessione anche temporanea del sistema immunitario, il meningococco può diffondersi nell’organsimo fino a colpire le meningi, dando origine a meningite.

La malattia si presenta dopo un periodo di incubazione che varia da 2 a 10 giorni (in media 3-4 giorni) con comparsa improvvisa di febbre, nausea, a volte associata a vomito, rigidità nucale, fotosensibilità (sensibilità dell’occhio alla luce) e stato mentale alterato.

Le infezioni gravi sono poco frequenti, (il 10% dei casi è mortale e nel 10-20% si hanno esiti permanenti nei sopravvisuti):

Le possibilità di cura sono tuttavia migliorate: se individuata precocemente e tempestivamente trattata l’evoluzione della malattia è favorevole.

La maggiore parte dei casi si presenta in forma sporadica (ossia come nei casi isolati).

La meningite meningococcica è una malattia prevedibile mediante vaccinazione.
Esistono essenzialmente tre tipi di vaccini:
VACCINO CONIUGATO ANTIMENINIGOCOCCO C: nella Regione Emilia-Romagna è stato sostituito del vaccino coniugato tetravalente:
VACCINO CONIUGATO TETRAVALENTE (ACW135Y): conferisce immunità di lunga durata nei confronti della meningite C e dai sierogruppi A, Y e W135 (questi ultimi diffusi specialmente in Africa e Asia).
Questo vaccino oltre a conferire una protezione individuale verso la meningite sostenuta dai quattro sierogruppi, riduce il numero di portatori sani e quindi il rischio di diffusione del microrganismo.
La vaccinazione: costituita da una dose di vaccino) viene offerta gratuitamente e attivamente ai lattanti a 12-15 mesi e agli adolescenti a 13-14 anni per coprire le fasce di età nelle quali è più frequente la malattia.
La vaccinazione è inoltre, indicata e offerta gratuitamente a soggetti affetti da patologie che determinano una compromissione della risposta immunitaria, es: asplenia, trapianti di midollo, emoglobinopatie, ecc) come indicato nella nota regionale.
VACCINO (rDNA) ADSORBITO ANTIMENINGOCOCCO B: indicato per la protezione nei confronti della malattia menigococcica invasiva causata dal meningococco di gruppo B nei soggetti di età pari o superiore ai due mesi. Questo meningococco trova maggiore diffusione in Europa e Nord America.La vaccinazione (è costituita da un numero di dosi diverso a seconda dell’età del soggetto) è stata inserita nel Calendario Vaccinale Regionale a partire dal 2017: il vaccino è offerto attivamente e gratuitamente ai nuovi nati (3 dosi a partire dal 4 mese, più una dose dopo l’anno di età).
Ne
i soggetti a partire dai 2 anni di età, la vaccinazione è costituita da 2 dosi di vaccino a distanza di almeno 2 mesi l’una dall’altra.
La vaccinazione non è consigliata oltre i 50 anni di età.

Servizio Sanitario Regionale
Emilia-Romagna

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VADEMECUM PER IL PORTATORE DI PM-ICD.


DOPO IMPIANTO:

  • Non muovere la spalla, non alzarsi, non girarsi sul fianco sinistro per 24/48 ore.
  • Non alzare il braccio sinistro più di 90° per il prossimo mese
  • Non bagnare la medicazione sino alla rimozione punti di sutura
  • Non esporre la ferita al sole finchè non sia ben cicatrizzate (circa 2 mesi)
  • Non esporsi al sole nelle ore più calde senza proteggere la zona del dispositivo

NEL FUTURO DOVRA’:

  • Tenere il cellulare a distanza di circa 15 cm dalla spalla (sede dell’impianto del dispositivo) e conversare con l’orecchio controlaterale………… non posizionarlo nel taschino della giacca/camicia
  • Non sostare tra le colonne antitaccheggio dei supermercati
  • Avvisare il prorpio istituto di credito o l’aeroporto che si è portatore di PM-ICD e non sostare nelle vicinanze rilevatori metal-detector
  • Stare a circa 20 metri dai fili dell’alta tensione
  • Non utilizzare la saldatrice ad arco
  • Non eseguire ionoforesi e magnetoterapia
  • Non eseguire la risonanza magnetica, se non si ha un dispositivo compatibile e solo in certe condizioni che vanno valutate dal suo cardiologo curante
  • Si possono eseguire: radioterapia, cardioversione elettrica, TENS, litotrissia, interventi con bisturi elettrico e strumenti dentistici solo in ambiente sanitario, previo controllo ed autorizzazione da parte dello specialista cardiologo.

 

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