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Terapia anticoagulante: guida per il paziente.

TAO.


Effetti collaterali della TAO

A parte le complicanze emorragiche, un rilevante effetto collaterale dei decumarolici è la potenziale teratogenicità nel primo trimestre di gravidanza. Per tale motivo le donne in età fertile che iniziano la TAO vanno adeguatamente istruite sulle procedure da adottare in caso di gravidanza che, in linea di massima, consistono nell’immediata sospensione della TAO al momento della diagnosi di gravidanza e nella sostituzione con farmaci quali le eparine, che non passano la barriera placentare.
Poco frequenti sono le reazioni da ipersensibilità, dermatiti, eritemi cutanei pruriginose, alopecia. La più grave, anche se fortunatamente assai rara, complicanza non emorragica della TAO è costituita dalla “necrosi cutanea da warfarin” che compare generalmente durante la fase di induzione (3-10 giorni dall’inizio della terapia) e causa estese zone necrotiche, soprattutto in tessuti ricchi di lipidi (parete addominale, mammelle, scroto e cosce), per microtrombosi di venule e capillari. e’ spesso associata a deficit congenito di proteina C o proteina S. Necessita sospensione immediata della TAO e terapia con eparina o altri farmaci anticoagulanti. Altra rara complicanza della TAO è la cosiddetta purple toes syndrome, caratterizzata da colorazione purpurica delle dita dei piedi e disturbi generali anche molto gravi (insufficienza renale) attribuita ad embolizzazione colesterinica dovuta alla rottura di placche ateromatose con liberazione in circolo del loro contenuto.

Complicanze emorragiche

Il sanguinamento è la principale complicanza della TAO. Il rischio emorragico è influenzato dall’intervallo terapeutico ed è pertanto opportuno scegliere l’intervallo terapeutico più basso dimostratosi efficace per ogni indicazione.
Il rischio emorragico (RE) aumenta piuttosto bruscamente per valori di INR superiori a 5.0; naturalmente il rischio è direttamente proprozionale al periodo di tempo trascorso dal paziente al di sopra di tali valori.

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TERAPIA ANTICOAGLUANTE ORALE (TAO): GUIDA PER IL PAZIENTE.


Montparnasse-le dehors d'une brasserie.

Montparnasse - le dehors d'une brasserie.

RACCOMANDAZIONI PER IL PAZIENTE CHE USA ANTICOAGULANTI ORALI (AO)

  • Il farmaco deve essere assunto il pomeriggio lontano dei pasti,
  • il controllo dell’INR deve essere fatto al massimo ogni 4 settimane se i valori sono stabili, più frequentemente all’inizio o se i valori sono variabili,
  • non assumere aspirina o altri farmaci antiaggreganti se non prescritti dal medico,
  • in caso di dubbio non esitare mai a chiedere! il telefono è fatto per questo,
  • portate con voi un cartellino che indichi chiaramente che utilizzate AO,
  • non assumete farmaci (anche d’erborestria) senza aver prima parlato con il medico o con il farmacista, ricordando che usate gli AO,
  • evitate le iniezioni intramuscolari,
  • assumete l’AO sempre alla stessa ora (circa un’ora prima di cena o circa 3 ore dopo cena),
  • adottate un sistema certo per non confondervi nell’assunzione del farmaco (ad es. segnare sul calendario la dose da assumere nei giorni, successivi e spuntare subito dopo aver preso il farmaco). Potete scegliere il sistema a voi più cocmodo, ma deve essere sicuro!
  • rispettate sempre i tempi prescritti tra un controllo e l’altro (se saltate i controlli il rischio di problemi aumenta),
  • seguite la dieta che preferite, ma siate costanti nell’uso dei cibi riportati nella tabella sottostante.,
  • evitate sport o attività rischiose per traumi e ferite,
  • in caso di piccoli sanguinamento applicare una forte pressione con fazzoletto o garza in modo da fermare o ridurre l’emorragia (se sanguinamento nasale comprimere con forza con due dita prima la punta del naso per almeno 3-4 minuti e poi attendere prima di risoffiarsi il naso). Se il sanguinamento sembra importante recarsi in pronto soccorso (PS); se il sanguinamento persiste senza essere importante contattare il medico o recarsi in PS; se il sanguinamento si arresta con facilità comunicare il fatto comunque, senza urgenza al medico.
  • avvisare il medico in caso di:
  1. urine molto scure o rassastre,
  2. feci nerastre,
  3. comparsa di disturbi di stomaco non presenti in precedenza,
  4. mestruazioni chiaramente più abbondanti del solito.

DIETA

Il paziente deve assumere una dieta priva di notevoli variazioni nel contenuto di vitamina K; in caso di modifiche importanti nelle abitudini alimentari è necessario avvertire il medico.

Da evitare: prezzemolo (consentito solo come ornamento), verze.

Attenzione per variazioni > 100 gr: broccoli, cavoletti, cavolo cappuccio, spinaci, cime di rappe, germogli di soia, lattuga.

Attenzione per notevoli variazioni: asparagi, avocado, piselli, lenticchie, semi di soia, altra insalata verde, fegato.

CONTENUTO DI VITAMINA K IN ALCUNI ALIMENTI: TIPO DI ALIMENTO/VIT. K (ESPRESSA IN mgr %)

A cura dell’Istituto di Semeiotica Medica – Università Cattolica – Roma.

Latte e derivati: Formaggi 35, Burro 30, Latte vaccino 1, Latte umano 0.3
Uovo di gallina (intero):
11
Carne e derivati
: Fegato di manzo 92, Prosciutto cotto o affumicato 46, Fegato di maiale 25, Prosciutto crudo 15, Carne di maiale 11, Fegato di Pollo 7,    Carne di manzo o vitello 7.
Grassi: Olio di semi di Soia 193, Grasso di manzo 15, Olio di semi di arachide 3.
Cereali e derivati: Grano intero 17, Orzo 10, Semola 5, Pane 4, Farina di grano 4, Riso 3.
Uova: Uova di gallina 11
Vegetali
: Spinaci 415, Broccoli 175, cavolofiori 129, Lattuga 129, Crescioni 80, Asparagi 57, Piselli 40, Fagiolini 29, Pomodori 10, Zucca 2, Patate 1.
Bevande: Tè 712, caffè 38, coca cola 2.
Frutta: Fragola 10, Pesche 8, Uva passa 6, Banane 2, Succo di mela 2, Arancia 1.
Tabacco: Sigarette 5000

PERCHE’ SI DEVONO ASSUMERE GLI ANTICOAGULANTI ORALI (TAO)

Gli anticoagulanti orali o dicumarolici (il warfarin = Coumadin 5 mg e l’acenocumarolo = Sintrom 1 o 4 mg) sono farmaci in grado di modificare la capacità coagulativa del sangue, rendendo meno attivo il sistema emostatico e quindi riducendo il rischio della formazione di trombi.

COME FUNZIONANO GLI AO.

La loro azione è basata sull’interferenza con l’attivazione di alcune sostanze (fattori di coagulazione) che servono per la formazione del coagulo; queste per essere attive hanno bisogno della vitamina K. Gli AO inibiscono l’azione di questa vitamina indirettamente, rendendo il sangue meno coagulabile. C’è quindi antagonismo tra gli anticoagulanti orali (Coumadin e Sintrom) e vitamina K, che pertanto può essere usata come antidoto in caso di dosaggio eccesivo di tali farmaci. La vitamina K di cui noi disponiamo è in parte introdotta con il cibo e in parte direttamente prodotta nel nostro intestino dai germi che normalmente vi abitano (flora batterica intestinale); questo ci consente di averne sempre la quantità necessaria. Solo eccezionalmente l’apporto di vitamina K non è sufficiente alle normali necessità dell’organismo.

Tuttavia, se questi farmaci consentono di impedire la formazione di trombi nel cuore, nelle arterie e nelle vene, espongono l’individuo ad un aumentato rischio di emorragia. Infatti il sistema coagulativo sarà meno pronto ad intervenire nel caso si producono lesioni soggette a sanguinamento.

Un evento emorragico può capitare per le ragioni più diverse anche in assenza di trattamento con AO, ma nell’individuo trattato con questi farmaci possono rendersi evidenti e più gravi anche emorragie che altrimenti non si manifesterebbero. Ciò è più probabile quando il sistema coagulativo è molto rallentato. Pertanto, è importante che l’azione di questi farmaci sia controllata al fine di rallentare la coagulazione nei termini voluti.

Dal momento che la dose necessaria ad ottenenre tale effetto è molto variabile tra diversi individui, è necessario misurare il tempo di coagulazione attraverso l’esame del sangue, per essere certi che il trattamento sia condotto in maniera adeguato e sicura.

COME SI MISURA L’EFFICACIA DEGLI AO

L’azione di questi farmaci provoca un rallentamento della capacità di formazione del coagulo. Tuttavia il loro effetto è molto variabile tra i diversi individui e può variare nel tempo anche per lo stesso individuo. In altre parole, la quantità del farmaco necessaria ad ogni persona può essere molto diversa, con dosi anche dieci volte maggiori tra un individuo e l’altro.

Pertanto, per valutare l’efficacia del farmaco, è necessario fare riferimento non alla quantità assunta ma ad un esame di laboratorio che misura il tempo che impiega il sangue a coagulare. Tale tempo viene misurato sul sangue in provetta tramite un esame chiamato Tempo di Protrombina, che abitualmente troviamo espresso o come percentuale (attività protrombinica) o come INR (International Normalized Ratio).

Sarà necessario, usare l’INR per la regolazione della terapia perchè questo rappresenta il modo più sicuro e corretto di cui disponiamo. E’ infatti l’unico sistema che ci consente di avere dati confrontabili con i diversi reattivi disponibili in commercio. L’assunzione dei farmaci anticoagulanti orali determina un aumento dell’INR (il valore di un soggetto non anticoagulato è 1). Per ogni situazione clinica specifica è stato identificato l’intervallo di INR più efficace e più sicuro. Pertanto all’inizio di un trattamento con anticoagulanti orali viene definito l’intrevallo ideale per quell’individuo (ad esempio tra 2 e 3 o tra 2,5 e 3,5). L’INR ideale è espresso da un intervallo e non da un valore assoluto, in quanto le oscillazioni dell’INR nelle diverse misurazioni sono del tutto attese nel corso della terapia per i valori troppo bassi o ad un aumento del rischio emorragico per quelli troppo alti.

Dal momento che la dose necessaria ad ottenere tale effetto è molto variabile tra i diversi individui, è necessario misurare il tempo di coagulazione attraverso l’esame del sangue, per essere certi che il trattamento sia condotto in maniera adeguata e sicura.

I RISCHI DELLA TERAPIA CON ANTICOAGULANTI ORALI

Le emorragie

Dal momento che i farmaci AO ritardano i normali processi di coagulazione del sangue, è possibile che durante il trattamento si verifichino emorragie. Al livello di anticoagulazione necessario per evitare la formazione di trombi, non si hanno solitamente sanguinamenti. Possono tuttavia comparire piccole emorragie dalle gengive, dal naso o dal retto (emorroidi); possono inoltre formarsi facilmente lividi sulla pelle anche per piccoli traumi. Sono invece del tutto normali i tempi per la riparazione di piccole ferite o di escoriazioni e non è necessario pertanto prendere alcuna particolare precauzione nello svolgimento delle attività quotidiane.

Per le donne giovani l’assunzione dei farmaci anticoagulanti non determina di solito modificazioni importanti del ciclo mestruale e solo raramente il flusso può essere un pò aumentato di intensità. Nell’eventualità di emorragie vaginali importanti, solitamente queste compaiono solo se sono presenti alterazioni a livello dell’utero come ad esempio i fibromi, rendendo necessaria una valutazione ginecologica accurata.

Nel caso invece che si trovi sangue nelle urine, nell’espettorato emesso con la tosse o nelle feci, oppure se questo fuoriesce in quantità eccezionalmente abbondanti dal naso o dalle emorroidi, è sempre opportuno effettuare una determinazione dell’INR in quel momento e rivolgersi al medico. Infatti è noto che spesso la comparsa di questi fenomeni non è dovuto alla terapia anticoagulante di per sé, quanto piuttosto alla presenza di qualche lesione facile al sanguinamento (ulcera, polipo ecc.). L’anticoagulante può favorire il sanguinamento, ma solo se la parete di quell’organo non è sana.

In caso si subiscano traumi importanti è necessario controllare l’INR anche se non ci sono sanguinamenti evidenti: una lesione profonda può causare una emorragia nascosta, pertanto un valore di INR troppo alto in quel momento può essere pericoloso.

Tutte le volte che ci si presenta ad un medico per qualunque problema si deve fare presente che si sta assumendo un farmaco anticoagualnte; ciò sarà di maggiore importanza proprio in Pronto Soccorso.

QUANDO E’ CONTROINDICATA LA TAO

Controindicazioni assolute: nelle seguenti circostanze il trattamento AO non deve essere adottato in nessun caso.

  • Gravidanza: gli AO non devono assolutamente essere somministrati durante il primo trimestre di gravidanza, per le note malformazioni fetali che possono indurre, e nelle ultime 4-6 settimane, per il rischio emorragico nel neonato dovuto al fatto che l’AO attraversa la placenta.
  • recenti emorragia maggiore, specie se a rischio vitale: è opprtuno non somministarre la TAO per un adeguato periodo (almeno 1 mese).

Vi sono numerosi condizioni nelle quali la TAO deve essere considerata come un trattamento ad alto rischio, da prendere in considerazione nell’ambito di una valutazione comparata rispetto ad altri possibili trattamenti (se disponobili) e dopo aver adeguatamente valutato lo specifico prevedibile rapporto rischi-benefici.

Controindiocazioni maggiori:

  • non compliance del paziente
  • emorragie gastrointestinali / ulcera peptica attiva
  • ipertensione arteriosa non controllata
  • gravidanza (escluso periodo di controindicazione assoluta)
  • alcoolismo grave
  • grave insufficienza epatica
  • malformazioni vascolari che possono causare significative emorragie
  • coagulopatie
  • recenti interventi chirurgici o traumi occhio o sistema nervoso centarle
  • gravi emorraguie in terapia anticoagulante
  • grave patologia neoplastica

Altre condizioni a rischio di complicanze:

  • malattie psichiatriche, paziente poco collaborante, alcoolismo
  • endocardite batterica, pericardite, insufficienza cardiaca grave
  • insufficienza renale grave, biopsia renale recente
  • recente accidente cerebrale di natura non embolica, aneurismi cerebrali, arteriosclerosi avanzata
  • varici esofagee, ernia iatale, diverticolosi del colon
  • malattie biliari, biopsia epatica recente
  • preesistenti difetti dell’emostasi, piastrinopenia, piastrinopatia
  • puntura lombare. iniezione arteriose, età avanzata (> 80 anni).

CASSIS - FRANCE.

ESAMI DI LABORATORIO PRELIMINARI

Prima di iniziare la TAO è opportuno richiedere alcuni esami di laboratorio per escludere patologie che la possono controindicare:

  • Test coagulativi di base: PT, APTT
  • esame emocromocitometrico completo con piastrine e sideremia (per accertare una eventuale condizione di anemia microcitica sideropenica)
  • transaminasi, gamma-GT, bilirubina, colinesterasi (come valutazione della funzionalità epatica)
  • creatinina, glicemia, uricemia, colesterolo, trigliceridi
  • test di gravidanza in tutte le donne in età fertile.

COME MANTENERE LA STABILITA’ DELLA RISPOSTA ALLA TERAPIA ANTICOAGUALNTE ORALE

Quando si prendono i farmaci?

Il Coumadin o il Sintrom si assumono una volta al giorno, nelle ore centrali del pomeriggio o la sera prima di andare a letto; è comunque consigliabile prendere il farmaco all’incirca sempre alla stessa ora. E’ opportuno prendere nota con attenzione delle dosi assunte (usando, ad esempio, la prescrizione del Centro) per ridurre le possibiltà di errore.

La dieta

Non è necessario seguire particolari regole dietetiche durante la terapia AO, anzi sarebbe ideale mangiare un pò di tutto in modo equilibrato. In particolare, non ci sono motivazioni per abolire o ridurre l’assunzione di verdura e frutta. Questi cibi infatti non alterano la risposta alla terapia, mentre sono in grado di aiutarci a non aumentare di peso e a regolarizzare l’intetsino. le verdure inoltre sono ricche di vitamine, elementi indispensabili per il nostro organismo. L’assunzione costante di verdure ci aiuta a mantenere nel giusto equilibrio l’azione anticoagulante del farmaco.

E’ importante sottolineare che nel corso degli ultimi anni è stato dimostarto che coloro che assumono regolarmente verdure hanno anche un più basso rischio di andare incontro a malattie cardiovascolari.
Coloro che devono iniziare diete specifiche per altre malattie (ad esempio il diabete o l’obesità) devono segnalarlo al Centro. Infatti, variazioni importanti nel modo abituale di alimentarsi possono influenzare l’INR.

Devono inoltre essere considerate eventuali situazioni in cui per i motivi più diversi (ascesso dentario, diarrea o altre malattie) si riduce in modo drastico per qualche giorno la quantità di cibo assunta. Queste situazioni infatti si possono associare ad un aumento eccessivo dell’INR.

L’alcool

L’alcool è una sostanza tossica per il nostro organismo ed esisitono nel fegato sistemi capaci di eliminarlo. Tuttavia, tali sistemi in parte sono gli stessi che eliminano i farmaci anticoagulanti. Quando assumiamo alcool rallentiamo l’eliminazione degli AO aumentandone l’effetto. Inoltre, l’assunzione protratta ed eccessiva di alcool determina anche un danno alle cellule del fegato che oltre a tante altre, hanno anche la funzione di sintetizzare i fattori di coagulazione. Di conseguenza ci sono buone ragioni per contenere l’assunzione di tutte le bevande alcoliche. Queste tuttavia, se assunte con moderazione non sono dannose.
L’assunzione, anche eccezionalmente, di quantità elevate può invece essere molto pericolosa.

Le interazioni con altri farmaci

Può capitare di dover prendere altre medicine oltre agli AO. Si deve tenere presente che queste possono modificare la risposta ai farmaci anticoagulanti a volte con un aumento, a volte con una diminuizione dell’INR. Perciò è necessario assumerli in caso di effettivo bisogno, cercando di utilizzare quelli conosciuti come sicuri, E’ importante tuttavia, sapere che in caso di bisogno qualunque farmaco può essere utilizzato. Naturalmente i controllli dell’INR dovranno esere più frequenti.

Nelle nostre case è molto diffusa la presenza di farmaci per il controllo del dolore o per la febbre. E’ frequente che questi farmaci vengano assunti senza consultare il medico. Tra questi il comune è l’Aspirina ( Acido Acetil Salicilico che viene commercializzato in numerosi preparati diversi). L’uso di Aspirina è molto pericolosa per color che asumono AO (salvo per le specifiche condizioni in cui basse dosi sono consigliate dal cardiologo). Infatti, questo farmaco è in grado di determinare sanguinamento dallo stomaco con un danno diretto. Inoltre, ha un’importante azione sulle piastrine (un altro elemento cardine del sistema emostatico) che “vengono rese meno funzionanti”. Questi effetti sono determinati, anche se in misura minore, da quasi tutti gli altri antidolorifici in commercio. In caso di dolore dovuto a qualunque causa si consiglia quindi di usare farmaci a base di paracetamolo. L’eventuale necessità di un antinfiammatorio, che pur si può rilevare necessaraio, deve essere discussa con il medico per ridurrre i rischi di tale trattamento.

Naturalemente l’effetto anticoagualnte può essere aumentato da tutti i farmaci che interferiscono con la coagulazione, indipendentemente dall’interazione farmacologica con gli anticoagulamti orali. Si richiede quindi la massima cautela con eparina, antinfiammatori non steroidei (FANS) e con tutti gli antiaggreganti piastrinici.

Si deve avere inoltre, cura di evitare l’iniezione di farmaci per via intramuscolare, perchè si possono creare ematomi muscolari molto fastidoisi.

I FARMACI CHE AUMENTANO L’EFFETTO ANTICOAGULANTE: QUINDI MEGLIO EVITARE L’ASSCOIAZIONE COL COUMADIN.

  • ANTIBIOTICI:
  • Cotrimoxazolo,
  • Ciprofloxacina,
  • Eritromicina,
  • Tetracicline,
  • Isoniazide,
  • Metronidazolo,
  • Miconazolo.
  • CARDIOVASCOLARI:

    • Amiodarone (Cordarone),
    • Chinidina,
    • propafenone,
    • propanololo,
    • sulfinpirazone,
    • Fibrati.
  • STATINE:

    • Simvastatina,
    • Atorvastatina.
  • ANTIAGGREGANTI:

    • Acido acetilsalicilico,
    • Ticlopidina.
  • ANTINFIAMMATORI:

    • ASA,
    • Fenilbutazone,
    • Piroxicam.
  • GASTROINTESTINALI:
    • Cimitidina,
    • Omeprazolo.
  • MISCELLANEA:
    • Tamoxifene,
    • Danozolo.
  • gli antidiabetici orali,
  • zyloric (contro l’acido urico).

I FARMACI CHE RIDUCONO L’EFFETTO ANTICOAGULANTE:

  • ANTIBIOTICI:
    • Rifampicina,
    • Nafcillina.
  • CARDIOVASCOLARI:

    • Colestiramina.
  • SNC:
    • Carbamazepina,
    • Fenobarbitale,
    • fenotoina.
  • GASTROINTESTINALI:
    • Sucralfato.
  • MISCELLANEA:
    • Vitamina K.
  • gli estrogeni (contraccetivi orali),
  • la ciclosporina.

FARMACI CHE SI POSSONO USARE IN TAO (SOTTO CONTROLLO MEDICO E NEL CASO DI REALE NECESSITA’).

  • ANTIBIOTICI:
    • Penicillline (amoxicillina),
    • aminoglicosidici,
    • enoxacina,
    • paramomicina,
    • levofloxacina.
  • acido pipemidico,
  • norfloxacina,
  • STATINE:
    • Fluvastatina,
    • Pravastatina,
    • Rosuvastatina,
  • CARDIOVASCOLARI:
    • atenololo,
    • disopiramide,
    • flecainide,
    • lidocaina,
    • calcioantagonisti,
    • furosemide,
    • ACE-inibitori,
    • digossina.
  • ANTIFLOGISTICI-ANALGESICI:
    • paracetamolo,
    • ibuprofene,
    • naprossene,
    • corticosteroidi,
    • tramadolo.
  • NEUROFARAMACI:
    • benzodiazepine,
    • triciclici,
    • SSRI (inibitori della reuptake della serotonina),
    • sodio valproato,
    • etosuccimide.
  • MISCELLANEA:
    • ranitidina,
    • pantoprazolo,
    • metformina,
    • vaccinazione antinfluenzale.

L’aspirina, la ticlopidina, il Clopidogrel, gli antinfiammatori non steroidei aumentano il rischio di sanguinamento in caso di concomitante terapia anticoagulante.

VACCINAZIONI

UNA NOTA A PARTE RIGUARDA LE VACCINAZIONI CHE POSSONO ESSERE ESEGUITE REGOLARMENTE, AVENDO CURA DI FARE L’INIEZIONE SOTTOCUTE; in particolare non ci sono rischi nell’effettuazione annuale della vaccinazione antinfluenzale. L’esecuzione di questa deve comunque essere segnalata al Centro.

PRODOTTI DI ERBORESTERIA

L’uso di prodotti di erboristeria è sconsigliato in quanto si asocia a variazioni non prevedibili del INR. Tali prodotti infatti hanno un contenuto non noto di vitamina K e di sostanze interferenti per cui possono influenzare anche in maniera considerevole il valore di INR.

LA COMPARSA DI ALTRE MALATTIE

In caso che si presentino altre malattie sarà necessario intensificare il numero dei controlli dell’INR se si tratta di episodi importanti di lunga durata o di malattie quali la diarrea o malattie della tiroide. Quando queste affezioni determinano la necessità di utilizzare altri farmaci, si rimanda a quanto detto nel paragrafo precedente.

PROCEDURE ODONTOIATRICHE

Non esistono probelmi particolari per sottoporsi alle cure del dentista, infatti il trattamento di carie, la detartrasi (pulizia dei denti) o l’esecuzione di iniezione anestetiche per altre procedure sono prive di rischi. Solo in caso di estrazioni dentarie si dovranno seguire alcune attenzioni. In particolare per le estrazioni semplici è necessario verificare che l’INR si avvicina a 2.5, avvertendo il dentista di effettuare misure locali di tamponamento. Nel caso di estrazioni multiple o complesse può essere necessario sospendere per qualche giorno l’anticoagulante. Si deve pertanto avvertire il Centro per prepararsi adeguatamente all’estrazione. E’ sempre utile l’uso di antifibrinolitici per applicazione locale da usare nei giorni successivi alla procedura.

E’ molto importante che coloro che hanno malattie delle valvole cardiache o valvole cardiache protesiche si sottopongano sempre a profilassi antibiotica prima di andare del dentista, anche solo per un controllo.

ESECUZIONE DI ESAMI ENDOSCOPICI O BIOPSIE

Qualora sia necessario sottoporsi ad un esame endoscopico (gastroscopia, colonscopia, cistoscopia, ecc…) è spesso necessario sospendere il trattamento con anticoagulanti orali, in quanto durante tali esami può essere necessario effettuare biopsia. Il medico del Centro provvede alla preparazione di un programma adeguato ad affrontare senza rischi l’esame.

Solitamente si usa interrompere la terapia anticoagluante 5 giorni prima, sostituirla con le iniezioni sottocutanee di eparina opportunamente dosata (due iniezioni al giorno in caso di elevato rischio trombotico, una sola se il rischio trombotico è più basso). L’anticoagulante va ripreso o il giorno stesso o il giorno seguente a quello dell’intervento, cominciando con una dose doppia, poi 1 e 1/2, poi la dose consueta e mantenendo l’eparina fino a 2 giorni dopo che si è ritornati nel range giusto.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Tutti i farmaci anticoagulanti somministrabili per bocca non possono essere utilizzati in gravidanza, in quanto pericolosi per il bambino. E’ necessario perciò che le donne in età fertile evitino una gravidanza mentre assumono questa terapia. Nel dubbio di una possibile gravidanza, è necessario eseguire al più presto un test per accertarla e rivolgersi al medico, in modo da poter sospendere gli anticoagulanti (non oltre la 6° settimana di gravidanza). Quando si desidera una gravidanza si devono sostituire i farmaci AO con l’eparina. Questo trattamento non è pericoloso e va protratto fino al parto. Le donne in trattamento con AO possono invece allatttare, senza che questo provochi alcun rischio per il bambino.

VIAGGI E SPORT

Non esiste alcuna limitazione per quanto riguarda la possibiltà di viaggiare. Si deve solo tenere presente che di solito questo si accompagna a modificazioni delle abitudini alimentari, per cui si consiglia dove è possibile, di variare poco il modo di mangiare o altrimenti di effettuare controlli dell’INR più frequenti.

Si consiglia di evitare gli sport che possono esporre a rischi di traumi importanti. Per tutte le altre attività non è necessario alcuna particolare precauzione.

GUIDA TAO.

www.anticoagulanti.org

PAU - FRANCE.

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WARFARIN E INTERAZIONI CON FARMACI.

WARFARIN: INTERAZIONI CON ALTRI FARMACI.


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