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MEDICO CHIRURGO: UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI BOLOGNA, MEDICINA GENERALE: REGIONE EMILIA-ROMAGNA, MEDICINA MANUALE-OSTEOPTIA: DIPLOME INTER-UNIVERSITAIRE DE MEDICINE MANUELLE-OSTEOPATHIE: FACULTE DE MEDECINA PARIS XIII - BOBIGNY. MESOTERAPIA ANTALGICA. MEDICO DI MEDICINA GENERALE: Cento-Fe, frazione Casumaro e Reno Centese.

MIMOSA TENUIFLORA O TEPEZCOHUITE (JUREMA).


MIMOSA TENUIFLORA O TEPEZCOHUITE

La Mimosa Tenuiflora è una pianta che cresce nell’America Centrale conosciuta, col nome di Tepezcohuite (significa albero della pelle), già al tempo dei Maya (250-950 d.c.) per le sue eccezionali capacità curative nei confronti di ustioni, ulcere, ferite che non cicatrizzano. Studi recenti hanno evidenziato la presenza di principi attivi quali flavonoidi, tannini e numerosi oligoelementi.

La Mimosa Tenuiflora è UN ALBERO CHE PUO’ RAGGIUNGERE  gli 8 metri di altezza, tipico del Messico e sud-America (Honduras, Colombia, Guatemala, Brasile). Presenta foglie bipennate e inflorescenze a grappolo rosate da non confondere con l’Acacia dealbata con caratteristici fiori gialli celebre per essere il simbolo della festa della donna, appartenente alla stessa famiglia, ma proveniente dall’Australia.

I principi attivi si ricavano dalla corteccia degli alberi che hanno raggiunto i sei anni d’età. I procedimenti d’estrazione variano in funzione del tipo di principio attivo ricercato. In generale, avvengono per macerazione prolungata delle piante in un sistema di solventi selezionati.

La composizione chimica, dalle spiccate proprietà rigeneratrici del tessuto epidermico, contiene: Bioflavonoidi, sostanze chimiche anti-radicali liberi; tannini che aumentano l’impermeabilità e l’elasticità della pelle; oligoelementi (zinco, manganese, rame, magnesio e ferro) indispensabili nei processi biochimici delle funzioni cellulari. Le particolari proprietà della pianta sono da ricondurre al sinergismo d’azione di questi composti, e vanno ben oltre quelle dimostrate da ogni singolo principio attivo.

Questo antico rimedio fu riscoperto in Messico nel 1984, in occasione di una catastrofe che  causò un gran numero di ustionati.

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METRO - PARIS.

PROPRIETA’ ED IMPIEGO

IN CAMPO FARMACOLOGICO: l’estratto di Tepezcohuite o Mimosa Tenuiflora è utilizzato per le notevoli capacità cicatrizzante; IN COSMESI s’impegna per le proprietà lenitive, riepitelizzanti e protettive. La Mimosa Tenuiflora è un ottimo rimedio per la ricostruzione dell’epidermide danneggiata, già conosciuto dai tempi dei Maya, che utilizzavano la polvere della corteccia su lesioni cutanee, ustioni ed ulcere della pelle. Infatti, l’estratto coadiuva la regolazione della microcircolazione periferica, aumenta la resistenza degli endoteli, riduce la permeabilità capillare responsabile di edemi e rilassamento cutaneo, contrasta il danno indotto da radicali liberi e lipoperossidi, regola l’attività enzimatica implicata nell’insorgenza dell’infiammazione.

L’estratto che possiede inoltre, un’azione antimicrobica simile a quella di alcuni antibiotici, protegge la cute lesionata da eventuali infezioni. Questa capacità, importantissima in caso di piaghe e ustioni, ulcere varicose e diabetiche, può essere sfruttata anche per contrastare le piaghe e ustioni, ulcere varicose e diabetiche, può essere sfruttata per contrastare le infezioni acneiche. Dati di laboratorio confermano la totale assenza di tossicità da parte della pianta.

L’unguento al Tepezcohuite è utile per trattare adeguatamente la pelle che presenta psoriasi, micosi o ulcerazioni, utile su pelli secche, ruvide e screpolate, con desquamazioni o prurito. Il Tepezcohuite, sviluppa un’azione lenitiva e rinfrescante, riparativa, rigenerativa ed eudermica sulla pelle. L’unguento non ha nessuna controindicazione.

I PRODOTTI

  • Sapone al Tepezcohuite panetto: utilizzate il prodotto come un normale sapone, agendo sulle parte da trattare, sempre nel caso di psoriasi, funghi e eczemi.
  • Bagnodoccia al Tepezcohuite flacone: usare come un normale bagnodoccia, avendo l’accortezza di usare una quantità ridotta di prodotto.
  • Olio psoraihuen flacone
  • Shampoo al Tepezcohuite: psoriasi, micosi e dermatite del cuoio capelluto.
  • Fluido corpo al Tepezcohuite flacone: estratto di Tepezchouite (mimosa tenuiflora), olio di cocco. Per la pelle che presenta psoriasi, eczemi e micosi. Dopo il bagno o la doccia, applicate il prodotto in modica quantità sulle zone interessate. Nessuna controindicazioni.
  • Crema al Tepezcohuite: applicare la crema 2 o 3 volte/die sulle zone interessate. Usate costantamente, nessuna controindicazioni.
  • Lozione per il cuoio capelluto al Tapezcohuite: dopo lo shampoo, a capello bagnato, applicare e massaggiare con la punta delle dita per facilitare l’assorbimento.
  • Unguento Tepezcohuite Psor: a chi presenta ustioni, bruciature, psoriasi, acne, micosi, eczemi e dermatite atopiche.
  • Unguento RAIHUEN AL 20% DI TEPEZCOHUITE: ingredienti – Heliantus, Prunus dulcis, Cera Alba, Propileneglicole, Mimosa Tenuiflora, Glycyriza Glabra, Cetearyl alchool, Tocopheryl Acetate.
    Uso del prodotto: Splamare poca quantità di crema sulla zona interessata fino a totale assorbimento; in alcuni casi coprire con una garza.

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VACCINAZIONE CONTRO L’EPATITE B.


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EPATITE B.

LUCERNA.

Protocollo per l’esecuzione della vaccinazione contro l’epatite virale B.

Le vaccinazioni contro l’epatite B sono eseguite secondo la schedula prevista per ciascun vaccino registrato in Italia.
Per gli scopi della legge 27 maggio 1991, n. 165, e per assicurare uniformità della strategia della vaccinazione e regimi di trattamento post-esposizione il più possibile uniformi, secondo il protocollo di seguito riportato.

NEONATI CHE DEBBONO EFFETTUARE LE VACCINAZIONI DELL’OBBLIGO:

  • nati da madre HbsAg negativa: il vaccino antiepatite B va somministrato al 3°, 5° e 11 mese di vita contemporeamente alle altre vaccinazioni obbligatorie e raccomandate, secondo le modalità descritte nel D.M. 7 aprile 1999;
  • nati da madre Hbs Ag positiva: 1° dose alla nascita (entro 12-24 ore di vita, con contemporanea somministrazione, in altra sede corporea, di immunoglobuline specifiche antiepatite B);
    2° dose a distanza di 4 settimane dalla prima;
    3° dose subito dopo il compimento del secondo mese di vita, in concomitanza con la somministrazione delle prime dosi degli altri vaccini obbligatori e raccomandati;
    4° dose all’undicesimo mese di vita, in concomitanza con la somministrazione delle suddette vaccinazioni.
    Dosaggio pediatrico.
    Una volta completato il ciclo primario di vaccinazione, non sono necessarie dosi di richiamo.
  • Soggetti di età inferiore a 16 anni appartenenti ai gruppi a rischio e adolescenti della coorte dell’obbligo:
    Si esegue lo schema di somministrazione: 0, 1 e 6 mesi.
    Dosaggio per adulti.
    Una volta completato il ciclo primario di vaccinazione, non sono necessarie dosi di richiamo.
  • Personale sanitario:
    0, 1 e 6 mesi.
    E’ indicata la valutazione della risposta anticorpale a distanza di almeno un mese dal completamento del ciclo primario della vaccinazione contro l’epatite B.
    E’ parimenti indicato il controllo anticorpale al momento dell’inizio dell’attività di operatore sanitario per coloro che avessero ricevuto precedentemente un ciclo primario di vaccinazione
    Nei soggetti che hanno completato il ciclo primario di vaccinazione contro l’epatite virale B e che presentino positività per anti-HBs al controllo anticorpale, non è necessaria alcuna dose di richiamo né ulteriori controlli dello stato immunitario.
    Nei soggetti che hanno completato il ciclo primario di vaccinazione contro l’epatite virale B e che vengono riscontrati negativi al controllo anticorpale, va somministrata una quarta dose di vaccino contro l’epatite virale B, con ulteriori valutazione anticorpale a distanza di almeno un mese da questa.
    Nei soggetti non vaccinati, qualora si dovesse fare ricorso a profilassi post-esposizione, oltre alla somminisatrzione delle immunoglobuline, è indicata l’esecuzione di un ciclo completo di vaccinazione contro l’epatite virale B secondo le modalità descritte al punto 6, paragrafo 1 (vedere trattamento post-esposizione),  e la determinazione dell’anti-HBs a distanza di almeno un mese dal completamento del ciclo primario (3° dose).
    Nei soggetti vaccinati e riscontrati anti-HBs-negativi (non responders), la profilassi post-esposizione va effettuata mediante somministarzione di immunoglobuline specifiche.
  • Soggetti emodializzati e/o immunocompromessi: Si esegue lo schema di somministrazione 0, 1, 6 mesi. utilizzando una dose doppia rispetto a quella usata per l’adulto immunocompetente, ovvero preparazione vaccinali apposite. Il contenuto in alluminio non deve comunque superare 1,25 mg/dose.
    Al fine di ottenere una risposta sierologica adeguata, ulteriori dosi di rinforzo potranno essere decise caso per caso in base ai risultati del monitoraggio sierologico dell’anti-Hbs.
  • Trattamento post-esposizione: Per i soggetti non vaccinati si esegue lo schema accelerato di immunizzazione contro l’epatite virale B con somministrazione delle dosi di vaccino ai tempi: 0, 1, 2 mesi e successiva somministrazione di una dose di rinforzo a distanza di 6-12 mesi dalla terza.
    Contemporaneamente alla somministrazione della prima dose di vaccino è opportuna la somministrazione di immunoglobuline specifiche del vaccino contro l’epatite B.
    Le immunoglobuline specifiche vanno somministrate entro il 7° giorno ed il ciclo di vaccinazione per il trattamento post-esposizione va iniziato entro il 14° giorno dal contatto potenzialmente infettante.
    Per i soggetti pur vaccinati in precedenza, di cui non si conosca la risposta anticorpale al ciclo di immunizzazione primaria, è indicata la somministrazione di immunoglobuline specifiche insieme ad una dose di vaccino e l’esecuzione di un test per la ricerca degli anticorpi anti-HBs a distanza di almeno un mese.
  • Vie di somministrazione e modalità di conservazione: Il vaccino contro l’epatite virale B va somministrato per via intramuscolare, nella faccia antero-laterale della coscia nei neonati e nei lattanti, e nella regione deltoidea nei  ragazzi e negli adulti.
    Tutti i vaccini contro l’epatite virale B vanno conservati a temperature comprese tra 2° e 8°C, evitando accuratamente il congelamento che ne provoca il deterioramento irreversibile.

Nota al D.M. 20 novembre 2000

Nota al punto 2
Le categorie a rischio cui a vaccinazione contro l’epatite virale B è raccomandata ed offerta gratuitamente dal SSN sono elencate nel D:M: 4 ottobre 1991, pubblicato sulla G.U. Serie generale n. 251 del 25 ottobre 1991 e nel D.M 22 giugno 1992, pubblicato sulla G.U. Serie generale n. 158 del 7 luglio 1992.

Ministreo della Sanità
Decreto 20 novembre 2000

Montmartre - Paris.

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VACCINAZIONE CONTRO L\’EPATITE A.

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VACCINAZIONE CONTRO L’EPATITE A.


VACCINAZIONE CONTRO L’EPATITE A:

L’epatite A è una malattia infettiva acuta causata dall’infezione del virus HAV. Una volta contratto il virus, la persona infettata non presenta subito i sintomi della malattia, che ha un tempo di latenza di 28 giorni. Quando è sintomatica, l’epatite A è caratterizzata da un periodo prodromico (si manifesta in modo aspecifico), con sintomi di malessere generale, fatica, dolori articolari, febbre e una fase conclamata di ittero.
Il virus HAV si contrae in seguito a ingestione di cibo contaminato, viaggi in aree ad alta endemia e contatti con soggetti itterici.

La diagnosi consiste nella determinazione degli anticorpi anti-HAV della classe IgM.

Nell’adulto a differenza che nel neonato, la malattia può decorrere in maniera severa dando luogo a febbre, ittero ed aumento consistente delle transaminasi. Talvolta la sintomatologia può protrarsi per mesi e richiedere l’ospedalizzazione del paziente, comportando di conseguenza la perdita di molte giornate lavorative.

Per queste ragioni è importante raccomandare la vaccinazione in queste categorie di pazienti:

Viaggiatori diretti verso aree ad alta endemia.

Si consiglia di eseguire lo screening prevaccinale solo nei nati prima del 1960, che potrebbero risultare già naturalmente immunizzati. Nei viaggiatori non immuni, la malattia è molto più frequente del colera o del tifo. Il rischio di contrarre la malattia è maggiore nei più giovani che vivendo in una situazione igienico-sanitaria soddisfacente sono privi di  immunità acquisita. L’infezione avviene di solito attraverso insalata o altre verdure lavate con acqua contaminata, cubetti di ghiaccio, frutti di mare, cibo non cotto a sufficienza e preparato da persona che sta incubando la malattia, acqua di rubinetto, bagno in acque contaminate da scarichi fognari.
I viaggiatori provenienti da paesi industrializzati devono perciò vaccinarsi prima di mettersi in viaggio in aree che non siano Australia, Canada, Europa occidentale, Giappone, Nuova Zelanda e USA. Per quelli che si rivolgono al medico in ritardo e cioè meno di 2 settimane prima della partenza è meglio assumere una dose di vaccino abbinati ad immunoglobuline.

Tossicodipendenti

Operatori ecologici: sono  soprattutto a rischio gli addetti al trattamento e smaltimento di acque reflue e di liquami. Utile eseguire lo screening prevaccinale poichè si presuppone che molti di essi abbiano già formato anti-HAV.

Personale di asili-nido e scuole materne

Personale di cucina e lavoratori dell’industria alimentare

Politrasfusi: essendosi verificata epidemie di epatite A dopo somministrazione di fattore VIII, viene raccomandata la vaccinazione a tutti i soggetti anti-HAV negativi a cura dei centri Emofilia presso i quali sono registrati.

In Italia il maggiore rischio di contagio è in rapporto al consumo di frutti di mare e ai viaggi in zone con alta endemia. Anche gli omosessuali attivi debbono essere considerati a rischio. Infine il vaccino andrebbe raccomandato anche per i contatti familiari di casi primari di infezione da HAV.

VACCINI E SCHEDULE DI SOMMINISTRAZIONE

In Italia è registrato:

  • Havrix disponibile nella formulazione per bambini (dose da 0.5 ml contenente 720 U.E.) e per aduti (dose da 1 ml contenente 1440 U.E.). La schedula di vaccinazione prevede la somministrazione di 2 dosi (tempo 0 e 6-12 mesi dopo la prima dose).
  • E’ inoltre disponibile il vaccino associato anti-epatite A e B Twinrix la cui schedula di vaccinazione prevede la somministrazione di 3 dosi (tempo 0, 1 e 6 mesi).
  • E’ inoltre disponibile Epaxal la cui schedula prevede la somministrazione di una sola dose, con una dose di richiamo somministrata un anno dopo la vaccinazione primaria.

SCHEDA INFORMATIVA DELL’HAVRIX: Vaccino anti-epatite A – Virus Intero Inattivato -

Il principio attivo del vaccino è costituito dal virus dell’epatite A coltivato in laboratorio, inattivato e purificato:
Altre componenti del vaccino (eccipienti): idrossido di alluminio, aminoacidi, sodio fosfato bibasico, potassio fosfato monobasico, 2-fenossietanolo, polisorbato 20, potassio cloruro, sodio cloruro.

Il vaccino previene l’epatite A, induce la formazione di un livello di anticorpi nell’88% dei casi dopo 2 settimane, nel 99% dei casi dopo un mese.

La vaccinazione è consigliata:

  • ai viaggiatori in zone ad alta endemia a rischio
  • soggetti a stretto contatto con persone infette (offerta gratuita)
  • persone a rischio per mansioni lavorative o abitudini di vita
  • emofilici e soggetti con epatopatie croniche candidati al trapianto di fegato (offerta gratuita).

Negli adulti il vaccino viene somministrato per via intramuscolare nella regione deltoidea in un’unica dose.
Dopo 6-12 mesi si effettua un richiamo che garantisce una copertura immunitaria a lungo termine (10 anni).

Le controindicazioni al vaccino sono:

  • ipersensibilità accertata verso qualsiasi componenete del vaccino
  • gravi reazioni a precedenti somministarzioni dello stesso vaccino
  • infezioni febbrili gravi in atto.

Il vaccino è in genere ben tollerato. Sono stati riportati i seguenti effetti indesiderati:

LOCALI: arrossamento, dolorabilità transitoria, tumefazione nel sito di iniezione (nel 4% delle vaccinazioni effettuate)

GENERALI: cefalea, febbre, malessere, nausea e vomito, inappetenza (nello 0,8% – 12,8% delle vaccinazioni effettuate), risoltosi entro 24 ore ed in connessione non certa la somministrazione di avccino.

Come per tutti i vaccini iniettabili, non si  può escludere l’eventualità di reazioni allergiche.

CI SI PUO’ VACCINARE DURANTE LA GRAVIDANZA E L’ALLATTAMENTO?

Non è noto l’effetto del vaccino sullo sviluppo fetale, pertanto la vaccinazione in gravdianza può essere presa in considerazione solo se strettamente necessario.

Non sono state stabilite controindicazioni all’effettuazione della vaccinazione durante l’allattamento, tuttavia la ditta farmaceutica produttrice del vaccino precauzionalmente ne consiglia l’uso solo in caso di effettiva necessità.

LYON-FRANCE.

LYON-FRANCE.

MODO D’USO

I vaccini anti-epatite A si somministrano per via intramuscolare nel deltoide (braccio). Essi danno una buona protezione già dopo 15 giorni dalla prima dose. Quando è richiesta una protezione rapida (partenza improvvisa per aree ad alta endemia) il vaccino può essere somministarto contemporaneamente alla somministrazione di immunoglobuline. Queste ultime però vanno somministrate in un sito corporeo diverso.

DURATA DELLA PROTEZIONE

Quella passiva indotta dalle immunoglobuline si protrae per almeno 1 mese, mentre quella attiva indotta dal vaccino si protrae per almeno 10 anni.

REAZIONI

Reazioni locali (rossore, dolorabilità) sono rare e fugaci, mentre le reazioni generali (malessere e cefalea) sono osservabili in meno del 10% dei soggetti. Si trattat comunque di vaccini molto sicuri ed efficaci.

CONTROINDICAZIONI

La somministrazione del vaccino deve essere rinviata in caso di infezioni febbrili.

MARKERS DELL’EPATITE A

Esame di laboratorio eseguiti sul sangue.
valori normali: assenti.
Si ricerca nel sangue degli anticorpi (IgM) prodotti dell’organismo in risposta all’infezione da parte dell’HVA.
L’HVA si trasmette attraverso la bocca o le feci, tramite ingestione di cibi e acqua contaminati, frutti di mare, verdure non lavate, soggiorni in ambienti con scarsa igiene. Prevenuto nelle cellule del fegato, vi s’impianta ed incomincia a riprodursi per un periodo di circa 4 settimane, dopodiché inizia la fase acuta della malattia.

Quali sono gli anticorpi ch esi sviluppano in seguito al contatto con l’HAV?

Il contatto con il virus (si tratta di virus RNA) provoca l’aumento degli anticorpi HAV-Ab di tipo IgM e IgG.
La determinazione degli HAV-Ab di tipo IgM consente la diagnosi di epatite di tipo A. La massima concentrazione delle IgM è raggiunta poche settimane e la permanenza nel sangue può durare fino ad un anno dopo la scomparsa della malattia.
Le IgG invece, conferiscono immunità permanente (vale a dire sono la garanzia che quello stesso paziente non potrà più riprendere l’epatite A).

In altri termini, si possono dosare nel sangue del paziente due tipi di anticorpi:
Gli anti HAV di tipo IgM indicano che l’infezione è recente, di solito acuta, anche se questi possono persistere per molti mesi (fino a 6-12 mesi).
Gli anti HAV di tipo IgG si sviluppano in seguito (infezione cronica, pregressa, già avvenuta).

Generalmente i laboratori misurano gli anti HAV totali (IgM + IgG): se questi sono positivi conviene richiedere il dosaggio degli IgM per vedere se l’infezione è recente.

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GLI OMEGA 3.


Si parla molto di omega 3, ma pochi spiegano con precisione cosa siano realmente, che benefici forniscano al nostro organismo e dove si trovino.

Tecnicamente gli omega 3 sono acidi grassi polinstauri che, dal punto di vista chimico, hanno la caratteristica di possedere un doppio legame in posizione 3 (omega 3) o in posizione 6 (omega 6), della catena che li forma. Sono tecnicamente definiti EPA (acido eicosapentaenoico), e DHA (acido docosaesaenoico). Questi acidi hanno dei precursori, cioè delle sostanze che dopo l’introduzione nel nostro organismo vengono trasformati; nello specifico l’acido linoleico è il precursore dell’acido grasso omega 6, mentre l’acido linolenico è il precursore dell’aciso grasso omega 3. Gli omega 3 e 6 sono acidi grassi essenziali: con questo termine si intende che il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli, e quindi l’introduzione atttraverso la dieta è assolutamente fondamentale. Per ciò che concerne le funzioni biologiche nell’organismo umano, si evidenzia dalle più recenti acquisizioni e studi scientifici, condotti su questo argomento, è possibile sostenere che, tra gli effetti protettivi degli omega 3 i più rilevanti sono sicuramente:

  • azione antiaggregante piastrinica (effetto antitrombotico), cioè ridurrebbero la possibile formazione di coaguli nel sangue.
  • controllo del livello plasmatico dei lipidi, soprattutto dei trigliceridi.
  • controllo della pressione arteriosa, mantenendo fluide le membrane delle cellule, e dando elasticità alle pareti arteriose.

Gli effetti principali sono soprattutto legati alla protezione del cuore e del sistema circolatorio, aspetto positivo già evidenziato dagli studi epidemiologici iniziati intorno agli anni 70. In quegli anni furono studiati gli INUITS una popolazione eschimese che si cibava prevalentemente di pesce proveniente dalle coste della Groenlandia e del Giappone, già allora emerse molto chiaramente un’incidenza particolaremente bassa di malattia all’apparato cardiovascolare, correlata a quel tipo di alimentazione marittima.

Recentemente si stanno estentendo gli studi omega 3 anche nell’ambito della nutrizione neonatale, dove un’introduzione quantitativamente adeguata di questi acidi sarebbe importante per favorire lo sviluppo del bambino. Esistono inoltre, studi preliminari, dove si controlla l’applicazione degli omega 3 sul morbo di Crohn (patologia a carico dell’apparato intestinale): l’effetto studiato sarebbe legato all‘attività antinfiammatoria di queste importanti sostanze. Per rimanere in tema di ricerche su questo argomento è importante ricordare che nel 1999 è stato pubblicato su “The Lancet” un’importante studio iniziato nel 1996 su 11324 pazienti colpiti da infarto miocardico, il quale ha dimostarto che, la somministrazione di un farmaco a base di acidi grassi polisaturi omega 3 ai pazienti colpiti da infarto riusciva a ridurre considerevolmente la mortalità legata a questa patologia.

Castello San Giusto - Trieste.

In sintesi, queste ricerche hanno riscontrato che, la somministrazione quotidiana di un farmaco contenente un grammo di acido grasso omega 3 asscociata, ovviamente a un regime dietetico equilibrato (contenente un buon quantitativo di pesce), è importante per curare problemi di tipo cardiovascolare.

Per mantenere il benessere del nostro organismo cosa è più corretto fare?

E’ consigliabile seguire un’alimentazione varia ed equilibrata caratterizzata da armonia sia qualitativa che quantitativa tra i singoli nutrienti. Per favorire l’introduzione degli omega 3 è opportuno consumare dalle 2 alle 3 porzioni settimanali di pesce, la cui tipologia potrà variare tar le seguenti: sgombero, merluzzo, pesce spada, tonno, trota, sardine e aringa, altre fonti di omega 3 sono i cereali, le noci, i legumi e l’olio di lino. Per quanto riguarda le tipologie di cottura più indicate, perchè il pesce possa mantenere inalterate le sue benefiche proprietà, le migliori sono sicuramente: al forno, in umido o alla griglia.

Una considerazione da non sottovalutare mai è che un’attività di prevenzione rivolta alle malattie cardiovascolari deve primariamente concentrarsi sulla dieta equilibrata, e parallelamente sulla eliminazione dei fattori di rischio (fumo, obesità e sendentarietà). La società occidentale essendo caratterizzata da un consumo scarso di pesce è maggiormente esposta alle malattie cardiovascolari rispetto a tutte quelle popolazioni (ad esempio quelle orientali) che hanno abitudini alimentari diverse, ecco perchè l’indicazione ad un aumento del consumo di pesce è fondamentale. I composti farmacologici a base di omega 3 possono rappresentare un aiuto soprtattutto nei casi in cui l’alimentazione è particolarmente deficitaria, ma in linea di massima è possibile dire che, attraverso una dieta di tipo mediterraneo, caratterizzata dalla presenza di futta, verdura, pesce, olio extravergine di oliva ecc, la fonte di vitamine, sali minerali, proteine nobili e ovviamente omega 3 è assicurata.

http://www.benessere.com

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IGIENE ORALE.


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BIOPHARM.

AFATB:
Triamcinolone acetonide 0,025 mg: antinfiammatorio, antiallergica ed antipruriginosa. Compressa buccale muco-adesiva: ulcere aftose, stomatiti, gengiviti, erosioni e irritazioni del cavo orale. Non deve essere deglutito né masticato, applicare la compressa dal lato bianco adesivo sulla mucosa facendo in modo di ricoprire il più possibile la superficie adesiva.

BUCCAGEL GEL PROTETTIVO 15 ML:
Da utilizzare in caso di afte singole e di piccole dimensioni e in caso di gengive sanguinanti. la sua formulazione a base di TGO (Triesteri di glicerolo Ossidati), composto biotecnologico che, attraverso un’azione puramente meccanica, aiuta a isoalre la lesione  e l’afta ricostituendo un film idrolipidico, la membrana fisiologica con la funzione di separare l’ambiente cellulare da quello esterno. In questo modo, viene limitata la disidratazione dei tessuti, riducendo la sensibilità verso gli agenti irritanti e la sintomatologia dolorosa.

BUCCAGEL COLLUTORIO 200 ML:
Da utilizzare in caso di afte e lesioni multiple o di ampie dimensioni, causate da protesi e apparecchi ortodontici, traumi morsicature, infezioni batteriche o fungine (herps virus) o in presenza di irritazione del cavo orale . Buccagel Collutorio dona rapido sollievo al dolore e grazie all’assenza di alcool non irrita le gengive. Inoltre, può essere particolarmente utile dopo estrazioni dentarie e per contrastare l’alitosi.

CURASEPT GEL PARODONTALE CON ADS:
Clorexidina 0,5%. ADS: (anti discoloration system). Non deglutire. Da usare contro la placca e le irritazioni gengivali, da applicare su gengive e parodonto, anche dopo tratamenti odontoiatrici.

CURASEPT ADS 020 TRATTAMENTO INTENSIVO:
Indicato per portatori di protesi, apparecchi ortodontici, impianti e problemi al tessuto del dente (parodonto). usare 2 volte al dì .

CURASEPT DAYCARE PLUS COLL. 250 ML:
Associazione di oli essenziali e clorexidina con ADS senza alcool, grazie alla sua azione sinergica dei componenti attivi ha una efficace azione protettiva: Antiplacca e Antialitosi, protegge dalla placca e dalla carie.

CURASEPT DAYCARE COLL. 250 ML PROTEZIONE SMALTO:
A base di oli essenziali senza alcool. Arrichhito di fuoruro di sodio con azione antidemineralizzante-remineralizzante: antiplacca, antialitosi, protegge e rinforza lo smalto.

CURASEPT DAYCARE COLL. 250 ML PREVENZIONE TARTARO:
A base di oli essenziali senza alcool. Arricchito di zinco cloruro con azione antitartaro: antiplacca, antialitosi, previene la formazione di tartaro.

CURASEPT DAYCARE COLL. 250 ML GENGIVE SANE:
A base di oli essenziali senza alcool. Arricchito di zinco cloruro fluoruro di sodio e xilitolo ad azione protettiva delle gengive: antiplacca, antialitosi, protegge le gengive dalle irritazioni contribuendo a mantenerle in salute.

DAKTARIN 2% GEL ORALE:
Miconazolo. Trattamento delle candidiasi della cavità oro-faringea e del tratto gastrointestinale.
Lattanti: 1/4 di misurino 4 volte/die. Bambini e adulti: 1/2 misurino 4 volte/die.
Non inghiottire il gel subito, ma trattenerlo in bocca il più a lungo possibile. Continuare il trattamento per almeno 1 settimana dopo la scomparsa dei sintomi.

DENTOSAN GEL PARODONTALE:
A base di clorexidina allo 0.5%, per la protezione delle gengive: nelle diversi fasi dei trattamenti odontoiatrici, nei parodontopatici, nei portatori di protesi o di apparecchi ortodontici.

FROBEN COLLUTORIO:
Flubiprofene, da usare nel caso di gengivite, stomatite, faringite, processi irritavo-infiammatori cavo orali dolore dentario e dopo estrazione dentaria.

LABIACALM GEL LENITIVO 4,5 g:
Gel lenitivo per labbra (Boiron).
Labiacalm gel: usualmente è utilizzato come coadiuvante lenitivo locale nel trattamento topico cutaneo dell’herps labiale (Herps simplex labialis) – a base di estratti idroalcolici di Buxus sempervirens, Plantago major, Potentilla erecta e Thuya occidentalis.


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APT-PROVENCE.

MYCOSTATIN SOSPENSIONE ORALE:
Nella profilassi e nella terapia delle infezioni candidosiche della cavità orale, dell’esofago e del tratto intestinale.
Lattanti: 2 ml 4 volte /die. Bambini e adulti 4-6 ml 4 volte/die

PARODIUM GEL GINGIVALE:
Si può usare 3 volte al giorno – A base di clorexidina ed estratto di rabarbaro, è studiato per prevenire e curare la gengivite…

PARONDOTAX COLLUTORIO:
A base di clorexidina allo 0,1% – la clorexidina digluconato svolge: attività antibatterica-combatte la formazione della placca dentale-aiuta a prevenire gengiviti e parodontiti. Non fumare e non assumere sostanze coloranti (caffè, tè, vino) nelle due ore succesive al trattamento.

PYRALVEX FL 10 ML GENGIVARIO:
Rabarbaro, acido salicilico. Gengiviti, stomatite..

OKI COLLUTORIO: diclofenac

XEROTIN UMETTANTE ARTIFICIALE:
Consente di umdificare le mucose della bocca e gola, mantenendole sufficientemente idratate per circa 1-2 ore. Xerotin è uno spray fisiologico, può essere impiegato in tutti i di xerostomia:

  • durante trattamenti farmacologici che causano inardimento delle fauci (antidepressivi, antistaminici, anticolinergici, ecc..)
  • a seguito di interventi chirurgici che interessano la cavità orale e/o le ghaindole salivari
  • nel caso di interventi radioterapici
  • disfunzioni delle ghiandole salivari
  • per il mantenimento delle igiene orali nelle unità di terapia intensiva.

Campo de Pétanque - Saint Paul de Vence.

XEROSTOMIA

BIOXTRA GEL ORALE – BIOXTRA SPRAY: 
Capace di umidificare e lubrificare la cavità orale per almeno 3h. La presenza di enzimi antibartterici più Colostro purificato protegge da complicazioni e infezioni.

BIOXTRA COLLUTORIO:
Base acquosa e pH neutro, senza alcool, né mentolo, né conservanti; contiene un sistema polienzimatico analogo a quello salivare più Colostro purificato.

BIOXTRA DENTIFRICIO DELICATO: 
Specifico per l’igiene orale di chi soffre di xerstomia, contiene enzimi antibatterici più Colostro purificato, indice di abrasività zero, non contiene detergenti di sintesi.

MYCOSYTE FLUID: soluzione concentrata
E’ un coadiuvante nel trattamento della cavità orale, forma un film che ricopre e protegge la mucosa orale dalle lesioni provocate da farmaci, radioterapia, chemioterapia, interventi chirurgici del cavo orale, ulcere traumatiche, o causate da protesi dentarie ed apparecchi ortodontici, BMS (sindrome della bocca che brucia).
Usare 3 v/die o secondo necessità, riempire il misurino fino alla tacca indicatrice di 15, versare in un bicchiere ed aggiungere ed aggiungere in 20 ml di acqua, mescolare bene ed utilizzare immediatamente, sciacquando la bocca.

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INTEGRATORI E VIATMINE.

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CALCOLI E COLICHE RENALI.


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CALCOLI E COLICHE RENALI: CAUSE, SINTOMI, RIMEDI.

LIBANO.

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CALCOLI RENALI.


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CALCOLI RENALI

BYBLOS-LIBANO.

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