Gli inibitori dell’aromatasi nel trattamento endocrinologico del carcinoma mammario.


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INIBITORI DELL\’AROMATASI.

ALSACE.

Anastrozolo (ARIMIDEX) e letrozolo (FEMARA), farmaci non steroidei inibitori dell’aromatasi di III generazione, ampiamente utilizzati in alternativa al tamoxifene nel trattamento di prima linea del tumore avanzato della mammella, positivo ai recettori per gli ormoni, nelle donne in menopausa.

Questi farmaci presentano alcuni vantaggi sul piano della tollerabilità rispetto al tamoxifene che comprendono:

  • riduzione del rischio di insorgenza di eventi tromboembolici,
  • e di anormalità uterine.

Tuttavia non ci sono dati sufficienti per valutare il rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari, in particolare a carico delle coronarie.

L’aumento del rischio cardiovascolare dopo la menopausa, spontanea o farmacologicamente indotta, è legata in parte alla diminuizione della produzione endogena di estrogeni che esercitano un effetto cardioprotettivo, principalmente per la loro azione sul metabolismo del colesterolo e dei lipidi.
Nelle pazienti in menopausa affette da tumore il rischio di insorgenza di eventi cardiovascolari aumenta perchè le cellule tumorali sono in grado di attivare il sistema trombotico sia direttamente, attraverso la generazione di trombina, sia indirettamente attraverso la stimolzaione di cellule mononucleari che sintetizzano ed esprimono vari fattori procoagulanti. Uno studio riporta che in pazienti con tumore della mammella, in trattamento chemioterapico, l’incidenza di trombosi è compresa tra l’1-3% (stadio I-II) e il 17.6% (stadio IV), con il rischio maggiore nelle donne in menopausa.

Gli studi esaminati in questa review indicano che anastrozolo, letrozolo ed exemestano riducono significativamente il rischio di insorgenza di eventi tromboembolici rispetto a tamoxifene.
Anastrozolo mostra inoltre una incidenza di infarto e decesso simile a quella di tamoxifene, mentre il rischio di insoregnza di eventi cerebrovascolari è inferiore.
Letrozolo, utilizzato come trattamento adiuvante primario, può essere associato ad un significativo aumento di eventi  cerebrovascolari e ad un aumento numerico di decessi per eventi cerebrovascolari e cardiaci rispetto a tamoxifene.
Infine, per quanto riguarda examestano, non è stata evidenziata una differenza di incidenza significative di infarto del mocardio e decesso per eventi cardici in pazienti che continuano la terapia con tamoxifene rispetto a quelli che la sostituiscono con examestano.

Gli autori concludono che le differenze tra anastrozolo, letrozolo ed exemestano (struttura molecolare, selettività per l’enzima aromatasi, capacità di ridurre i livelli plasmatici di estrogeni e il loro impatto sulla composizione lipidica) possono spiegare le potenziali differenze nel profilo di sicurezza cardiovascolare di questi inibitori della aromatasi. Queste differenze devono essere considerate nella scelta del trattamento più adeguato per il tumore della mammella positivo ai recettori per gli ormoni delle donne in menopausa.

Farmacovigilanza Toscana.
Daniela Coli, Arianna Testi e Marco Tuccori.

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