IL DOWNING TEST.


Il Downing test consente lo studio della mobilità sacro-iliaca; l’importanza del test consiste nella possibilità di diagnosticare una limitazione della mobilità dell’osso iliaco, indipendentemente dalle disfunzioni del sacro: questo test è fondamentale per la diagnosi delle disfunzioni iliache in rotazione anteriore o posteriore.

Esso si basa sulla possibilità di provocare una rotazione anteriore o posteriore dell’osso iliaco per mezzo delle rotazioni forzate del femore in associazione all’adduzione ed all’abduzione.

  • Infatti, in decubito, la rotazione esterna + adduzione del femore determinano una rotazione anteriore dell’osso iliaco, alla quale cosegue un allungamento funzionale dell’arto inferiore omolaterale;
  • mentre la rotazione interna + abduzione del femore determinano una rotazione posteriore dell’osso iliaco, alla quale consegue un’accorciamento funzionale dell’arto inferiore omolaterale.

    Nell’esecuzione
    del test entrano in gioco
    due legamenti dell’articolazione coxo-femorale:
  1. Il legamento ileo-femorale o di Bertin, il quale limita i movimenti di rotazione esterna e di adduzione del femore
  2. Il legamento ischio-femorale, il quale limita i movimenti di rotazione interna e di abduzione.

Quindi la rotazione esterna e l’adduzione determinano una tensione del legamento di Bertin ed un rilassamento del legamento ischio-femorale; tale stato di tensione del legamento di Bertin (che ha origine sotto la spina iliaca antero-inferiore) sollecita l’ala iliaca in avanti, allungando l’arto inferiore omolaterale.
Analogamente, la rotazione interna e l’abduzione determinano una tensione del legamento ischio-femorale ed un rilassamento del legamento di Bertin; tale stato di tensione del legamento ischio-femorale (che ha origine nel solco sotto coltiloideo della parte posteriore ed inferiore dell’articolazione coxo-femorale) sollecita l’ala iliaca indietro, accorciando l’arto inferiore omolaterale.

L’effettuazione del Downing test segue una linea precisa:

  • Il paziente è in decubito dorsale
  • Si deve equilibrare il bacino e quindi le articolazioni sacro-iliache, chiedono al paziente di flettere le ginocchia a 100°, mantenendo i piedi appoggiati sul lettino, e di sollevare il più possibile il bacino per poi riappoggiarlo lentamente.
  • il medico allinea gli arti inferiori del paziente sull’asse del corpo e pone i propri indici a livello dei malleoli interni per valutare la lunghezza degli arti inferiori; è opportuno tracciare sui malleoli i segni di riferimento uno di fronte all’altro.
  • Si esegue il test d’allungamento: l’allungamento dell’arto, cioè la rotazione anteriore dell’osso iliaco, si effettua per mezzo di una adduzione e rotazione esterna del femore; si valuta l’entità dell’allungamento in corrispondenza dei malleoli mediali, quindi si esegue la manovra di annullamento.
  • Si esegue il test d’accorciamento: l’accorciamento dell’arto, cioè la rotazione posteriore dell’osso iliaco, si effettua per mezzo di un’abduzione e rotazione interna del femore; si valuta l’entità dell’accorciamento in corrispondenza dei malleoli mediali, quindi si esegue la manovra di annullamento dell’accorciamento.

La differenza tra le due direzioni (allungamento/accorciamento) riflette la mobilità dell’articolazione sacro-iliaca; si ritiene normale una differenza compresa tra 1 e 2,5 cm, considerando l’età del paziente. Da ricordare che l’articolazione sacro-iliaca subisce movimenti indotti dal rachide o dell’arto inferiore ed è sede di limitati movimenti fisiologici, i quali aumentano temporaneamente di ampiezza durante la la gravidanza per una lassità legamentosa di natura ormonale; tale limitata mobilità articolare sacro-iliaca tende a scomparire in età avanzata (sinostosi) o in presenza di patologie (sacroileiti).

una disfunzione osteopatica si definisce nel senso di maggiore mobilità: un segemento osseo in disfunzione si sposta più facilmente nel suo senso lesionale che nel senso inverso. Quindi si verifica: una disfunzione iliaca anteriore quando l’allungamento (rotazione anteriore dell’osso iliaco) è possibile, mentre risulta compromesso l’accorciamento (rotazione posteriore dell’osso iliaco) è possibile, mentre risulta compromesso l’accorciamento (rotazione posteriore dell’osso iliaco);
Una disfunzione iliaca posteriore quando l’accorciamento (rotazione posteriore dell’osso) è possibile, mentre risulta compromesso l’allungamento (rotazione anteriore dell’osso iliaco).

Inoltre, se la differenza tra allungamento ed accorciamento risulta essere uguale non è presente una disfunzione iliaca; mentre se tale differenza è inferiore ad 1 cm bilateralmente si ha una restrizione bilaterale della mobilità sacro-iliaca. Da ricordare che il test di Downing può essere eseguito soltanto dopo l’eventuale correzione della sinfisi pubica e dell’articolazione coxo-femorale.

Fisiatria.it
sito medico specialistico di medicina riabilitativa
a cura del Dr. Paolo Sergiacomi.

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L’articolo è scritto in lingua francese, è molto chiaro e preciso.

LE DOWNING TEST

PARIS.

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