TUMORE POLMONARE.


Cos’è il tumore al polmone

I POLMONI sono due organi simmetrici, spugnosi, posti nel torace. La loro funzione è quella di trasferire l’ossigeno respiralo al circolo sanguigno e depurato dell’anidride carbonica prodotta dell’organismo,

Il tumore del polmone compromette questa funzione in quanto provoca una crescita incontrollata di determinate cellule polmonari (quelle che costituiscono bronchi, bronchioli e alveoli) che possono costituitre una massa che ostruisce il corretto flusso dell’aria, oppure provocare emorragie polmonari o bronchiali.
Non esiste solo un tipo di tumore bensì diverse tipologie di malattia a seconda del tessuto polmonare interesssato.

In Italia vi sono 250.000 nuovi casi ogni anno
Si ammaleranno nel corso della vita:
1 uomo ogni 3
1 donna ogni 4

Ogni anno muoiono di cancro al polmone 35.000 italiani.

Il tumore del polmone rappresenta la prima causa di morte nei paesi industrializzati.

Questa malattia da sola rappresenta il 20% di tutti i tumori maligni nelle persone di sesso maschile.
In questi ultimi anni, si sta registrando un progressivo aumento anche tra le donne. La ragione è semplice: le donne fumano sempre di più e il fumo è la prima causa di cancro al polmone.

In Italia si stimano oltre 250.000 nuovi casi di tumore ogni anno nelle persone fino agli 84 anni di età. Pur tenendo conto dell’aumento dei casi dovuto all’invecchiamento della popolazione, in media un uomo ogni tre e una donna ogni quattro ha la probabilità di avere una diagnosi di tumore nel corso della vita media (0-74 anni). In Italia muoiono per tumore del polmone circa 35.000 persone all’anno (circa 27.000 uomini e 6.000 donne), rappresentando la prima causa di morte oncologica negli uomini e la seconda nelle donne.
Secondo l’ultimo rapporto ISTATA, la mortalità per tumore diminuisce del 2% circa l’anno, ma nel caso del cancro polmonare tale diminuizione riguarda solo gli uomini mentre nelle donne i decssi sono aumentati delll’1,5%.

Chi è a rischio

Il più importante fattore di rischio nel tumore del polmone è rappresentato dal fumo di sigaretta: esiste infatti un chiaro rapporto dose-effetto, e questo vale anche per il fumo passivo, tra questa abitudine e la neoplasia. Ciò significa che più si è fumato (o più fumo si è respirato nella vita), maggiore è la probabilità di ammalarsi. Questa relazione vale in particolare per alcuni sottotipi di cancro al polmone: il carcinoma spinocellulare e il microcitoma.

Il fumo di sigaretta contiene numerose sostanze che agiscono direttamente (cioè con lesioni immediate) o indirettamente (cioè con lente modificazioni nel corso del tempo) a livello dei bronchi. Per fare un esempio, sono cancerogeni diretti gli idrocarburi aromatici policilici (cioè i prodotti della combustione, tra cui il ben noto benzopirene) e le nitrosamine (derivati dell’ammoniaca usati nella lavorazione delle sigarette); invece i fenoli e le aldeidi (contenuti pe resempio nella carta) si sono dimostarti fattori indiretti, cioè sono ingrado, col tempo, di promuovere la trasformazione delle cellule in senso tumorale.

Esistono poi altri cancerogeni chimici come l’amianto (asbesto), il radon, i metalli pesanti, il catrame e gli oli minerali, che provocano il tumore del polmone soprattutto in quella parte di popolazione che viene a contatto con queste sostanze per motivi di lavoro: si parla in questo caso di esposizione professionale.

Infine non bisogna dimenticare alcune alterazioni genetiche che predispongono a questa malattia: le più importanti sono quelle che avvengono a carico del gene p53 o del gene FHIT, che comunque sono causa di un numero molto ridotto di casi.

Tipologie

Bronchi, bronchioli e alveoli polmonari sono ricoperti da un sottile strato di tessuto detto epiteliale. Il 95% dei cancri al polmone origina prorpio dall’epitelio e viene chiamato carcinoma broncogeno (ovvero originato dai bronchi). Nel restante 5% dei casi l’origine può essere a livello di tessuti diversi che compongono il polmone, per esempio i tessuti nervoso ed endocrino (in questo caso si parla di carcinoide polmonare di origine neuroendocrina) o linfatico (in questo caso si tratta di un linfoma polmonare).

Il carcinoma spinocellulare (detto anche squamocellualre) rappresenta il 25-30% dei tumori broncogeni e nasce nelle vie aeree di medio-grosso calibro. E’ dovuto alla trasformazione dell’epirtelio bronchiale provocata dal fumo di sigartte. E’ questo il tumore polmonare con la prognosi migliore.

al pari del precdente, anche il microcitoma (o tumore a piccole cellule), che si osserva nel 20 per cento circa dei casi, insorge nei bronchi che hanno diametro più grande, e anch’esso è correlato con il fumo di sigaretta . Questo tumore è costituito da cellule di piccole dimensioni, ha un’origine di tipo neuroendocrina e può esistere in forma pura oppure coesistere con altri tipi. La sua prognosi è in genere peggiore del precedente. L’adenocarcinoma si presenta in circa il 30% dei casi e si localizza, al contrario dei precednti, in sede più periferica e cioè a livello dei bronchi di calibro minore. E’ il tumore polmonare più frequente tra chi non ha mai fumato e talvolta è dovuto alla presenza di deriva dalla ecellule che tappezzano gli alveoli e che tende a diffondersi lungo le vie aeree.

Meno frequente (10-15%) è invece il carcinoma a grnadi cellule che deriva anch’esso dalle vie aeree più piccole.
Dal punto di vista clinico si è soliti fare distinzione tra il tumore polmonare a piccole cellule (cioè il microcitoma) e il tumore polmonare non a piccole cellule (che comprende i restanti tipi sopra menzionati). L’importanza di questa suddivisione è legata al diverso tipo di trattamento.

SINTOMI

Come già accennato in precedenza, il carcinoma spinocellulare e il microcitoma insorgono in posizione più centrale, cioè nei rami bronchiali di calibro maggiore; l’adenocarcinoma e il carcinoma a grandi cvellule si presentano invece in posizione più periferica.

Il tumore del polmone può diffondersi per contiguità alle strutture vicine (la pleura, la parete toracica e il diaframma sono alcuni esempi), per via linfatica ai linfonodi (bronco-polmonari, mediastinici e sovraclaverari) o attraverso il flusso sanguigno: in questo ultimo caso si presenterà con metastasi a distanza. Quasi tutti gli organi possono essere colpiti il fegato, il cervello, i surreni, il pancreas, la milza e la cute.

Il tumore del polmone non sempre si manifesta con chiarezza fin dagli esordi e i sintomi possono essere comuni ad altre malattie polmonari. Tosse secca o con catarro (talora striato di sangue); piccole perdite di sngue con i colpi di tosse (emottisi), difficoltà respirtaorie, dolore al torace e perdita di peso sono segni e sintomi caratteristici che possono anche presentarsi in forma lieve e in una piccola percentuale di casi mancare.

LORETO

LORETO

PREVENZIONE

Per fare una buona prevenzione del cancro al polmone non resta che eliminare il fumo.

Nel caso dei non fumatori è bene far rispettare in ogni occasione i divieti imposti nei luoghi pubblici e di lavoro, in particolare in presenza di bambini.
Non vi è ancora accordo tra gli esperti sull’opportunità di sottoporre a screeninig (cioè a esami periodici) persone che sono a rischio elevato perchè fumatrici o ex fumatrici: la ragione è che non sempre gli screening sono efficaci, individuano il tumore precocemente e consentono di effettuare terapie che aumentano effettivamente la durata di vita della persona.

Studi ancora in corso per dimostrare l’utilità di sottoporre i fumatori ultra cinquantenni a esami annuali come la TAC spirale o l’esame citologico dello sputo. Sono disponibili anche alcuni marcatori nel sangue (tra cui alcuni ormoni) che consentono di valutare l’evoluzione della malattia.

Uno screenimg controverso

I medici ripongono molte speranze nella possibilità di identificare precocemente i tumori polmonari, in particolare quelli a più lenta diffusione, che potrebbero essere guariti da un intervento chirurgico tempestivo. Negli ultimi anni sono stati pubblicati numerosi studi importanti, due dei quali rivestono particolare interesse per chi deve decidere se sottoporsi o meno a questo tipo di esame.

Il primo, uscito sul New England Journal of Medicine, ha dimostrato che la TAC spirale è lo strumento più adatto a identificare precocemente alterazioni del tessuto polmonare e quindi a diagnosticare precocemente un eventuale cancro nei soggetti ad alto rischio come i fumatori accaniti. Alla fine dello studio, le persone sottoposte all’esame mostravano un aumento della sopravvivenza.

Il secondo studio, uscito su JAMA – che in realtà è una metanalisi, ovvero una “somma” dei risultati di pià studi clinici – ha dimostrato che lo screening con la TAC spirale non diminuisce la mortalità, ma prolunga solo la sopravvivenza, ovvero la durata della vita dal momento della diagnosi (che viene ovviamente anticipata) al momento del decesso che avviene più o meno nello stesso momento in cui sarebbe avvenuto senza l’anticipazione diagnostica. Alla luce di questi risultati non conclusivi si stanno effettuando nuove ricerche (anche in Italia grazie a fondi di AIRC) che dovrebbero dare finalmente risulato sicuro.

Diagnosi

L’esame istologico (cioè lo studio al microscopio di un frammento di tessuto prelvato dal tumore) è fondamentale per poter impostare con correttezza il programma di terapia)

Per la diagnosi di un tumore del polmone che abbia manifestato sintomi, oltre all’esame clinico, la radiografia e la TAC del torace sono esami fondamentali.

Nei casi dubbi si utilizzerà la PET oppure metodi più fastidiosi ma necessari come la broncoscopia (utile anche per eseguire prelievi del tessuto senza ricorrere all’intervento chirurgico).

Come si cura

L’approccio terapeutico cambia a seconda che ci si trova di fronte a un tumore a piccole cellule, sensibile ai chemioterapici, oppure a un tumore non a piccole cellule, che non presenta tale sensibilità.

Nel primo caso la malttia è più aggressiva e proprio per questa sua caratteristica il trattamento si basa principalmente sulla chemioterapia e sulla radioterapia (ove possibile); la chirurgia, cioè l’eliminazione del tumore mediante l’asportazione della parte di polmone coinvolta, del tutto o in parte (lobectomia), è indicata solamente in casi selezionati.

Nel tumore non a piccole cellule l’intervento chirurgico rappresenta invece la terapia di scelta, a meno che non siano già presenti metatstasi a distanza.

Nel caso di un tumore di grosse dimensioni esiste la possibilità di effettuare la chemioterapia prima o dopo l’operazione chirurgica che prende il nome rispettiavmente di neoadiuvante o adiuvante. Lo scopo è quello di ridurre la dimensione del tumore per rallentare le ricadute. E’ possibile anche utilizzare la radioterapia.

Tra i farmaci chemioterapici più attivi ricordiamo i derivati del platino e i taxani: sono comunque allo studio nuove molecole che hanno già dimostrato una certa attività su altri tipi di tumore e che ora vengono testati anche su questo.

Per quanto riguarda i farmaci biologici, sono allo studio nuove terapie, in particolare contro l’EGFR (un fattore di crescita cellulare coinvolto nella proliferazione tumorale). benchè siano disponobili farmaci intelligenti contro l’EGFR (per esempio il gefitinib), i risulatati non sono stati quelli spertai a causa di altre mutazioni genetiche concomitanti che possono rendere inefficace il farmaco biologico. Attualmente sono in sperimentazione strategie di aggiramento di queste modificazioni gentiche e nuove molecole biologiche.

www.airc.it

About these ads

Lascia un commento

Archiviato in APPARATO RESPIRATORIO.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...